The Lamb vs. The Wall

Spazio di riflessione dedicato a discussioni meta-musicali o che toccano diversi generi musicali contemporaneamente.

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theNemesis
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The Lamb vs. The Wall

Messaggio da theNemesis » 10/05/2021, 14:37

Due concept album che hanno fatto la storia della musica rock. Usciti in anni diversi, il primo alla "fine" del periodo d'oro del prog (1974) e il secondo quando ormai il prog era un ricordo (1979), sono entrambi lo specchio musicale dell'animo umano di due grandissimi artisti: Peter Gabriel e Roger Waters.
Le liriche, quasi tutte scritte da loro, sono dei percorsi dolorosi e spesso metafisici che, in modi molto diversi, raccontano vicende spesso traslate dalla vita vissuta.
Onirico e fuori dagli schemi The Lamb, legato alla sofferenza e alla realtà The Wall.
Cosa ne pensate?
Quale preferite?
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da Lamia » 11/05/2021, 10:22

Due album complessi e affascinanti al tempo stesso, sia per le liriche che per le musiche. Entrambi sono un po’ la ricerca e il tormento dell’artista, che poi si riflette sul nostro animo interiore, non meno tormentato, nel grande viaggio che e’ la vita.

Molto si e’ scritto di questi album, e molto si scriverà’, perche’ sono opere che, come i classici, avranno sempre qualcosa da comunicarci e comunicare anche alle generazioni future.

Scelgo The Lamb perche’ c’e’ Peter Gabriel, perche’ adoro la complessità’ di questo artista, perche’ le liriche sono anche un viaggio letterario , oltre che umano, perche’ ci si deve impegnare parecchio per cercare di avvicinarsi ( non per niente esistono libri che spiegano The Lamb), alla comprensione della concettualita’ dell’album.
Perche’ ci sono pezzi e passaggi musicali da manuale, che mi emozionano sempre [hearts]

Nulla da togliere al bellissimo The Wall, ma personalmente lo trovo “pesante” da ascoltare, cioe’ mi devo mettere nello spirito giusto, e mi e’ successo poche volte, mentre The Lamb , per assurdo, pur essendo complesso, lo trovo meno faticoso, se cosi posso dire, e lo ascolto piu’ volentieri. [happy]

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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da aorlansky60 » 11/05/2021, 10:54

...per una volta sarò sintetico : [smile]

THE LAMB (tutta la vita)

(anche se è non il mio album preferito dei Genesis, ma il confronto qui proposto è diretto a due soli albums)

...e non solo per il "concept" quasi interamente frutto della mente di Peter Gabriel, ma perchè sotto "quella voce" prodigiosa c'è un altrettanto prodigiosa "macchina da musica" a fornire la base strumentale (anche se per l'occasione un pur eccezionale Steve Hackett è stato usato quasi "col contagocce") con Tony Banks (*) in cattedra, ma soprattutto attenzione alla performance del motore ritmico "Rutherford&Collins" a dir poco straordinari lungo tutta la durata dell'album, doppio peraltro, nel cui arco di svolgimento i Genesis propongono svariati generi musicali come mai avvenuto prima (o dopo) : Rock, Hard Rock, Pop, Ambient(anticipando la New Age), Avanguarde, Progressive Rock, ce n'è davvero per tutti i gusti... e lo fanno come loro sanno fare (alla grande).

(*) intervistato a proposito dell'album, Steve Hackett ebbe a dichiarare che questo più di qualsiasi altro album della band, "è da considerare "l'album di Tony Banks"... ...detto da uno addentro alla band come lui, la dichiarazione (documentata) dovrebbe essere alquanto chiarificatrice...
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da Humdrum » 11/05/2021, 16:35

Trovo la cosa più curiosa di tutte il fatto che due concept come The Wall e TLLDOB vengano considerati capolavori "prog" quando entrambi son ben lontani da ciò.
I Pink Floyd non sono mai stati progressive ,anche se la critica mondiale ha provato ad appiccicargli questa etichetta, e comunque i veri capolavori dei nostri sono altri: Meddle,Atom Heart Mother,Wish you were here e naturalmente il vendutissimo The Dark Side of the Moon.
The Wall è frutto dell'ego smisurato di Roger Waters: l'alienazione e il contorto meccanismo del''industria discografica ,gli spaccati di vita privata e i problemi col gruppo (soprattutto col povero Wright) , i fantasmi del passato ( il lutto mai risolto del padre) e i tormentati rapporti con la società. Ne nasce un mappazzone musicale che coinvolge The Wall stesso (disco doppio), The Final Cut e, last but not least, l'album solista The Pros And Cons Of Hitch Hiking.
Al di là dei testi, l'unico momento "memorabile" che io ricordi musicalmente parlando di The Wall è Comfortably Numb , scritta invece da Gilmour, che paradossalmente non era riuscito all'ultimo ad inserirla nel suo disco solista!

Il mio disco preferito dei Genesis è proprio The Lamb Lies Down On Broadway.
Nel doppio album il gruppo si esprime a mio modesto parere al meglio delle proprie possibilità tecniche ed artistiche.
Ripeto : non è prog , o almeno non solo.Il vero masterpiece Prog del gruppo è Selling England by the Pound, senza dubbio.
Capolavoro frutto dei testi (memorabili , io amo i testi di Gabriel, che leggo sempre con molta attenzione, e modestamente li so "quasi " a memoria tutti) e delle melodie (mai dimenticarlo!!) di Peter.Aggiungiamo la forte presenza strumentale del quartetto le cui basi reggono tutto l'album : direi che qui Collins supera se stesso , mai sentito suonare così bene, i notevoli contributi alla chitarra di Steve Hackett (ha rivisto ultimamente nella sua autobiografia la sua posizione sui suoi interventi musicali ,pensieri dettati al tempo dalla depressione post-divorzio e dalla ferita al polso nella famosa occasione in cui si era ubriacato nel dopo concerto della Alex Harvey band).
Il duo Banks-Rutherford una sicurezza , ma sempre su indicazione musicale di Gabriel (le atmosfere le suggeriva lui, naturalmente essendo l'autore assoluto della storia).
Dissento infine dall'affermazione di Steve,mi dispiace, NON è assolutamente il disco di Tony Banks,secondo me.
Il tastierista dei Genesis diventerà strabordante ed ingombrante con il suo super apparato di tastiere da A trick of the Tail in poi....guarda caso dopo la fuoriscita del leader.
Ultima modifica di Humdrum il 11/05/2021, 19:51, modificato 1 volta in totale.
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da Lamia » 11/05/2021, 17:11

Ahia, il dado e’ tratto, si affilino le armi .. [smile]

Due considerazioni personali: rispetto l’opinione di Steve, ma pure per me The Lamb non puo’ per nulla considerarsi “l’album di Tony Banks”, sorry ma Tony non sarebbe mai riuscito a ideare un album cosi criptico e particolare, cioe’ non e’ proprio nelle sue corde! Mentre generalmente viene definito , magari erroneamente ma e’ comprensibile, “l’album di Peter Gabriel”. (Secondo me rimane un album Genesis band!).

In secundis: concordo riguardo la sezione ritmica di Phil Collins , qui insuperabile! Se non ricordo male avevo letto un’intervista nella quale Phil stesso disse che il livello tecnico che lui raggiunse in questo album rimane inarrivabile, anche per lui stesso [smile]

Infine, riguardo The Wall, non concordo con Humdrum che lo definisce “ un mappazzone”, per me , invece, e’ un album pieno di musica fantastica, ok i pezzi piu’ famosi, ma, per esempio, vogliamo parlare della stupenda “Mother”? [hearts]

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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da Humdrum » 11/05/2021, 20:00

Tirando le somme :
The Lamb è il frutto di cinque menti che lavorano coese per arrivare al loro miglior disco,The Wall è invece nato e cresciuto dalle fatiche di uno solo, lasciando fuori gran parte del gruppo. E' il disco di Roger Waters, non dei Pink Floyd.
"Mappazzone" forse è una definizione esagerata, ma tra il doppio disco e gli altri due album ,la storia si sfilaccia troppo,secondo me ,perdendo vitalità.Peccato, perchè effettivamente,Comfortably Numb a parte, alcuni pezzi meriterebbero più attenzione,al di là che Waters non è un gran cantante...
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da aorlansky60 » 12/05/2021, 9:49

Mi ritrovo in accordo al 100% su quanto scritto da Humdrum; [happy]
non era difficile immaginarlo, visto che abbiamo la stessa "visione" sui Genesis considerato la ns età;

in particolare "curioso che TLLDOB sia considerato capolavoro "prog" quando è ben lontano da ciò."

Infatti; si tratta della raccolta di stili musicali più variegata mai messa in atto dalla band lungo la durata di un solo album, sia "prima" che "dopo" TLLDOB.

Riguardo alla dichiarazione di S.Hackett, può darsi che essa sia uscita istintivamente dettata da un proprio stato d'animo di sensibile frustrazione appena terminato l'album, che possono essere percepite da quest'altra dichiarazione (documentata) che Steve rilasciò al tempo:

"Tutta la libertà espressiva che mi era stata concessa con l'album precedente" - Selling England by the pound ndr- mi fu improvvisamente tolta; Tony Banks mi "suggerì" con estrema "precisione"(...) COME DOVEVANO ESSERE le mie parti di chitarra su tutte le canzoni che compongono l'album..."

...ed in effetti se si analizzano attentamente "i suoni" e le basi orchestrali di TLLDOB lungo tutto il suo arco di svolgimento, è evidente che ad emerge siano le TASTIERE, assai di meno la chitarra elettrica, che trova gloria solo in pochissimi passaggi dell'album (l'assolo memorabile di THE LAMIA su tutte)... questo aspetto mi pare evidente ed indiscutibile, che ne dite? ...oltre naturalmente alla magistrale performance della sezione ritmica che avevo già segnalato (Collins è giustamente orgoglioso della sua prova per l'album in oggetto). Su tutto, c'è LA VOCE di Peter a plasmare una storia ed un avventura sonora che ha pochi eguali -anche al di fuori dei Genesis- ...

TLLDOB è un album "scomodo" per certi versi, perchè così doveva essere soprattutto secondo l'idea di Peter, che voleva un brusco scostamento della band dal "solo progressive rock" che aveva caratterizzato gli albums precedenti, verso un sound molto più variegato ed esteso a vari stili di musica moderna conosciuti... bisogna dire che è riuscito in pieno nel suo intento (lo prova il fatto che la band, dopo l'uscita di Peter, ritorna di prepotenza al solo "progressive rock" e basta, seppure a livelli ancora altissimi); forse la carriera solista di Peter Gabriel -e il suo personalissimo concetto del "fare musica" - inizia proprio da quest'album, cosa peraltro che ho letto da moltissimi altri critici musicali, con i quali condivido questa particolare analisi.
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da theNemesis » 12/05/2021, 11:10

Condivido quanto scritto da Humdrum e Aor su TLLDOB. Anche per me potrebbe essere considerato il primo album solista di Gabriel quantomeno per la linea espressiva che gli altri hanno seguito estraniandosi dal puro prog e perlustrando strade artistiche alternative ad esso.
Infatti, The Lamb è un album divisivo. Molti fan lo considerano un "tradimento" dell'epopea prog d'oro, mentre molti altri lo considerano il capolavoro definitivo della band.
Io mi pongo in mezzo: capolavoro sicuramente, a tratti ineguagliato anche dagli album precedenti, ma sicuramente non più il prog classico, sinfonico, a cui i 5 ci avevano abituato durante i primi anni della loro carriera.
E' un album difficile che, secondo me, deve essere ascoltato tutto di un fiato. Sono rare le singole canzoni che decontestualizzate mantengono la loro completezza artistica.

Riguardo a The Wall, anch'io penso che sia un album di Waters più che dei Pink Floyd, ma lo ritengo un'opera fondamentale del rock, una vera e propria pietra miliare.
I testi, le atmosfere, la storia in sé lo rendono unico.
Non classificabile sicuramente nel prog, ma neanche in chissà quali altri sotto-generi del rock. Preferisco pensarlo come ad un grande affresco drammatico contemporaneo.
Riconosco anch'io che ascoltare l'album non sia "leggero", alcuni passaggi poi sono davvero pesantini.
Ma vi suggerisco di vedere il video del concerto di Waters realizzato a Berlino poco dopo la demolizione del muro.
Abbinare la musica alle immagini teatrali è stato un colpo da maestro. Rende il tutto molto più fruibile.
Altro colpo da maestro è stato quello di collocare la storia di The Wall nel contesto del crollo del muro, mentre, ricordo, che l'album nacque nel 1979 e la storia, allora, era concepita sui drammi della difficoltà di dialogo tra le persone, sulla distanza intellettuale (e sui drammi di Waters...).
Agganciando le problematiche della Berlino divisa e poi ricongiunta, Waters ha svincolato la storia dell'album dall'idea iniziale, forse anche troppo soggettiva, inserendola in un contesto allargato ai drammi della gente tedesca dell'est.
E comunque non c'è solo Confortably Numb in The Wall... A mio avviso ci sono numerosi brani che meritano molta attenzione perchè davvero belle opere.
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da aorlansky60 » 12/05/2021, 16:22

@ The Nemesis

[TLLDOB] "E' un album difficile che, secondo me, deve essere ascoltato tutto di un fiato. Sono rare le singole canzoni che decontestualizzate mantengono la loro completezza artistica."

QUOTO assolutamente; [happy] peraltro anch'io lo dico e lo sostengo da tempo, non solo su questo forum :

più di tutti gli altri albums della band, dai quali escono inevitabilmente brani capolavoro che brillano di proprio rispetto ad altri, con TLLDOB questo dettaglio è assai meno evidente; è pur vero che ci sono brani superlativi quali la title-track, IN THE CAGE, THE LAMIA, THE COLONY OF SLIPERMEN, THE CHAMBER OF 32 DOORS, ma secondo me nessuna di queste prese singolarmente regge il confronto vs THE MUSICAL BOX, SUPPER's READY, FOUNTAIN OF SALMACIS, DANCING WITH THE MOONLIT KNIGHT, FIRTH OF FITH, THE CINEMA SHOW... la verità è che TLLDOB deve essere trattato alla stessa stregua di una sinfonia di Beethoven o di Mozart, necessita di essere ascoltato dall'inizio alla fine, anche perchè si tratta di un concept album a differenza degli altri della band.

ps mi accorgo ora di aver speso parole solo per TLLDOB [spock] e niente niente per THE WALL... [smile] il fatto è che il disco dei Pink Floyd non mi ha mai preso veramente, al contrario del doppio album dei Genesis che, seppure non il mio preferito della band -lo ripeto- è secondo me di caratura decisamente elevata ben oltre la media del periodo, e non solo del suo tempo.
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da Lamia » 12/05/2021, 17:26

Sottoscrivo tutto ciò’ che dice The Nemesis riguardo The Wall! [approve] Mi fa riflettere il fatto che , nel tempo, questo album e’ stato “abbinato” alla caduta del muro di Berlino, diventando cosi piu’ fruibile , verissimo!
Probabilmente , quando uscì’ nel 1979 , non fu capito cosi bene? A volte gli artisti creano delle opere che non vengono comprese immediatamente, sono troppo precorritrici oppure non “inserite” nell’anno corrente, ci vuole il tempo o qualche evento particolare che smuove le coscienze e fa riaffiorare il senso o il messaggio che queste opere volevano dare, o meglio, la tal opera viene rivalutata perche’ , finalmente, si apre in tutto il suo valore? non saprei. . .


Concordo anche riguardo i pezzi meno citati, diciamo cosi, avevo menzionato “Mother” , aggiungo il bel pezzo rock “In The Flesh?” qui nel live di Roger Waters, concordo anche sul fatto che dal vivo, con le tecniche moderne delle luci , questi pezzi prendono nuova vita:






Un appunto per la voce di Waters : ok non sarà’ Frank Sinatra, ma ricordo che siamo di fronte ad una fortissima personalita’, che, a mio avviso, supera abbondantemente il concetto di “bella voce”, dunque i pezzi cantati da Waters sono prepotentemente e inimitabilmente suoi. Il fascino dell’artista vero , del comunicatore.

Aor: infatti ti avrei chiesto perche’ poche parole per The Wall [bye] Mi piacerebbe sapere cosa avete provato ad ascoltarlo le prime volte quando usci, se vi va senno’ no problem.
P.s. Io c’ero nel 79 eh? Ma ero piccola. . [smile]

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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da Humdrum » 12/05/2021, 17:59

Quando nel lontanissimo novembre del 1974 uscì The Lamb avevo 17 anni e...sul momento non ci capii nulla! [smile]
Avevo tra le mani il tanto agognato doppio dei Genesis credendo fosse praticamente Selling due (la vendetta) invece.....ricordo che al primissimo ascolto pensai tra me e me : "ma che è 'sta roba? siamo sicuri che sono il mio gruppo preferito?" . Già la grafica fredda della Hipgnosis mi aveva lasciato basito, ma soprattutto avevo commesso l'errore più grave: avevo acquistato la versione originale inglese (la prima uscita in Italia!) senza le indispensabili traduzioni di Armando Gallo! [wall]
Ci vollero mesi , e il ri-acquisto della versione Italiana per capirlo del tutto e apprezzarlo come tuttora faccio. [hearts]

The Wall? era il Natale del 1979 (avevo già compiuto 22 anni e la musica la masticavo abbastanza bene) e mi ero regalato proprio il doppio dei Pink Floyd. Contemporaneamente avevo finalmente acquistato un impianto "serio" Hi Fi, della Pioneer ricordo, con tanto di elegante mobiletto nero!
Quello che naturalmente mi colpì furono gli effetti "stereo" che uscivano dalle casse, la musica un pò meno sinceramente, non erano più i "miei" Pink Floyd . Entrando negli anni '80 la musica giustamente stava cambiando ,ma la storia di Pink mi lasciò freddo, per non parlare del bombardamento da parte della televisione e delle radio di Another brick in the wall, un vero tormentone..... [sleep]
Il coretto degli scolaretti inglesi me lo sognavo anche di notte! :D
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da theNemesis » 12/05/2021, 18:27

Credo sia giusto ricordare alcuni brani di The wall, che a mio avviso, fanno di quest'album un grande album rock:

Mother: drammatica nel ricostruire un rapporto contrastato (a dire poco) con la madre, con un bel solo di chitarra, breve ma incisivo. Affascinante
Goodbye Blue Sky: delicatissimo acquerello a suo modo inquietante. Sbilanciante
Don't leave me now: l'urlo di Waters contro la solitudine interiore e l'incomunicabilità. Drammatica
Goodbye cruel World: breve ma incisiva. Intensa
Hey You: altro urlo watersiano contro la slealtà. Anche qui Gilmour dice la sua. Arrabbiata
Vera: delicato quadretto dedicato all'amore. Romantica
Comfortably Numb: piccolo capolavoro di armonia e melodia con grande solo di Gilmour. Aperta
In the Flesh: rock duro, belle chitarre. Aggressiva
Run like Hell: affascinante 4/4 riuscitissimo, con riff davvero notevoli. Agitata
The Trial: finale che ti aspetti, vista la storia... Conclusiva

Non cito Another Brick perchè il mio giudizio è inquinato dal fatto che il brano ha rappresentato, con altri pezzi dell'epoca, un po' la colonna sonora della mia giovinezza.

E voi cosa ne pensate?
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da aorlansky60 » 13/05/2021, 12:04

@ Humdrum


"Quando nel lontanissimo novembre del 1974 uscì The Lamb avevo 17 anni e...sul momento non ci capii nulla! Avevo tra le mani il tanto agognato doppio dei Genesis credendo fosse praticamente Selling due (la vendetta) invece.....ricordo che al primissimo ascolto pensai tra me e me : "ma che è 'sta roba? siamo sicuri che sono il mio gruppo preferito?""

ah ah ah ah ah :lol: ...mi sembra di vedere esattamente me stesso (quando acquistai THE LAMB avevo 14 anni, figurati...) la prima volta che mi ritrovai alle prese con lo "spigoloso" doppio album che mi regalai per il Natale del 1974 con i sudati risparmi di studente qual'ero, faticosamente messi insieme a poco a poco (ricordo ancora quando lessi un numero di "Ciao2001" di fine estate 74, che in un articolo dedicato ai Genesis anticipava l'imminente uscita del nuovo album della band nell'autunno 74, precisare -era un intervista di Armando Gallo a Mike Rutherford- che si sarebbe trattato di un album doppio, quindi 4000 lire del tempo da moltiplicare per due, un esborso notevole per uno che era economicamente dipendente dai genitori...)

ho detto prima "spigoloso" perchè la prima impressione che mi diede la copertina [spock] non fu affatto positiva, rispetto agli affreschi in stile pittorico che avevano contrassegnato le copertine degli albums dei Genesis fino a quel momento che tanto mi era piaciute... (interessante l'affermazione della pittrice inglese che disegnò la copertina di Selling England by the pound : "...quando fui contattata da Peter Gabriel per farlo, all'inizio rifiutai, in quanto non ero per niente interessata alla musica rock... allora Peter Gabriel mi fece ascoltare alcuni dischi dei Genesis... fu allora che mi convinsi a disegnare la copertina per il loro nuovo album...")

Ricordo ancora che il primo ascolto dell'album fu per me piuttosto traumatico, :( perchè lo stile musicale dell'album non ricalcava per niente lo stile per il quale i Genesis erano diventati celebri, motivo principale per cui ne ero affascinato e li seguivo regolarmente. Rispetto agli albums precedenti ci misi molto più tempo a "digerire" "The Lamb Lies down on Broadway" fino al punto da farmelo piacere, eppure esso non riuscì mai -ancora adesso- a raggiungere quelli che per me rappresentano il "ghota" artistico della band (FOXTROT - NURSERY CRYME - SELLING ENGLAND BY THE POUND, a scelta nell'ordine). Forse perchè nella visione del suo principale ideatore (la magmatica mente creativa di Peter Gabriel) THE LAMB doveva essere proprio così: scomodo, ruvido, per scuotere la mente, per togliere le sicurezze in cui ci si dondolava da tempo, mettendo tutto quanto in discussione per evolvere verso altre future prospettive. E bisogna dire che Peter raggiunse il proprio intento, fino a coinvolgere e convincere gli altri membri della band ad affrontare stili musicali da loro mai proposti in passato.

Ricordo ancora la forte perplessità che provai all'ascolto di un brano quale "Back in NYC", il rock più "duro" mai fatto dai Genesis fino a quel momento... poi col tempo capii... che non era la base strumentale a dare quell'impressione, ma l'uso della VOCE che Peter Gabriel decise di fare nelle strofe, che quasi anticipano il punk-rock per la violenza e per l'enfasi che la sua interpretazione vuole dare al brano... col tempo compresi che THE LAMB non era solo "progressive rock" ma molto di più, una delle più interessanti e variegate raccolte di stili musicali mai messa in atto nella ristretta durata di un album 33giri... e a mia memoria non ricordo nessun altro album rock di tal genere: sotto questa prospettiva THE LAMB non trova eguali e può giustamente essere considerato un capolavoro assoluto oltre che un opera totalmente a se stante.

Sotto questo aspetto, secondo me le facciate 2 e 3 -ragionando in termini di Lp 33g- sono quelle più notevoli; finita la prima facciata si voltava il vinile e si veniva "aggrediti" dalla ruvida voce di Peter Gabriel nel brano che ho menzionato più su (Back in NYC), un rock decisamente "duro", al quale segue -senza interruzione- un breve momento estatico di puro Progressive Rock ("Hairless Heart") attraverso il quale le tastiere di Banks evocano le migliori pagine del passato della band per l'atmosfera che riesce a creare, ed ancora senza interruzione si apre un intervallo più disteso con il pop leggero quasi provocatorio (sia per il testo sia per l'accompagnamento musicale) di "Counting out time" finito il quale inizia la decisamente più profonda "The Carpet Crawlers" seguita dalla quasi Blues-eggiante "The Chamber of 32 doors" questi ultimi due tra i brani più intensi e significativi dell'opera... wow!!! [slurp] una facciata d'album semplicemente bellissima. Poi riponevi il primo vinile e passavi al secondo, e qui ti accoglie un altro brano di puro rock decisamente "duro" ("Lilywhite Lilith", il più duro dell'album, anche più "duro" di "BACK in NYC" perchè oltre la voce usata, qui c'è anche una base strumentale dal sound volutamente "hard" con basso e chitarre quasi distorte) seguito da un lungo strumentale ("The waiting room") che come stile altro non si può definire se non "avanguarde" (altro repentino cambio di stile), seguito da un indimenticabile intro di pianoforte nella migliore tradizione "Banks" ad aprire "Anyway" quale brano dai sentori simil prog a cui segue un nuovo perentorio cambio di stile con "The Supernatural anaesthetist" (uno dei momenti in cui Steve Hackett e la sua elettrica sono protagonisti) e poi arrivano le delicate atmosfere rarefatte prog di "THE LAMIA" con la sola voce e solo piano di Gabriel&Banks (concluso da un assolo memorabile di Hackett) con la facciata che termina con "Silent Sorrow in empty boat" col quale si entra in territorio "ambient" termine non ancora usato al tempo per etichettare brani simili dai sentori "atmosferici", così come la stessa "New Age" era uno stile col quale si sarebbe iniziato ad etichettare brani sul genere solo dagli anni 80...

Ecco perchè THE LAMB all'inizio (specialmente se si ha in mente e si amano gli albums precedenti dei Genesis) è così difficile da assimilare (ed accettare) perchè come abbiamo sottolineato sia io che Humdrum, è l'album con gli stili musicali più variegati che credo esista, non solo nel repertorio Genesis; ma soprattutto perchè quest'album vuole e deve rappresentare -nella volontà chi lo ha creato- un netto taglio consapevole con il passato ...di sicuro all'inizio deluse le attese dei puristi -come me- del progressive rock (che al tempo erano elevatissime, perchè c'era grande curiosità su quello che avrebbe seguito "Selling England by the pound" giudicato come il migliore album della band), ma accontentò "anche" gli amanti del rock duro che prima snobbavano i Genesis (ricordo che poco dopo l'acquisto, feci ascoltare l'album ad un mio amico anch'egli appassionato di rock, ma soprattutto di Deep Purple e di Black Sabbath... all'inizio rimase schifato -parole sue- della title-track e di tutte le altre del lato 1... ma appena arrivò BACK IN NYC, [smile] gli vidi drizzare le antenne percettive finchè esclamò "però! questa è forte!...") [smile]

E propria a questa sua eterogeneità di generi è dovuto il successo dell'album in nord-america (accentuato dall'acclamatissimo tour in USA dell'inverno 74/75 che il pubblico americano mostrò di gradire assai) dove per la prima volta il pubblico locale -tradizionalmente restìo al progressive rock- tributò alla band gli onori che meritava (il mercato discografico USA era il primo al mondo, tutti gli artisti pop rock lo sapevano bene, se sfondavi là avevi fatto "centro" per sempre) e che stentava ad ottenere in madre patria.
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da aorlansky60 » 14/05/2021, 8:46

theNemesis ha scritto:
12/05/2021, 18:27
Credo sia giusto ricordare alcuni brani di The wall, che a mio avviso, fanno di quest'album un grande album rock:

Non cito Another Brick perchè il mio giudizio è inquinato dal fatto che il brano ha rappresentato, con altri pezzi dell'epoca, un po' la colonna sonora della mia giovinezza.
...che le radio del tempo, trasmettendolo (anche adesso dopo oltre 40anni) ne tagliano :evil: regolarmente la parte finale -che manco a dirlo è quella che preferisco dell'intero brano- costituita da un memorabile assolo di chitarra elettrica, pulitissimo nell'esecuzione ed ispiratissimo nella progressione melodica; a partire dagli anni 80 alcune malelingue alimentarono la leggenda metropolitana che D.Gilmour non ne fosse capace tecnicamente e per eseguirlo venne chiamato un autentico virtuoso dello strumento (il chitarrista fusion Lee Ritenour)... col tempo tale "leggenda" venne poco a poco ridimensionata e cancellata (comunque Lee Ritenour è presente e citato nei crediti dell'album...) anche perchè è assai facile riconoscere nei tocchi di quell'assolo "il tocco caratteristico" di Gilmour all'elettrica...
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da Lamia » 14/05/2021, 16:30

.. .veramente io la parte di chitarra di Another Brick in the Wall l’ho sempre sentita in radio fino all’ultimo, cioe’ fino agli urli che poi anticipano il pezzo successivo.

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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da Humdrum » 14/05/2021, 20:33

Scusate, ma Lee Ritenour non suona la chitarra ritmica su One of My Turns e la chitarra acustica su Comfortably Numb? Almeno così appare nei crediti.... [gg]
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da aorlansky60 » 16/05/2021, 9:22

@ Lamia

"...veramente io la parte di chitarra di Another Brick in the Wall l’ho sempre sentita in radio fino all’ultimo, cioe’ fino agli urli che poi anticipano il pezzo successivo."

beh io invece, la maggiorparte delle volte che negli ultimi decenni ho avuto l'occasione di sentirla per radio e con essa da includere anche canali televisivi musicali nazionali, che a mia moglie piace molto ascoltare mentre è indaffarata in cucina, [smile] l'ho vista regolarmente "tagliata" -per scelta delle emittenti e dei propri dj di turno evidentemente- al termine della parte cantata prima del celebre assolo della parte finale, per questo ho scritto le mie perplessità in merito... [spock]
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da aorlansky60 » 16/05/2021, 9:28

Humdrum ha scritto:
14/05/2021, 20:33
Scusate, ma Lee Ritenour non suona la chitarra ritmica su One of My Turns e la chitarra acustica su Comfortably Numb? Almeno così appare nei crediti.... [gg]
si certo, esattamente... ma la "leggenda metropolitana" nata dagli anni 80 che citavo (le fonti in merito sono svariate), insisteva nel dire che, visto che egli era in studio di registrazione, e considerato che Gilmour avesse difficoltà tecniche ad eseguire quell'assolo, a L.Ritenour venne chiesta "una mano" (all'elettrica...) anche per "Another brick in the wall"...
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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da Lamia » 19/05/2021, 10:39

Secondo me c’è’ una cosa che accomuna questi due capolavori: i protagonista e il suo tormento, la fatica, l’impossibilità’ di comunicare, la sofferenza di essere un personaggio fuori dal comune, che ha difficoltà’ ad inserirsi in una comunità mediocre , priva di umanità’ e comprensione profonda dell’animo .
Cioe’ le due storie, pur se apparentemente lontane , sono vicine per senso di smarrimento e difficoltà’ di comunicazione.
In fondo il muro di Pink lo troviamo anche in Rael, che fatica a scoprire se stesso, a volere gridare al mondo , sordo e gretto, incapace di ascolto ,( dunque esiste sempre un muro tra lui e l’esterno ) la sua identità’ piu’ vera.

Non so se questa mia riflessione sia corretta, mi piacerebbe sentire ( leggere, piu’ che sentire . .) il vostro parere, se vi va [happy]

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Re: The Lamb vs. The Wall

Messaggio da aorlansky60 » 19/05/2021, 15:42

@ Lamia

circa l'origine che può essere stata fonte d'ispirazione delle due opere qui in oggetto per i suoi due principali creatori - Peter Gabriel e Roger Waters - non è da dimenticare la personalità dei due personaggi, la loro infanzia e la loro adolescenza, oltre che la loro prima educazione di base (l'alquanto rigido ed austero sistema scolastico Inglese del tempo).

Non è un mistero che Peter Gabriel provenisse da una famiglia della classe medio/alto borghese dell'Inghilterra del tempo; non credo egli abbia mai avuto "i piedi al freddo" come si suol dire (lo stesso concetto vale per A.Phillips, M.Rutherford e A.Banks, tutti quanti negli anni 60 giovani rampolli di famiglie alto-locate della stessa classe sociale di quella di Peter).

Al contrario, Roger Waters è il frutto di una famiglia inglese appartenente ad una classe sociale più umile; non solo: egli ha dovuto metabolizzare ed accettare fin dalla propria giovinezza -al contrario di Peter e di molti altri- la perdita di un padre che non conobbe mai, se non solo in fotografia...

Per questo motivo, credo che l'opera di Roger Waters almeno sul piano emotivo sia più sentita e sofferta di quella di Peter Gabriel. Senza nulla togliere alla bellezza di "The Lamb lies down on Broadway".
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