...And Then There Were Three...

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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da Progknight94 » 19/12/2011, 7:40

rispetto ad altri gruppi prog i Genesis nella costruzione delle loro composizioni avevano come base melodie parecchio poppeggianti che arricchivano poi con digressioni strumentali d'effetto.
certo. ma io lo vedo anche negli yes, nei floyd post barrett, nei tull "PROG" eccetera... E' perfettamente normale credo. la gente a quel tempo era così fortunata ad avere standard qualitativi così alti! [hearts]
suono soddisfacente, capace di semplificare e allo stesso tempo valorizzare l'impeto romantico espressivo (come in un certo senso sono riusciti a fare i Pink Floyd e i K.C.). Secondo me quello che dico lo hanno raggiunto in poche composizioni , il disco più compiuto credo che sia Selling (e rivaluto molto Wind e ...And Then)
ovviamente sono pareri, ma io trovo il suono genesis migliore ad esempio di quello floyd, molto diluito e spesso annacquato. i KC kasciamoli stare, che il suono lo cambiavano ogni 2 album :D

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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da prog91 » 20/12/2011, 16:31

Missà che fate confusione tra due cose:
una sono le melodie facili...
... l'altra le melodie orecchiabili.

Invisible Touch oppure Follow You sono melodie facili.
L'assolo di Cinema Show oppure di Firth of Fifth sono melodie orecchiabili.

Anche Mozart è orecchiabile.
Allevi, invece, è facile e banale.



I King Crimson NON sono orecchiabili [smile] [smile]

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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da Progknight94 » 20/12/2011, 17:26

I King Crimson NON sono orecchiabili [smile] [smile]
Per questo gli sbavo dietro!!! [approve]

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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da aorlansky60 » 13/07/2018, 16:31

al GFI in alcuni anni di frequentazione ho "sparato" quintali di BOMBE ATOMICHE su quest'album, devo andare a rivedere i miei scritti poi ne posto qui una rece, che prevedibilmente non sarà troppo positiva... [smile]
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da theNemesis » 13/07/2018, 23:22

Tempo fa, su questo album, scrissi:

Quindi... eccoli in tre... Già, perchè di trovare un altro chitarrista ai livelli di Steve manco ci pensano, anzi, i più maligni dicono che la torta divisa in tre è meglio che in quattro... Ormai il successo è planetario e quando esce ATTWT i Genesis sono conosciuti in tutto il mondo, soprattutto per le loro performances live da sballo (progettano i famosi fari Varilight, i primi a cambiare colore senza dover usare venti lampadine...).
ATTWT è il tipico album di transizione. Non so ancora cosa farò da grande, non posso ancora tradire le mie origini... Alcuni brani interessanti (Burning rope e The lady lies, oltre che la carinissima Say it's allright Joe) salvano l'opera dalla pattumiera... Il resto è pop collinsiano in nuce, con qualche guizzo, ma poco altro. Voto 6,5

E confermo.
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da aorlansky60 » 17/07/2018, 10:03

Una premessa prima di tutto, su quest'album : "And then there were three" può assumere, a mio parere, un aspetto generale assai differente, giudicandolo alla fine positivamente o negativamente, se lo si è conosciuto

1) in tempo reale alla sua pubblicazione [caso tipico di un ascoltatore del periodo anni 70] ancora con la mente fresca degli allori del suo predecessore e in generale avendo ben presente "cosa fosse" la proposta musicale dei Genesis degli anni recenti (74-77),

invece che

2) 20 anni dopo la sua pubblicazione [caso tipico un fan nato negli anni 80 entrato a contatto con i Genesis NON ATTRAVERSO LA LORO EVOLUZIONE STILISTICA IN LINEA DI PUBBLICAZIONE CRONOLOGICA DEGLI ALBUMS] magari avendo conosciuto i Genesis proprio con quest'album.

Le prime impressioni di uno che c'era (quindi appartenente all'opzione 1 descritta più su, come aor il sottoscritto) furono a dir poco perplesse e sbigottite quando ancora prima di acquistare l'album, per caso ebbi modo di ascoltare trasmessa per radio una canzone annunciata quale "una tratta dall'ultimo disco dei Genesis"; si trattava di "Follow you follow me"(sic) terminata la quale dissi a me stesso che "devo avere capito male, non può trattarsi dei Genesis..."

Avevo capito bene eccome, purtroppo.

E le prime impressioni ricavate dalla hit dell'album (che fu pubblicata anche su singolo, riuscendo a vendere come mai erano riusciti i Genesis a fare fino ad allora, raggiungendo posizioni di classifica elevate sia in patria che negli States) furono purtroppo confermate da buona parte dell'intero album.

Affermare che qui si senta in modo particolare la mancanza improvvisa di STEVE HACKETT è quanto di più banale e scontato si possa dire, che rispecchia la realtà oggettiva nella quale i tre Genesis rimasti si erano venuti a trovare.

Altro elemento importante nell'analisi dell'album: l'anno di pubblicazione(1978); nell'ambiente musicale era un periodo contrassegnato dal punk che era entrato con la forza di un uragano nello show-bizz mondiale (USA e UK), contribuendo ad abbattere certezze obbligando ad una sorta di "reset" sia nella produzione di musica pop sia nei gusti del pubblico, e con questo fattore critico dovettero in qualche modo fare i conti Banks-Rutherford-Collins quando si sedettero in studio guardandosi in faccia e chiedendosi "Well : che facciamo ora?..."

Trattandosi di un album chiaramente di transizione (il primo di una serie di tre), non può abbandonare completamente lustri tecnico/musicali dell'immediato glorioso passato (Wind & Wuthering è separato solo da un anno), di questo ci sono ancora tracce evidenti in "down and out" [più che nelle altre] caratterizzato da passaggi tecnici elaborati e complessi (sia da parte di Collins che di Banks), ma nel complesso queste testimonianze di padronanza tecnica sparse "qua e là" nel disco non possono e non riescono a salvare l'album se lo si legge per ciò che tenta di conferire musicalmente a chi ascolta :

un impoverimento generale come mai era accaduto prima per quanto riguarda i Genesis, nel "nuovo album" rispetto al passato. Fino a quel momento il "nuovo album" dei Genesis aveva sempre significato "un avanzamento qualitativo" rispetto al precedente, questo fu il primo della serie ad interrompere quella che era diventata una sorta di tradizione tra gli appassionati della band.

All'ascolto, Le canzoni sono ora volutamente "semplificate" rispetto a quelle del passato, sia come durata che come arrangiamenti, come confermato dagli stessi autori. Se questo può avere significato per i Genesis incontrare il favore di un bacino di pubblico maggiore [che magari riteneva prima di quest'album la loro proposta eccessivamente ostica restandone alla larga], ha anche significato un secco rifiuto da parte degli appassionati della prima ora(ricordo ancora le tristi e quasi incredule impressioni scambiate tra i miei amici del tempo in proposito, tutti quanti appassionati dei Genesis "era GABRIEL"); nel cambio i Genesis non ci hanno perso : per uno che li abbandonava, ce n'erano 10 che subentravano; il dato di fatto fu osservato dallo stesso Mike Rutherford "Rispetto al passato, improvvisamente ai nostri concerti non solo assistemmo ad un significativo aumento di pubblico, ma anche all'arrivo di un gran numero di ragazze che prima erano assenti."

Personalmente riesco a salvare ben poco da un album che ho sempre giudicato povero di idee e privo di coraggio, come se l'improvvisa partenza di Hackett e il nuovo contesto storico costituissero delle montagne insormontabili per i nostri tre eroi:

qualcosa da BURNING ROPE -naturalmente la parte strumentale-
qualcosa da SNOWBOUND -composizione 100% di Rutherford che non trovo peggiore di YOUR OWN SPECIAL WAY, sicuramente migliore di MORE FOOL ME...

MANY TOO MANY quasi tutta, che crudelmente sembra prenderti per mano insistendo sulla nostalgia del passato,

THE LADY LIES quasi per intero (a parte lo stucchevole intro frutto del Banks più lezioso immaginabile, che però si fa perdonare alla grande con una coda di brano accelsa -aiutato qui anche dagli altri due- a farne forse il momento musicale più prezioso di tutto l'album)

Troppo poco. Naturalmente "troppo poco" pensando da CHI proviene questa proposta.

Sapranno [a mio parere] fare decisamente meglio con l'album successivo, perchè meno impacciato di questo (sia nelle idee che nelle intenzioni) e decisamente più consapevole di questo sul fatto che i tempi erano definitivamente cambiati ed esigevano in qualche modo un cambiamento. Peraltro in DUKE si assisterà anche ad un corposo cambiamento tecnico per quanto riguarda la strumentazione (specie quella di Banks che abbandonerà definitivamente il Mellotron 400 a favore di nuovi synths) per cui a buona ragione AND THEN THERE WERE THREE può essere inteso come "la fine di un era" per quanto riguarda i Genesis.
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da Hairless Heart » 17/07/2018, 10:37

aorlansky60 ha scritto:Rispetto al passato, improvvisamente ai nostri concerti non solo assistemmo ad un significativo aumento di pubblico, ma anche all'arrivo di un gran numero di ragazze che prima erano assenti
Non ricordo se nel film allegato a "Sum of the Parts", ma da qualche parte definivano Follow You Follow Me come la prima loro canzone "femminile". La prima volta che, appunto, il pubblico femminile si interessava a loro, con questa canzone da "smancerie". Solo questa apertura all'altra metà del cielo ha significato molto in termini di ..... share.

And then there..... è di gran lunga il disco dei genesis che ho più ascoltato negli ultimi 15 anni, dopo averlo snobbato in precedenza. E devo dire che, se nn fosse per Blood on the Rooftops, lo preferirei al precedente, tanto è il mio "rifiuto" per W&W. Follow, tutto sommato, la ascolto volentieri, al contrario di Afterglow, che mi provoca il diabete.
Alle canzoni citate da te come le migliori, Aor, aggiungo Say it's alright Joe già nominata da Nemesis, mentre generalmente skippo senza pietà il trittico Undertow/Ballad of big (brutta davvero)/Snowbound.
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da aorlansky60 » 17/07/2018, 10:46

@ Hairless

Negli anni ho ammorbidito un poco il mio punto di vista sull'album, rispetto al totale diniego degli inizi. Lo trovo perfino "ascoltabile" in molti punti (naturalmente dipende sempre con quale stato d'animo ci si accosta, per esempio quando decido di riascoltarmi per la 300milionesima volta THE MUSICAL BOX piuttosto che SUPPER's READY piuttosto che DANCING WITH THE MOONLIT KNIGHT lo faccio CONSAPEVOLE di ritrovarmi al cospetto di autentici capolavori, e con uno stato d'animo relativo PRECISO, ben sapendo ciò che mi daranno all'ascolto), mentre altri rimarranno per me totalmente deleteri ed inascoltabili (Follow you su tutte).
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da Lamia » 17/07/2018, 15:22

Debbo essere sincera : dopo molti ascolti nel passato ( e’ molto tempo che non lo ascolto) , quello che mi disturba dell’album e’ la sovrabbondanza delle tastiere, mamma mia, un tedio infinito. . [sleep]

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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da aorlansky60 » 18/07/2018, 10:59

@ Lamia

"quello che mi disturba dell’album e’ la sovrabbondanza delle tastiere"

Non c'è da sorprendersi di questo se consideri alcuni fattori :

1) propensione ad essere accentratore da parte di Banks.
Nel passato quando i Genesis erano in 5, il suo più immediato pari livello in seno alla band era Gabriel, per quanto riguarda ruoli e capacità decisionali nel discutere ogni dettaglio riguardante le scelte artistiche. Venuto a mancare Peter, Banks si è ritrovato decisamente rafforzato in quel ruolo, e i fatti parlano chiaramente se si analizzano gli albums da A TRICK OF THE TAIL [compreso] in poi.

2) Scelta di produzione voluta in sede di mixaggio a favorire le alte frequenze registrate, rispetto alle basse frequenze, questo per andare incontro al gusto del mercato discografico [e relativo pubblico] più ricco sulla faccia della Terra (quello USA ndr): questo inizia da WIND & WUTHERING che è palesemente sbilanciato [sulle alte freq] rispetto al più equilibrato A TRICK OF THE TAIL, e continua ancora più vistosamente con And Then There Were Three;

Se si analizza la strumentazione di Banks in "TRESPASS" "NURSERY CRYME" "FOXTROT" rispetto a quella a sua disposizione in "...And then there were three" (per scelte volute dal tastierista) ci si può rendere conto anche meglio delle diversità "musicale" che separa i due periodi e relativi albums :


TRESPASS - NURSERY CRYME - FOXTROT

• Pianoforte Acustico (solo in studio)

• Hammond L-122 tonewheel organ

• Hohner Pianet

• Mellotron Mk II (*)



...And then there were three

• Pianoforte Acustico (solo in studio)

• Yamaha CP-70 electric grand piano

• Hammond T-102 tonewheel organ

• ARP 2600 synthesizer

• Moog Polymoog synthesizer

• Mellotron 400

• Roland RS-202 string synthesizer (solo in studio)


(*) in TRESPASS il Mellotron fu usato con molta parsimonia, per un motivo preciso : non essendo ancora di proprietà della band (a differenza di come la sarà da NURSERY CRYME in avanti) questa lo dovette noleggiare per l'occasione, e questo costava parecchio, specie per le finanze di una band non ancora solida a livello economico come lo potevano essere i GENESIS degli esordi...
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da Lamia » 18/07/2018, 15:05

No, Aorlansky, non sono d’accordo al punto 1. Se fosse come dici tu, dopo la defezione di Gabriel, Banks avrebbe dovuto trascinare i Genesis ancora piu’ avanti. . .ma cio’ non e’ avvenuto, anzi, dopo due album retroattivi , si e’ piegato al volere poppettaro di Collins e dei bisogni del pubblico.
Gabriel si, invece, ha continuato ad andare “oltre”, alla ricerca di nuove sonorita’, a spingersi in avanti, pur essendo solo, dalla scelta dei musicisti con i quali suonare, a quella del produttore migliore che potesse aiutarlo a non fossilizzarsi su “cio’ che e’ stato” (. . Fripp per esempio, Lanois).
Le due personalita’ funzionavano bene insieme, a prescindere dai caratteri, dai litigi etc, pero’ la crescita dei Genesis da album in album e’ stata fino al 1975, grazie alla presenza di Peter , che e’ un artista.

Ad ogni modo, bella analisi delle apparecchiature, wow!

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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da theNemesis » 18/07/2018, 18:29

aorlansky60 ha scritto:@ Lamia

"quello che mi disturba dell’album e’ la sovrabbondanza delle tastiere"

Non c'è da sorprendersi di questo se consideri alcuni fattori :

1) propensione ad essere accentratore da parte di Banks.
Nel passato quando i Genesis erano in 5, il suo più immediato pari livello in seno alla band era Gabriel, per quanto riguarda ruoli e capacità decisionali nel discutere ogni dettaglio riguardante le scelte artistiche. Venuto a mancare Peter, Banks si è ritrovato decisamente rafforzato in quel ruolo, e i fatti parlano chiaramente se si analizzano gli albums da A TRICK OF THE TAIL [compreso] in poi.
Non sono d'accordo su quanto affermi, Aor.
Il vero "bilanciatore" della voglia di tracimare di Banks è sempre stato Hackett. Timidamente ma fermamente è sempre riuscito a controbilanciare Banks con l'aiuto di Rutherford. Non sto parlando di composizione, ma di "dialogo" all'interno della band. Questa mia analisi è confermata dal fatto che le tastiere hanno cominciato a dilagare non da A Trick, tutto sommato ancora equilibrato, ma da And then there. W&W faceva intuire il "nuovo corso" (le tastiere iniziavano a tracimare...) ma c'era ancora Hackett.
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da aorlansky60 » 19/07/2018, 9:40

@ theNemesis

Permettimi a mia volta di non essere in accordo con il tuo ultimo intervento, specie in riferimento a Steve Hackett; ovviamente non intendo togliere alcum merito tecnico/artistico (ci mancherebbe!) al chitarrista, quanto invece insistere sul suo ruolo defilato in fatto di decisionalità all'interno della band. Definiamola "politica interna" = questa deriva dalla personalità caratteriale di ogni persona, e nell'economia interna di ogni band (come in ogni sodalizio umano, non solo musicale) questo particolare HA IL SUO PESO DETERMINANTE.

Ho già postato qui da qualche parte una dichiarazione di Steve Hackett da lui rilasciata in tempi postumi alla pubblicazione di THE LAMB ("io THE LAMB più che viverlo lo dovetti subire; improvvisamente, tutta quella libertà che mi era stata concessa nell'album precedente mi fu completamente tolta.") piuttosto emblematica nel far comprendere, già dai tempi "Gabriel Era" come fossero definiti i ruoli decisionali nei Genesis :

Banks - Gabriel in prima posizione
Rutherford immediatamente sotto

Hackett - Collins più defilati in basso.

Questa situazione verteva sul dato di fatto che :

1) Banks era un membro fondatore originario della band; Hackett e Collins, pur con le loro indubbie capacità tecniche, NO.

Nei Genesis non è mai stata la "electric guitar" lo strumento guida dominante (salvo rarissimi casi, e questi vedevano la chitarra in veste di ASSOLO per un tempo limitato, non di ruolo guida dell'intera architettura del brano) ; erano le tastiere e già questo dovrebbe suggerire qualcosa : i Genesis infatti non saranno mai ricordati come una band "guitar oriented" quanto invece una band "KEYBOARD oriented".

Chi conosce i Genesis in profondità (nei decenni sono stati pubblicati molti libri sulla band che hanno messo in risalto, oltre alla musica quale argomento principale, aspetti secondari piuttosto IMPORTANTI inerenti le personalità all'interno di quella band) sa bene del carattere piuttosto "forte" di Banks per quanto riguarda il volere imporre le proprie idee all'interno dei Genesis;

2) il suo ruolo di COMPOSITORE PRIMARIO (insieme a Rutherford) nei Genesis era un dato di fatto indiscutibile;

non è un caso che alla fine, i Genesis si siano ritrovati con "quei" tre che caratterialmente andavano più d'accordo tra loro - o per meglio dire : quelli che riuscivano a convivere con il carattere di Banks : Rutherford il più diplomatico dei tre (tra lui Banks e Gabriel) e Collins che tutti ricordano come "un catalizzatore umano" all'interno dei Genesis, per le sue capacità di riuscire a far dialogare i caratteri più difficili, come gli stessi Genesis si autodefinivano (dichiarazioni in merito di Gabriel e Rutherford a titolo personale ma anche descrivendo l'amico e collega Banks...)

Banks affermò (dichiarazione documentata) che una volta rimasti in tre "tutto si è enormemente semplificato" riferito al processo creativo che portava alla realizzazione finale su disco : è chiaro il suo riferimento al fatto che "non c'era più così tanta gente con cui doversi confrontare, rispetto al passato, circa le scelte da farsi".

Lo stesso Gabriel ha ricordato (altra dichiarazione documentata) che generalmente non discuteva mai con Rutherford e Hackett come invece lo faceva MOLTO SPESSO con Banks, per ragioni riguardanti scelte artistiche da dare alla band).

Le ragioni che portarono Hackett a lasciare i Genesis furono, come da lui dichiarato, "mancanza di spazio all'interno della band"; Rutherford rispose a questo con "I Genesis sono una formazione democratica; nessuno all'interno della band può prentendere di inserire altri tre dei suoi pezzi in un album, perchè sono semplicemente suoi; nei Genesis scegliamo di pubblicare solo il materiale migliore." (dichiarazione documentata)

A questo titolo, dire che MORE FOOL ME (di Rutherford) sia qualitativamente migliore di DEJA-VU (Hackett-Gabriel) è una forzatura (la prima è DECISAMENTE inferiore alla seconda, eppure per l'occasione prevalse il peso politico di Rutherford su quello di Hackett).

Stessa situazione accadde alcuni anni dopo : "You own special way" (di Rutherford) fu preferita per essere pubblicata su WIND & WUTHERING al posto di INSIDE AND OUT (di Hackett...) altra scelta che rivela, più che democrazia, peso politico (di Rutherford) e disparità di ruolo decisionale.

Peraltro anche la scelta del concept da dare a THE LAMB si rivelò una questione di "peso politico" o ruolo decisionale predominante di uno rispetto all'altro : è noto infatti che furono prese in considerazioni diverse storie, fino a ridurre la scelta possibile a due (IL PICCOLO PRINCIPE caldeggiato da Rutherford vs "la storia di un portoricano emigrato negli States" immaginata da Gabriel, sappiamo che prevalse quest'ultima, non per caso, ma perchè Gabriel riuscì ad imporre la sua contro quella di Rutherford = Gabriel aveva ruolo decisionale maggiore rispetto a Rutherford.)

Per concludere : questa band era un ensemble di EGO molto FORTI (Gabriel-Banks-Rutherford a scelta nell'ordine); si ritrovarono in giovane età [quando cioè non si dispone ancora della diplomazia necessaria a facilitare il dialogo, rispetto al livello di quando si è più adulti] a doversi confrontare reciprocamente su argomenti cui TENEVANO MOLTO (orgoglio personale di compositore, volontà di scalare lo star system e lo show-bizz PER IMPORRE la loro arte e per far vedere al mondo intero il loro livello di caratura) è naturale quindi che le scelte finali [come quelle documentate su album] fossero il frutto di scontri interni particolarmente tesi, come da loro stessi confermato attraverso dichiarazioni nel tempo. E IN QUESTO CONTESTO IL CARATTERE PIU' FORTE ALLA FINE PREVALEVA.
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da theNemesis » 19/07/2018, 10:14

Tutto quello che scrivi, con dovizia di particolari, lo conosco perfettamente, ma non fa che confermare ciò che ho scritto.
Le personalità "forti" furono Gabriel e Banks, ma da ciò che scrivi emerge chiaramente che chi riusciva a farle convivere a dispetto dei continui "confronti" (eufemismo) tra i due, era proprio un timido chitarrista che faceva da smorzante. Le scelte musicali che tu segnali, correttamente, emersero proprio per la capacità di Hackett di far trovare un compromesso tra le tastiere dilaganti di Banks, i testi dilaganti di Gabriel e le melensaggini di Rutherford.
Brani come Watcher non escono da una penna sola e neanche da "liti" tra primedonne. Escono grazie ad un paziente lavoro "diplomatico" che non poteva che essere fatto da Hackett, personalità timida ma con basi musicali talmente solide che anche il fatto di essere arrivato dopo gli consentivano di mediare.
Illuminante, su questo fronte, è proprio The Lamb, disco dove Hackett è stato accantonato e non è più riuscito a far "ragionare" le due primedonne Gabriel e Banks, il primo involato verso territori sconosciuti fino a quel momento alla band il secondo troppo occupato a inserire tastiere (spesso di grande pregio) ovunque pur di bilanciare la verbosità del primo. Ed a seguire, i due album del dopo-Gabriel, che hanno nuovamente visto Hackett riprendere il suo ruolo di mediatore, soprattutto in A Trick. E infatti i risultati musicali lo provano.
Ho l'abitudine di trarre conclusioni attraverso l'ascolto della musica e l'analisi delle composizioni, meno tramite dichiarazioni ed interviste che, come si sa, spesso nascono in situazioni emotive e artistiche particolari e quindi non rispecchiano il vero pensiero dell'artista che dichiara.
Una fra tutte, la dichiarazione di Banks che, alla domanda "Quale è stato il pezzo migliore che hai scritto per i Genesis?" ha risposto "That's all".
Mai fidarsi troppo dei musicisti... :D
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da aorlansky60 » 19/07/2018, 10:39

@ theNemesis

"Ed a seguire, i due album del dopo-Gabriel, che hanno nuovamente visto Hackett riprendere il suo ruolo di mediatore, soprattutto in A Trick. E infatti i risultati musicali lo provano."

..............................................................................................................................................

Paradossalmente, ad Hackett viene concesso più spazio (sia per la composizione che per risalto tecnico alla sua chitarra) in WIND & WUTHERING rispetto che A TRICK OF THE TAIL...

Il fatto che quest'ultimo risulti all'ascolto "più bilanciato" (tonalmente parlando) rispetto a WIND & WUTHERING dipende in misura maggiore [più del lavoro di "mediazione" ad opera di Hackett] da una precisa scelta tecnica voluta in sede di mixaggio, a favorire determinate frequenze [e determinati strumenti] a scapito di altri.

La maggiorparte del pubblico e degli ascoltatori [non penso sia il tuo caso, Nemesis] ;-) non conosce QUANTA IMPORTANZA RIVESTA, ai termini del risultato finale da fornire su disco, la console di MIXAGGIO ed il modo di operare su questa, alzando o abbassando il livello di ogni strumento registrato nella propria singola pista.

Hai ragione : mai fidarsi [troppo] dei musicisti, specie quando affermano concetti come quello che Banks fece a proposito della "sua" migliore composizione mai fatta (sic)... [tears]
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da theNemesis » 19/07/2018, 10:50

aorlansky60 ha scritto:@ theNemesis


Nei Genesis non è mai stata la "electric guitar" lo strumento guida dominante (salvo rarissimi casi, e questi vedevano la chitarra in veste di ASSOLO per un tempo limitato, non di ruolo guida dell'intera architettura del brano) ; erano le tastiere e già questo dovrebbe suggerire qualcosa : i Genesis infatti non saranno mai ricordati come una band "guitar oriented" quanto invece una band "KEYBOARD oriented".
Solo una piccola precisazione: è vero che la chitarra elettrica aveva un ruolo più marginale rispetto alle tastiere, ma è altrettanto vero che la chitarra "in generale" (acustica, 12 corde, elettrica) era uno strumento fondamentale nell'economia musicale dei Genesis. Intrecci di 12 corde sono la base di numerose composizioni, quasi un marchio di fabbrica dei Genesis acustici, soprattutto per creare quelle atmosfere di "attesa del poi" che sfociavano, appunto, in esplosioni dinamiche guidate dalle tastiere e dalla chitarra elettrica. Direi quindi che tastiere e chitarre erano abbastanza equilibrate, quando c'era ancora Hackett. Dopo di lui, la chitarra è stata limitata al ruolo di accompagnamento con rarissimi "solo" di fattura dimenticabile.
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da Lamia » 19/07/2018, 11:00

A me risulta che la scelta del tema di The Lamb avvenne democraticamente, cioe’ a votazione.

ANCHE Peter Gabriel e’ uno dei membri fondatori. ANCHE Peter Gabriel e’ un compositore PRIMARIO.

COncorco con The Nemesis riguardo le interviste, anzi, io penso che, spesso, gli artisti si divertano a dare in pasto alla gente storie , aneddoti etc. . , dunque chi recepisce e scrive i libri non e’ detto che sia il portatore della verita’, a meno che non fosse presente nei primi anni 70 in studio di composizione con i Genesis :roll:

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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da aorlansky60 » 19/07/2018, 11:20

@ theNemesis

"Intrecci di 12 corde sono la base di numerose composizioni, quasi un marchio di fabbrica dei Genesis acustici, soprattutto per creare quelle atmosfere di "attesa del poi" che sfociavano, appunto, in esplosioni dinamiche guidate dalle tastiere e dalla chitarra elettrica."

Su questo concordo sicuramente per quanto riguarda TRESPASS, che si basa [l'ho già detto] soprattutto sul connubio PHILLIPS-Rutherford (più che su quello Banks-Gabriel) a livello compositivo, il primo (PHILLIPS) in misura anche maggiore di Rutherford, e su quel disco si sente bene.

Non a caso, dopo la dipartita volontaria di PHILLIPS, il ruolo di Banks nei Genesis [come ruolo decisionale in generale, e in qualità di compositore in particolare] sarà in costante continua crescita, proprio come sarà in crescita lo spazio dedicato alle TASTIERE rispetto agli intrecci di 12 corde acustiche che caratterizzarono i primi tempi della band.
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Lamia
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da Lamia » 19/07/2018, 11:30

Trespass fu composto insieme. Rutherford lo dice, il periodo di Trespass fu “molto formativo per tutti, avevamo molte idee, che si sviluppavano , altre se ne andavano, a volte i litigi, ma l’album fu composto INSIEME, era la prima volta che ci sentivamo una band”. ( da I know what I like)

Non ci sono connubi, ci sono cinque ragazzi che compongono INSIEME, ognuno con il proprio talento puro, e Peter Gabriel, oltre a comporre con tutti, si preoccupava pure di telefonare in giro per far concerti etc. .

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theNemesis
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Re: ...And Then There Were Three...

Messaggio da theNemesis » 19/07/2018, 11:54

aorlansky60 ha scritto:@ theNemesis

"Intrecci di 12 corde sono la base di numerose composizioni, quasi un marchio di fabbrica dei Genesis acustici, soprattutto per creare quelle atmosfere di "attesa del poi" che sfociavano, appunto, in esplosioni dinamiche guidate dalle tastiere e dalla chitarra elettrica."

Su questo concordo sicuramente per quanto riguarda TRESPASS, che si basa [l'ho già detto] soprattutto sul connubio PHILLIPS-Rutherford (più che su quello Banks-Gabriel) a livello compositivo, il primo (PHILLIPS) in misura anche maggiore di Rutherford, e su quel disco si sente bene.

Non a caso, dopo la dipartita volontaria di PHILLIPS, il ruolo di Banks nei Genesis [come ruolo decisionale in generale, e in qualità di compositore in particolare] sarà in costante continua crescita, proprio come sarà in crescita lo spazio dedicato alle TASTIERE rispetto agli intrecci di 12 corde acustiche che caratterizzarono i primi tempi della band.
Trespass indubbiamente è il disco più "folk" della band, con grandi influenze di Phillips che all'acustica era un vero fuoriclasse, ma anche negli album successivi le chitarre sono utilizzare moltissimo:
- The musical box
- For absent friends
- The Return of the Giant Hogweed (dove Hackett inizia ad usare il tapping)
- Harlequin
Etc... Etc... :)
Dancing on time way...

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