Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

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Carlo Maria
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Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Carlo Maria » 03/08/2015, 21:49

Piero Scaruffi è un critico tuttologo.
Il suo sito è un patrimonio incredibile di schede su registi, opere d'arte e musica.
Riguardo quest'ultima parte, c'è una sezione dedicata alla classica, una al jazz e una riguardante il rock ed è quest'ultima sezione il cuore pulsante di tutto il sito: ventimila schede di artisti e gruppi, dagli early years fino agli ultimi ascolti.
Un sacco di volte ho letto feroci critiche nei suoi confronti: per la sua posizione di feroce critica al trittico formato da Elvis Presley-Beatles-Beach Boys lo attaccano da anni, ma non gli piacciono molto neanche diversi altri artisti amatissimi a livello mondiale: dai Deep Purple ai Black Sabbath, da David Bowie ai Jethro Tull.
Giustamente saccagna anche i Genesis e diversi artisti prog! [smile] [smile] [smile] [smile] [smile] [smile] :lol: :lol:
Le schede su artisti italiani non li gestisce lui, ma sono piuttosto scarne e spesso eccessivamente strette di voti. Detesta Battiato, è moooolto riduttivo su De André, sminuisce di parecchio molto prog italiano.
E altri lo criticano per le inesattezze riguardanti la musica ambient, per esempio.
Io ritengo che il suo sito invece fantastico e lo riporto qui:

http://www.scaruffi.com/itmusic.html

Si tratta di un vero patrimonio culturale di recensioni, in cui puoi trovare di tutto e acculturarti.
Il mio suggerimento: divora le sue pagine... a farti un parere ci pensi tu, ma lì puoi scoprire che magari il tuo artista preferito ancora manco lo conoscevi...

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Hairless Heart
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Hairless Heart » 04/08/2015, 1:10

Intanto, stando solo al tuo post, se per lui tutti quei nomi non valgono niente, mi spieghi cosa rimane? Di fatto stronca la storia del rock!
Ma, nello specifico, mi sono riletto la sua pagina sui Beatles. Piena di errori, o in alcuni casi di opinioni legittime ma che rimangono tali, e che casualmente si scontrano con quelle di qualche miliardo di persone nel mondo: uscendone con le ossa rotte. Secondo lui il successo dei Beatles è dovuto solo ed esclusivamente a massicce campagne pubblicitarie, una specie di allucinazioni di massa, insomma ci siamo fatti tutti abbindolare, non lui, lui è quello furbo che ha capito tutto! Peccato che la stragrande maggioranza degli artisti e delle band più influenti del secolo scorso, siano dichiaratamente debitori di questo gruppetto di scadenti musicisti.
Questa la pagina:
http://scaruffi.com/vol1/beatles.html

Qualche perla:

"Il fatto piu` artistico e innovativo alla fin fine erano gli arrangiamenti di George Martin, che, forse conscio dei limiti musicali dei Beatles, uso` i sessionmen e lo studio di registrazione in maniera creativa, spingendosi forse oltre quanto avevano tradizionalmente fatto i produttori di musica leggera (che da sempre si appoggiano alle orchestrine e allo studio di registrazione per abbellire le canzoni). In piu` Martin aveva indubbiamente la passione per i suoni insoliti. "
Quello che Scaruffi non sa o finge di non sapere è che tutto o quasi quello che faceva George Martin in studio, almeno dal '65 in poi, era dovuto a precise direttive di McCartney o Lennon!. Se Martin ha chiamato Alan Civil a registrare il corno francese su For no one, è perchè ha ricevuto precise direttive dall'autore del brano, che gli ha canticchiato la linea melodica da eseguire affinché la trascrivesse sul pentagramma. Ed era preciso volere di Lennon che in Tomorrow never knows si sentisse un "coro di monaci tibetani", così come era idea partorita da McCartney invitare un'intera orchestra per A day in the life, dando ad ognuno dei musicisti la nota di partenza e quella finale, e poi "fate un po' come vi pare". La lista è lunghissima, ma queste cose Scaruffi non le sa......

"In quanto icone popolari, personaggi celeberrimi, etc, i Beatles furono certamente influenti sul loro tempo (benche' molto meno di quanto i loro fans suppongano). Anche Richard Nixon, il presidente USA della guerra del Vietnam e del Watergate, fu influente sul suo tempo e sulle generazioni successive: cio` non ne fa un grande musicista."
Questa è nient'altro che un'idiozia.

"Brian Epstein fu l'uomo che li scoperse (nel novembre del 1961) e fu l'uomo che ne creo` l'immagine (fu lui a inventare il loro abbigliamento e la loro capigliatura a caschetto"
Errore. La capigliatura a caschetto fu inventata ad Amburgo da Astrid Kircherr.

"....i Beatles esordirono con un 45 giri, Love Me Do (registrata nel settembre 1962), che era un gioviale rhythm and blues condotto dall'armonica nello stile di Delbert McClinton. Il brano entro` in classifica alla fine dell'anno. Nel febbraio del 1963 il complesso raggiunse la seconda posizione delle vendite con Please Please Me. Un'accorta campagna pubblicitaria, gestita genialmente da Epstein, scateno` nel giro di pochi mesi l'isteria di massa: dischi che si esaurivano prima ancora di essere stampati, mass-media che seguivano passo-passo le avventure dei quattro eroi, moda che ne imitiva le pettinature a caschetto. Epstein aveva creato la "Beatlemania"."
"Un'accorta campagna pubblicitaria, gestita genialmente da Epstein". Brian Epstein era una venditore di dischi, l'unico modo che ebbe di influenzare qualcosa fu quando acquisto migliaia di copie della mediocre Love me do, dandole una spinta decisiva per la conquista del 17° posto in classifica. Cos'altro avrebbe potuto fare con i suoi mezzi? A Scaruffi non viene in mente che semplicemente, i Beatles stavano via via producendo una serie di brani che "spaccavano"? She loves you è trascinante ancora adesso, altro che storie!
Ma soprattutto: se la campagna pubblicitaria è stata così efficace, perché non applicarla ad altri pseudo (secondo Scaruffi) artisti?

Dico la verità, non sono riuscito ad arrivare in fondo all'articolo, quello che ho letto mi basta per sentenziare:
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reallytongues
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da reallytongues » 04/08/2015, 7:11

beh effettivamente ci va troppo duro, anche con il primo Dylan è davvero severo
in alcuni casi quindi lo leggo più come un provocatore e spesso la fa fuori dal vaso
nel continente nero paraponzi ponzi bo


roberto63
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da roberto63 » 04/08/2015, 8:28

Uno dei commenti migliori su di lui è stato rilasciato da Federico Guglielmi sul suo blog.
Faccio mie alcune sue considerazioni. Non può aver ascoltato materialmente tutta la musica che ha recensito e, quindi per ciò stesso è disonesto. Non possiede conoscenze teoriche sulla musica che sono essenziali specie se si pretende di offrire una sorta di enciclopedia della musica dal Medioevo ad oggi.
Semplificando grezzamente, nella musica classica è inconcepibile, nel jazz è possibile, ma il rischio di prendere cantonate colossali è appena dietro l'angolo, nel rock beh..., purtroppo tutto è lecito, basta ricordarsi ciò che Zappa ha detto dei critici.
Del resto, il grosso pubblico del rock è in larga parte composto da persone poco competenti, ha lacune (mi ci metto per primo); è spesso privo di curiosità di apprendimento e, perciò, si lascia abbindolare dal mercato.
Veniamo anche ad alcuni lati positivi. Scaruffi pur contraddicendosi - si veda a titolo di esempio la scheda sugli Area - premia la capacità di innovazione e, per questo Zappa, Captain Beefheart, il kraut rock, Canterbury, Tim Buckley ecc...godono di elevata considerazione; valuta l'eclettismo positivamente (penso ai Kinks).
Sui Beatles, calca esageratamente la mano. Però da 7 ad Abbey Road e a Sergent Pepper's. Non tutto ciò che scrive sui Beatles è scandaloso o censurabile, specie sulle qualità dei musicisti.
Scaruffi non è un santo né un ciarlatano. Non è un critico musicale come crede di essere - è in buona compagnia! - ma trovo che come storico della musica rock abbia anche qualche pregio, una volta sfrondata la sua presunzione e la sua sicumera di tuttologo non solo della musica.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Watcher » 04/08/2015, 9:29

A proposito del taglio alla Beatles …

Dalla biografia Paul McCartney – Many Years From Now di Barry Miles.

[…] Sedettero in un caffè della Rue des Anglais bevendo frullato alla banana. Paul:”avevamo Parigi in mano, e decidemmo “al diavolo la Spagna!”
Si imbatterono in Jurgen Vollmer, che viveva in una modesta pensione del Quartiere Latino, dopo essersi trasferito nella capitale francese nella speranza di fare carriera come fotografo. Jurgen mostrò la città ai suoi amici. Quando indicò loro L’Opéra, esplosero in una romanza e cominciarono a ridere e a ballare per strada. Era chiaro che si divertivano un mondo. Poi li portò al mercato delle pulci, dove comprarono dei jeans prelavati; a Montmartre le giacche da mod che, più tardi, dovevano ispirare le giacche alla Beatles.
Ma il maggior contributo di Jurgen consistette nel tirar fuori le forbici. “John e Paul vennero a trovarmi e decisero di farsi tagliare i capelli come me. Un sacco di ragazzi francesi li portavano così. Feci loro il primo taglio alla Beatles nella mia stanza d’albergo sulle rive gauche.”

PAUL: Gli dicemmo: “Tagliali come i tuoi”. Ma in realtà vennero diversi. Lui li aveva un po’ più lunghi sul davanti, mentre i nostri saltarono via come saette e ci ritrovammo con una frangetta. “Perché ve li siete tagliati così?” ci chiedeva la gente, e noi: “Be’, sai com’è”.

Il taglio di Jurgen era stata un’idea di Astrid, che ne descrisse le origini. “All’epoca andavo pazza per Jean Cocteau. Il suo attore preferito, Jean Marais, portava un taglio del genere in uno dei suoi film, che sono certa fosse ispirato agli antichi greci”. Jean Marais aveva interpretato Edipo nel popolare Testamento di Orfeo di Cocteau nel 1959, con i capelli pettinati in avanti in una autentica foggia proto-Beatles. Dato che John e Paul non erano pronti a rinunciare totalmente ai loro culi d’anatra, continuarono a portare i capelli lunghi sulla nuca, combinando gli stili Rocker ed Exis in quello che doveva diventare il taglio alla Beatles. […]


Mio caro Scaruffone, [smile]
questa mancanza di precisione mi dà particolarmente fastidio, non tanto a riguardo al “taglio dei capelli dei Beatles” se li ha inventati Brian Epstein o la simpatica Astrid, ma in generale. (confermo quanto detto da Hairless). Sei un critico musicale? Vedi di dare giudizi soggettivi che poi valuteremo: i Beatles mi piacciono o i Beatles non mi piacciono perché …; senza il bisogno di inoltrarti in conoscenze che non hai o non hai approfondito solo per portare acqua al tuo mulino, visto che probabilmente non sei abbastanza credibile quando dai opinioni personali.
I Beatles possono piacere o meno, e questo lo conferma almeno un quarto degli attivi a questo forum, ma segarli come fai tu e sminuirne le qualità artistiche mi fa pensare, anzi ne sono convinto, che la tua popolarità sia solo dovuta a questa presa di posizione tanto per essere diverso da tutti gli altri cialtroni che non capiscono niente di musica. E questo vale anche per Deep Purple, Black Sabbath e Dylan, per non parlare dei Genesis dei quali mi rifiuto di leggere le tue considerazioni per non farmi venire il mal di fegato.

Proprio ciarlatano forse no, ma ancora meno santo: almeno quelli lasciamoli in pace.
Quando mi contraddico ho ragione due volte.


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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da elio77 » 04/08/2015, 10:13

Ho dato un occhiata e mi sembra tempo perso leggere il suo blog,piuttosto leggo le barzellette della settimana enigmistica

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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 04/08/2015, 10:49

Bravo Hairless [suddito] , asfaltata doversosa, nove minuti di applausi [smile]
Aggiungo che sui Beatles lo scaruffone ha continuato la linea del suo "maestro" il Bertoncelli nazionale (all'epoca già sistemato da Guccini) estremizzandola, da gran furbone, ovviamente per averne un ritorno di notorietà (se spari a zero sui "mostri sacri" ti fai notare meglio). Con gli anni il Bertoncelli si è rinsavito, quindi una speranza per Scaruffi c'è ancora ;)
Detto questo è legittimo che chiunque scriva di musica (e con un certo stile, un pò freddo ma sintetico ed efficace, glielo riconosco) abbia delle preferenze. Per la verità Scaruffi mi sembra un tantinello anti-inglese (scandaloso su Bowie ma anche sui Pink Floyd post Barret) ed anti-italiano (il prog sopratutto mentre viene riscoperto da tutti i "critici" del mondo, lui, da buon antitaliano, lo svaluta) mentre per esempio osanna il rock tedesco (Vedete quandi artisti/gruppi tedeschi compaiono nelle sue classifiche).
Su Battiato, qualche anno fa, il suo sito ospitava una bellissima scheda, ovviamente non scritta da lui. Poi Scaruffi deve essersi ascoltato la discografia di Francuzzo (in mezza giornata, visto il numero di dischi stratosferico che ha recensito non poteva perderci tanto tempo) e l'ha sostituita con una pagina in cui lo definisce "sedicente compositore". Anche quì in controtendenza perchè non passa giorno che Battiato non venga lodato da qualche critico/blogger straniero ( tipo ad es. Julian Cope).
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roberto63
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da roberto63 » 04/08/2015, 11:23

Data a Scaruffi l'importanza che merita, ossia 0,5, non capisco perché ogni volta che un sedicente critico scrive qualcosa di opposto al proprio gusto personale, c'è subito la levata di scudi.
Che Scaruffi scriva piuttosto male di Santana, chi se ne frega! Sminuisce il mio ego? Devo ritenerlo un ciarlatano se assegna insufficienze a Welcome, Love Devotion and Surrender, Oneness e The Swing of Delight? Piuttosto, qual è il criterio in base a cui assegna 6,5 ad Amigos che è un disco in cui Santana torna all'ovile suonando del buon rock commerciale, buttando alle ortiche temporaneamente i suoi apprezzabili tentativi di fusione tra diversi linguaggi, cosa che Santana ha messo in pratica con gli album citati.
È questo l'elemento che salta agli occhi leggendo molte (sue?) schede.
Poi, vai a leggere la scheda su Tim Buckley, lì pare che l'abbia ascoltato e valutato con coerenza, indipendentemente dalle lodi profuse.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Carlo Maria » 04/08/2015, 11:44

Io invece trovo che la scheda sui Beatles sia decisamente credibile e per larghi tratti ampiamente condivisibile. :lol:
Musicisti mediocri? Beh, francamente sì. Su quest'affermazione bisogna intendersi, però: sono frutto delle menti dei Fab4 una serie di motivetti che sono rimasti nonostante il passaggio dei decenni (con buona pace della convinzione scaruffiana che il tempo li seppellirà), tuttavia non sono certo musicisti paragonabili a quelli che li hanno succeduti di lì a 5 anni. Ed è vero che sono stati i Rolling a definire invece i canoni e i cliché di una formazione rock, tuttora validi, mentre i Beatles per una buona metà della loro carriera sono stati solo un conservatore gruppo vocale old style.
È vero che i Beatles imitavano, attingevano da altri complessi dell'epoca e precedenti, ma questo francamente è ingiusto: tutti hanno attinto dai contemporanei, in quel calderone ribollente di idee che sono stati i tardi Sessanta. E tanti hanno davvero preso ispirazione dai Beatles, in effetti, ma più perché erano i più noti esponenti, coloro che portavano in auge mode altrui o ritmi e sonorità a loro volta carpite. Quindi io potrei definirmi ispirato dai Beatles solo perché non so in realtà che gli Scarafaggi hanno preso a loro volta da altri.
Sgt. Pepper non è neanche tra i miei 10 album dell'anno di grazia 1967, ed è considerato da molti il disco più bello o più importante di sempre: sono sciocchezze anche queste, mi si perdoni.
Poi, condannare eccessivamente i Beatles è errato tanto quanto osannarli oltre i loro meriti (mille volte, soprattutto sui forum di appassionati proggers, si attribuisce ai Quattro la progenie di qualunque cosa). Ebbero limiti considerevoli, e quando nel 1965 smisero di fare live i fan che si trovano in giro attribuiscono il tutto alle urla delle ragazzine e ad altre cosucce così, come da versione ufficiale, tuttavia, per favore, siamo seri: non ce n'era proprio.
Io stesso, tuttavia, riconosco due capolavori assoluti ai Beatles: I Am a Walrus e While My Guitar Gently Weeps. E quest'ultima potrebbe essere il mio brano preferito. [hearts]

Quanto alla domanda iniziale di Hairless: Scaruffi ha una posizione negativa nei confronti dei Deep Purple, ma dà 7,5 a Made in Japan e precisa che l'hard rock fu codificato da loro; critica enormemente David Bowie, ma gli dà anche più volte sette e sette e mezzo e quando gli ho scritto che aveva esagerato nel criticare l'ultimo disco (che io trovo bello), mi ha risposto che ritiene Bowie un genio che non è mai riuscito a scrivere un disco completamente adeguato alla sua caratura. Critica i Sabbath per lo stesso motivo per il quale critica i Beatles, per sonorità semplici e accattivanti, conservative e temi di facile presa. Sì, per lui conta molto l'innovazione del suono: è un punto di vista e ha una sua logica. Lo si può condividere o meno, ma ha una sua coerenza interna.
Quanto ai Genesis, ben venga che li critichi! :lol: [smile] [smile] [smile] [smile] [smile] ;) ;)

Alla fine, really è sposabile appieno: il sito è talmente vasto, come storico della musica è davvero imperdibile, e amen se i suoi pareri cozzano coi miei.
P.s.: il parere di Zappa sui critici lo conosce anche lui: è il motto del suo sito. ;)

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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 04/08/2015, 12:00

Carlo Maria ha scritto:d è vero che sono stati i Rolling a definire invece i canoni e i cliché di una formazione rock, tuttora validi, mentre i Beatles per una buona metà della loro carriera sono stati solo un conservatore gruppo vocale old style.

[what] [what] [what] [what] [what] [what] [what] [what] [what]
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Hairless Heart » 04/08/2015, 13:02

roberto63 ha scritto:Data a Scaruffi l'importanza che merita, ossia 0,5, non capisco perché ogni volta che un sedicente critico scrive qualcosa di opposto al proprio gusto personale, c'è subito la levata di scudi.
Lo Scaruffi si è fatto una certa nomea grazie a queste prese di posizione, appena c'è la possibilità si cerca di rimettere a posto le cose. Io non lo critico per le idee, ma per il fatto che le supporta con informazioni errate. Ho ribattuto solo su quello che conosco per certo, non ho la sua cultura musicale per poter ribattere su altro, ma mi piacerebbe che qualcuno lo facesse, materiale sicuramente ce n'è.
Ci sono anche molte cose che lui commenta negativamente, mentre per me andrebbero valutate in modo opposto. I Beatles hanno codificato molti elementi della musica e li hanno consegnati alle masse. E' un difetto? Per me è un pregio. E così via.
2Old2Rock2Young2Die ha scritto: per averne un ritorno di notorietà (se spari a zero sui "mostri sacri" ti fai notare meglio)
Appunto..... :roll:
2Old2Rock2Young2Die ha scritto:Con gli anni il Bertoncelli si è rinsavito, quindi una speranza per Scaruffi c'è ancora
Ma quanti ne ho visti, quanti..... critici e non, da giovincelli a criticare i Beatles perché hanno fatto solo yeh-yeh, salvo poi "rinsavire" e cambiare diametralmente idea.
Carlo Maria ha scritto:Io invece trovo che la scheda sui Beatles sia decisamente credibile e per larghi tratti ampiamente condivisibile.
Credibile non lo è proprio per niente, lo è solo presso chi non conosce la loro storia. Che sia condivisibile, questo sta alla soggettività e su questo poco da obiettare.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da roberto63 » 04/08/2015, 14:02

Non ho capito il quote di hairless heart al mio post specie dopo quello che ho scritto su Scaruffi. L'esempio su Santana era chiaro. Io che sono suo estimatore nel leggere la scheda di Scaruffi ho messo in luce le incongruenze delle sue valutazioni. Mentre non mi interessa se Santana non rientra nelle sue ridicole classifiche dei migliori album, dei chitarristi, dei gruppi rock americani, californiani, degli anni sessanta e settanta. E non mi interessano i tagli di capelli, le barbe, i pizzetti e le mosche. La critica musicale è cosa seria e soprattutto prescinde dalle graduatorie.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Lamia » 04/08/2015, 14:23

Mai letto nulla di questo Scaruffi, me ne guardo bene, leggo solo in questo thread cose che ha detto. . [smile] , purtroppo poi fanno 'scuola' , perche' si autoproclamano come il non plus ultra della conoscenza musicale,. . :D Sarebbe meglio dire: sono un appassionato ed esprimo le mie opinioni.

Preferisco intanto ascoltare la musica , poi eventualmente ci sono in giro enciclopedie di musica, biografie ufficiali di artisti, approfondimenti anche su album specifici della storia del rock che sono fatte con criterio, rispetto, giudizio obiettivo e documentati da effettiva e tangibile conoscenza e della musica e della storia degli artisti.

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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da MrMuschiato » 04/08/2015, 16:39

Ho dato un occhio a ciò che dice dei Deep Purple...ci può stare stroncare con un 4 ogni album dopo il 1984 (cioè, gli ultimi tre album sono nettamente migliori della triade uscita dall'87 al '93, ma probabilmente neanche li ha ascoltati...), soprattutto per uno che non apprezza il gruppo e il genere, ma lo stesso voto lo da anche a Burn, mentre da 5,5 a Fireball e 6 ad In Rock, considerato all'unanimità uno dei dischi più importanti della storia dell'Hard Rock...

Neanche mi perdo a leggere altre pagine, ma questo è il tipico esempio di soggetto che spara a zero su tutto e tutti per farsi vedere. Youtube, per esempio è pieno di questi parassiti, qui ne abbiamo un esempio lampante.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Carlo Maria » 04/08/2015, 17:21

Eheh, il topic si sta scaldando...normale con Scaruffi.
La lettura che gli date è una possibile lettura, e anche condivisibile, ma permettetemi di evidenziarne un'altra. Andate sul suo sito, prendete l'elenco che fa dei migliori dischi o dei migliori del decennio, scendete fino al primo nome che vi è francamente sconosciuto e provate a sentire su YouTube quel disco. Io ho iniziato così è non ho mai smesso. Un po' come quando sei per esempio su Wikipedia, clicchi su, cessò, un regista e da lì clicchi su un attore, poi su un film, poi su un produttore e dopo due ore sei lì che guardi la pagina dedicata alle tartarughe della galapagos. ;)

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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da MrMuschiato » 04/08/2015, 17:51

Carlo Maria ha scritto:Eheh, il topic si sta scaldando...normale con Scaruffi.
La lettura che gli date è una possibile lettura, e anche condivisibile, ma permettetemi di evidenziarne un'altra. Andate sul suo sito, prendete l'elenco che fa dei migliori dischi o dei migliori del decennio, scendete fino al primo nome che vi è francamente sconosciuto e provate a sentire su YouTube quel disco.
Ma questo non gli da il 'diritto' di sparare a zero su gruppi ed artisti riconosciuti all'unanimità come pilastri del proprio stile musicale.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da roberto63 » 04/08/2015, 18:20

Muschio, Scaruffi è semplicemente incoerente: dare 7,5 a Made in Japan e poi definire Blackmore famous but quite irrelevant si commenta da solo. Prendi la lista dei brani del live, i dischi di studio da cui sono tratti, esamina i voti degli album di studio e prova a vedere se può esserci un nesso tra il 7,5 e i voti dei dischi che hanno preceduto Made in Japan, con l'eccezione di Machine Head se no la contraddizione saltava subito fuori... ;)
Questo significa che dietro al nome Scaruffi ci sono altri personaggi che redigono schede e voti - come scrive 2old a proposito di Battiato - ed ecco che il risultato produce verdetti che possono persino essere grotteschi se non addirittura comici.
Possiamo prenderlo sul serio? A parte alcune precise schede che forse sono state scritte da una sola persona, si chiami Scaruffi o chicchessia.
Ultima modifica di roberto63 il 04/08/2015, 18:32, modificato 2 volte in totale.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da roberto63 » 04/08/2015, 18:30

Carlo Maria ha scritto:Eheh, il topic si sta scaldando...normale con Scaruffi.
La lettura che gli date è una possibile lettura, e anche condivisibile, ma permettetemi di evidenziarne un'altra. Andate sul suo sito, prendete l'elenco che fa dei migliori dischi o dei migliori del decennio, scendete fino al primo nome che vi è francamente sconosciuto e provate a sentire su YouTube quel disco. Io ho iniziato così è non ho mai smesso. Un po' come quando sei per esempio su Wikipedia, clicchi su, cessò, un regista e da lì clicchi su un attore, poi su un film, poi su un produttore e dopo due ore sei lì che guardi la pagina dedicata alle tartarughe della galapagos. ;)
D'accordo, un database ricchissimo di dati da cui trarre spunti per ascolti. Vanno bene anche Wikipedia, Allmusic, Musicbrainz, Discogs ecc... :)
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Mick Channon » 04/08/2015, 21:54

D'accordo con Roberto,quoto e aggiungerei The Vintage Rock Forum,non grazie a me sia ben inteso [smile]
Tutti sognano di tornare bambini,anche i peggiori fra noi.Forse i peggiori lo sognano più di tutti.

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reallytongues
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da reallytongues » 04/08/2015, 22:41

comunque bisogna dire che un critico di qualunque cosa si occupi segue una propria filosofia
è inevitabile che uno Scaruffi che è un mega fan/esperto della scena punk hard core underground americana se si approccia al resto della popmusic lo farà con quella visione
non per nulla nel pop apprezza gli aspetti più grotteschi, tanto da ritenere gli Abba superiori melodicamente ai Beatles o gli Aqua autori di un pop album coi controcazzi
insomma ognuno di noi ha una visione della musica
poi vabbeh se si spara stronzate storiche come denunciava Hairless e Watcher è giusto condannarlo,
ma poi se sileggono le schede sulla storia dei gruppi punk e post punk c'è da leccarsi i baffi
nel continente nero paraponzi ponzi bo

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