Il brano simbolo

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Harold Barrel
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Il brano simbolo

Messaggio da Harold Barrel » 29/06/2012, 11:37

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"Brutti sporchi e cattivi". Così gli Stones si proponevano o venivano proposti come alternativa alla musica pop pulita dei Beatles. Già... si vestivano proprio male [chin] (vedi foto). A distanza di anni è forse più semplice rendersi conto di quanto questa contrapposizione fosse solamente una montatura della stampa; tra l'altro erano proprio loro a provenire da famiglie borghesi, mentre i Beatles erano figli di lavoratori...

Ma qual è, secondo voi, il brano delle pietre in volo che meglio potrebbe caratterizzare quello spirito "ribelleggiante" di quegli anni tumultuosi?

Per me è Jumping Jack Flash. Un Rock-Blues assordante, travolgente...

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tommy63
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Re: Il brano simbolo

Messaggio da tommy63 » 29/06/2012, 15:20

Concordo con J.J.flash,anche se Honky tonk women,Brown sugar,e Sadisfation non sono da meno.

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twoofus
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Re: Il brano simbolo

Messaggio da twoofus » 25/06/2015, 11:14

Jumpin' Jack Flash decisamente è un brano emblematico. In esso c'è l'essenza degli Stones, quelli più selvaggi. Scegliere tra il mare della loro produzione non è cosa semplice, ma credo anche io che se qualcuno che non ha mai ascoltato i Rolling mi chiedesse di farglieli capire con una sola canzone, beh, credo che anche io opterei per Jumpin' Jack Flash.
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elio77
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Re: Il brano simbolo

Messaggio da elio77 » 25/06/2015, 18:46

Non mi hanno mai appassionato troppo gli stones,tranne qualcosa degli anni 60 poi gli ho sempre trovati ripetitivi. Hanno comunque fatto canzoni carine ed anche se non è la loro mia preferita quando penso a loro penso a brown sugar

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Re: Il brano simbolo

Messaggio da aorlansky60 » 03/08/2018, 9:06

Per me, ci sono due periodi "Stones" piuttosto netti

divisi dallo spartiacque JUMPIN' JACK FLASH (il brano pubblicato nel 68 su singolo a 45g, col quale la band diede una decisa sterzata alla propria produzione, ritornando alle sanguigne matrici ROCK BLUES, dopo alcuni anni di viatico pop rock)

il primo periodo vede quale canzone simbolo, inevitabilmente (I Can't get no) SATISFACTION (1965) caratterizzata da un riff di electric guitar che ha fatto la STORIA,

il secondo periodo vede quale canzone simbolo SIMPATHY FOR THE DEVIL (1968) perchè preannuncia [come e anche più dello storico brano che ho menzionato prima, JJF] il prepotente e perentorio ritorno al ROCK BLUES
Ama tutti, credi a pochi, non far male a nessuno.

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Lorenzo Mentasti
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Re: Il brano simbolo

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 22/11/2019, 15:36

Direi anch'io che i brani simbolo possono essere diversi:
-molti si stupiranno ma coloro che, almeno in Italia, hanno assistito alla "nascita" dei Rolling Stones li ricordano legati alla ballata classicheggiante "Lady Jane";
-per i rockettari tout-court come me, non ci sono dubbi: i Rolling Stones erano, sono e saranno sempre quelli di "Satisfaction", rhythm'n'blues sorretto da una chitarra distorta come nessuno aveva mai fatto fino ad allora (neppure i Kinks) e con un testo che esprime frustrazione e rabbia tipo Punk77 dodici anni prima;
-ci sono poi quelli che associano i Rolling Stones a chi ambiva a mettere la contestazione giovanile degli Anni'60 in musica: ecco allora che il brano simbolo diventa "Sympathy for the Devil".
Tutte le canzoni sopra nominate, secondo me, possono riassumere le varie anime che si agitavano nella band.
"Mother, didn't need to be so high."

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twoofus
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Re: Il brano simbolo

Messaggio da twoofus » 23/11/2019, 12:02

Lorenzo Mentasti ha scritto:
22/11/2019, 15:36
-ci sono poi quelli che associano i Rolling Stones a chi ambiva a mettere la contestazione giovanile degli Anni'60 in musica: ecco allora che il brano simbolo diventa "Sympathy for the Devil".
Quella firse era più Street fighting man.
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Lorenzo Mentasti
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Re: Il brano simbolo

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 23/11/2019, 17:44

Eh ma ho sentito gente secondo cui "Sympathy for the Devil" sarebbe la loro miglior canzone di sempre, in quanto riesce a mescolare blues tribale negro, letteratura (pare essere ispirata a "Il maestro e Margherita" di Bulgakov) e riferimenti all'attualità (l'omicidio dei Fratelli Kennedy, l'attacco ai poliziotti nel verso "Every cop is a criminal"). Non a caso, il regista engagé francese Jean-Luc Godard filmò il making-of del brano intervallandolo a sequenze come la tratta di alcune prostitute bianche da parte di uno sfasciacarrozze afro-americano etc., facendone dei beniamini anche tra la 'gauche au caviar' parigina.
"Mother, didn't need to be so high."

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