JOHN - PAUL (testi)

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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 11/08/2019, 9:21

COME TOGETHER (1969)
Brano sessuale, sociale e politico, tipico della controcultura dell’epoca, zeppo di nonsense e giochi di parole. Esorta all’amore libero e a lasciare libera la fantasia e il linguaggio.
Il protagonista preso di mira è un vecchio saggio hippy, uno sciamano, un predicatore e comunque un imbroglione che qui viene deriso da Lennon.
Qualche spiegazione al testo: ho messo le note con i numerini accanto.
VENITE INSIEME
Ecco che arriva il vecchio dai capelli a spazzola (1)
avanza lentamente e si trascina
ha le palle degli occhi sgranate (2)
è solo un santone che balla
ora ha i capelli lunghi fino alle ginocchia
deve essere un cialtrone
perché fa solo quello che gli piace

Lui non porta scarpe lucide
gioca a football con la "marmellata" negli alluci (3)
ha un dito da scimmia (4)
si spara Coca Cola (5)
e dice “io conosco voi e voi conoscete me,
ma una sola cosa posso dirvi:
dovete essere liberi”

Venite insieme, proprio ora
Sopra di me

Lui mette nel sacco la produzione (6)
indossa stivali di gomma da tricheco
ha la Ono al suo fianco (7)
cammina sulla spina dorsale (8)
lui ha i piedi laggiù, sotto le ginocchia,
se ti accoglie nella sua poltrona
puoi sentire tutto il suo disagio

Venite insieme, proprio ora
Sopra di me

Lui è uno che fa le montagne russe
ha già avuto un primo avvertimento (9)
ha l’acqua torbida (10) (o anche: ascolta Muddy Waters)
usa un filtro Mojo come amuleto (11)
e dice che uno più uno più uno fa tre
Deve essere proprio di bell’aspetto
perchè è molto difficile da trovare

Venite insieme, proprio ora
Sopra di me
Venite insieme
Venite insieme...

1.la testa piatta deriva dal taglio di capelli. Il protagonista è un vecchio signore con la pettinatura anni 40-50 che ora cerca di essere alla moda. Prima aveva i capelli a spazzola, poi se li cresce fino alle ginocchia.
2.gli occhi sgranati, riferimento alle pupille dilatate dei tossici.
3.in slang inglese ci si riferisce alla sporcizia appallottolata tra le dita dei piedi
4.in gergo musicale, le dita da scimmia si riferiscono ad un chitarrista molto esperto e veloce.
5.In realtà, la Coca Cola è la cocaina.
6. potrebbe anche essere: lui è della Bag Producrion.
7. Spinal cracker, che ti rompe la spina dorsale, la pratica delle donne giapponesi che massaggiano la schiena ai mariti camminandoci sopra, per allentare la tensione.
8. riferimento alla tipica posizione che assumeva Yoko Ono durante le interviste: un po’ in disparte.
9.riferimento al primo arresto per droga.
10.riferimento al bluesman Muddy Waters e al blues.
11.il Mojo filter veniva utilizzato per eliminare l’odore della marijuana dopo averla fumata. “Got my mojo working” è anche una canzone di Muddy Waters. La parola ha origine africana ed è ricollegabile al termine mojuba (preghiera di lode e ringraziamento), a sua volta derivante dalla lingua yoruba. Importato in America dagli schiavi, il termine è stato adottato dalla lingua inglese verso il 1900, ma mutandone il significato: oggi la parola mojo è conosciuta soprattutto dal linguaggio del blues e del rock 'n' roll e viene usata come sinonimo per libido e per l'organo sessuale maschile.
Si è detto che probabilmente la canzone contenesse riferimenti a ognuno dei quattro Beatles, cosa vera, ma se alcuni sono facilmente distinguibili, altri sono incerti e enigmatici.
Un aneddoto: “hold you in his armchair, you can feel his disease” in origine era “hold you in his arms, yeah you can feel his disease”; Lennon si accorse però che qualcuno aveva scritto le parole sbagliate per lo spartito ufficiale, la cosa gli piacque e diede l’ok.
Ultima modifica di twoofus il 12/08/2019, 10:33, modificato 3 volte in totale.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 11/08/2019, 9:23

YOU NEVER GIVE ME YOUR MONEY (1969)
Molto probabilmente parla delle beghe economiche alla Apple.

NON MI DAI MAI I TUOI SOLDI
Non mi dai mai i tuoi soldi
Mi dai solo le tue ridicole carte
E nel bel mezzo delle trattative, non ce la fai più

Non ti darò mai il mio numero
Ti dico solo la mia situazione
E nel bel mezzo dell'indagine non ce la faccio più

Una volta fuori dal college, finiti i soldi
Non vedi futuro e non puoi pagare l'affitto
Tutto il denaro è andato,
non c’è nessun posto dove andare
tutti quegli approfittatori hanno avuto ciò che gli spettava
e il lunedì mattina torna sempre
camion giallo, rallenta, non c’è nessun posto dove andare

Ma oh, quella magica sensazione
Nessun posto dove andare
Oh, quella magica sensazione
Nessun posto dove andare
Nessun posto dove andare

Un dolce sogno
Prendi le valigie e sali sulla limousine
Presto saremo lontani da qui
schiaccia l'acceleratore e asciugati quella lacrima
Un dolce sogno
Oggi si è avverato
Oggi si è avverato
Oggi si è avverato

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette
Tutti i bambini buoni vanno in paradiso
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette
Tutti i bambini buoni vanno in paradiso
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 11/08/2019, 12:51

GIMME SOME TRUTH (1971)
Molto prima dello scandalo "Watergate", John Lennon scrisse questa violenta invettiva contro Richard Nixon, detestato soprattutto per aver favorito l'escalation della Guerra del Vietnam. Nixon cercherà per anni in tutti i modi di far espellere Lennon dagli USA, anche servendosi dell'FBI che lo sorvegliava e che aprì un enorme dossier su di lui, documentato nel libro Gimme some truth di John Wiener, tradotto in italiano dall’Arcana.Alcune curiosità: "Tricky Dicky" è il soprannome con cui veniva chiamato Richard Nixon: Dick (Richard) e Trick (imbroglio).
Rope è la fune di canapa.
Nell’ultimo verso c'è il ricorso a espressioni della cultura popolare per creare un linguaggio quotidiano e immediato. "Yellow-bellied", spesso tradotto con "Biondino panciuto", è un’espressione arcaica che sta a indicare “codardia” e “mancanza di attributi”; "Old mother hubbard" è invece il titolo di un’antica filastrocca anglosassone che qui Lennon trasforma in un verbo: per essere più chiari, è come se all’epoca del Grande Fratello avesse detto “nessuno mi grandefratellizzerà”.
Il tagliente assolo di chitarra è di George Harrison, alla batteria c'è Alan White, futuro Yes.
DATEMI UN PO’ DI VERITA’
Sono disgustato e stanco di sentire discorsi di
Gente ipocrita, frustrata, limitata e dalla mente ottusa,
Tutto ciò che voglio è la verità,
Datemi solo un po’ verità.

Ne ho abbastanza di leggere stronzate di
Politicanti nevrotici, psicotici dalla testa di maiale,
Voglio solo la verità,
Datemi solo un po’ di verità.

Nessun codardo con i capelli corti
figlio di Dicky l’imbroglione *
mi rincoglionirà con la solita filastrocca
e con una manciata di speranze,
e con i soldi per la droga, o i soldi per la canapa.

Nessun codardo con i capelli corti
figlio di Dicky l’imbroglione
mi rincoglionirà con la solita filastrocca
con solo un pugno di stronzate,
o con i soldi per la droga, o i soldi per la canapa.**

Sono disgustato a morte di vedere affari di
gente con la bocca tappata, di accondiscendenti,
piccoli sciovinisti di mammina,
Tutto quello che voglio è la verità,
Datemi solo un po’ di verità.

Ne ho abbastanza di assistere alle scenate di
primedonne schizofreniche,
egocentriche e paranoiche,
voglio solo la verità,
datemi solo un po’ di verità.

Nessun codardo dai capelli corti
figlio di Tricky Dicky
Mi attirerà con la solita tiritera
con soltanto una manciata di stronzate;
è denaro per la droga, denaro per la canapa.

Ah, sono nauseato a morte di sentire idiozie da
ipocriti, frustrati, limitati ed ottusi,
adesso voglio solo la verità,
datemi solo un po’ di verità ora.

Ne ho abbastanza di leggere cose di
politicanti nevrotici, psicotici
con le teste di porco,
Voglio solo la verità ora, datemi qualche verità!
Ultima modifica di twoofus il 12/08/2019, 10:07, modificato 2 volte in totale.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 11/08/2019, 13:02

MONKBERRY MOON DELIGHT
Classico gioco di parole alla McCartney. Letteralmente, Monkberry vuol dire ‘chicco del monaco’ o ‘bacca del monaco’. E’ un frutto esotico. Il gioco di parole c’è anche tra milk e monk, che è semplicemente come i figlioletti di Paul chiamavano il latte all'epoca.
Probabilmente si parla di droghe lisergiche.

LA DELIZIA DI LUNA MONKBERRY
E così me ne stavo seduto in soffitta,
con un pianoforte sotto il naso
mentre il vento suonava una tremenda cantata.
Ero stato ferito con un colpo
di tubo da un mio nemico
e anche dall’orribile suono dei pomodori.
Il Ketchup
e la zuppa di purée
non vanno abbandonati,
Il Ketchup, il ketchup
la zuppa e il purée
non vanno abbandonati
abbandonati
abbandonati.
Quando il rumore dei topi risvegliò
i miei tendini, i nervi e le vene,
il mio pianoforte, in maniera molto esplicita,
cercò di ripetere il ritornello.
Così mi alzai con un nodo allo stomaco,
e rimasi a fissare quella scena terribile:
due ragazzini nascosti in un barile
succhiavano la delizia di luna Monkberry,
Delizia di luna Monkberry,
Delizia di luna Monkberry.
Delizia di luna Monkberry,
Delizia di luna Monkberry.
Io lo so bene
che la mia banana è più vecchia delle altre,
e che i miei capelli sono come aggrovigliati in un berretto.
Bene, lascio i miei pigiami
a Billy a Budapest
e non riesco ad afferrare il succo della tua lettera.
Ketchup, Ketchup, gatti e gattini,
non devono essere abbandonati,
acchiappa i gatti e i gattini
non devono essere abbandonati
abbandonati
abbandonati
Delizia di luna Monkberry,
Delizia di luna Monkberry,
Delizia di luna Monkberry,
Delizia di luna Monkberry,
Succhiando la delizia di luna Monkberry.
Tesoro, prova un po’ di questo.
Cos’è?
Delizia di luna Monkberry!
Ultima modifica di twoofus il 12/08/2019, 10:09, modificato 1 volta in totale.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 11/08/2019, 13:07

WHATEVER GETS YOU THROUGH THE NIGHT (1974)
John restò colpito da una frase ascoltata alla TV, dal reverendo Ike, un pastore evangelista di colore: “Lasciate che ve lo dica ragazzi, non ha alcuna importanza, Lui vi prenderà comunque durante la notte!” Mah... :lol:
Al pianoforte Elton John.
QUALUNQUE COSA TI CAPITI NELLA NOTTE
Qualunque cosa ti capiti durante la notte
È giusta, va bene
Se in gioco sono i tuoi soldi o la tua vita
È giusta, va bene
Non serve una spada per recidere dei fiori, oh no

Qualsiasi cosa ti capiti nel corso della vita
È giusta, va bene
Che tu la faccia male o bene
È giusta, va bene
Non c’è bisogno di un orologio per sprecare il tuo tempo

Stringimi amore, forza, ascoltami
Non ti farò del male
Credimi amore, ascoltami, forza, ascoltami
Dai, ascolta, ascolta

Qualunque cosa ti conduca alla luce
È giusta, va bene
Inaspettatamente o incredibilmente
È giusto, va bene
Non ti serve una pistola per farti esplodere la mente


Stringimi amore, forza, ascoltami
Non ti farò male
Credimi amore, ascoltami, forza, ascoltami
Dai, ascolta, ascolta
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 11/08/2019, 13:08

ANOTHER DAY (1971)
UN ALTRO GlORNO

Ogni giorno al mattino lei fa il bagno,
Si lava i capelli,
poi si avvolge in un asciugamano
e si dirige verso la poltrona in camera da letto,
E’ solo un altro giorno,
scivola nelle calze,
si infila nelle scarpe,
e si immerge nelle tasche del suo impermeabile.
E’ solo un altro giorno.
In ufficio dove le carte si accumulano
Fa un break
beve un altro caffè
e trova che è faticoso restare svegli.
E' solo un altro giorno, solo un altro giorno,
E' solo un giorno come un altro.
Cosi triste, cosi triste,
A volte si sente tanto triste.
Sola, nel suo appartamento, mentre aspetta
Che l'uomo dei suoi sogni
Venga a spezzare l'incantesimo.
Dai, resta, non esitare,
E lui viene e resta,
Ma il giorno dopo se ne va
Cosi triste.. a volte si sente cosi triste.
Mentre imbuca un’altra lettera al suono delle cinque,
alcune persone le si fanno intorno
e lei si accorge che è faticoso vivere
E' solo un altro giorno, solo un altro giorno,
E' solo un giorno come un altro.
Ogni giorno lei si fa il bagno
Si lava i capelli
Si avvolge in un asciugamano
mentre va verso la sedia della camera da letto
E' solo un altro giorno.
Scivola nelle calze,
Si infila nelle scarpe
Si immerge nelle tasche dell’impermeabile,
E’ proprio un altro giorno, un altro giorno,
Un giorno come un altro.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 12/08/2019, 12:09

Come together, un verso per ogni Beatle? Questa è una interpretazione:
COME TOGETHER: il titolo, tornate tutti insieme, è riferito ai 4 Beatles.
il primo verso è per Ringo :
Here come old flat top He come grooving up slowly He got joo joo eyeballs He one holy roller He got hair down to his knees Got to be a joker He just do what he please
Ecco che arriva il vecchio dai capelli a spazzola (Ringo portava i capelli a spazzola da ragazzo ed è il più vecchio dei quattro). Ringo è cresciuto lentamente (si è adeguato pian piano, essendo l'ultimo arrivato) e ha gli occhi sgranati (tipica espressione del batterista, ma anche di Paul), è solo un santone che balla (qui è piuttosto George) che ora ha i capelli lunghi fino alle ginocchia (seduto alla batteria, i suoi ncapelli sembravano arrivargli alle ginocchia); deve essere un buffone perché fa solo quello che gli piace (Ringo era il burlone del gruppo).

Il secondo è George:
He wear no shoeshine He got toe jam football He got monkey finger He shoot Coca Cola
He say “I know you, you know me One thing I can tell you is You got to be free”
Lui non porta scarpe lucide (George amava camminare scalzo, tipico della cultura indiana. D'altro canto, sulla copertina di Abbey Road ad essere scalzo è Paul).
Ha dita da scimmia: Harrison era il più pratico con gli strumenti a corda e imparò rapidamente il Sitar, strumento difficle da suonare che richiede una grossa abilità nelle dita di entrambe le mani.
Lui si spara la Coca Cola (oppure la coca?) e dice “io conosco voi e voi conoscete me, ma una sola cosa posso dirvi: dovete essere liberi” (classico credo della dottrina induista, di cui George era infatuato).


Il terzo è John:
He bag production, He got walrus gumboot, He got Ono sideboard, He one spinal cracker, He got feet down below his knees: Hold you in his armchair You can feel his disease.
Lui fa parte della Bag Production (la Bag Production Ltd è la società messa su con Yoko in quello stesso anno);
indossa stivali di gomma da tricheco (riferimento esplicito a I am the walrus); lui ha la Ono al suo fianco che cammina sulla spina dorsale (questa è semplice...); lui ha i piedi laggiù, sotto le ginocchia (get on his knee vuol dire mettersi in ginocchio, obbedire; Lennon da sempre testardo e ribelle, aveva i piedi sotto le ginocchia, cioè era sempre in piedi e mai in ginocchio).
Ma se ti accoglie nella sua poltrona puoi sentire tutto il suo disagio (sempre pronto ad accogliere amici e truffatori... Magic Alex al Maharishi a Allen Klein e tantissimi altri)
.

Il quarto è Paul:
He roller coaster He got early warning, He got muddy water, He one Mojo filter He say one and one and one is three
Got to be good looking 'Cause he's so hard to see.

Lui è uno che fa le montagne russe (cambia spesso umore e gusti musicali, attraversando, specialmente nel White Album - disco precedente - molti generi).
Ha già avuto un primo avvertimento (se avesse continuato a voler comandare, sarebbe finita), ascolta Muddy Waters, più un consiglio questo, a Paul che non amava il blues quanto Lennon.
Usa un filtro Mojo come amuleto (riferimento alla tenacia persuasiva di Paul che avrebbe voluto magicamente piegare il resto della band alla sua volontà, quando stabilisce che uno più uno più uno fa tre.
Deve essere proprio di bell’aspetto perchè è molto difficile da trovare (Paul era il Beatle carino).

E infine: Come together right now over me.
Restate tutti insieme adesso, anche senza di me (it's over...).
E' un tantino forzata, ma ci può stare.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da Hairless Heart » 12/08/2019, 23:09

twoofus ha scritto:
12/08/2019, 12:09
Come together, un verso per ogni Beatle? Questa è una interpretazione:
COME TOGETHER: il titolo, tornate tutti insieme, è riferito ai 4 Beatles.
Mai sentita!
Tua, l'interpretazione? [chin]
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 13/08/2019, 9:08

Sì, ma rientra nell'ambito di quella fantasiosa di un verso per ogni Beatle, che devo aver letto anche da qualche altra parte. Trattandosi di Lennon, ci potrebbe anche stare...
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da Hairless Heart » 13/08/2019, 22:45

La discussione su Strawberry Fields Forever meritava un topic a parte.

viewtopic.php?f=37&t=2471&p=48777#p48777
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 14/08/2019, 10:06

Bene. E, visto che ci troviamo, ho aggiunto anche testo e traduzione.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 15/08/2019, 7:48

TOMORROW NEVER KNOWS (1966)
La canzone venne scritta da John Lennon nel gennaio del 1966, in seguito alla lettura del libro The Psychedelic Experience di Timothy Leary, basato a sua volta sul libro tibetano dei morti; il libro parlava dell'esperienza di un trip da LSD, della morte dell'Ego. Lennon lo trovò per caso, mentre, insieme a Paul, era all’Indica Gallery alla ricerca di un volume su Nietzsche; sfogliandolo, fu colpito dalla frase: «When in doubt, turn off your mind, relax and float downstream», che riportò nella prima strofa della canzone ("Nel dubbio, spegni la mente, rilassati e fatti portare dalla corrente"). Il titolo della canzone nacque da uno dei tanti giochi di parole di Ringo: (Tomorrow never knows invece del classico tomorrow never comes, "il domani non arriva mai").
La canzone rappresenta uno dei più alti livello di innovazione (insieme a A Day in the Life, dell'anno successivo) mai introdotto dai Beatles nel mondo della musica pop, e fino ad allora (era appena finito il 1965 ancora carico di beat) questa è considerata la più alta inventiva mai sperimentata in qualsiasi studio di registrazione, americano o inglese. Ancora oggi, dopo quasi 60 anni, suona moderna.
Gli effetti più innovativi sono l'ipnotica batteria di Ringo (eseguita su una coppia di tomtom accordati "lenti"), dalla registrazione della voce di Lennon (raddoppiata, ma solo nella prima metà della canzone, con il double-tracking automatico l'ADT, inventato proprio in quei giorni ad Abbey Road), e poi passata, per la seconda metà, attraverso l'altoparlante Leslie di un organo Hammond: tutto per esaudire la solita richiesta stramba di Lennon: stavolta voleva la sua voce come quella del "Dalai Lama seguito da migliaia di monaci tibetani salmodianti sulla vetta di una montagna"; poi ci sono i tape-loops (che ricordiamolo sono pezzi di nastro incisi e uniti a forma di anello per fornire un suono "ciclico", cosa che nella musica pop, prima di allora, non era mai stata utilizzata) con risultati assurdi e straordinari per l'epoca: un effetto tipo "gabbiano" o anche "pellerossa" (in realtà era solo una casuale risata di Paul (si trova a 0.07); poi appare un accordo orchestrale in SI b maggiore (a 0.19"), un Mellotron suonato col registro del flauto (0.22"), un altro Mellotron suonato col registro degli archi (0.38"), e una scala ascendente di sitar (0.56"). Era solo il 1966, e questa (inizialmente chiamata Mark I, poi Mark II) sarà la prima canzone incisa ma finirà per essere la monumentale chiusura di Revolver. Tra poco arriverà Sgt.Pepper, che avrà una chiusura ancor più monumentale.
Infine, uno dei LP più ambiti dai collezionisti è legato a questa canzone: un mix ancora grezzo di TNK (il remix 11) finì per sbaglio nella primissima stampa Mono inglese (PMC 7009), che fu subito ritirata dal mercato (si distingue solo per il numero di matrice XEX 601-1 inciso sui solchi interni del lato B, ed è molto quotato). Se a qualcuno interessano le differenze tra questo mix e quello regolare, ne parliamo.

IL DOMANI NON SI SA MAI
Spegni la tua mente, rilassati e fatti portare dalla corrente,
questo non significa morire, non significa morire.
Lascia perdere tutti i tuoi pensieri, arrenditi al vuoto,
è come risplendere, è come risplendere.
Poter capire il significato del profondo
vuol dire esistere, vuol dire esistere.
Che l'amore è tutto e che l'amore è tutti
è sapere, è sapere.
Che con l’ignoranza e l’odio si possono solo piangere i caduti, è credere, è credere.
Ma se ascolti il colore dei tuoi sogni
non è vivere, non è vivere
altrimenti stai al gioco dell’esistenza fino alla fine
del principio, del principio
del principio, del principio.
Ultima modifica di twoofus il 15/08/2019, 13:05, modificato 1 volta in totale.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 15/08/2019, 7:52

GOT TO GET YOU INTO MY LIFE (1966)
I soliti sapientoni dissero che Paul non parlava a una ragazza, ma all’erba. Forse era vero...

DEVO FARTI ENTRARE NELLA MIA VITA
Ero solo e feci un viaggio,
non sapevo cosa avrei trovato lì.
Un’altra strada dove forse
avrei conosciuto nuove mentalità.
Oh, poi improvvisamente ho visto te
Oh, te l’ho detto che ho bisogno di te
ogni singolo giorno della mia vita?

Non sei scappata, non mi hai mentito
sapevi che volevo soltanto stringerti,
e se te ne fossi andata, già sapevi
che ci saremmo rivisti perchè te l'avevo detto
Oh eri fatta per starmi vicino
Oh e voglio che tu mi senta
dimmi che staremo insieme ogni giorno

Devo farti entrare nella mia vita

Cosa posso fare, cosa posso essere?
Quando sono con te voglio solo stare lì
e se devo essere sincero non me ne andrò mai
e semmai lo farò saprò come tornare
Oh, poi improvvisamente ho visto te
Oh, ti ho detto che ho bisogno di te
ogni singolo giorno della mia vita?
Devo farti entrare nella mia vita!
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 15/08/2019, 8:06

SEXY SADIE (1968)
Il primo abbozzo del brano risale all'aprile 1968, poco dopo che George e John abbandonarono Rishikesh, dove il gruppo aveva seguito un corso di meditazione trascendentale tenuto dal Maharishi, il celebre guru indiano che aveva attirato la fiducia di tutti i membri del gruppo, ma specialmente di Harrison e Lennon. John si convinse che nel guru c'era la risposta a tutti i suoi problemi, e che con la meditazione si sarebbe allontanato dai media, dalle droghe e da un mondo che ormai non sopportava. Man mano che passava il tempo però la fuducia diminuiva e il gruppo cominciò a nutrire dubbi sui metodi e sulla filosofia di vita del Maharishi: come mai un santone disponeva di domestici, commercialisti e una dépendance di assoluto rispetto, oltre alla tenuta tutt'altro che spartana con vantava letti a baldacchino e un enorme centro benessere pieno di belle donne, e 'era perfino una piattaforma di decollo e atterraggio di un elicottero privato. Il primo ad iniziare a dubitare del Maharishi fu Lennon, il quale compose questa canzone con cui denunciava la truffa della quale, loro ed altra gente celebre, erano stati oggetti.
Il testo originale era indirizzato apertamente al Maharishi, giudicato anche colpevole di atteggiamenti non proprio ascetici verso una delle ragazze del gruppo di Rishikesh. Pare che la cosa fosse stata costruita ad arte da Magic Alex, a quel tempo eternamente alle calcagna di Lennon, nel timore di perdere potere per colpa di questa nuova infatuazione.
I versi originali, esplicitamente offensivi, includevano tra l'altro:
You little twat, Who the fuck do you think you are? Who the fuck do you think you are? you cunt
(Tu piccolo stronzo, chi c...o ti credi di essere? C.......ne!)
La traccia aveva il titolo temporaneo di Maharishi, what have you done?. Successivamente, anche per evitare querele, fu mutato in Sexy Sadie (e l’oggetto della canzone fu trasposto al femminile!) Comunque le allusioni al guru sono chiarissime-
SEXY SADIE
Sexy Sadie che cosa hai fatto?
Hai preso in giro tutti,
hai preso in giro tutti
Sexy Sadie, ma cos'hai fatto.

Sexy Sadie hai infranto tutte le regole,
l'hai fatta grossa sotto gli occhi di tutti quanti,
l'hai fatta grossa che tutti l’hanno vista
Sexy Sadie oh hai rotto i patti

Era un giorno di sole e tutto il mondo aspettava qualcuno da amare, quando arrivò lei ad accendere ognuno di noi,
Sexy Sadie, la più grande di tutti.

Sexy Sadie, come facevi a sapere
che il mondo stava aspettando proprio te?
Il mondo stava aspettando proprio te
Sexy Sadie oh, ma come potevi saperlo?

Sexy Sadie, prima o poi avrai quello che ti meriti,
per quanto grande tu pensi di essere
ma quanto pensi di essere grande,
Sexy Sadie oh, avrai quello che ti meriti.

Le abbiamo dato tutto ciò che avevamo
solo per poterci sedere al suo tavolo,
un suo semplice sorriso bastava ad illuminare ogni cosa
Sexy Sadie è la definitiva, e la più grande di tutti.

Ha preso in giro tutti,
Sexy Sadie,
quanto pensi di essere grande,
Sexy Sadie.

PS: C’è anche un’altra canzone di Lennon per il Maharishi, rimasta inedita, The Happy Rishikesh Song, che fa così:
LA CANZONE DI RISHIKESH

Tutto quello che ti serve
È pronunciare questa piccola parola
Lo so che sembra assurdo
Ma è la verità
La magia sta nel mantra,
ti daremo tutte le risposte,
perciò, ingoia questa
e non devi far nient’altro
tutto quello di cui hai bisogno è qui
e tutto quello che non è qui,
non sta nemmeno là
eppure c’è qualcosa che manca nell’onnipotente piano di Dio
Non potrebbe essere che hai bisogno di una donna?
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twoofus
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 15/08/2019, 8:12

HEY JUDE (1968)
La traduzione e l'interpretazione di questa canzone non è così semplice come può sembrare: bisogna fare attenzione ai pronomi: lei, inteso come ragazza (her, she) e lei, la canzone (it).
Scritta da Paul per Julian (inizialmente era Hey Jules,, il figlioletto di John, quando i genitori stavano per divorziare.
HEY JUDE
Hey Jude, non essere pessimista,
prendi una canzone triste e rendila più allegra,
ricordati di fare in modo che lei ti entri nel cuore,
e solo allora potrai incominciare
a rendere la canzone migliore.

Hey Jude, non aver paura,
sei stato creato apposta per cercarla e per trovarla
e nell’istante in cui te la lascerai penetrare sotto la pelle,
allora comincerai
a migliorare le cose.

E ogni volta che soffri,
hey Jude, calma,
non caricarti tutto il mondo sulle spalle.
Perché tu sai bene che è da stupidi
fare finta di niente,
rendendo il proprio mondo ancora un po’ più gelido.

Hey Jude, non deludermi,
l’hai trovata, adesso vai a prenderla
e ricordati (hey Jude) di lasciarla entrare nel tuo cuore,
così potrai cominciare a migliorare la tua canzone.

E allora fa che entri ed esca da te,
hey Jude, avanti,
stai solo aspettando qualcuno con cui suonarla assieme,
e non hai capito che quel qualcuno sei solo tu,
hey Jude, e la suonerai,
il movimento che ti serve ce l’hai vicino.
Hey Jude, non farla tragica,
prendi una canzone triste e rendila più allegra,
ricordati di fare in modo che lei ti entri nel cuore,
e solo allora potrai incominciare
a rendere la canzone migliore.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 15/08/2019, 8:16

N.9 DREAM (1974)
Il numero 9 ricorrente in Lennon...

Ah! Bòwakawa poussè poussè è un gioco di parole; molti hanno visto qui il solito Lennon dai doppi sensi:
I bow a cow, pussy pussy (in slang: mi scopo una troia, pussy, pussy)
C'è anche un’altra interpretazione: “bö wakawa" in Swahili vuol dire "they live”.


SOGNO N.9
Così tanto tempo fa...
Era in un sogno?
Era proprio un sogno?
Lo so, sì lo so
sembrava così reale,
o almeno a me sembrava realtà.
Facevo quattro passi giù per la strada
tra il caldo sussurrare degli alberi
quando mi sembrò di udire (udire, udire, udire..)
qualcuno che chiamava il mio nome
(... John... John…).
E mentre iniziava a piovere
ecco due spiriti che danzavano in modo strano
Ah! Bòwakawa poussè poussè
Ah! Bòwakawa poussè poussè
Ah! Bòwakawa poussè poussè.
Sognare, fantasticare
magia nell’aria,
c’era magia nell’aria?
Io credo di sì, ci credo
ma di più non so dire,
e cos’altro potrei dire?
In un fiume di suoni
attraverso uno specchio, giravo intorno, intorno
e mi è sembrato di sentire (sentire, sentire...)
che la musica toccava la mia anima,
era qualcosa di caldo, poi subito freddo
(... nohJ... nohJ…).
Era la danza dello spirito che si rivelava
Ah! Bòwakawa poussè poussè
Ah! Bòwakawa poussè poussè
Ah! Bòwakawa poussè poussè.


La ragazza che sussurra il nome di John, prima alla diritta e poi al contrario, è May Pang.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 15/08/2019, 8:18

LETTING GO (1975)
LASCIARSI ANDARE

Ah, lei ha il sapore del vino,
è un essere umano così divino.
Si riesce a sentire come il sole
Madre natura, guarda cos’hai fatto.

Oh, voglio lasciarmi andare
voglio lasciarmi andare.

Oh, lei è come la neve
Mi piacerebbe inserirla in uno show di Broadway
Lì lei ballerebbe e poi cenerebbe,
e come un Lucifero risplenderà per sempre.

Oh, voglio lasciarmi andare
voglio lasciarmi andare

Oh, perché voglio lasciarmi andare
voglio lasciarmi andare

Oh, in che modo canta,
la vorrei inserire alla radio
un giorno, e noi ci saremo,
signori e signore, ecco una nuovissima star!

Oh, voglio lasciarmi andare
voglio lasciarmi andare

voglio lasciarmi andare
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da Mick Channon » 15/08/2019, 11:03

Devo dire che spesso sono più interessanti le curiosità , i dettagli e le spiegazioni di twoofus che i testi delle canzoni :)
Tutti sognano di tornare bambini,anche i peggiori fra noi.Forse i peggiori lo sognano più di tutti.

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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 18/08/2019, 6:58

DEAR PRUDENCE (1968)
Scritta in India. Prudence è la sorella dell’attrice Mia Farrow, che seguì in India lo stesso corso di meditazione dei Beatles. Mia Farrow era reduce dal disastroso matrimonio con Frank Sinatra, da cui voleva "disintossicarsi".
Prudence Farrow prese così seriamente la meditazione, da restarsene segregata nel suo bungalow a meditare giorno e notte.
CARA PRUDENCE
Cara Prudence, non vuoi uscire a giocare?
Cara Prudence, avanti, saluta il nuovo giorno.
Il sole è alto, il cielo è azzurro
è bellissimo e lo sei anche tu
Cara Prudence, non vuoi uscire a suonare?

Cara Prudence, apri gli occhi,
cara Prudence, guarda il cielo pieno di sole
c’è un vento leggero e gli uccelli cantano
che tu sei parte di ogni cosa.
Cara Prudence, vuoi aprire gli occhi?

Guardati intorno intorno
Guardati intorno intorno intorno
Guardati intorno

Cara Prudence, fammi vedere il tuo sorriso
cara Prudence, come quello di una piccola bambina
Le nuvole stanno per formare una catena di margherite
fammi vedere di nuovo il tuo sorriso
Cara Prudence, non vuoi farmi vedere che sorridi?

Cara Prudence, non vuoi uscire fuori a giocare?
Cara Prudence, saluta il nuovo giorno
Il sole è alto, il cielo è azzurro
è bellissimo e lo sei anche tu
Cara Prudence, non vuoi uscire a giocare?


BLACKBIRD (1968)Anche questa è tra le numerose canzoni scritte in Infia, in quel periodo fruttuoso più dal punto di vista musicale che altro. Durante i concerti di oggi, Paul afferma di averla scritta, con Donovan, pensando ai neri del movimento per i diriti civili del Black Power americamo. Cosa però da molti messa in discussione, in quanto mai sentita fino agli anni 2000.
MERLO
Merlo che canti nel cuore della notte
prendi queste ali spezzate e impara di nuovo a volare,
per tutta la tua vita
hai aspettato solo questo momento per rialzarti in volo.

Merlo che canti nel cuore della notte
prendi questi occhi stanchi e impara di nuovo a vedere,
per tutta la tua vita
non hai fatto altro che aspettare questo momento
per essere libero.

Merlo, vola, merlo, vola
nel chiarore della notte scura e buia.

Merlo vola, merlo vola
nel chiarore della notte scura e buia

Merlo che canti nel cuore della notte
prendi queste ali spezzati e impara a volare
per tutta la tua vita
hai aspettato solo questo momento per rialzarti in volo.
hai aspettato solo questo momento per rialzarti in volo.
hai aspettato solo questo momento per risorgere.
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Re: JOHN - PAUL (testi)

Messaggio da twoofus » 18/08/2019, 7:20

I AM THE WALRUS (1967)
Il testo del brano si presta a molteplici livelli di lettura e significato. E’ un marasma di ricordi d'infanzia, ispirazioni dovute al caso e citazioni letterari, oltre che una critica sociale all'establishment britannico dell'epoca, con tanto di condanna del sistema che soffoca i ragazzi e reprime l'arte e la cultura. Lennon è beffardo e lancia accuse all'ordine sociale, ai moralisti, ai burocrati senza senso visti come maiali in un porcile i quali criticano ciò che non comprendono e che temono, tra cui i poliziotti e le istituzioni (Semolina Pilchard è un gioco di parole con il sergente Pilcher, colui che si vantava di giustiziare le rockstar drogate e che un anno dopo farà arrestare Lennon e Yoko); xi sono i Vigili Urbani, tutti vestiti come Pinguini “elementari” che prendono a calci Edgar Allan Poe, simbolo degli spiriti ribelli e psichedelici. E ci sono gli esperti e i supertecnici (expert texpert), probabilmente i suoi ex insegnanti che adesso dichiaravano di studiare i suoi testi per cercare di capire la sue canzoni, ed è per questo che I Am The Walrus è stata costruita in modo così enigmatico. In pratica è un’invettiva contro la “vecchia dannata Inghilterra” che è contro il nuovo (siamo nel 1967) contro la nuova arte, la “pericolosa” istruzione e la nuova cultura. Non se la cavano bene nemmeno gli Hare Krishna, salmodianti per le strade e molto popolari all’epoca (riferimento all’infatuazione di Harrison?).
John cercò di essere il più criptico possibile per dispetto, poiché aveva letto che nei corsi di inglese si analizzavano i suoi testi, finanche nella sua vecchia Quarry Bank di Liverpool. La strofa con Yellow matter custard è una caricatura di un’antica filastrocca infantile "Yellow matter custard, green slop pie, All mixed together with a dead dog's eye, Slap it on a butty, ten foot thick, Then wash it all down with a cup of cold sick).
“I poliziotti che volano come Lucy in the Sky” è un riferimento alla voce secondo cui quella canzone parlava di LSD.
Ci sono tantissimi riferimenti anche al tipo di scrittura e ai giochi di parole di Lewis Carroll e Edgar Allan Poe, che rimandano ai libri scritti da Lennon.
In più dopo la metà della canzone, John vi registrò in presa diretta le interferenze di una radio che cerca la frequenza, e poi si sintonizza su una trasmissione che manda il Re Lear di Shakespeare (precisamente è l’Atto IV Scena V), di cui per curiosità riporto le parole cxh si sentono.
Detto questo, la BBC bandì la canzone perché conteneva una parola oscena: mutande!
Ma chi è il tricheco e chi è l’eggman?
Il tricheco deriva da Alice nel paese delle meraviglie di Carroll, mentre l’uomo uovo è ispirato a Eric Burdon, il quale amava spiaccicare uova sul corpo nudo delle goupies durante le orge.
IO SONO IL TRICHECO
Io sono come lui, come tu sei come lui, come tu sei come me
e noi siamo tutti uguali.
Guarda come scappano, come dei porci che scappano da un fucile,
guarda come volano.
E io grido.
Seduto sopra un cornflake, aspetto che arrivi il furgone
magliette del comune, che stupido maledetto il martedì,
amico, sei stato cattivo, hai fatto il muso lungo.
Io sono l’uomo-uovo
Loro sono gli uomini-uovo
Io sono il tricheco, goo goo g’joob
Il signor poliziotto della City,
e altri piccoli graziosi poliziotti seduti tutti in fila,
guardate come volano, come Lucy nel cielo,
guardate come corrono,
ed io grido, grido.
Crema di materia gialla che cola dall’occhio di un cane morto
Moglie pescatrice che sembra un armadio con le chele,
principessa pornografica,
ragazzo, sei stata una cattiva ragazza,
ti sei fatta togliere le mutande.
Io sono l’uomo-uovo
Loro sono gli uomini-uovo
Io sono il tricheco, goo goo g’joob.
Sono seduto in un giardino inglese in attesa del sole
e se il sole non esce
l’abbronzatura te la fai sotto la pioggia inglese
Io sono l’uomo-uovo (Re Lear: dunque, buon signore…)
Loro sono gli uomini-uovo (l’uomo è sottomesso alla fortuna)
Io sono il tricheco, goo goo g’joob
Esperti e superesperti, fumatori che soffocano,
non pensate che anche un buffone possa ridere di voi? (ha, ha, ha)
guardate come ridono, sembrano i porci nel porcile,
guardate come grugniscono. Ed io grido.
Una sardina di semolino si sta arrampicando sulla Torre Eiffel,
dei pinguini elementari cantano Hare Krishna,
amico, dovresti vederli mentre prendono a calci Edgar Allen Poe
Io sono l’uomo-uovo
Loro sono gli uomini-uovo
Io sono il tricheco, goo goo g’joob

Infine, il coro dei Mike Sammes Singers; oompah, oompah, stick it up your jumper!
oompah, oompah, stick it up your jumper!
oompah, oompah, stick it.....
ev´rybody´s got one, ev´rybody´s got one,
ev´rybody´s got one, ev´rybody´s got one,

(Umpa umpa, attaccalo al tuo giubbotto!
Umpa umpa, attaccalo al tuo giubbotto!
Umpa umpa, attaccalo…
Tutti ne hanno uno, tutti ne hanno uno
Tutti ne hanno uno, tutti ne hanno uno)

Le parole del Re Lear udibili nella parte finale:
"villain, take my purse;
if ever thou wilt thrive, bury my body;
and give the letter which thou find´st about to Edmund,
Earl of Gloster;
seek him out upon the British party;
0' untimely death!"

"I know thee well;
a serviceable villain;
as duteous to the vices of my mistress
as badness would desire."

"what, is he dead?"
"sit you down, father; rest you."

(“canaglia, prendi la mia borsa;
semmai tu lo vorrai, seppellisci il mio corpo,
e consegna la lettera che hai trovato ad Edmund,
il Conte di Gloster,
lo troverai al party reale,
o morte prematura!”

“Io ti conosco bene,
una canaglia dura a morire
tanto servile ai vizi della mia padrona
quanto lo può desiderare la cattiveria”

“Cosa, è morto?”
“siediti, padre, e riposa.”)
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