POLICE: Analisi degli album

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Lamia
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Lamia » 04/03/2019, 12:09

Pure io mi trovo in sintonia con The Nemesis riguardo la valutazione di questo album. [happy]
I pezzi migliori, per me:
- Driven to tears, fantastica (rifatta da Sting in chiave swing nel suo primo album solista , bella ma l’originale e’ superiore)
- Voices inside my head, geniale: un ritornello e tanta musica, la bravura dei nostri e’ li da assaporare!
- Don’t stand so close to me - un classicone intramontabile, e poi Sting e’ troppo figo nel video , un prof cosi’ chi non lo vorrebbe ? [smile]
- Behind my Camel - ipnotica, con quel suono profondo, credo si possa dire inusuale per il tempo?
- When the world is running . . ..bellissima anche la versione live di Sting meta’ anni 80 con i musicisti jazz!

Ha ha non sapevo del tormentone di De do Do do de Da da da , e’ carina dai! :D e il testo non e’ mica cosi scontato pero’!

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aorlansky60
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da aorlansky60 » 04/03/2019, 12:37

Lamia ha scritto:
04/03/2019, 12:09
Pure io mi trovo in sintonia con The Nemesis riguardo la valutazione di questo album. [happy]
I pezzi migliori, per me:
- Driven to tears, fantastica (rifatta da Sting in chiave swing nel suo primo album solista , bella ma l’originale e’ superiore)
...per l'esattezza figura nel suo secondo disco solista, il formidabile "Bring on the Night", doppio Lp dal vivo (pubblicato nel 1986, un anno dopo il suo disco d'esordio "The dream of the blue turtles" in studio del 1985)

in grado di testimoniare appieno di cos'era capace quella band dal vivo ( Branford Marsalis fiati, Darryl Jones al basso, Kenny Kirkland tastiere e Omar Hakim batteria.) un disco che consiglio spassionatamente a chiunque. [happy]
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Lamia » 04/03/2019, 15:00

E’ vero Aor, grazie per la precisazione! Mi son confusa con “Shadows in the rain”! Concordo per Bring on the Night, un album che si ascolta sempre volentieri, merito anche delle eccellenze che accompagnavano Sting [approve]

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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da aorlansky60 » 04/03/2019, 15:30

@ Lamia

L'ho già detto diverse volte : li andai a vedere (e sentire) a Milano nel Novembre 1985, una delle tappe del tour Europeo di Sting per promuovere il suo primo album da solista dopo lo scioglimento dei POLICE; quella band mi lasciò a bocca aperta : conoscevo già "The dream of the blue turtles", ma dal vivo erano perfino decisamente MIGLIORI; una roba difficile da descrivere a parole; con me c'era un mio amico e collega di lavoro, che suonava il basso come dilettante nel tempo libero, che rimase altrettanto sorpreso dalla capacità tecnica di Darryl Jones... ricordo ancora ciò che mi disse ad un certo punto del concerto : "vedi caro Alain? questi sono quelli che ti fanno venire la voglia di lasciar perdere [di suonare] per dedicarsi ad altro..."
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Lamia » 12/03/2019, 12:49

Ha ha! RIguardo l’ultima frase detta dal tuo amico, Aor, mi fa venire in mente un’aneddoto che racconto’ anni fa un amico di mio padre, che era un chitarrista professionista di orchestre di liscio. Ebbene, questo signore ebbe la fortuna, alla fine degli anni 60, ( lui al tempo era un ragazzino che stava imparando a suonare la chitarra), di andare in Svizzera con un pullmann, assieme al padre e ad altri musicisti, a vedere Jimi Hendrix.
Il concerto spiazzo’ tutti, e lui ricordava come gli adulti, al ritorno sul bus, fossero come ipnotizzati da Jimi , ma i piu’ colpiti erano i chitarristi , compreso lui: erano tutti tristi e dicevano che appena tornavano a casa avrebbero buttato via le chitarre! [smile]

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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Humdrum » 16/03/2019, 20:01

A quando l'analisi dei miei due album preferiti dei Police,cioè

GHOST IN THE MACHINE e SYNCHRONICITY ? [chin]
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 16/03/2019, 23:23

Arriva, arriva... :D
E' un periodo un po' incasinato per me... ma arriva... anche per me sono i due album che preferisco della polizia....
;)
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 18/03/2019, 17:04

E' la volta di:

GHOST IN THE MACHINE

In generale
L'album viene registrato ai Caraibi e la produzione è degli stessi Police insieme ad un certo Hugh Pagdham...
Viene pubblicato nel 1982.
I dissidi all'interno della band cominciavano a farsi sentire, ma il disco che sfornano è comunque notevole e contiene alcuni piccoli capolavori. Siamo lontani anni luce dagli esordi, il punk-rock è un ricordo e anche le contaminazioni raggae sono quasi sparite, ma la classe c'è sempre, le composizioni sono meno immediate ma comunque di alta qualità con pochi bassi e molti alti.
Il disco è abbastanza cupo forse perchè la fonte di ispirazione sono vari scritti del filosofo Arthur Koestler, non propriamente un tipo allegro. Anche il titolo è ripreso da un romanzo di quest'ultimo.
Debuttano due strumenti, sassofono e sintetizzatore, che contribuiscono a rendere l'album più pieno. Anche le ritmiche si spostano di più sul fronte del funky lasciando un po' in disparte gli albori.
Questo non deve far pensare ad un peggioramento della qualità musicale rispetto agli esordi, ma ad un cambiamento che piacerà poco ai fans della prima ora, mentre renderà possibile un ampliamento della platea di nuovi fans.

Registrazione
Ottima anche se sottolinea un po' troppo le atmosfere cupe di alcuni brani. Bene la batteria e la voce, ottima la chitarra anche quando viene filtrata nel synth.

Brani
Spirits in the Material World
Uno dei migliori dell'album, bel ritmo tirato, brano arioso e con ottima prova vocale. Contiene un egregio lavoro alla chitarra che stende un bel tappeto sonoro. Aperto. 8.5

Every Little Thing She Does Is Magic
Ennesimo tormentone di classe della band. Grande prova di abilità strumentale e vocale. Sembra un pezzo banale, ma in realtà il ritornello micidiale è appoggiato su una struttura armonica di ottima fattura. Brano che accellera e rallenta il ritmo e cambia atmosfera in modo spettacolare. Destabilizzante. 8.5

Invisible Sun
Cupo e potente, apre improvvisamente ad un ritornello corale accattivante. Brano molto evocativo, con un struttura ed un arrangiamento particolari. Originale. 8

Hungry for You (J'aurais toujours faim de toi)
Prende in prestito qualcosa dai Duran Duran, ma la voce di Sting impera e, nonostante sia cantato in lingua francese, non è troppo scivoloso. Carino. 7

Demolition Man
Brano nervoso, con una sezione ritmica che ci da dentro. Il basso martella e Copeland tira fuori gli artigli bistrattando la sua batteria. Una sezione fiati oltremodo sparata rende l'atmosfera ancora più agitata. Inquietante. 7

Too Much Information
Ritmica piuttosto ossessiva e inquieta, fiati penetranti, quasi urlanti, rendono questo brano ambiguo. C'è una certa originalità nella composizione, ma se ne sente una forzatura, un "fare qualcosa di nuovo a tutti i costi". Inutile. 6.5

Rehumanize Yourself
Ritorno alle origini con questo brano ritmato e rockettaro. Il sax fortemente effettato (noisy e saturazione a pioggia) da l'idea dei nuovi orizzonti che la band vorrebbe esplorare. Innovativo. 7

One World (Not Three)
Ritmi caraibici, percussioni esplosive, per un brano divertente e danzereccio con spruzzate di raggae. Leggero. 7

Ωmegaman
Ecco che puntuale arriva il contributo compositivo di Summers, rock sparato che ci ricorda i primi successi. Bella la sezione ritmica che intreccia basso e batteria in modo magistrale, lasciando alla chitarra le sciabolate armoniche. Esplosivo. 8

Secret Journey
Anche qui celebriamo i Police degli esordi, bella ritmica e brano ben strutturato, anche se manca quella tipica esplosione melodica che identificava i ritornelli dell'epoca. Evocativo. 7.5

Darkness
Ballata scritta da Copeland, originale e un po' tenebrosa, che richiama atmosfere cupe. Particolari gli arrangiamenti e la linea di basso. Bizzarra. 6.5

A vous....
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Humdrum » 18/03/2019, 19:17

Sostanzialmente sono d'accordo con te nell' attribuzione dei voti....darei solo un punto in più per Secret Journey e Darkness che per me sono delle vere perle che completano degnamente un grande album!
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Mick Channon » 18/03/2019, 20:12

Fino a qualche anno fa questo era l'album che preferivo meno.Col tempo ho imparato ad apprezzarlo maggiormente.
D'accordo con la valutazione dei brani.Il mio preferito è indubbiamente "Invisible Sun".
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da twoofus » 19/03/2019, 8:35

Gran bel disco. Mi ricordo che all'epoca molte recensione delle riviste specializzate lo considerarono un passo avanti rispetto al criticatissimo Zenyatta e un passo indietro rispetto al lodatissimo Reggatta.
In realtà a me piacque molto. Oggi lo ricordo soprattutto per la potenza della title track e per le incredibili aperture melodioche de Every little thing she does is magic. Avercene album così...
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da aorlansky60 » 19/03/2019, 9:10

Ricordo che acquistai "GHOST IN THE MACHINE" in tempo reale di pubblicazione (1981); nonostante che la band decise di introdurre l'uso dei synths la cosa non mi disturbò più di tanto, dato che il livello di creatività fornito ad ogni brano era ancora decisamente elevato e l'uso che decisero di fare dei synths fu mirato e non così sfacciatamente trabordante (e spesso ruffiano) rispetto ad altre produzioni contemporanee; d'accordo con TheNemesis (ed altri) che hanno rilevato una certa "atmosfera cupa" che caratterizza tutto l'album in generale, che a volte rischia di renderlo un tantino "pesante" all'ascolto (rischio che non aveva il linguaggio molto più asciutto adottato nei primi due albums) tuttavia una cosa che non mi dispiacque troppo (al tempo avevo appena scoperto i CURE di "FAITH" che come suono dark tenebroso mi piaceva decisamente). In definitiva lo considero ancora oggi un ottimo album, con alcuni brani davvero pregevoli (tra i miei preferiti : non potevano scegliere intro migliore di "Spirits in the Material World", brano veloce nervoso e sincopato; la seguente "Every Little Thing She Does Is Magic" è altrettanto ben riuscita, con una coda finale che apprezzo molto; il misterioso incedere di "Invisible Sun" è magico da ascoltare; la tiratissima "Omegaman").
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 21/03/2019, 22:17

Quest'album, che è forse quello che tendo ad ascoltare più frequentemente, ha un tratto distintivo: se ci pensiamo, molte canzoni sono basate su riff ripetuti ad libitum. Le canzoni che preferisco sono Spirits in the material world ed il trittico che apre la seconda facciata, a cui avrei dato dei voti sostanziosamente più alti; in maniera particolare Too much information, per me almeno da 8, e in maniera particolarissima One World, la mia numero 2 in assoluto dei Police: una prestazione alla batteria da urlo!
twoofus ha scritto:
19/03/2019, 8:35
Oggi lo ricordo soprattutto per la potenza della title track
Title track? [chin]
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da twoofus » 22/03/2019, 9:39

Hairless Heart ha scritto:
21/03/2019, 22:17
twoofus ha scritto:
19/03/2019, 8:35
Oggi lo ricordo soprattutto per la potenza della title track
Title track? [chin]
Lapsus freudiano: Spirits in the Material World l'ho sempre considerata la title track. Solo ora mi rendo conto che non lo è! :roll:
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Lamia » 22/03/2019, 15:10

E’ il mio disco preferito! [hearts]

Mi piace tutto, dalle sonorita’, alla coesione tra loro, alla bravura , alle melodie, alla concettualita’ che sta dietro, e che in qualche maniera e’ il filo conduttore dell’album. Bella recensione! [approve]

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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 22/03/2019, 23:00

@twoofus:
e vabbé, fantasmi.... spiriti...... :D
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da twoofus » 23/03/2019, 7:00

Hairless Heart ha scritto:
22/03/2019, 23:00
@twoofus:
e vabbé, fantasmi.... spiriti...... :D
Mamma... sai che potrebbe essere dipeso da questo? Nel caso sarebbe una rovina.
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 28/03/2019, 17:16

E chiudiamo con...

SYNCHRONICITY

In generale
Questo è l'ultimo lavoro del trio che, al termine del doveroso tour mondiale (4 marzo 1984), interrompe sia la produzione in studio sia i concerti.
Infatti, le tensioni nella band sono alle stelle soprattutto causate dal dominio in fase compositiva di Sting: suoi ben otto brani su dieci. I malumori quindi porteranno la band a interrompere la carriera in comune, mentre i singoli componenti inizieranno, con alterne fortune, la propria carriera solista. Non si tratta quindi di un vero e proprio scioglimento, che avverrà ufficialmente solo al termine del tour della reunion che durò da metà 2007 all'estate del 2008.
Il 7 agosto 2008 i Police tennero l'ultimo concerto del loro tour al Madison Square Garden di New York, al quale assistettero oltre 20.000 fan, al termine del quale la band si dichiarò sciolta.
Questo è l'album del maggior successo commerciale del trio (oltre 8 milioni di dischi venduti e 3 Grammy).
A mio parere è il disco della loro maturità. Un album completo e complesso che, a fronte di melodie spesso accattivanti e che sembrano commerciali, in realtà offre profondità e innovazione.
Il sinth si fa molto presente, i ritmi reggae sono definitivamente abbandonati, ma il drumming esplosivo di Copeland c'è sempre, la piacevolezza e la genialità degli interventi di Summers è sempre presente e la voce di Sting fa la differenza.
La classe compositiva ed esecutiva, l'esplorazione di nuove sonorità e ritmiche da world music rendono questo disco davvero splendido ed estremamente gradevole all'ascolto, oltre che inossidabile.

Registrazione
Ottima sotto tutti i punti di vista, bassi presenti ma non debordanti, strumenti ripresi in modo eccellente, voce perfetta.

Brani
Synchronicity I
Un'esplosione iniziale di synth e una batteria nervosa e tirata che supporta tutto il brano, dove le voci si inseguono in continui botta e risposta, nevrotici e incisivi. Sparata. 8

Walking In Your Footsteps
Ritmico brano trascinante, semplice e sofisticato allo stesso tempo, dove il testo ci porta indietro nel tempo per parlarci di un fantomatico Mr. Dinosaur... Tribale. 7.5

O My God
Quasi un funky, dove Sting fa capire di aver imparato assai bene a suonare il basso (sempre lo stesso anche oggi). In chiusura di brano, un assolo di sax piuttosto dimenticabile. Indolore. 6.5

Mother
Brano scritto da Summers, un allucinazione musicale dove il chitarrista si sbizzarrisce nel produrre i "suoi" suoni preferiti. Isterico. 6.5

Miss Gradenko
La canzone scritta da Copeland è una marcia caraibica sognante e molto gradevole. Soave. 7

Synchronicity II
Forse il brano più bello dell'album, il secondo capitolo della "sincronia" ci ripresenta il trio al massimo delle sue capacità compositive e tecniche. Brano ritmato, riff rockeggianti azzeccatissimi sui quali la voce di Sting tesse trame melodiche coraggiose ed accattivanti. Raffinato. 9.5

Every Breath You Take
Canzone-simbolo della band e di una generazione, quella della metà degli eighties, che l'ha amata, cantata, ballata centinaia e migliaia di volte. Ancora oggi, quando la si ascolta, colpisce per la sua semplicità e la sua bellezza. Una pietra miliare del pop-rock. Epocale. 9

King of Pain
Sapiente miscela di pop e rock, brano arrangiato con gusto e dovizia di particolari colorati. Molto piacevole, scorre via con grazia. Gradevole. 8

Wrapped Around Your Finger
Altro piccolo capolavoro di questo album, si snoda lenta e ossessiva lasciando che percussioni e voce di Sting siano i protagonisti. La parte finale, leggera e ritmata, lascia spazio e respiro. Ottimistica. 8.5

Tea in the Sahara
Malinconico brano, ispirato al romanzo "Il tè nel deserto", che sembra il sipario più adatto di una carriera breve ed intensa. Impalpabile. 7

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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Mick Channon » 28/03/2019, 17:39

Disco quasi perfetto anche se io preferisco i primi lavori.Condivido quasi tutto anche se alzerei il voto a "Mother",brano forse fuori contesto ma decisamente curioso ed originale.Come sottolineato da Nemesis,grande Copeland, il mio preferito dei tre.
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da twoofus » 28/03/2019, 19:41

Album consumato sul piatto. Brani preferiti: Wrapped, King of pain (di cui ricordo un'ottima cover di Alanis Morissette) e ovviamente lei, Every breath you take, una delle più belle canzoni ossessive.
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