POLICE: Analisi degli album

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POLICE: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 29/01/2019, 17:43

Sulla falsariga di quello che avevo fatto ormai quasi 6 anni fa (appena iscritto al VRF), ho pensato di fare cosa gradita scrivendo qualche riga di analisi (non recensione!) sugli album dei Police, altra band che mi piace molto e che so che piace molto anche a molti amici del forum.
Per questo spero che il thread raccolga molti commenti in modo da creare una piccola summa dei vari pareri su questo trio inaspettato e innovativo.

Si inizia con:

OUTLANDOS D'AMOUR

In generale
Il prog stava declinando e il punk aveva portato una ventata fresca e avvelenata nel rock. C'era bisogno di qualcosa che non fosse più solo rock&roll o punk, e nemmeno prog.
Eccovi quindi servito un piatto succulento i cui ingredienti sono un rock sparato ma con belle melodie e una profumata spruzzata di reggae.
L'invenzione dei Police risale al 1978, anno di pubblicazione di questo disco. Ma non ebbero subito un gran successo.

Inizialmente, infatti, la casa discografica (A&M) pubblicò come singolo Roxanne che però fu boicottata dalla BBC per i contenuti allora giudicati eccessivi (prostituzione). Il successivo singolo I can't Stand so Losing You invece andò molto meglio e segnò l'inizio del grande successo dei Police.

Registrazione
Qualità discreta, acuti un po' troppo spinti e bassi bilanciati. Batteria discretamente ripresa.

Brani
Next to You
Brano rapido, predilige la ritmica veloce e sparata alla linea armonica e melodica ma stupisce la parte strumentale con un bell'intervento di Summers e addirittura un breve assolo di tromba.
Non è il miglior pezzo dell'album, ma è gradevolmente scoppiettante.
Voto 6,5

So Lonely
E qui iniziamo a sentire i veri Police. Ritmica accattivante ed esplosiva, ritornello che rimane in testa, sezioni rock&roll sparate che si contrappongono a aeree visioni reggae e un bel assolo di Summers, giusto per far capire che rispetto al punk, siamo in un'altra dimensione.
Voto 8

Roxanne
Capolavoro dell'album. Sting sfoggia una voce spettacolare, toni acuti, limpidi e rauchi. Il reggae di base, lascia spazio ad un ritornello veloce e incisivo. Grande prova di tutto il trio.
Voto 9

Hole in my Life
Pezzo particolare, con cambi di tempo che spaziano dal reggae al soul, grande prestazione di Sting al basso e alla voce, bello il "giro" di chitarra ritmica che tiene insieme tutto il brano. Una genialata di Andy Summers.
Voto 8,5

Peanuts
Divertente brano veloce, di derivazione punk&roll, meno aggressivo di Next to You, molto gradevole per il fraseggio e le figure ritmiche di Copeland.
Voto 7

Can't Stand Losing You
Canzone semplice ma con una bella prova vocale, anche corale quasi alla Queen. Ritorna il reggae, gradevole e spumeggiante, niente virtuosismi, ma un'amalgama ben costruita e molto gradevole all'ascolto.
Voto 7,5

Truth Hits Everybody
Ecco di nuovo che torna il punk&roll, veloce e lineare, ma con una capacità tecnica ed espressiva da altro pianeta. Melodia semplice e poco pretenziosa per un pezzo che, tutto sommato, non ci lascia stupiti.
Voto 6,5

Born in the '50's
Discorso analogo al brano precedente, con l'unica differenza che qui la voce di Sting è più graffiante e dura, un richiamo più forte al R&R ma sempre con stile ed espressività.
Voto 6/7

Be My Girl - Sally
Un brano tipicamente pop rock, con un intermezzo recitato molto lungo (troppo lungo...) e poco altro di notevole (se non la solita classe del trio).
Voto 6

Masoko Tanga
Quasi uno strumentale. La voce di Sting, infatti, qui rimane molto sullo sfondo, superata soprattutto dalla batteria, molto tribale e esplosiva. Un brano tutto sommato poco incisivo.
Voto 6

A voi la parola...
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 29/01/2019, 18:07

Disco ingiustamente sottovalutato, la cosa si spiega solo in parte col fatto che quelli successivi sono delle bombe atomiche.
Condivido più o meno tutto, alzerei solo il voto a Can't Stand Losing You, forse la mia preferita dell'album.

[nc]
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da twoofus » 29/01/2019, 19:35

Grande album! Giustamente dice Hairless sottovalutato solo perchè seguito da capolavori. Born in the 50's, Can't stand losing you, So Lonely e, ovviamente, Roxanne i miei brani preferiti. Quasi quasi me lo riascolto...
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Mick Channon » 29/01/2019, 20:19

Grande album per me gli è superiore solo " Reggatta De Blanc".
Comunque.... [nc]
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da rim67 » 31/01/2019, 10:56

twoofus ha scritto:
29/01/2019, 19:35
..... Can't stand losing you, So Lonely e, ovviamente, Roxanne i miei brani preferiti.
Brani meravigliosi [hearts]

I Police di diritto sono entrati nel Classic Rock, personalmente li ho sempre seguiti e (a parte alcuni brani) mi piacciono moltissimo.
Una convinzione non è solo un'idea che la mente possiede, è un'idea che possiede la mente.

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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da aorlansky60 » 31/01/2019, 11:58

Concordo con la maggiorparte dei commenti già espressi; per me l'arrivo dei POLICE sulla scena "punk & new wave" fine anni 70 fu come una specie di "primavera" dopo l'inverno : questi, a differenza di altri sul genere, SAPEVANO SUONARE ma soprattutto AVEVANO IDEE (chiare ed originali, su cosa fare); ricordo ancora la prima canzone che ebbi modo di ascoltare, per caso (trasmessa per radio, "MESSAGE IN A BOTTLE") che mi aprì immediatamente un sorriso a 32 denti...

il loro linguaggio espressivo incredibilmente scarno (almeno per i primi 2 albums) era pari alla SOLIDA efficacia che ne risultava all'ascolto; ho sempre ritenuto il drumming di COPELAND come una delle armi vincenti della band(non solo, uno dei brani che più amo del loro repertorio è "Does Everyone Stare" a firma sua), oltre alla capacità compositiva di STING, mentre la chitarra di Andy Summers mi è sempre sembrata in qualche modo "sotto occupata" rispetto alle potenzialità che questo chitarrista possedeva, ma va bene lo stesso.

In genere preferisco REGATTA DE BLANC a OUTLANDOS D'AMOUR, ma vi è da dire che quest'ultimo fu una specie di strepitoso e sensazionale esordio che bene lasciava presagire per il futuro.
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Lamia » 31/01/2019, 15:57

[nc]

Bella recensione The Nemesis, mi trova d’accordo il fatto di “avere idee” [approve] . Perche’ significa che si crea qualcosa di nuovo, sulla base di quel che esiste gia’, cioe’ un mix di reagge/punk/ rock che esplode letteralmente dentro le orecchie. Il tutto unito, a mio avviso, a delle melodie semplici, efficaci, ma soprattutto, belle!! Bellissime!! [hearts]

La mia preferita di Outlandous d’amour è So Lonely, la trovo fantastica, l’accenno al reagge che sembra “strano”, in un album quasi punk, anche per la rabbia con la quale i nostri suonano e cantano. A me questo album piace veramente molto, forse perche’ si assapora l’essenza grezza Police: il terzetto mix micidiale che conquisterà il mondo! 8-)

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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 18/02/2019, 18:18

E continuiamo con:

REGGATTA DE BLANC

Avrete notato i nuovissimi effetti grafici per abbacinare il lettore... :D

In generale

I Police continuano con i loro titoli "non sense" anche con il loro secondo lavoro uscito nel 1979.
Siamo di fronte a un album che riprende gli stilemi innovativi e nervosi dell'esordio rendendoli però più maturi. Il percorso musicale qui si fa più raffinato e perfezionato.
Questo album non perde un briciolo dell'immediatezza del precedente, ma la propone in modo molto più completo, rotondo, piacevolmente stilizzato.
L'album è stato registrato negli stessi studi del precedente (Surrey Sound) contro il volere dell'etichetta A&M che voleva utilizzare uno studio più grande e un altro produttore.
Fortuna ha voluto che la band si imponesse sull'etichetta, e quindi, ecco un quasi-capolavoro che esce da un piccolo studio.

Registrazione

Ottima da tutti i punti di vista, brillante, bassi presenti, batteria esplosiva. Indubbiamente una delle migliori incisioni rock dell'epoca.

Brani

Message in a Bottle
Che dire... probabilmente uno dei capolavori della band. Aspra e a volte rarefatta, incisiva, con un riff di chitarra da manuale del rock e un ritornello che ti resta in mente.
Dopo 40 anni esatti, la canzone della celebre frase "Send another SOS" è ancora lì, attuale, non ha perso nulla della sua innovativa forza originale. Iconica.
Voto 9,5

Reggatta de Blanc
Uno strumentale interessante, proviene da un lungo break che dal vivo la band improvvisava all'interno di I Can't Stand Losing You.
Il brano è molto ben strutturato e rivela, se mai ce ne fosse bisogno, le grandi capacità tecniche del trio.
Grazie a questo pezzo i Police vincono il loro primo Grammy per la miglior interpretazione rock strumentale. Premiato.
Voto 8

It' Alright for You
Si torna al punk&roll dell'esordio, con un brano sparato, diretto, schietto. Una batteria esplosiva ed un giro di basso godibilissimo reggono melodie "corte" e incisive. Scarno.
Voto 7,5

Bring on the Night
Brano dalle due facce. Aereo e sofisticato e poi reggae e diretto. Uno dei pezzi più belli dell'album che dal vivo prende nuova forma ed energia, dilatato in una sorta di improvvisazione senza fine. Bifronte.
Voto 8,5

Deathwish
Brano poco riuscito, se confrontato con il resto poi... Una specie di esperimento con il basso synth tenuto. Il brano si incolla a questa nota e sta sempre lì... Marginale.
Voto 6,5

Walking on the Moon
E qui siamo dalle parti dei capolavori musicali rock. Un geniale giro di basso, una chitarra che propone un riff altrettanto geniale, la voce a tratti suadente, a tratti graffiante, la batteria che sorregge un'impalcatura strumentale e vocale di lusso... E il ponte reggae a unire le parti saltellanti al ralenty sulla luna... Ipnotico.
Voto 9

On Any Other Day
Rock diretto, sparato. Brano non particolarmente originale ma sempre di elevata caratura. Punk&Roll
Voto 7

The Bed's Too Big Without You
Quasi una canzone d'amore, alla Police ovviamente, su base reggae. Brano costruito con cura, molto piacevole, anche se non all'altezza del meglio. Ballabile
Voto 7

Contact
Se si esclude la figura ritmica della batteria, frenetica e tirata nonché originale, per il resto questo brano non resterà impresso a nessuno. Inutile.
Voto 6

Does Everyone Stare
Esordisce il piano come strumento aggiuntivo del trio. Il brano lascia perplessi per la sua struttura di difficile interpretazione. Stravagante.
Voto 6

No Time This Time
Finale pirotecnico, ottima performance del trio che sfodera tutta l'energia e la capacità tecnica. Un pezzo esplosivo, sparato, dove la classe dei tre emerge in ogni passaggio. Finale.
Voto 7,5

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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da twoofus » 18/02/2019, 19:22

Mi trovo su tutto, tranne che su Contact c'è un grande basso, per cui mi piaceva e anche tanto.
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Mick Channon » 18/02/2019, 20:25

Io invece non condivido ciò che hai scritto su Deathwish,una delle mie preferite dell'album.Non amo particolarmente le ultime tre canzoni del disco,diciamo che se si fossero fermati alle prime 8 si sarebbe potuto tranquillamente parlare di capolavoro ;)
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 19/02/2019, 17:04

Il titolo dell'album è non-sense fino ad un certo punto. Alla fine sta a significare "Reggae bianco", che è un po' la qualifica data al genere espresso dei Police, anche se decisamente restrittiva.
Rimarrà il loro album migliore, il più innovativo, con alcuni pezzi epocali.
Stavolta sono in disaccordo con diversi voti: nel lato B preferisco sia Contact che Does Everyone Stare a On Any Other Day e a No Time This Time. Concordo con Mick Channon circa Deathwish, il ritornello strumentale è un po' sghembo ma ha un tiro pazzesco. Ma soprattutto The Bed's Too Big Without You: è il pezzo che preferisco in assoluto dei Police, una performance straordinaria in particolar modo di Andy Summers, ma è l'intreccio dei tre strumenti (e dei tre strumentisti) a lasciare a bocca aperta.
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da aorlansky60 » 20/02/2019, 10:48

TheNemesis

Does Everyone Stare
Esordisce il piano come strumento aggiuntivo del trio. Il brano lascia perplessi per la sua struttura di difficile interpretazione. Stravagante.

Resterai stupito nel sapere che è una delle mie preferite assolute dell'album; cosa ci trovo ? vallo a sapere... a volte è difficile raccontare a parole, con l'obiettivo di fare comprendere al tuo prossimo e a chi legge, le sensazioni recepite dalla mente mentre ascolta un giro armonico rock... fin dalla prima volta che l'ascoltai, questa per me è un "must" dei POLICE
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da aorlansky60 » 20/02/2019, 10:51

@ theNemesis

Bring on the Night
Brano dalle due facce. Aereo e sofisticato e poi reggae e diretto. Uno dei pezzi più belli dell'album

qui condivido totalmente. [happy] In particolare mi piace il medley centrale, con gli effetti e l'assolo di "elettrica" .
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da aorlansky60 » 20/02/2019, 10:54

Hairless Heart ha scritto:
19/02/2019, 17:04
Il titolo dell'album è non-sense fino ad un certo punto. Alla fine sta a significare "Reggae bianco", che è un po' la qualifica data al genere espresso dei Police, anche se decisamente restrittiva.
Rimarrà il loro album migliore, il più innovativo, con alcuni pezzi epocali.
Direi che si può decisamente concordare con l'affermazione. [happy]

L'album contiene alcuni brani tra i più memorabili della band. Indubbiamente.
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Lamia » 20/02/2019, 10:59

Concordo su “Deathwish”, per me pezzo spettacolare,e non esagero! 8-) Direi che e’ un brano che presenta al meglio le qualita’ dei nostri: batteria, basso e chitarra che sfornano “il suono Police”, come pochi altri brani! In questo album e’ tutto molto “tirato”: energia pura, grinta , rock, passione! Anche “Contact” e’ fantastica, per quanto mi riguarda 10 a tutte e due.

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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 28/02/2019, 11:42

Passiamo ora a:

ZENYATTA MONDATTA

In generale

L'album esce nel 1980. Fu registrato nei Paesi Bassi per motivi fiscali (gli fu impedito di lavorare in un qualsiasi studio britannico...) in 4 settimane, un record di velocità...
Considerando l'enorme successo commerciale, è curioso sapere che la produzione del disco costò solamente 35.000 sterline, molto di più rispetto agli album precedenti, ma comunque un importo ridottissimo per un album di una rockstar.
L'album contiene successi planetari, ma dimostra una certa crisi artistica, anche se le sonorità sono simili ai precedenti lavori. Stiamo comunque parlando di livelli ancora molto alti, dove la tecnica e la fantasia del trio sono ancora in primo piano. La miscela punk-rock-reggae c'è ancora anche se, in alcuni brani, si inchina al mainstream e in altri perde smalto producendo canzoni meno artisticamente valide mostrando una certa carenza di idee.
Da notare la presenza di due pezzi strumentali, motivata dalla fretta di concludere il disco (non c'era tempo per scrivere i testi) che fu prodotto appena prima dell'inizio di un tour mondiale.
Stewart Copeland ha detto: “Mi piace definire Zenyatta Mondatta come il nostro album commerciale”. Detto da lui non può che essere vero, ed in effetti lo è stato eccome...

Registrazione
Di buon livello, anche se i toni alti la fanno da padrone. Ottima ripresa della batteria e della voce.

Brani
Don't Stand So Close to Me
Successo planetario per il singolo arrivato n.1 nel Regno Unito. Canzone dal testo piuttosto interessante, musicalmente ben strutturata e non banale, nonostante tutto è molto orecchiabile. Bel lavoro della batteria e Sting alla voce è davvero notevole. Con questo pezzo la band vinse un Grammy Award nel 1982 come "miglior performance rock di un duo o un gruppo". Accattivante. 7,5

Driven to Tears
Bel brano, originale e ben arrangiato, con la chitarra che disegna note su cui si poggiano i virtuosismi vocali di uno Sting in ottima forma. Strepitosa. 8,5

When the World Is Running Down, You Make the Best of What's Still Around
La canzone con il titolo più lungo del Pianeta, è, in parte, un ritorno alle sonorità degli album precedenti. Un bel brano, tirato al punto giusto, con tutti gli ingredienti "Police" ben delineati e strutturati, ma addolciti da una voglia di piacere a tanti, se non a tutti. Ruffiana. 7,5

Canary in a Coalmine
Divertente e scanzonata canzoncina, con un bel ritmo tirato e una voce meno presente del solito. Canticchiarla è piacevole, ma finisce tutto li... Leggera. 6,5

Voices Inside My Head
Brano impegnato musicalmente, con un lavoro alla chitarra ed al basso davvero notevoli e la "solita" estrema piacevolezza della batteria. Fantastico. 8,5

Bombs Away
Bella prova come compositore di Stewart Copeland che dimostra di non essere soltanto capace di percuotere tamburi e piatti (seppur in modo delizioso) ma anche di scrivere belle composizioni. Profonda. 7

De Do Do Do, De Da Da Da
Tormentone piuttosto gradevole con un ritornello che entra subito in testa e una frase molto più interessante dal punto di vista compositivo grazie anche alla bella idea di Summers di inserire un contrappunto chitarristico al ritmo della batteria. Nel complesso un brano carino, che strizza l'occhio al pop. Orecchiabile. 7

Behind My Camel
Brano strumentale interamente composto da Summers, davvero molto bello, lento e ipnotico, con la chitarra che disegna scale quasi arabeggianti. Sting odiava questo brano al punto che si rifiutò di suonarci il basso (Summers ci pensò lui). Un aneddoto racconta che Sting seppellì in nastri su cui era inciso il pezzo nel giardino dietro lo studio di registrazione...
Comunque, Sting si o Sting no, il brano vinse un Grammy come "miglior performance strumentale" (già il secondo...).
Vincitore. 8

Man in a Suitcase
Sembra quasi uno ska, questo brano piacevole e leggero. Nulla di eclatante nè di paragonabile agli album precedenti, il pop si avvicina e la band incassa... Gradevole. 6,5

Shadows in the Rain
Primo brano sperimentale, che fa intendere cosa faranno i futuri Police quando non intendono inchinarsi troppo alle logiche commerciali. Ritmo profondo, quasi "dub", pianoforte ipnotico, fraseggi di chitarra piacevolmente slegati dal contesto, voce lontana... Particolare. 6,5

The Other Way of Stopping
Chiusura d'album al fulmicotone con il brano scritto ancora da Stewart Copeland. Ritorno alle origini, con ritmi tirati e chitarra dinamica. Ritmato. 7,5

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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da twoofus » 28/02/2019, 12:11

Ottima analisi.
Aggiungo che mi ricordo perfettamente il semi-massacro cui fu sottoposto l'album da parte dei media, che lo definirono troppo "commerciale" (all'epoca questa era una parola tabù); in particolare i giornalisti delle riviste specializzate si sbizzarrirono a paragonarlo al precedente album e di conseguenza a denigrarlo, soprattutto per via dei video ultralevigati che spopolavano su MTV e del tormentone, come tu hai giustamente definito De doo do, che secondo me era una specie di Obladì Obladà moderna, pseudo-reggae compreso.
Io malgrado le critiche lo comprai e... mi piacque!
Driven to tears fu eseguita da Sting al Live Aid: azzeccatissima scelta, data la finalità dell'evento.
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da aorlansky60 » 28/02/2019, 14:05

Nel 1980 ricordo quanto "do do do da da da" spopolasse ovunque : [spock]

quando camminavi per strada la sentivi canticchiare da qualcuno che passava nei pressi, la incontravi in ogni frequenza radio ti sintonizzavi, quando entravi in un negozio di dischi c'era il 50% di probabilità(almeno) di ritrovarsela sul piatto del giradischi al momento; in effetti questa canzone(tta) possedeva quel "quid" così unico e irresistibile e determinante per piacere alle folle (e così fu),

per questo (ma anche soprattutto perchè pensavo della canzone la stessa cosa che pensava il rag. Ugo Fantozzi della corazzata Potemki; oggi un pò meno ma la valutazione è più o meno sempre quella) mi estraniai dai Police pensando (e sbagliando) che avessero venduto anch'essi l'anima al "dio denaro" un pò troppo sfacciatamente; fu solo dopo un certo tempo che qualcuno dei miei amici mi fece notare che in realtà l'album era infarcito di brani molto interessanti ed in linea allo standard Police, infatti dopo averlo ascoltato me ne resi conto : anche le sole "Driven to Tears", "When the World Is Running Down, You Make the Best of What's Still Around" (della quale non concordo con l'aggettivo "ruffiana" dato da TheNemesis, io la trovo molto "cool"), "Behind My Camel", "Shadows in the Rain" (quelle che mi piacciono più di tutte) per me meritano l'acquisto dell'album.
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Mick Channon » 28/02/2019, 19:38

Condivido ciò che avete scritto,sia pregi che difetti.Nella loro discografia è il disco che amo meno.
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Re: POLICE: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 01/03/2019, 17:05

Si, anch'io stavolta mi rivedo nell'esposizione di Nemesis. Ed anche nel mio caso è il disco che mi piace meno dei 5.
Le migliori, Driven to tears e il cammello.
In almeno tre casi siamo molto vicini al concetto di "canzonetta", ma che chitarra in De Do Do Do! (senza trottolino amoroso.... [fisc] ). Don't Stand So Close to Me è la canzone grazie alla quale li ho sentiti nominare per la prima volta (anche se poi avrei scoperto che Message in a bottle e Walking on the Moon le conoscevo eccòme).
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