Editors

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Carlo Maria
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Editors

Messaggio da Carlo Maria » 13/08/2015, 12:12

Gli Editors sono una band inglese nata nel 2002 e che ha al suo attivo quattro album (il quinto uscirà ad ottobre).
Molto pompata dalla stampa anglosassone, sono stati paragonati spesso agli Interpol, ma il loro post punk mostra che hanno come fonte d'ispirazione anche i grandi Joy Division, con una vena meno cupa però di quella dei maestri.
Il loro album d'esordio è del 2005 e registra fin da subito un ottimo risultato in patria, con 500 mila copie vendute ed il secondo posto in classifica.
Dal primo disco vengono estratti quattro singoli, tutti di discreto successo. Ne ripropongo uno: Munich, il secondo estratto dal loro lavoro:




Nel 2007 esce il loro secondo disco ed anche in questo caso si tratta di un successo per lo più in patria. Volano in testa alla classifica inglese, ma nella Billboard 200 non riescono a salire oltre il 117° posto. L'album però ha un buon seguito anche in altre nazioni europee e fa capolino persino nelle classifiche italiane, dove di solito ci stanno i Ramazzotti, le Pausini, i Vasco Rossi e le Elisa.
La band ne estrae cinque singoli. Posseggono tutti una certa orecchiabilità, ma anche una certa riconoscibilità, sia nel cantato di Tom Smith, sia nelle sonorità proposte.
Propongo i primi due singoli, entrambi tra i brani più amati dai fan della band:





Il tour mondiale che ne segue è un successo. Io li vedo in concerto due volte, a Milano. Live sono divertenti, ma i loro show sono troppo brevi: un'ora e venti. Dato il repertorio ridotto, non sarebbe scandaloso riproporlo anche integralmente, ma fanno scelte diverse.

2009: esce il terzo disco. La critica inglese li esalta di nuovo, mentre la critica americana così così. Il risultato è un primo posto UK, buoni piazzamenti in Europa, ma fuori da Billboard.
Le sonorità cambiano in parte, ma resta la riconoscibilità piena della loro formula.
Il singolo di successo in questo caso è Papillon. Eccolo:



A questo punto li vedo live per la terza e ultima volta: sono il gruppo spalla che introduce i concerti dell'ultimo tour degli R.E.M.. Tom Smith si presenta sul palco palesemente strafatto. Il concerto è sempre meritevole e sempre breve, ma qui è inevitabile, dato che non sono l'artista principale della serata. Registro però il fatto che diversi ragazzi presenti all'Arena Civica sono lì per loro e non per gli R.E.M..

Per il quarto disco si fanno attendere ben quattro anni. Le sonorità sono mutate di nuovo e sono meno cupe. Come ho scritto nelle mie recensioni relative a quell'anno, in versione studio gli Editors mi piacciono di più e anche questo disco lo trovai gradevole e sufficiente, ma passati due anni devo ammettere che qui aveva ragione la critica, che cominciò ad allontanarsi e presentò una media voti appena sufficiente, mentre in precedenza li aveva portati spesso in palmo di mano.
A causa forse anche del cambio di chitarrista, il suono risulta meno riconoscibile e persino le parti vocali hanno un approccio diverso:







Hanno già detto tutto? Per un verdetto più completo occorrerà inevitabilmente aspettare almeno il quinto disco e vedere se si siano ripresi, tuttavia la percezione è quella.
Restano una band che ha scritto un pugno di canzoni discrete, contribuendo a rivitalizzare un genere, il post punk revival, che negli ultimi anni ha subito un rilancio, probabilmente anche per merito degli Editors.

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Carlo Maria
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Re: Editors

Messaggio da Carlo Maria » 20/10/2015, 22:41

E il quinto disco è uscito in queste settimane, riscuotendo un discreto apprezzamento in diverse nazioni. In Inghilterra "In Dream" è salito al quinto posto in classifica; negli USA al nono e persino nella nostra Italia che ama ben altri generi, si sono piazzati all'undicesimo.
Questa quinta prova ha saputo parzialmente riconquistarsi i favori della critica e i giudizi complessivi sono quasi tutti di piena o larga sufficienza, anche se vi sono anche pareri differenti.

Riporto qui il primo singolo estratto: No Harm.


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