Lucio Battisti

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Hairless Heart
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Lucio Battisti

Messaggio da Hairless Heart » 16/12/2014, 9:35

Una cosa che ho sempre pensato: Lucio Battisti sta alla musica leggera italiana come i Beatles stanno al pop-rock internazionale, tale è l’importanza della sua discografia. E’ stato un innovatore del linguaggio cantautorale, e rispetto a questo è andato anche oltre con dischi come Anima Latina (qui commentato da Elio77 http://vintagerockforum.altervista.org/ ... =56&t=1445 ).
Se gli altri artisti italiani, anche i più importanti, possono vantare 4-5 canzoni davvero popolari, con Battisti raggiungiamo senza difficoltà le 20 se non le 30 canzoni.
E ad un certo punto la svolta, con il divorzio dal suo paroliere Mogol e, dopo un disco interlocutorio con i testi della moglie, la collaborazione con Pasquale Panella e 5 album che hanno nettamente diviso i fans.
Questa la mia top10 delle sue canzoni.

1-Il mio canto libero
2-Nessun dolore
3-Il nostro caro angelo
4-I giardini di marzo
5-Amarsi un po’
6-Io vorrei…. non vorrei…. ma se vuoi…
7-Dio mio no
8-Non è Francesca
9-Perché no
10-Ancora tu

Qualcuno è un suo appassionato?
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Mick Channon
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Re: Lucio Battisti

Messaggio da Mick Channon » 16/12/2014, 9:50

Battisti,mi accompagna da quando sono bambino,negli anni ho variato gli ascolti e le preferenze,fino a qualche anno fa non riuscivo ad apprezzare appieno i suoi ultimi lavori,invece ora li ho rivalutati.Invece il periodo tra il 70 e il 75 e` quello che preferisco.
La mia top 10

1.Con il nastro rosa
2.Dio mio no
3.La collina dei ciliegi
4.L'aquila
5.Anima latina
6.Ho un anno di più
7.Un uomo che ti ama
8.La compagnia
9.Se la mia pelle vuoi
10.Le cose che pensano
Tutti sognano di tornare bambini,anche i peggiori fra noi.Forse i peggiori lo sognano più di tutti.

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Watcher
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Re: Lucio Battisti

Messaggio da Watcher » 16/12/2014, 12:35

Hairless Heart ha scritto: Qualcuno è un suo appassionato?
Mai sopportato.
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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Stupor Mundi
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Re: Lucio Battisti

Messaggio da Stupor Mundi » 16/12/2014, 21:16

Non eretico anabattista, bensì battistiano battezzato! :)
Ecco la mia Top10 (con un'incursione nel periodo Panelliano, che mi garba parecchio)

1. Anima Latina
2. La Macchina Del Tempo
3. Innocenti Evasioni
4. Cosa Succederà Alla Ragazza?
5. La Luce Dell'Est
6. Una Giornata Uggiosa
7. Insieme A Te Sto Bene
8. Tutte Le Pompe
9. Io Vorrei... Non Vorrei... Ma Se Vuoi
10. Io Ti Venderei

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Lorenzo Mentasti
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Re: Lucio Battisti

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 28/11/2019, 18:30

Lucio Battisti ha vissuto più o meno quattro fasi: la prima, dal 1966 al 1971, in cui cercò, riuscendoci, di fondere la tradizionale canzone italiana con i Beatles, il primo Bob Dylan e il rhythm'n'blues; la seconda, dal 1971 al 1974, in cui mischio' a volte abilmente e a volte no la canzonetta ad alcuni ritmi prog; la terza, dal 1976 al 1980, più protesa verso il funky e la disco, direi in maniera abbastanza buona; la quarta, dal 1982 al 1994, tutta dedicata alla musica elettronica, per me onestamente di difficile ascolto.
Da possedere assolutamente gli album "Lucio Battisti" (1969), "Emozioni" (1970), "Umanamente uomo: il sogno" (1972), "Il mio canto libero" (1972) e "Io, tu, noi tutti" (1977), più i singoli "Pensieri e parole" (1971), "La canzone del Sole"/"Anche per te" (1971) e "La collina dei ciliegi" (1973).
Importantissima la sua attività di autore e arrangiatore per altri: Mina, Bruno Lauzi, Formula 3, Dik Dik, Equipe 84, The Rokes, The Hollies (!).
Piccolo OT: diffidate della leggenda metropolitana sul Battisti fascista: più voci di persone a lui vicine lo dipingono come un liberale all'inglese, molto sensibile ai temi ambientalisti e completamente disinteressato alla politica italiana (simpatizzava per il Partito Radicale ma non andò mai a votare).
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aorlansky60
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Re: Lucio Battisti

Messaggio da aorlansky60 » 29/11/2019, 10:19

Lorenzo Mentasti ha scritto:
28/11/2019, 18:30

"La collina dei ciliegi" (1973).
Per me quel singolo ha un significato del tutto particolare, si tratta in assoluto del primo disco che acquistai in vita mia, di mia decisione con i miei soldini (autunno '73) sotto la spinta della radio che lo trasmetteva frequentemente quell'anno in cui fu pubblicato. Ciò che proprio non mi aspettavo, invece, era di ritrovare nel lato B di quel 45g una canzone che mi sarebbe piaciuta maggiormente del titolo principale: "IL NOSTRO CARO ANGELO"; ancora oggi lo considero un esempio perfettamente compiuto dell'Arte di arrangiare di cui era capace L.Battisti musicalmente.
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aorlansky60
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Re: Lucio Battisti

Messaggio da aorlansky60 » 29/11/2019, 10:55

"Qualcuno è un suo appassionato?" (chiedeva HAIRLESS quando aprì il topic dedicato)

Fin da quando ne conobbi la musica, e via via approfondendone la conoscenza, personalmente ho posto Lucio Battisti in una posizione importante, completamente a se stante rispetto alla maggioranza degli altri cantautori Italiani storici (nel senso = ci sono stati i cantautori italiani, della stagione 60, 70, 80, etc; e poi c'è Lucio Battisti.)

(qui devo aprire una parentesi: a parte pochissimi casi (L.Dalla è uno di questi) i cantautori italiani non hanno mai incontrato il mio gusto, tanto meno quelli della "stagione politica" italiana anni 70; quando questi nascevano e si esprimevano, io mi trovavo nella mia fase adolescenziale "Prog Rock" assai più ricca musicalmente e lontana anni luce dai primi.)

A parte che la sua importanza è provata, nella storia e per lo sviluppo della canzone italiana (non lo dico solo io: se si prova a chiedere a gente dell'ambiente, gli stessi per i quali Battisti fornì materiale a profusione, tutti riconoscono la sua importanza, nessuno escluso; ne ricordo uno -credo fosse uno dei membri originali dei Dik Dik- che disse, intervistato molto tempo dopo i fatti "appena lo conobbi, ebbi come una sensazione di sicurezza, del tipo: con quest'uomo, siamo a posto per i prossimi 10anni almeno...")

Essendo io -da lungo tempo- un appassionato di musica pop che ha dato sempre maggiore risalto all'orchestrazione e alla costruzione armonica strumentale, rispetto ai testi, con Lucio Battisti sono caduto a fagiolo fin dall'inizio, nel senso che a me non importavano per niente i testi di Mogol (e di altri in seguito che collaborarono con lui) quanto invece la sua magistrale capacità nel sapere orchestrare un brano di musica pop, con una perizia e con un buon gusto davvero rari.

Il Battisti che preferisco è quello degli anni 70 in poi, canzoni come "I giardini di Marzo" e album quali "IL NOSTRO CARO ANGELO" e "ANIMA LATINA" per intenderci, senza tralasciare praticamente nulla, fino agli ultimi albums realizzati con Panella.
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twoofus
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Re: Lucio Battisti

Messaggio da twoofus » 29/11/2019, 11:07

E chi non si è prima o poi imbattuto in Battisti... Io in questo periodo sto appunto rivalutando diversi testi di Mogol.

Tra l'altro segnalo sabato sera, dalla Rai di Napoli, una serata di due ore dedicata a Battisti, con ospiti importanti tra cui Edoardo Bennato, Roberto Vecchioni, Fausto Leali, Shel Shapiro, Patty Pravo e altri.
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Lorenzo Mentasti
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Re: Lucio Battisti

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 29/11/2019, 13:46

@aorlansky60
Per fortuna Lucio Battisti era un tale Genio che la sua Arte si è impressa nella memoria di una generazione e di molti musicisti con cui ha lavorato (ricordiamo che, oltre a quelli a cui dava materiale, scoprì Ivan Graziani, all'inizio suo chitarrista, e la PFM che in pratica nacque come band a seguito dell'album "Emozioni") ed è arrivato fino a noi perché prima lui stesso e poi certi critici, colleghi e pseudo-intellettuali ci hanno provato in tutti i modi a delegittimarlo. Lui pian piano si è eclissato, sparendo da concerti, festival, tv, radio e copertine, e tagliando i ponti con il passato musicale e lirico dal 1982. Secondo me, avesse potuto, avrebbe anche cambiato nome, pur di una maggiore libertà creativa. Inoltre, il suo carattere ferocemente ironico (famose le sue frecciate a Villa, Baglioni, Santana, Craxi e Zucchero), sfrontato e spesso scontroso, un po' alla Lennon, non lo rese simpatico ai giornalisti e a molti suoi colleghi che in quegli anni erano impegnati a fare lunghi sermoni sulla lotta di classe, prendendosi fin troppo sul serio. La critica lo maltratto' perché aveva una voce particolare, molti altri cantautori lo schernivano per i testi di Mogol (persino Gaber e Fo in due loro monologhi), per via del suo interesse per l'ecologia anziché per le lotte operaie e studentesche (Tenco) o perché attingeva dalla musica anglosassone (De André) e lui non si faceva problemi a mandarli a quel paese nelle interviste. Il povero Bertoli gli diede del fascista per sentito dire. Gli unici a stargli vicino furono Bruno Lauzi (anch'egli sbertucciato in quegli anni perché liberale non di sinistra) e Pietro Montalbetti dei Dik Dik, oltre, naturalmente, a Mogol (fino al 1980). Qualcuno potrà ricordare che molti movimentisti extra-parlamentari di sinistra stigmatizzarono i versi "planando sopra boschi di braccia tese", "la fiamma è spenta o accesa", "mare nero", "in un mondo che non ci vuole più", il fatto che sulla copertina dell'album "Il mio canto libero" vi fossero braccia protese verso l'alto (quando invece volevano simboleggiare un abbraccio universale), i testi in cui sembrava che la donna fosse solo oggetto di fantasie carnali o un braccio destro alzato da Lucio in un fotogramma per dare il La all'orchestra, come inequivocabile appartenenza alla destra neofascista. Per fortuna, nulla di tutto quello è rimasto, è rimasta solo la Grande Musica che questo Lennon-McCartney-Harrison tricolore ha saputo donarci :-)
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