Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

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Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da MrMuschiato » 26/11/2012, 17:55

Mi prendo una probabilmente lunga pausa dal topic dedicato ai Deep Purple, visto che da domani potrò connettermi ad internet col contagocce e mi prendo la libertà di fare una riflessione non su un gruppo, nemmeno su un album, ma su una singola canzone.

Bè, forse chiamarla canzone è un po riduttivo, ma procediamo con calma. Il pezzo in questione è Octavarium dei Dream Theater, dall'omonimo album del 2005. So che il gruppo non è molto amato, so anche che il forum si occupa di musica vintage, ecco perchè l'ho aperto sul 360, ma sento il bisogno di esporre le mie riflessioni su questo pezzo.



Octavarium è un ipotetico viaggio attraverso 30 anni di musica Progressive, dal Prog Rock anni '70 fino al più duro Progressive Metal dei giorni nostri, di cui i Theater sono uno dei gruppi di punta. La suite è composta da 5 parti ben distinte, scritte da diversi membri dei DT e caratterizzate da un proprio suono, un proprio messaggio e una propria anima. Il testo è molto introspettivo, molto cupo e misterioso, io provo a dare una mia interpretazione, che sarà probabilmente diversa da quella che darete voi.

La suite inizia col Continuum e la Lap Steel di Jordan Rudess, con una progressione di alcuni minuti fino a sfociare in un intro accompagnato dai piatti di Mike Portnoy; il tutto è un preludio per un pezzo di flauto che richiama i Genesis e i Jethro Tull, mentre le prime note rimandano ai Pink Floyd.

I. SOMEONE LIKE HIM Lyrics: John Petrucci(5:24 - 8:56)

Il primo atto di questo viaggio musicale è scritto dal chitarrista John Petrucci e si presenta come una ballata accompagnata dalla chitarra classica, dove la voce di James LaBrie ci parla di un uomo e delle sue riflessioni sulla sua vita vissuta, su come l'ha vissuta, sulle sue convinzioni che piano cedono di fronte alle domande che si pone. Le sonorità sono cupe ma non cattive, non graffianti, il pezzo sembra uscito dagli anni 70, dagli anni del primo e grande Prog.

II. MEDICATE (Awakening) Lyrics: James LaBrie (8:57 - 14:00)

Il nostro personaggio si ritrova davanti un dottore che gli fa delle domande, e si accorge di aver vissuto un sogno lungo 30 anni, uno stato confusionale, un sonno ad occhi aperti, e manda una richiesta d'aiuto. La seconda parte è caratterizzata da un assolo di tastiera di Jordan Rudess che richiama il Neo-Progressive, ma in un certo modo anche i grandiosi assoli di gruppi quali Emerson, Lake & Palmer e Yes.

III. FULL CIRCLE Lyrics: Mike Portnoy (14:01 - 18:40)

Il testo è un tributo del batterista Mike Portnoy a canzoni che hanno segnato il suo percorso musicale (cita tra gli altri Light my Fire, Lucy in the Sky with Diamonds, Supper's Ready), e si parla per la prima volta di un circolo, una corsa con mille ostacoli e avversità che ci riporta sempre al punto di partenza, che non ci fa arrivare da nessuna parte. La musica si fa molto più cupa e tagliente, gli anni del Prog Rock sono finiti, stiamo entrando nell'era del Progressive Metal e i 5 ce lo fanno capire con riff più duri e riff/groove di basso e batteria indiavolati. L'assolo è un tipico solo chitarra/tastiera Prog Metal, con riferimenti alle altri parti della suite e alle sonorità Prog Rock, che comunque rimangono vive nella musica dei DT.

IV. INTERVALS Lyrics: Mike Portnoy (18:41 - 20:08)

Mentre la voce di Portnoy scandisce i numeri LaBrie racchiude in poche parole il senso degli altri sette pezzi che compongono l'album, mentre in sottofondo partono campionamenti di pochi secondi delle suddette canzoni. La musica si è fatta ancora più cupa e oscura, fino a sfociare nel probabile senso di questa storia, con queste precise parole:

'Step after step
We try controlling our fate
When we finally start living it has become too late'


Ed ecco il senso di tutto ciò, la vita è controllata, il destino è segnato, noi siamo dei semplici burattini e quando ci rendiamo conto di tutto ciò ormai siamo vecchi, la nostra esistenza volge al termine e non abbiamo più la possibilità di far nulla.

'Trapped inside this Octavarium
Trapped inside this Octavarium
Trapped inside this Octavarium
Trapped inside this Octavarium'


V. RAZOR'S EDGE Lyrics: John Petrucci (20:09 - 23:59)

La suite volge al termine con delle sonorità più distese, meno cupe ma molto tristi, impregnate di emozione, e il testo ci ricorda che la nostra vita è un continuo stare in equilibrio su un bordo del rasoio, per poi chiudere definitivamente il cerchio con queste parole:

'This story ends where it began'

Grazie a coloro che avranno avuto la voglia e il tempo per leggerlo, se non vi va fa niente, è un po lunghetto ma avevo bisogno di scriverlo e sono felice di averlo fatto. Ciao a tutti.
Ultima modifica di MrMuschiato il 03/03/2015, 15:25, modificato 3 volte in totale.
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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da SH61 » 26/11/2012, 18:08

Mi hai incuriosito.
Mi farò prestare da mio figlio il CD. A suo tempo mi disse che era meno immediato di altri lavori dai DT, ma interessante.

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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da MrMuschiato » 26/11/2012, 19:01

SH61 ha scritto:Mi hai incuriosito.
Mi farò prestare da mio figlio il CD. A suo tempo mi disse che era meno immediato di altri lavori dai DT, ma interessante.
Il disco in se non è uno dei migliori secondo me, a parte la title track e Sacrificed Sons le altre non le sento molto loro, le sento molto scopiazzate da gruppi come Muse e U2 (le sonorità sono le stesse).

Certo, la title track vale il prezzo del biglietto, ma il disco in se non è all'altezza dei loro dischi più rappresentativi.
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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da Watcher » 27/11/2012, 15:22

Molto bella questa suite, veramente. Si potrebbe tranquillamente inserire nella sezione Progressive.
Se i DT avessero sempre fatto cose del genere avrei un'opinione diversa nei loro riguardi.
Muschiato, ottima analisi. Complimenti.
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da MrMuschiato » 27/11/2012, 20:37

Grazie Watcher, in effetti sono questi i Dream Theater che preferisco, quelli più genuini che non vogliono scopiazzare o scimmiottare generi altrui e band famose.
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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da Hairless Heart » 16/12/2012, 18:00

MrMuschiato ha scritto:Octavarium è un ipotetico viaggio attraverso 30 anni di musica Progressive, dal Prog Rock anni '70 fino al più duro Progressive Metal dei giorni nostri..................sono questi i Dream Theater che preferisco, quelli più genuini che non vogliono scopiazzare o scimmiottare generi altrui e band famose.
Delle due, sono più d'accordo con la prima affermazione.
La suite è molto carina, anche se piuttosto derivativa. Non si può fare a meno di notare i riferimenti ai grandi del passato.
L’intro è una specie di cover di Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd, anche se il suono della prima chitarra solista mi ricorda di più i Tangerine Dream di Cloudburst flight (brano che ho postato nel topic apposito). Il suono generale di Someone like him (non il brano in sé, caruccio assai), nell’insieme 12 corde-piano mi ha riportato a Entangled dei Genesis, tanto che mi chiedevo quando sarebbe saltato fuori Phil Collins…. anche l’apertura del ritornello la ricorda vagamente, anche se la voce rievoca piuttosto gli Alan Parsons Project. Medicate è un episodio minore, risollevato dal solo di tastiera giustamente definito new-prog. Full circle: preferisco la parte cantata (cita una decina di brani famosi! Figo!), con l’organetto percussivo ad addolcire la chitarra; i riff vorticosi nella parte strumentale mi fanno venire il mal di mare…. Lo stesso dicasi per Intervals; decisamente più digeribile la chiusa della suite.
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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da MrMuschiato » 17/12/2012, 1:49

Hairless Heart ha scritto:
MrMuschiato ha scritto:Octavarium è un ipotetico viaggio attraverso 30 anni di musica Progressive, dal Prog Rock anni '70 fino al più duro Progressive Metal dei giorni nostri..................sono questi i Dream Theater che preferisco, quelli più genuini che non vogliono scopiazzare o scimmiottare generi altrui e band famose.
Delle due, sono più d'accordo con la prima affermazione.
La suite è molto carina, anche se piuttosto derivativa. Non si può fare a meno di notare i riferimenti ai grandi del passato.
L’intro è una specie di cover di Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd, anche se il suono della prima chitarra solista mi ricorda di più i Tangerine Dream di Cloudburst flight (brano che ho postato nel topic apposito). Il suono generale di Someone like him (non il brano in sé, caruccio assai), nell’insieme 12 corde-piano mi ha riportato a Entangled dei Genesis, tanto che mi chiedevo quando sarebbe saltato fuori Phil Collins…. anche l’apertura del ritornello la ricorda vagamente, anche se la voce rievoca piuttosto gli Alan Parsons Project. Medicate è un episodio minore, risollevato dal solo di tastiera giustamente definito new-prog. Full circle: preferisco la parte cantata (cita una decina di brani famosi! Figo!), con l’organetto percussivo ad addolcire la chitarra; i riff vorticosi nella parte strumentale mi fanno venire il mal di mare…. Lo stesso dicasi per Intervals; decisamente più digeribile la chiusa della suite.
Scusa Hairless, mi sono spiegato male: i riferimenti sono tutti voluti ed in primo piano, come a voler omaggiare i grandi gruppi che hanno segnato il genere. Con la frase 'che non vogliono scopiazzare o scimmiottare generi altrui e band famose' intendo tutt'altro, e cioè il resto del disco, e non solo di questo, dove i 5 'rubacchiano' stili e atmosfere di altre band famose, per esempio, qui:



Si 'rifanno' ai Muse, oppure qui (altro disco)



Ricordano ''vagamente'' gli Evanescence (che non conosco, ma le due canzoni che ho sentito gli assomigliavano parecchio)

E potrei farti (purtroppo) altri svariati esempi....l'Octavarium, la suite nasce come un grande tributo ai gruppi che hanno segnato il genere, e i richiami ai pezzi secondo me ci stanno tutti, il scimmiottare altre band come ti ho mostrato con i due link poco sopra (ma ripeto, purtroppo non sono gli unici).

E grazie per aver ascoltato e letto il papiro, apprezzo! [bye]
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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da reallytongues » 23/02/2013, 16:56

Grandiosa e bellissima suite!!
Non sono d'accordo con Muschio quando afferma che gli altri brani del disco sono scopiazzati:
i due che ha postato mi sembrano davvero buoni!
Il primo è una grande prova degna dei primi lavori (non capisco il paragone con Muse), la seconda (qui il paragone con Evanescence ci può stare, ma pure con altre mille band del genere alternative metal però) mi sembra un brano molto sentito ed elegante assieme.
Scusa Muschio ma mi sembra da questi brani un lavoro più legato ai primi DT piuttosto che a Metropolis e la cosa mi garba.

PS: sto pensando che forse Metropolis sconta anche un'impostazione quasi musical che ne ingabbia la musicalità più fluente del gruppo (ma forse è un'opinione affrettata visto che lo ho ascoltato una volta)

[welcome]
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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da MrMuschiato » 23/02/2013, 18:28

Panik Attack come brano non è neanche male, ma lo sento ''molto Muse'', sarà una mia impressione, comunque lo sento abbastanza distante dai primi lavori. Poi alla fine ad ognuno da sensazioni diverse!

P.s.: Octavarium è del 2005, 6 anni dopo Metropolis part 2 e 13 anni dopo Images and Words....già c'era stato il calo, ma qui si erano ripresi alla grande, componendo forse il loro brano (suite) migliore sotto molti aspetti.

Felice che tu l'abbia ascoltata e ti sia piaciuta! [bye]
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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da manalog » 20/03/2013, 20:22

L'ho appena finita di sentire e devo dire che mi è piaciuta molto, peccato solamente che sia per i miei gusti "rovinata" dagli accenti metallari presenti nel finale...
L'intro è in effetti un pò scopiazzata dai Pink Floyd mentre c'è un punto (ora non mi ricordo a che altezza) in cui mi sembra il finale di Tarkus.
Anche il testo è interessante, però non riesco a godermelo perchè prima di sentire questa canzone avevo appena finito il primo ascolto della mia vita di Nursery Cryme (rigorosamente in vinile) e sto ancora ragionando su "The musical box"... la "storiella" (specialmente la parte narrata in un piccolo box stampato poco sotto il testo della canzone) mi ha sconvolto...

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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da Progknight94 » 20/03/2013, 21:00

La cosa che mi spaventa parecchio degli album dei tardi DT è questo giochino del "mi sembra" [chin] Chissà a cercar bene quanti "riferimenti" si potrebbero trovare

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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da Hairless Heart » 20/03/2013, 21:31

manalog ha scritto:avevo appena finito il primo ascolto della mia vita di Nursery Cryme (rigorosamente in vinile) e sto ancora ragionando su "The musical box"
OT
[hearts] Manalog, goditi questo momento! Non ne vivrai molti così intensi! [hearts]
Fine OT, chiedo scusa.
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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da Progknight94 » 20/03/2013, 23:09

Concordo. Questo e i prossimi 50-60 ascolti saranno godimento puro..

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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da MrMuschiato » 20/03/2013, 23:13

Progknight, la maggio parte dei 'Mi sembra' sono voluti, soprattutto su Octavarium, che è pensato come un viaggio alla riscoperta del Prog, dagli albori alle realtà più Heavy degli ultimi anni.

Manalog, son contento che tu l'abbia ascoltato e che tu sia riuscito ad apprezzarlo, ti consiglio un album, L'album dei Dream Theater, Metropolis part 2: Scenes from a Memory, di cui ho fatto un'ampia recensione sulle Pietre Miliari qui sul forum.
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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da Progknight94 » 21/03/2013, 14:45

Ci credo che son voluti!! :) ma è un problema mio: è un tipo di operazione che non mi interessa... [happy]

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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da Antonio Banche » 18/05/2013, 15:21

Davvero una bella recensione, la storia mi richiama un po' la trama del loro concept Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory, entrambe narrano di due reminiscenze, questa volta più strettamente legata al mondo della musica ;) E' una suite in continua evoluzione con la quale i Dream Theater si aggiudicano veramente l'olimpo del progressive del XXI secolo. L'assolo neoprogressive di rudess è stratosferico ed è uno degli assoli non jazz più riusciti della sua carriera (un vero rompicapo per un tastierista in erba qual sono [chin] ).
Ho ascoltato i lavori recenti di gruppo, come l'album del 2011, A Dramatic Turn of Events, e devo dire di averlo apprezzato (attendo peraltro il nuovo album che dovrebbe uscire a breve).
Possono oggi essere considerati i Dream Theater quelli più genuini che non vogliono scopiazzare o scimmiottare generi altrui e band famose?

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Re: Recensione e riflessione: Dream Theater - Octavarium

Messaggio da MrMuschiato » 20/05/2013, 12:40

Antonio Banche ha scritto: Possono oggi essere considerati i Dream Theater quelli più genuini che non vogliono scopiazzare o scimmiottare generi altrui e band famose?
Da grande amante dei Dream Theater direi di no.

Train of Through si rifà sfacciatamente al Thrash Metal con richiami ai Metallica (vedi il cantato di Labrie in vari pezzi) e alla scena in generale, in Octavarium troviamo dei richiami più o meno velati a U2, Muse e Coldplay, band che centrano poco col quintetto inglese.

Diciamo che i DT più genuini li abbiamo fino a Scenes from a Memory (il loro album che preferisco, ho scritto anche una recensione su questo forum), poi fra contaminazioni e sbandate hanno alternato grandi pezzi a brani sottotono (esempio lampante è l'album Systematic Chaos).

A Dramatic Turn of Event è simile agli ultimi album, buoni brani (Bridges in the Sky, On the Back of Angels), ottimi brani (Breaking all Illusions) e brutti brani (Outcry su tutti).
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