Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland 1968

Moderatori: Harold Barrel, Watcher, Hairless Heart, MrMuschiato

Rispondi
Avatar utente

Topic author
reallytongues
Vintage Rocker
Vintage Rocker
Messaggi: 3852
Iscritto il: 14/12/2011, 15:49
Località: Bergamo

Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland 1968

Messaggio da reallytongues » 21/10/2012, 19:58

Immagine

Ho riascoltato un lato di Electic Ladyland e mi ha fatto impazzire il lato B:
Little Miss Strange (divertente brano alla Beatles), Long Hot Summer Night (genere sconosciuto: un r&b gospel barocco con un bel piano di Al Kooper), la splendida esercitazione chitarristica di Come On, Gypsy Eyes con invenzioni di ogni tipo....
A breve inizierò un'attenta analisi dei brani del disco.
nel continente nero paraponzi ponzi bo

Avatar utente

Topic author
reallytongues
Vintage Rocker
Vintage Rocker
Messaggi: 3852
Iscritto il: 14/12/2011, 15:49
Località: Bergamo

Re: Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland 1968

Messaggio da reallytongues » 22/10/2012, 14:01

Lato A

And the Gods Made Love-
Suoni dall'oltretomba avvolgono la mente e sembra di vagare nell' iperspazio ma
è solo l'intro a....

Have you Ever Been -
Bel soul-gospel psichedelico molto ben arrangiato e a suo modo molto innovativo per l'epoca
il finale delizioso e sexy sfuma nel break mozzafiato di...

Crosstown Traffic-
E' la prima perla del disco. Un soul rock potente e dinamico. L'arrangiamento giocoso rende il brano irresistibile.
Colpisce l'estrema ritmicità del canto di Jimi che dimostra come avesse una grande forza
interpretativa.

Voodoo Chile -
Chiude il primo lato.
Il brano è un blues dilatato con Mitch Mitchell e Jack Casady (Jefferson Airplane) alla sezione ritmica e un ispiratissimo Steve Winwood all'organo hammond.
Per chi conosce bene Hendrix sa che questa incisione è una evoluzione della Catfish Blues di Muddy Waters ripresa molte volte dal Nostro nell'esibizioni live.
In questa sessione però Jimi supera se stesso e trasporta il blues finalmente nell'epoca moderna, rimanendone fedele dal punto di visto sonoro, ma in uno spazio completamente diverso dal genere in cui il blues si è sempre ritrovato.
Non è la psichedelia la trovata del rinnovamento, ma una spiritualità del tutto originale, un fare blues dell'anima con la propria autentica personalità, senza revivalismi e omaggi ai maestri. Qui Hendrix per primo si appropria del blues e ne fa un suo spazio di espressione, uno spazio che si trova a New York nel 1968 e che vuole si vuole dilatare il più possibile nel futuro. Si può forse parlare come nel jazz coltraniano di "new thing of the blues"
Pochissimi sono riusciti in questa rigenerazione dalla musica nera più autenticamente spiritualale se non forse Peter Green nel suo folle album solista d'esordio.
Insomma questo brano è tra i capolavori della musica tutta e spesso non viene ricordato, forse perchè l'altra Voodoo Child è più famosa e spettacolare.
nel continente nero paraponzi ponzi bo

Avatar utente

Mick Channon
Vintage Rocker
Vintage Rocker
Messaggi: 2100
Iscritto il: 19/09/2012, 15:35

Re: Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland 1968

Messaggio da Mick Channon » 22/10/2012, 17:07

Ho visto un po' di tempo fa un docu-film sulla realizzazione di Electric Ladyland, è stata una produzione travagliata, molti litigi tra produttore e Hendrix, oltre che col bassista Noel Redding. Little Miss Strange che citi tu, se non sbaglio la canta proprio Noel Redding. Il disco più "manipolato" in studio. Comunque capolavoro.
Tutti sognano di tornare bambini,anche i peggiori fra noi.Forse i peggiori lo sognano più di tutti.

Avatar utente

Topic author
reallytongues
Vintage Rocker
Vintage Rocker
Messaggi: 3852
Iscritto il: 14/12/2011, 15:49
Località: Bergamo

Re: Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland 1968

Messaggio da reallytongues » 22/10/2012, 17:08

Ah, sì: mi ha colpito quando spiegavano come Hendrix avesse suonato un pettine con un elastico per gli arrangiamenti di Crosstown Traffic...
nel continente nero paraponzi ponzi bo

Avatar utente

Harold Barrel
Amministratore
Amministratore
Messaggi: 2331
Iscritto il: 03/12/2010, 15:43
Località: Udine
Contatta:

Re: Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland 1968

Messaggio da Harold Barrel » 22/10/2012, 17:10

Crosstown Traffic è stato il mio primo amore per Hendrix. Prima di imbattermi nel totalmente casuale ascolto di questo brano, non nutrivo molta stima per questo artista. Non riuscivo a cogliere il carattere delle sue canzoni, che sentivo come mascherato da un sound fin troppo sporco e da un'eccessiva durezza della sua chitarra. Gli stessi elementi caratterizzanti della sua produzione che non sopportavo mi apparvero d'un tratto affascinanti e grandiosi.
A Crosstown seguì l'attento e ripetuto ascolto appunto di Electric Ladyland, che per me rimane ancora adesso, nonostante i suoi difetti, il mio album preferito di Jimi.
« La vita è la palingenetica obliterazione dell’io trascendentale che s’infutura nell’archetipo prototipo dell’autocoscienza cosmica. »

Ettore Petrolini

Avatar utente

mimmo il meccanico
Giovane Rocker
Giovane Rocker
Messaggi: 371
Iscritto il: 18/12/2011, 9:54

Re: Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland 1968

Messaggio da mimmo il meccanico » 23/10/2012, 22:07

Disco preferito in assoluto [suddito] Rock, blues, psichedelia, un po' di funk, soul, r'n'b. Spettacolare. L'intro di Gyspsy Eyes, con quei colpi di charleston mi fa impazzire. 1983.. è la psichedelia trascendente tipica in stile hendrix, un po' spaziale. Ma insomma, è proprio pieno di capolavori. Il sound è curatissimo e per la prima volta Hendrix qui si impone e fa le cose come voleva farle, o almeno ci va vicino. Infatti Chas Chandler lo lasciò poco prima perchè voleva che Jimi continuasse sulla strada dei brani brevi registrati in fretta. Hendrix aveva invece in mente qualcosa di più grandioso ed iniziò a usare lo studio di registrazione come uno strumento vero e proprio sfruttando al massimo tutte le possibilità tecniche dell'epoca. Il lavoro fu veramente maniacale, la Experience era ormai un'entità fittizia, tanto è vero che Jimi si occupò anche di alcune parti di basso, e chiamò altri musicisti a partecipare, tra i quali Steve Winwood, Al Kooper e mi sembra ci sia anche Brian Jones se non ricordo male. Insomma si era un po' stufato forse della classica formazione power trio.
ok e adesso?

Avatar utente

Topic author
reallytongues
Vintage Rocker
Vintage Rocker
Messaggi: 3852
Iscritto il: 14/12/2011, 15:49
Località: Bergamo

Re: Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland 1968

Messaggio da reallytongues » 24/10/2012, 12:56

Mimmo hai ragione la produzione del disco è spettacolare, per quanto mi riguarda uno dei migliori album a livello di suono. In vinile il suono è di una vitalità unica, ricco di sfumature ed effetti
Il primo brano che è poi l'introduzione al disco, con tutti quei rumori stranianti è talmente stridente che pure senza volume e solo con il piatto che gira si sente comunque e non poco.
Io paragono questo disco a livello di suono lussureggiante e corposo ai primi 2 album quasi contemporanei dei Soft Machine che non a caso fecero una lunga tournee con Jimi.

Lato B
Little Miss Strange-
Deliziosa canzoncina alla Beatles composta e cantata del bassista Noel Redding, che con la sua voce bianca rende il brano ancora più beatlesiano. Pur essendo un brano pop innocente è suonato con una furia tale da non sfigurare con altri brani del disco ben più selvatici. Gli assoli di Hendrix poi alzano e di parecchio il livello.

Long Hot Summer Night-
Questo brano che piace parecchio pur essendo molto particolare è uno stranissimo soul-gospel psichedelico e barocco, contorto e sfuggente. Il piano di Al Kooper così agrodolce e quei cori celesti aiutano a impreziosire un brano unico quanto influente.

Come On-
Dopo cotanta psichedelia eccoci al fangoso blues. Non è il blues dei campi di cotone, ma quello delle strade polverose, dei treni scalcinati e dei camion puzzolenti. Il brano, cover del blusman Earl King, è suonato all'impazzata con Jimi che stupisce ad ogni passaggio con assoli sempre più eccitanti e la band che disperata tenta di stare dietro ad un treno impazzito. Eccezionale quanto un pochino sottovalutato, forse Jimi ci ha abituato troppo bene e così tanti assoli possono forse assuefare?

Gypsy Eyes-
Brano tra i capolavori di Hendrix e del rock tutto, ancora oggi sorprende per sonorità e scrittura rimandendo dopo 40 anni un pezzo innovativo. Il ritmo di batteria intoduce la danza, il riff di chitarra è giocoso quanto beffardo, le svisate e impennate di chitarra sono una delizia sonora. La batteria dal suono schioccante è stata accellerata in fase di registrazione e ci sta a pennello a livello di sonorità con quel suono chitarristico pieno di effetti aerospaziali.
In fin dei conti è un brano quasi ballabile, quasi una danza tribale se non avesse poi quelle progressioni paurose che fanno letteralmente levare da terra.
Hendrix è tra i più eccentrici musicisti quanto i più "maudit" della storia del rock.

Burning of The Midnight Lamp-
Dopo un brano eccentrico ce ne vuole uno ancora più assurdo.
Se prima si era intorno al fuoco a celebrare Dionisio, adesso sembra che si è tra le nuovole a saltare da un cirro all'altro. L'introduzione che fa da tema la brano è un giro di chitarra doppiato da non capisco quale strumento, stupisce come Hendrix sia sempre capace di inventarsi giri di chitarra mai banali, in un certo modo anche colti.
Anche in questo modo c'è un afflato gospel con cori molto forti ed evocativi che sorreggono la melodia trionfante che ha il brano. Anche questo pezzo rimane unico nel suo genere, tanto da non saper descriverlo più di tanto.
Forse è il titolo stesso a rendere l'idea.

Continua
nel continente nero paraponzi ponzi bo

Avatar utente

Topic author
reallytongues
Vintage Rocker
Vintage Rocker
Messaggi: 3852
Iscritto il: 14/12/2011, 15:49
Località: Bergamo

Re: Jimi Hendrix Experience - Electric Ladyland 1968

Messaggio da reallytongues » 05/11/2012, 15:38

LATO C

Rainy Day, Dream Away -
Un colpo di tosse da il via pigramente a questo sulfureo brano, dal passo lento, ma profondo che si insinua nella mente e piace quel groovy così liquido dettato da un suono di grancassa che colpisce nelle basse frequenze.
La chitarra piano piano prende le redini del gioco e risolve imbizzarita questa jam session molto fascinosa.

1983...Moon, Turn the Tides
Un articolato riff inizia e fa da tema al brano più espanso e psichedelico dell'album.
Le intuizioni del disco precedente Axis Bolds and Love sembrano portate a compimento:
il blues si colora di pop psichedelico e porta spiritualità e nuovi messaggi di unione nella nuova era del rock che Jimi sta cercando di suggerire, perdendo in forza di aggressione per una eleganza di forme che si sposa con contenuti mistici.
Tra i brani migliori di Hendrix, 1983 pur rimanendo nella forma canzone, sembra superarla con naturalezza grazie ad effetti di ogni tipo, ad una costruzione-destrutturazione delle varie frasi del brano (non il semplice alternarsi strofa/ritornello) , fino a dispiegarsi in voli pindarici molto suggestivi nel finale.


LATO D

Still Raining, Still Dreaming -
La continuazione del brano Rainy Day, Dream Away si presenta con la chitarra parlante di Jimi e un andamento più picchiato che insiste fino allo stordimento finale.
Sembra una jam spiritual suonata da gente un pochino su di giri.

House Burning Down -
Un assolo stratosferico ci introduce ad una strano rock dal ritmo a marcetta. In se il brano può sembrare sgraziato, ma ascoltandolo bene possiede una personalità unica. Il ritornello molto ritmico che segue la marcetta della strofa è seguito da una chitarra ritmica che sembra far da coro urlante e altri effetti chitarristici frastornanti ci portano all'assolo finale che imita la distruzione per incendio di una casa (quella raccontata nel testo). Tra le più memorabili esibizoni di chitarrismo ultrasonico di Hendrix.

All Along The Watchtower -
Combinare le immagini simbolico apocalittiche di Bob Dylan con la padronanza musicale di Hendrix non poteva che far nascere un capolavoro.
Epocale. Molto lavorata in sala di incisione, il ritmo di batteria e tamburello, perfetto per l'occasione, fu deciso con tantissima fatica.

Voodoo Child -
Tra i brani più conosciuti, questo pezzo si regge su un tempo di batteria che ho sempre pensato fosse uno dei prototipi del ritmo usato nella futura musica nera: l' hip hop.
E' grazie a questa ritmica che Hendrix riesce a infondere di elettricità questa danza intorno al fuoco, forse è lui stesso il fuoco e noi tutti stiamo ballandoci intorno........................................

Grazie
nel continente nero paraponzi ponzi bo

Rispondi