Gentle Giant - Gentle Sound

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Gentle Giant - Gentle Sound

Messaggio da Harold Barrel » 19/05/2012, 16:08

Vediamo di raccogliere qualche opinione sui Gentle Giant, focalizzandoci soprattutto sul sound che li contraddistingue in modo piuttosto inconfondibile. Una cosa che colpisce molto sono sicuramente i bizzarri intrecci di voce ottenuti (ovviamente parlando di album in studio) con sovraincisioni... Passando poi per alcune 'stranezze' musicali -del resto, tipiche di molte band progressive-, e influenze da vari genere, tra cui ovviamente anche il Blues. Ciò che li rende a mio parere unici è il modo in cui riescono ad inserire passaggi che possono essere dominati da un suono grezzo di chitarra elettrica in un'atmosfera quasi vellutata. Peel the Paint è senza dubbio un brano rappresentativo in questo senso.



Lascio a voi ulteriori considerazioni ;)
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Re: Gentle Giant - Gentle Sound

Messaggio da Progknight94 » 19/05/2012, 19:12

Io li trovo un pò il gruppo paradigmatico del prog... Hanno una tale paletta di colori da rendere i brani -a volte anche troppo- caleidoscopici e vari. Avere un batterista dritto è una manna per un gruppo così contorto:]

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Re: Gentle Giant - Gentle Sound

Messaggio da Watcher » 21/05/2012, 9:15

Quoto tutto quanto detto da Progknight. Solo ascoltando Peel the Paint in poco meno di sette minuti abbiamo già due temi. Il primo tema più melodico su un tempo in 6/8 cantato da Phil Shulman chiude con una sezione strumentale suonata dai violini su un ritmo in 5/8 :shock: , il tutto ripetuto per due volte prima di passare al secondo tema dominato da un potente riff di quattro battute con basso, batteria, organo e sax cui si aggiunge la voce di Derek Shulman. Verso la fine spazio all’improvvisazione nel duo chitarra e batteria dove nella parte centrale Gary Green usa l’echoplex, un effetto preso in prestito da Mike Ratledge dei Soft Machine.
Malcom (Mortimore) ricorda: […] Derek propose a me e Gary di improvvisare un duo per un paio di minuti. Kerry non scrisse parti per la batteria, naturalmente sapeva come utilizzarla e inserirla, ma allo stesso tempo si dimostrò molto aperto, lasciandomi libero di tentare un approccio personale nei confronti di quello che aveva composto. […]

I Gentle Giant hanno veramente definito il genere progressive come musica strutturata lasciando comunque spazio agli assoli che erano spesso improvvisati sia per la chitarra sia per la tastiera di Kerry Minnear. Una curiosità, Aquiring the Taste (il brano strumentale), stereotipo in apparenza di pezzo strutturato contiene nel suo interno un po’ di improvvisazione, non essendo un pezzo completamente finito quando entrarono in studio. Nella parte finale Kerry la realizzò nella sala controlli con il moog, giocandoci con i suoni.
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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Re: Gentle Giant - Gentle Sound

Messaggio da Harold Barrel » 13/06/2012, 23:28

Concordo su ciò che afferma ProgK, in particolare sulla "caleidoscopicità", se così si può chiamare, delle composizioni.
Ciò che rende i Gentle Giant un grande gruppo è la loro estrema flessibilità, come l'ha giustamente evidenziata Watcher: ci troviamo di fronte a brani con strutture ben definite e create con consapevolezza dei/dai compositori, in cui troviamo "incastrati" alla perfezione improvvisazioni e sprazzi di creatività da parte di ogni singolo componente della band. Un pregio del Gigante Gentile è che diviene estremamente ridotto il rischio di affezionarsi e, degenerando, fossilizzarsi, sui brani e sugli album "così-come-sono-registrati", senza accettare variazioni e cambiamenti a prima vista sostanziali. Per chiarire meglio il concetto: penso che dei Genesis si possa dire l'esatto contrario.
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Re: Gentle Giant - Gentle Sound

Messaggio da Progknight94 » 14/06/2012, 11:11

Non potrei essere più d'accordo. A riprova di questo i Genesis dopo un paio d'anni di entusiasmo li ho abbandonati quasi completamente. I Gentle Giant invece sono più versatili all'orecchio e più longevi, anche se meno "affettivi", almeno per me.

Se dobbiamo parlare anche dei possibili difetti del gruppo, citerei un pò quella tendenza, che a posteriori farà scuola in certo RIO, a comporre brani volutamente involuti e poco fruibili. Un esempio di ciò potrebbe essere Experience. :)

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