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In a Glass House

Inviato: 12/05/2014, 17:23
da reallytongues
Siamo nel 1973, il fratello Shulman più anziano, Philip, se ne è appena andato dal gruppo.
Ottima produzione del suono, tanta musica con qualche emozione rock romantica in meno e più barocchismo.
L'album più divertente e giocoso del Gigante?

Re: In a Glass House

Inviato: 13/05/2014, 14:35
da Hairless Heart
Non ne vado pazzo, in verità, ma questo è dovuto anche al fatto di averlo scoperto solo in tempi recenti, al contrario di tutti gli altri, che ascolto da più di vent'anni.
Non a caso, nella mia classifica degli album l'ho messo solo all'8° posto.

Re: In a Glass House

Inviato: 14/05/2014, 13:02
da Lamia
A me piace, non mi entusiasma come i precedenti, ma lo ascolto piacevolmente. C'e' da dire che con questo album si chiude una fase e se ne apre un'altra, data dalla dipartita di Phil Shulman, il fratello piu' grande, che ebbe un ruolo decisivo sulla formazione della band e sul suo sviluppo artistico . Il titolo, infatti, esprime proprio il delicato momento in cui versava la band, espresso attraverso l'idea di un oggetto che va in frantumi e poi si ricompone. Mi piace molto "Experience", forse il brano piu' complesso del disco.

Ad ogni modo personalmente non lo trovo 'divertente e giocoso', anzi, direi piuttosto che e' singolare, cioe' rimane in bilico tra le tematiche sonore del passato e la nuova direzione musicale , di conseguenza, come prevedibile, non e' completamente 'amalgamato' come i precedenti lavori, risultando a tratti un po' di difficile ascolto.

Re: In a Glass House

Inviato: 11/07/2018, 11:45
da aorlansky60
Si tratta di un album che avevo colpevolmente [ed erroneamente] sottovalutato in passato, relegandolo in second ordine rispetto agli album che ritengo di maggiore spessore della band; l'ho invece totalmente rivalutato ultimamente. A parte un brano in tono decisamente minore ("Lullaby" sulla side A) gli altri 5 brani che compongono l'album sono nel migliore stile che uno si aspetta da una band quale GENTLE GIANT, ovvero niente di meno che la perfezione tecnica unita a pregevole inventiva nella composizione musicale.