UN ANEDDOTO SU IAN ANDERSON

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twoofus
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UN ANEDDOTO SU IAN ANDERSON

Messaggio da twoofus » 29/01/2019, 16:20

C'era una volta un mio amico, più o meno mio coetaneo, che chiamerò G, il quale fin da ragazzino era appassionato, ma appassionato sul serio, dei Jethro Tull. Credo che la sua fissa, come la mia, fosse iniziata all'epoca di Thick as a brick, quindi epoca adolescenziale. Eravamo un pugno di ragazzi a seguirli, diciamo quattro o cinque, ma mentre io ero partito dai Beatles, dagli Stones e così via, lui e un altro come lui erano proprio Tulliani di ferro e basta. Compravamo tutti i dischi, ovvio.
Dopo le scuole superiori però i Tulliani seguono le loro strade. Uno, che qui sarà indicato con I, tra l'altro grandissimo mio amico, era talmente inchiodato che comprò anche uno splendido flauto traverso, ma poi a furia di ascoltare Bouree finì per innamorarsi perdutamente di Bach. Dall'età di 20 anni o poco più ascolta solo Johann Sebastian, ha comprato un organo Hammond e non ascolta più musica rock, ma solo classica e basta. Anzi, ho il sospetto che ascolti solo Bach... Oggi fa il medico, è divorziato e va al lavoro ascoltando Bach con gli auricolari.
Ma veniamo al protagonista del racconto, quello con cui ho aperto il post, G.
G decide di restare nel mondo della musica, si trasferisce a Roma ed entra in contatto con diversi personaggi. Tra gli altri ha fatto il promoter di Claudio Lolli, mi pare, o di un altro Claudio con il cognome più lungo, e di un altro che faceva rock blues, in voga nei 70, di cui mi regalò un buon LP dalla copertina con lo sfondo azzurro (nel titolo mi sembra ci fosse la parola blues...), ma non chiedetemi i nomi perchè non li ricordo.
Ma veniamo a noi. Negli anni 90 G riesce ad entrare nell'organizzazione dei tour dei Jethro Tull! Nel 1997 fa le tappe italiane di Spilimbergo e di Napoli, al Parco Virgiliano, dove io mi precipito senza sapere che era stato lui a portarli! Quando dopo qualche tempo ci vediamo, mi dice "me l'avessi detto, ti avrei fatto entrare io". Mi rifaccio nel 1999: i Jethro sono al Neapolis Rock festival! Puntuali, trovo nel backstage, dopo lunga attesa in verità, tre pass per il concerto, strepitoso. Purtroppo, pur essendo nel backstage, non riesco ad incrociare il gruppo alla fine del concerto.
Passa qualche anno, e io e G ci rivediamo a un concerto di Edoardo Bennato, col dopoconcerto a base di birra e arachidi, quando parlando parlando mi passa la mail di Donovan, di cui sa che sono grande ammiratore, dicendomi che quell'estate era stato a casa sua in Scozia per una festa di compleanno (come fosse riuscito ad arrivarci non lo so, ma credo tramite un amico). Dice "scrivigli e dì che te l'ha data G... l'italiano" cosa che non ho ancora fatto).
Allora gli dico "Senti, raccontami qualcosa, chi altri hai conosciuto di 'sta bella gente?". Mi dice "Bill Wyman, che ha suonato il basso a Sanremo con un mio gruppo, i DB Boulevard. Io ero lì e gli ho stretto la mano: un cosetto piccolo che sprizzava carisma da tutti i pori!".
E veniamo a noi: "Gi, ma Ian lo hai mai incontrato?". "Sì, due volte". "Azz, e così me lo dici? Com'è?". Fisicamente? Magro, non molto alto... però la seconda volta l'ho mandato a fanculo!". "Ehhh, ma che cacchio dici? Ian Anderson a fanculo??" .
"Guarda, eravamo nel preconcerto di Roma, e finalmente riesco a sapere dal suo staff l'ora in cui arriverà. Allora mi piazzo lì e aspetto, e quando lo vedo arrivare, in mezzo a due armadi grossi così, poichè ho il pass dell'organizzazione al collo mi avvicino e gli dico 'Ian, posso stringerti la mano, sono 40 anni che aspetto questo momento...'. Lui mi si avvicina, ma quando gli porgo la mano la scansa e mi tocca appena col gomito, per poi proseguire senza una parola! Ci resto di stucco! Mi volto e istintivamente gli urlo 'Ma vaffanculo, 'sto stronzo!".
Quando poi chiederò al suo staff lumi su quello strano comportamento, mi farà arrivare le sue scuse. "Lascia perdere, è fatto così. Non è cattivo nè altezzoso, ma è un igienista convinto e non dà mai la mano a nessuno!".
You and I have memories longer than the road that stretches out ahead.

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Hairless Heart
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Re: UN ANEDDOTO SU IAN ANDERSON

Messaggio da Hairless Heart » 29/01/2019, 18:14

Chissà perché l'episodio non mi stupisce affatto..... la cosa dell'igienista convinto l'avevo già sentita.
Il presidente di Itullians, il fan club italiano (ma esiste ancora?? [chin] ), di aneddoti basati su sfuriate andersoniane potrebbe raccontarne a iosa. Ad esempio, mai chiedergli un autografo mentre sta cenando al ristorante......
Nel 1997 fa le tappe italiane di Spilimbergo
C'ero! [approve]
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Lamia
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Re: UN ANEDDOTO SU IAN ANDERSON

Messaggio da Lamia » 30/01/2019, 11:39

Ecco, noi italiani dobbiamo sempre farci riconoscere. . :?
Mandare a quel paese in quel modo un artista che tra l’altro si e’ avvicinato a te , quindi vuol dire che ha ascoltato quel che gli hai detto, ok, non ti avra’ dato la mano, ma tu chi sei?

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