A Trick of the Tail

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Burning Rope
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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da Burning Rope » 11/02/2011, 19:33

Praticamente ogni album dei Genesis ha venduto più del precedente, tranne Calling all stations :shock:

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Arya
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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da Arya » 11/02/2011, 19:38

Lo so, intendevo dire che anche se ha venduto più del precedente non significa per forza che abbia avuto un gran successo musicale anche se sinceramente non so molto in proposito, anche se mi sembra che non sia stato proprio un flop
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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da Burning Rope » 11/02/2011, 19:45

Hai perfettamente ragione Arya. Trick all'epoca fu un disco di successo e portò i Genesis ad essere ascoltati da un pubblico molto più ampio che quello precedente.

Ciò nonostante la qualità era rimasta altissima, probabilmente l'inserimento di pezzi come acustici e pieni del genio melodico di Banks come Ripples e Mad man moon ha contribuito a renderli più accessibili [approve]

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TRE
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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da TRE » 11/02/2011, 19:47

drumboy95 ha scritto:now can't you see? where the raven flies there's jeopardy!

mitico phil. comunque non è senza motivo, praticamente è John, il fratello di Rael che parla
infattia rael dice delle cose al fratello, poi gabriel "he says to me :" e john/phil "now can't you see..."
piccole trovate geniali che arricchiscono i brani ancora di più :)
il sensa motivo è legato al fatto che nei genesis i dialoghi venivano resi sempre dallo stesso cantante e peter era maestro in questo.
pensa al dottore quando dice a rael "it's the end of your tail" o a battle, get'em o harold: i vari personaggi sono resi sempre dal cantante, non c'è mai un duetto.

anche nei G4 phil fa tutto da solo in robbery o mouses night.

per questo quella frase di una voce diversa la trovo senza senso anche perchè è una scelta ovvia.
qualche anno fa nick d'virgilio ha fatto un disco tributo a the lamb e quando le lamia dicono "we all have loved you rael" e la scelta di far cantare questo verso a delle coriste l'ho trovata scadente.
si perde lo spessore interpretativo ed anche il pathos.

e a proposito di cori, se c'è una cosa che nei genesis è rimasta uguale dopo che la tragedia è accaduta ( lo scisma intendo ndr) è proprio l'armonizzazione delle voci, nelle quali phil è maestro

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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da TRE » 11/02/2011, 20:05

Arya ha scritto:Lo so, intendevo dire che anche se ha venduto più del precedente non significa per forza che abbia avuto un gran successo musicale anche se sinceramente non so molto in proposito, anche se mi sembra che non sia stato proprio un flop
i G5 erano un gruppo di nicchia. conosciuti di nome ma non a fondo. erano un pò i prodigy del loro tempo.
comunque gli album arrivavano nella top5 delle classifiche ( selling al 4 posto in italia ed al 3 in gb se non ricordo male)
se ascolti i loro album ti rendi conto di come tony passi dal piano in trespass fino l mellotron, al moog ed ai vari sinth: quei suoni all'epoca erano avveniristici.

l'intro di watcher of the skies può suonarci datato ora, ma all'epoca era un suono mai sentito che tra l'altro fu scelto per introdurre una canzone di ispirazione fantascientifica.

l'abbandono di gabriel ha spostato maggiormente l'attenzione su di loro: ho l'impressione che ci fu una specie di aspettativa sul vedere la morte di un band senza il suo leader.

molti ne erano sicuri perchè i "contemporanei" percepivano i genesis come la band di accompagnamento di gabriel, non l'unione di 5 fenomeni.

i reduci erano comunque in grado di fare un grande album.
la maggiore attenzione che tutti ebbero per trick fu premiata non solo da grandi composizioni ma anche da un minor distacco nei confronti del pubblico: gli echi di musica contemporanea, dai led zeppelin ai CSNY al jazz rock avvicinarono il pubblico che ha premiato il disco.

l'esplosione in classifica dei genesis si ebbe con seconds out, il cui successo fu capace di ritardare l'uscita di ATTWT : quel disco, pieno di composizioni dei G5, trovo un pubblico finalmente più ricettivo verso la musica passata dei genesis.

ATTWT poi, come ha detto lo stesso collins, semplicemente raddoppiò il pubblico dei genesis faceno loro guadagnare quello status di superstar che li accompagno per duke e abacab.

chi dice che i genesis dediti solo a far soldi degli anni 80 non sono condannabili perchè sui soldi non si puà discutere, ignora questa parte della storia per cui vale la pena di ripeterla.

i genesis erano superstars anche prima di invisible touch. di quel disco non c'era proprio bisogno

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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da Arya » 11/02/2011, 21:53

Ops, mi sono accorda di aver scritto 'successo musicale', ma intendevo dire successo commerciale...chiedo scusa.
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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da Harold Barrel » 12/02/2011, 17:57

TRE ha perfettamente ragione. Adesso, andando un attimino OT, io lo do spesso per scontato ma non lo è: è ovvio che un album che ha un ottimo successo commerciale deve essere "sfornato" da una band già conosciuta. Dubito che se i Genesis fossero nati negli anni 80 e avessero esordito con IT, l'album avrebbe venduto COSÌ tante copie.
Ora, tornando a A Trick, secondo me è in sostanza "più orecchiabile" degli album precedenti, anche se rimane principalmente un insieme di composizioni tendenti al progressive rock. Dico tendenti perché sicuramente non è "progressive" come Nursery Crime o Foxtrot. In più credo che la voce di Phil sia di timbro più morbido. Insomma c'è tutta una serie di elementi che lo differenzia dagli album precedenti. Non è né più bello né meno riuscito. È DIVERSO. Ma come dicevo prima è sicuramente più di facile ascolto.
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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da vannelli » 15/02/2011, 17:29

Io credo che l'errore di base sia il paragonare i Genesis ai Genesis..scusate il giro di parole..ci sono cose irripetibili..cio' non toglie che A Trick..sia un ottimo lavoro..basta non paragonarlo a ritroso...anche se a me personalmente il brano omonimo non piace tanto..il resto si pero'...

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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da Henry Hamilton » 22/02/2011, 23:36

secondo me, anche in riferimento a quanto detto da Mike Rutheford in più occasioni, checché se ne dica, è stato un passo in avanti nell'affinare le loro capacità musicali. hanno saputo essenzializzare lo stile in alcuni momenti, senza perdere complessità e solennità in altri. io lo chiamo l'album dei chiaroscuri, perché è costruito alternando pezzi movimentati o aggressivi ad altri estremamente delicati.Niente a che vedere con un concept-album come The Lamb, ma proprio per questo rimarchevole, perché il risultato finale complessivo è comunque omogeneo.
p.s. vedere Phil alla batteria nei filmati di los endos del 1976, è incredibile.penso sia stato il suo momento migliore, maturo come musicista e in piena efficenza fisica.ha una rapidità di esecuzione che il suo compagno dell'epoca, Bill Bruford, sembra fermo.
riguardo la battuta sul discorso dello scotch, appena arrivato ai Genesis, Phil ci dava dentro di butto.Rutheford ricorda ancora un'esibizione in un locale dove "Phil was very drunk" (parole di Mike), e ogni volta che cercava di suonare la sezione sul lato sinistro delle percussioni, cadeva dallo sgabello..... :mrgreen:

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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da drumboy95 » 25/04/2011, 23:45

ahah phil era un figo , mi stava troppo simpatico nelle sue mille versioni, barbone nei live del 76, tutto pulitino nel tour di selling... più serio in the lamb, 20enne barbone nel 1971...mi sta simpatico anche coi capelli corti nell'80...ma solo di aspetto...

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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da aorlansky60 » 13/07/2018, 14:01

A TRICK OF THE TAIL rappresenta la risposta perfetta dei Genesis verso coloro (stampa specializzata Britannica) che li aveva dati per finiti causa l'abbandono di Peter Gabriel nel 1975; per parole di Anthony Banks del tempo: "Noi per primi -i quattro Genesis rimasti, ndr- eravamo più che consapevoli di potere realizzare un album di alto livello anche senza Peter. Quando leggevamo tutte quelle considerazioni a noi riferite sulle riviste specializzate -prime tra tutti Melody Maker- dopo che Peter aveva lasciato ufficialmente la band, rimanevamo in un qualche modo perplessi e contrariati."

Ottima registrazione in generale, mixaggio compreso. (Attenzione: in questo mi riferisco al primo mixaggio storico 1975 da cui deriva la "DRE" in supporto digitale messa in commercio nei primi anni 90; il remix da cui deriva il remaster effettuato da Nick Davis nel 2007-2008 opera dei vistosi cambiamenti rispetto al nastro master originale su alcuni brani -in conseguenza di scelte personali dello stesso Davis peraltro approvate dai membri stessi della band- su cui non sono molto in accordo...)

Splendido Artwork di copertina, quasi a volere simboleggiare che la scelta dei Genesis era ricaduta indietro nel passato alla ricerca delle origini da cui erano partiti (non nascondo che l'Artwork scelto per la copertina di THE LAMB non mi sia mai piaciuto, ma anche questa, oltre alla MUSICA di quell'album, doveva rappresentare una sorta di deciso "cambiamento" com'era nelle intenzioni di Peter Gabriel...)

Nello specifico dei singoli brani :

DANCE ON A VOLCANO : prima escursione dei Genesis in territorio fusion, non a caso : Phil Collins al tempo seguiva con grande interesse i Weather Report; inoltre appena dopo che Gabriel lasciò i Genesis, non sapendo con certezza quale potesse essere il futuro della band, Phil entrò in sodalizio con i BrandX in veste di membro ufficiale (per i primi due albums, nei quali Collins avrà modo di confermare, se ce ne fosse bisogno, il suo enorme talento e la sua grande duttilità come batterista) quindi di fatto questo brano reca sostanzialmente questa sua predilizione per il genere, brano peraltro corposo e pienamente riuscito, anche nell'esercizio tecnico che in alcuni punti è spinto al massimo, per quanto riguarda Chitarra e Batteria.

ENTANGLED : delicato affresco acustico di Hackett assai godibile, al quale Banks dona nel finale uno dei suoi soliti "tocchi da maestro" disegnandovi uno dei suoi classici "finali da antologia".

SQUONK : ovvero lo "stomp" dell'album; per dichiarazioni di Rutherford (coautore del brano), qui cercarono di fare qualcosa con in mente J.Bonham (batteria dei Led Zeppelin), bisogna dire che trascinante lo è davvero, tirato dall'inizio alla fine. Brano dominato dal basso di Rutherford qui in gran spolvero, anche per potenza. Di Collins alle percussioni è inutile specificare (certezza assoluta, sempre).

MAD MAN MOON : Anthony Banks in veste romantica (qui autore singolo) in uno dei brani più belli -secondo me- dell'album, con un altrettanto splendido "middle eight" centrale.

ROBBERY ASSAULT : uno dei miei preferiti dell'album, se non altro per quell'intermezzo centrale nervoso ed articolato, nel quale Banks si concede una "divagazione" sul tema a disegnare la linea guida con synth PRO SOLOIST usato con grande maestria e ispirazione. Citare il solito perfetto supporto della sezione ritmica a seguirlo è perfino ovvio e scontato, quasi banale, conoscendo Collins & Rutherford alle prese con i rispettivi strumenti.

RIPPLES : un altro delicato affresco, con un intermezzo strumentale dominato dalla chitarra di Hackett che qui inevitabilmente ricorda uno dei tratti caratteristici di Bob Fripp nell'uso dello strumento.

A TRICK OF THE TAIL : generalmente ritenuto un brano mediocre, per me rappresenta degnamente il lustro musicale di cui era capace il proprio autore (A.Banks) anche nell'affrontare partiture semplici (all'ascolto, perchè lo spartito è tutta un altra cosa) e perfettamente equilibrate sotto il profilo armonico (i tempi di "That's all" sono ancora lontani)

LOS ENDOS : seconda escusione in territorio fusion, per un brano conclusivo "a tutto gas" (vi sono registrate delle basse frequenze in grado di far tremare i vetri di casa se riprodotte a volume elevato) degno finale di un grande album.

Considero A TRICK OF THE TAIL come un album "perfetto" nel senso che per le mie orecchie, non contiene alcun momento di basso livello, quindi caratterizzato da una omogeneità esemplare. La grande sorpresa del disco è indubbiamente Phil Collins alla voce guida, e qui i pareri possono essere i più variegati (per quanto mi riguarda, non fa rimpiangere l'assenza del celebre predecessore, fino al punto che non riesco ad immaginare le songs dell'album SENZA Phil ma con Gabriel nel suo ruolo).

Di sicuro un altro dato di fatto : quest'album (insieme al successivo) vedrà la band al massimo del suo potenziale tecnico: sotto questo profilo, da Trespass in avanti grazie anche alla palestra unica come lo può essere la continua attività live, i Genesis saranno in crescita costante (senza togliere nulla a Banks e Hackett che non hanno certo bisogno di sponsorizzazioni, la sezione ritmica Collins & Rutherford è a livello a dir poco entusiasmante.)
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Lamia
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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da Lamia » 20/07/2018, 14:34

“La grande sorpresa del disco è indubbiamente Phil Collins alla voce guida, e qui i pareri possono essere i più variegati (per quanto mi riguarda, non fa rimpiangere l'assenza del celebre predecessore, fino al punto che non riesco ad immaginare le songs dell'album SENZA Phil ma con Gabriel nel suo ruolo” ( Aorlansky).



Ma certo, in primis Peter non avrebbe mai cantato nessun pezzo facente parte di quell’album, perche’ non sarebbe mai tornato indietro. Dopo la svolta scioccante ( per il pubblico) di The Lamb, lui era gia’nel futuro.
Nemmeno “Robbery. . .” , troppo vicina allo stile di “Battle of Epping Forest”. Peter e’ uno che, giusto o sbagliato che sia, una volta voltata pagina , guarda sempre avanti.

Due, nemmeno io mi immaginerei i pezzi cantati da Peter, non sono nelle sue corde, sono due pianeti differenti, vanno bene cosi, cantati dalla bella voce di Phil Collins, e con il suo stile personale.

Ad ogni modo grande disco pure per me, lo preferisco a “WInd”, e’ piu’ strutturato, ha piu’ carattere, lo ascolto piu’ volentieri. [approve]

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theNemesis
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Re: A Trick of the Tail

Messaggio da theNemesis » 20/07/2018, 23:09

Io scrissi:

In generale
Archiviata la pratica della separazione da Gabriel (alla fine con un sospiro di sollievo da parte di tutti, anche se per motivi diversi), i 4 superstiti si attivano per cercare il nuovo cantante e front man. Dopo svariati provini deludenti, Phil prova a cantare qualche brano gabrieliano e... ecco il nuovo cantante. Phil ha una voce potente e un bel modo di cantare, anche se manca di quel timbro così evocativo di Gabriel.
L'album ritorna alle origini, dopo la scorpacciata di psichedelia di The Lamb, e si presenta come l'ideale continuazione delle idee di Selling, con un apporto però troppo periferico di Steve (che inizia a rimuginare...).
Atmosfere sognanti o da incubo (Dance on a volcano), lunghi stralci strumentali, tastiere brillanti e chitarre a 12 corde. Insomma tutto ciò che serve per il ritorno al prog, anche quando il prog sta esaurendo la sua carica dirompente.
I testi dei brani riprendono lo stile narrativo/fiabesco del passato, ispirandosi talvolta ad autori letterari come Carlos Castaneda (Dance on a Volcano) o William T. Cox (Squonk).
Album che molti ritengo il capolavoro del gruppo perchè non ha "cedimenti". Non so, forse preferisco Selling, ma la lotta è dura...
Copertina molto bella, dove i brani sono identificati ciascuno da un personaggio disegnato. Inizio della collaborazione con Colin Elgie (Hipgnosis).

Registrazione
Ottima qualità, livello decisamente alto. Poca compressione e ottimo equilibrio generale, cura nel dettaglio. Una delle migliori incisioni dei Genesis '70

Brani
Dance on a volcano
Pezzo dal forte impatto emotivo. Sembra veramente di vedere strane figure danzare sui bordi di un vulcano in fiamme. L'arpeggio iniziale di chitarra elettrica ricama il ritornello del brano, lascia spazio quindi alla voce di Phil molto evocativa con sfondo di tastiere brucianti. Bellissimo episodio strumentale con assolo di tastiera e un Phil scatenato alla batteria. Chiusura quasi sognante. Voto 8

Entangled
Delicato acquerello tutto a 12 corde, con lunga coda strumentale dominata dalle tastiere (mellotron in primis). Forse un po' troppo lungo. Voto 7

Squonk
Pezzo quasi hard (Phil disse che si era ispirato al drumming di Bohnam), un po' atipico dei Genesis. L'impatto è notevole, il piede non può stare fermo, ma solo nei brevi intermezzi strumentali (hammond in primis) riemerge il sound classico dei Genesis, con un Banks in grande spolvero e uno Steve che supporta il sound efficacemente. Forse un brano profetico? Voto 7,5

Mad man moon
Il "pazzo uomo luna" rialza la media dell'album a vette piuttosto elevate. Pianoforte e tastiere iniziano preludendo il resto del gioco musicale. Un brano che richiama atmosfere a volte sognanti, a volte inquietanti. La parte strumentale centrale è quasi spagnoleggiante, con una prova maiuscola di Tony che regala un assolo pieno di fantasia ed emozioni e chiude in una vetta bachiana visionaria lasciando spazio a un "intermezzo" ritmato e tutto basato sempre sul piano che ricollega con la melodia iniziale. Hackett svolge una funzione incredibilmente bella negli arrangiamenti (sembra scritti in larga parte da lui insieme a Tony). Voto 9

Robbery assault and battery
Travolgente, ironica, divertente, tipicamente british. Ritmo coinvolgente, tastiere e chitarre che dialogano e creano quest'atmosfera da operetta.
Bella prova vocale di Phil e insieme di tutti veramente al meglio. Strumentale centrale di grande effetto con un solo poetico di Tony supportato da una ritmica eccezionale di Phil e Mike. Poi l'hammond disegna arpeggi che lasciano spazio ancora al sogno. Ponte centrale "The bastards got away", che ricollega alla melodia iniziale tramite un interludio strumentale con Steve che ricama note nell'aria. Grande brano. Voto 8,5

Ripples
Incantevole brano, delicato e sognante, con le 12 corde e il piano che creano un tappeto sontuoso per la bella voce di Phil. Sezione strumentale che pare quasi un brano di classica, dove l'elettrica di Steve dialoga con il delicato sinth di Tony. Capolavoro. Voto 9,5

A trick of the tail
Brano quasi pop, anche se di livello elevatissimo (primo singolo dei Genesis). Divertente e scanzonato, ben arrangiato, con una ritmica davvero notevole, e una coda strumentale breve ma davvero onirica. Voto 7

Los Endos
Il titolo è una storpiatura delle traduzione in spagnolo di The End, una sorta di omaggio allo stile di Carlos Santana. Brano strumentale che riprende modificati i temi di Dance on a volcano e Squonk, in qualche modo ampliandone la drammaticità. In coda, la voce di Phil canta un verso di Super's Ready: There's an angel standing in the sun / free to get back home. Voto 8

E credo non ci sia altro da aggiungere oltre a quanto scritto da AOR (ottimamente ;) )...
Dancing on time way...

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