Genesis: Analisi degli album

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SH61
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 12/12/2013, 13:24

In realtà ho preso ad esempio "Follow you, follow me" perchè proveniente dal primo disco dopo l'abiura.
Il brano è anche simpatico oltre che orecchiabile. Fatto da un altro gruppo avrebbe potuto anche piacermi. Non lo paragonerei certo però ad "I know what I like". In Selling era il gioco tra i vari capolavori, in "And Then" la composizione che meglio usciva dalla piattezza creata dalle tastiere sovrabbondanti, mai compensata da intrecci di chitarra o parti acustiche.

Il pop potrà anche avere una sua dignità, ma il prog ha certo un altro spessore.
Resto comunque dell'avviso che i nostri 3 eroi abbiano soltanto cercato di monetizzare. Liberi loro di farlo, libero io di non ascoltarli e di dirne pesrte e corna.
Fripp ha cercato musicisti nuovi, i 3 hanno ben pensato che per quello che si stavano proponendo bastavano. Inoltre la fetta di guadagno era maggiore se a dividerla non c'era nessun altro.

Ma avrò espresso questi concetti decine di volte.

Scusatemi.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 12/12/2013, 15:00

Liberi loro di farlo, libero io di non ascoltarli e di dirne peste e corna.
Frase da incorniciare.

Tornando alla richiesta di Nemesis, pare che ci siano altri dischi col nome Genesis in copertina. Suppongo che parlarne non sia off-topic. [fisc]
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 16/12/2013, 9:56

Penso che farò un "resumé" con qualche dettaglio per quello che si può salvare...
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Musical Box_93
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Musical Box_93 » 24/12/2013, 15:12

Hairless Heart ha scritto:La prima è stata cesellata e rifinita nel tempo dal suo autore, Tony Banks, il quale per molto tempo l’ha definita il suo capolavoro, salvo poi sostituirla con That’s all (…………….).
Questo la dice lunga,,inutile criticarli,loro sono stati i primi a voler mandare tutto all'aria facendo il pop da classifica(che manco ci sono riusciti tra l'altro).Non sono d'accordo su Eleventh,per me una delle migliori,non avrebbe stonato affatto se messa in Selling ad esempio.Concordo con il fatto che dopo W&W c'è stata un'involuzione pazzesca ma comunque ci sono molte canzoni degne(perlomeno fino ad abacab).Ad esempio The Lady Lies e Duke's Travel le vogliamo buttare in mare?
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 24/12/2013, 15:27

Non sono riusciti a fare pop da classifica?
Ma se hanno venduto milionate di dischi...... :roll:
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 30/12/2013, 8:37

Musical Box_93 ha scritto:.Ad esempio The Lady Lies e Duke's Travel le vogliamo buttare in mare?
Si !

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 09/01/2014, 17:33

Ho un po' di tempo e... dai vediamo cos'hanno fatto i nostri tre eroi dal '78...

Seconds Out
Live sontuoso, suonato benissimo, con una scaletta che ancora sa di grande gruppo. C'è ancora Steve, e si sente...
Peccato per Bruford, un po' spaesato (troppo poco tempo per imparare i pezzi di Phil)... Comunque un gran disco doppio dove la voce di Phil piace anche quando canta Peter... Voto 8,5

And Then There Where Three
Anche per Hackett giunge il tempo della separazione dal gruppo, esasperato dalla leadership di Tony Banks in sala di incisione e più in generale dall'atteggiamento non sempre collaborativo dei compagni di gruppo riguardo alle sue idee compositive, che stentavano a farsi strada.
Quindi... eccoli in tre... Già, perchè di trovare un altro chitarrista ai livelli di Steve manco ci pensano, anzi, i più maligni dicono che la torta divisa in tre è meglio che in quattro... Ormai il successo è planetario e quando esce ATTWT i Genesis sono conosciuti in tutto il mondo, soprattutto per le loro performances live da sballo (progettano i famosi fari Varilight, i primi a cambiare colore senza dover usare venti lampadine...).
ATTWT è il tipico album di transizione. Non so ancora cosa farò da grande, non posso ancora tradire le mie origini... Alcuni brani interessanti (Burning rope e The lady lies, oltre che la carinissima Say it's allright Joe) salvano l'opera dalla pattumiera... Il resto è pop collinsiano in nuce, con qualche guizzo, ma poco altro. Voto 6,5

Duke
E qui devo spezzare una lancia a favore dei 3. Abbiamo un tentativo di ritorno alle sonorità classiche del gruppo, e ci vuole coraggio a farlo (siamo nel 1980...). Behind the lines, Duchess, Guide vocal e Man of our times compongono una bella suite con la batteria in evidenza e le tastiere che sono presenti ma non troppo invadenti. Manca ovviamente l'equilibrio della chitarra di Steve, ma nel complesso ci sono brani interessanti che ascolto con piacere (Duke's travel e Duke's end sono notevoli pezzi strumentali). Ovviamente, abbiamo la fuffa collinsiana che avanza sempre più (Turn it on again, Misunderstanding etc...). Ancora salvo la banksiana Cul-de-sac non fosse altro per il piano... Voto 7,5

Abacab
Brusca sterzata verso il techno pop dell'epoca, con risultati direi deludenti. Si salva lo strumentale di Abacab (soprattutto dal vivo), Me and Sarh Jane, No reply at all e Man on the corner, quest'ultima delicata ed evocativa senza essere ancora troppo zuccherosa. Per il resto... il nulla... Voto 6

Genesis
A parte Mama, pezzo coraggioso e con una discreta ricerca sonora e ritmica, il resto è pop puro, con tentativi di strizzare l'occhio ai vecchi fans (vedi Home by the sea e Seconds home by the sea). Salvo solo Silver rainbow e It's Gonna Get Better, quest'ultima scritta dal solo Collins ma ancora ascoltabile senza farsi venire il diabete. Voto 5

Invisible touch
E qui si precipita nel baratro del pop più stucchevole con tentativi di richiamo ai vecchi modelli espressivi (Tonighx3 e Domino) che hanno più l'aria di prese per i fondelli dei vecchi fans che di vera voglia di tornare a fare musica di alto livello. Per carità, parliamo sempre di compositori di eccellenza, ma i brani non sono affatto Genesis.... Voto 4

We can't dance
Maldestro tentativo di mettere d'accordo pop anni '90 con la vecchia buona musica genesisiana, è comunque un album migliore dei due precedenti. Almeno ci sono spunti interessanti (come No son of mine, in crescendo), Driving the last spike (minisuite piuttosto ben strutturata), a Fading lights, in assoluto il brano migliore e che preannuncia l'abbandono di Collins. Il tour mondiale successivo all'uscita dell'album è gigantesco come palco e mezzi utilizzati, ma la scaletta non è delle migliori. Voto 6,5

Calling All Stations
Collins se ne va, e Tony e Mike pescano un cantante con una bella voce (Ray Wilson) che però non ci azzecca affatto con le timbriche di Collins o di Gabriel. E poi sul palco è una mummia...
Criticato, odiato dalla maggior parte dei fans, ha messo d'accordo tutti, sia i vecchi che i giovani, ovvero ha scontentato tutti... Se gli album precedenti avevano catturato pubblico giovane e poco esperto, amante della musica pop leggera, questo album avrebbe voluto ricatturare i vecchi fans, mantenendo quelli nuovi... Operazione totalmente fallita, anche se, devo dire, alcuni brani (non pensando che siano targati Genesis) non sono male, anzi, tolto Collins, si respira aria meno facile facile... Non sono da buttare la sognante Alien afternoon, la dura Dividing line e la singolare One man's fool. Il resto non è proprio un granchè. Voto 6

A vous....
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 09/01/2014, 20:20

in quali pezzi suona Bruford? mi ricordo in poca roba
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 09/01/2014, 23:27

Solo su "The Cinema Show" dal tour del 1976. A me però i suoi abbellimenti percussivi nella parte acustica non dispiacciono anzi, però sono daccordo che nei Genesis suonava abbastanza "col freno tirato".
Sui voti sono abbastanza daccordo, sopratutto circa Duke come il migliore del trio, mentre generosissimo è il 6 al pessimo "Calling all Station". Ci sarà un motivo perchè è criticato, odiato dalla maggior parte dei fans?
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 10/01/2014, 8:18

theNemesis ha scritto: Già, perchè di trovare un altro chitarrista ai livelli di Steve manco ci pensano, anzi, i più maligni dicono che la torta divisa in tre è meglio che in quattro...

Eccolo il maligno...!

In realtà penso che l'uscita di Hackett abbia fatto anche comodo.
Ormai i 3 andavano perfettemente d'accordo, la musica che avevano in mente era quella che avrebbe permesso loro di arricchirsi, quella che piace alle masse (erano ormai quasi sulla trentina, l'età in cui si diventa tristemente realisti) e non richiede ceselli di chitarra, poteva bastare Mike in studio e un bravo turnista basso/chitarra dal vivo che facesse, in silenzio, quello che gli veniva richiesto.
Posso anche pensare che erano veramente amici, anche dopo il successo planetario di Collins hanno continuato a lavorare insieme.
Ma ormai la magica alchimia non c'era più.

Riguardo ai voti credo che TheNemesis sia stato anche troppo generoso.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Dusk » 10/01/2014, 19:50

Nel complesso mi trovo abbastanza d'accordo sulle vostre recensioni, molto interessanti e dettagliate! Anche se su certe cose mi trovo leggermente in disaccordo.
Andiamo in ordine: su Trespass ho visto qualcuno un po' critico, specialmente su pezzi come Vision of Angels e Dusk, due pezzi che personalmente trovo davvero comunicativi nella loro “semplicità”. Tutto Trespass lo definirei un album favoloso, da ascoltare in qualsiasi momento direi! leggero, suggestivo e ricco nella sua semplicità (una semplicità relativa agli album prodotti successivamente), per questo non lo definirei proprio immaturo.
Per quanto riguarda Nursery Cryme, direi che non potrei aggiungere altro!
E anche per Foxtrot, una meraviglia con una punta di diamante come Supper's Ready, che non può che meritare un 10 per la sua completezza e genialità.
E ora ci troviamo a Selling England by the Pound, a mio parere il migliore, un vero capolavoro, da ascoltare in blocco. Sarei più generosa su un pezzo come I Know What I Like, spesso molto sottovalutata, così divertente e accattivante! Rivendicherei inoltre More Fool Me, da molti definita una “traccia riempitiva”, la sua delicatezza è toccante. Sarei leggermente meno generosa su Firth of Fifth, è un pezzo indubbiamente ottimo, ma non il migliore, emotivamente mi tocca meno di altri pezzi.
Per quanto riguarda The Lamb Lies Down On Brodway, come album non mi dispiace, anche se ovviamente è evidente il cambiamento di stile, meno raffinato, e il desiderio d'indipendenza di Peter. Per questo, di The Lamb non metterei 10 a nessun brano, per quanto alcuni siano ottimi.
Tra quelle davvero interessanti metterei, Carpet Crawlers dolce e distensiva, Counting Out Time, geniale, orecchiabile e spumeggiante, davvero divertente! Molto belle anche Anyway, che trovo davvero emozionante e con quel ritmo incalzante che la rende molto gradevole, In The Rapids, decisamente struggente! Anche In The Cage è interessante, molto espressiva e carica.
Poi ci sono quei pezzi molto carini, ma non eccezionali come The Chamber Of 32 Doors, Cuckoo Cocoon, The Lambs Lies Down on Brodway, The Light Dies Down on Brodway, The Lamia,Hairless Heart, Fly On A Windshield, Brodway Melody, The Supernatural Anaesthetist..
Ci sono invece quei pezzi che proprio non mi piacciono, alcuni li trovo quasi sgradevoli come Riding The Scree, non mi piace proprio quel sinth..
Neanche It mi piace, quello che la rende più sgradevole è la sua posizione, dopo la melodia dolce di in The Rapids è come un cattivo risveglio.
The Waiting Room fa un uso della psichedelia non eccezionale.
Concludo con the Colony of Slippermen, che boh, non mi convince.
Spero di non essere stata troppo critica, però essendo stata abituata ad ascoltare dei Genesis impeccabili, quest'album mi ha un poco deluso. The Lamb non è quell'album che ascolterei tutta una tirata come i precedenti, e soprattutto non ne sarei sempre ben disposta. parte dei brani li vedo più come colonne sonore per uno spettacolo teatrale.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 10/01/2014, 20:22

Bella disamina, ma ti sei fermata a The Lamb... [smile]
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Dusk » 10/01/2014, 20:35

dopo potrei diventare molto più critica, dammi gli spunti! vuoi che torni indietro a From Genesis To Revelation o che vada avanti sui Genesis post-Gabriel?
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 10/01/2014, 23:58

Due paroline sugli ultimi dischi presi in esame da Nemesis.
-Seconds Out
Ascoltato due volte, mai comprato. Per me il vero live dei Genesis, pur con tutti i limiti, è Genesis Live del ’73.
-And Then There Were Three
Lo ascolto più spesso e più volentieri di Wind & Wuthering! Se non fosse per le due perle di quest’ultimo, forse lo giudicherei addirittura superiore. Down and out è un buon inizio, forse un pezzo “freddino” ma ottimamente eseguito e con un gran assolo di Banks. Gli altri brani che preferisco sono Many too many, dal buon arrangiamento, Say it’s alright Joe, e soprattutto The lady lies: peccato per quel breve intro strumentale, fa davvero accapponare la pelle, ma i ritornelli ed il finale sono strepitosi. E non disprezzo del tutto neanche Follow you follow me, è molto meglio di quasi tutto quello che ci propineranno in seguito. Al contrario, Ballad of big mi sento di definirla una schifezza, se mi passate il francesismo.
Nel complesso non siamo certamente ai livelli dei dischi migliori (fino ad A Trick) ma l’album si lascia ascoltare, se non altro il suono generale ci fa ricordare i bei tempi. Lo preferisco decisamente a Duke.
-Duke
Ricordo ancora quando ascoltai per la prima volta l’incipit di Behind the lines, con bene in mente le cose di Foxtrot e dintorni: “Ma che roba è?????”. Bastò per farmi evitare di ascoltare l’album per anni e anni. Col tempo l’ho ripreso in mano, ma il cambio di marcia è evidente, la semplificazione delle trame ormai in atto. Ci sono buone cose ma niente di trascendentale, comprese Duke’s travel e Duke’s end. Non dura un po’ troppo quello “sciaquone” ad inizio brano?
Le cose migliori forse Duchess, Guide vocal, Turn it on again (il ritmo è accattivante, via) e Heathaze, di cui mi piace il suono, con quel tappeto di tastiere trattato con qualcosa tipo flanger o phaser per cui ad un certo punto il suono sparisce dando un senso di “apnea”. Man of our time è un tentativo non riuscitissimo di rifare Back in NYC. Considerando che non impazzisco neppure per l’originale….
Tre o quattro pezzi sono talmente scadenti che manco me ne ricordo il titolo.
-Abacab
“No reply at all” no, per favore! Il livello scende ancora, forse si salva a malapena l’accoppiata Dodo/Lurker, ma proprio a voler essere magnanimi. Sarebbe potuto essere un tantinello migliore se a quelle due fossero rimaste attaccate, come nelle intenzioni, Submarine e Naminanu, rimaste delle outtakes.
-Genesis ‘83
Pensare che proprio quando in radio e discoteche impazzava Mama, io stavo approfondendo la conoscenza di Nursery Cryme. Non mi raccapezzolavo del fatto che fosse la stessa band. Sento spesso dire, come da parte di Nemesis, che con Home by the sea e Second home by the sea i Genesis volevano in qualche modo accontentare i vecchi fans…..Non vedo perché io debba accontentarmi, piuttosto, molto piuttosto, ascolto i Duran Duran.
-Invisible Touch
E qui davvero tocchiamo il fondo, la title-track è semplicemente imbarazzante, roba che sembra composta da un dodicenne alle prime armi. L’unica che non disprezzo è Domino, specie (so di andare contro corrente) la prima parte, cioè In the glow of the night. Ma è troppo poco.

Su We Can’t Dance e Calling All Stations non mi esprimo, non li ho mai ascoltati interamente, e non credo lo farò mai.
Dusk ha scritto:vuoi che torni indietro a From Genesis To Revelation o che vada avanti sui Genesis post-Gabriel?
Nemesis è partito con le analisi da Trespass, quella di From Genesis non c'è. Se hai voglia di farla tu, ben venga!
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Dusk » 11/01/2014, 15:32

Vi propongo una mia recensione su...
FROM GENESIS TO REVELATION
Inizio col dire che è un album degno di non poche critiche, a partire dall'ignoranza della copertina!
Una volta iniziato l'ascolto, ciò che salta all'orecchio è una qualità di registrazione decisamente scarsa e in certi punti persino sgradevole grazie al frequente ronzio,
la definirei una qualità "citofono".
Dietro questo "citofono" troviamo un giovane Peter Gabriel, molto timido e apatico, dalla voce inespressiva e tecnicamente priva di tutte quelle peculiarità che lo avrebbero reso prezioso negli album a seguire.
Il tutto è accompagnato da un sound notevolmente ridotto all'osso, molto povero,banale, un'immaturità palpabile! Non sento neanche armonia tra gli strumenti... Viene davvero difficile pensare che a distanza di un solo anno abbiano realizzato un album curato come Trespass!
Nessuna atmosfera, nessuna particolarità, neanche un pizzico di magia, un album pop rock da band underground come altri mille di quegli anni.. la differenza sta però nel fatto che le band underground dai loro album
tiravano sempre fuori almeno un pezzo molto interessante, che risaltasse sulle altre tracce, facendo colpo anche solo grazie al pezzo ben fatto... in questo caso no!
ogni traccia è pressapoco allo stesso livello, tutte piuttosto anonime e monotone. Qualche brano seppur con stenti si avvicina ad essere orecchiabile come That's Me e Am I Very Wrong? anche The Hiding, ma è comunque un'orecchiabolità forzata. Tuttavia non le condanno al punto da definirle inascoltabili, ad eccezione di The Beginning con un intro davvero sgradevolissimo che ricorda all'incirca il suono di una motozappa inceppata, un vero pugno nello stomaco! Vorrei sapere il vostro parere. :)
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Lamia » 12/01/2014, 16:31

Personalmente trovo invece che From Genesis To Revelation sia un album pieno idee molto interessanti, per nulla scontate e da non sottovalutare. E' chiaro che la produzione fu 'mesta' , imposta pero' da uno scarso dispendio di mezzi che i giovanissimi ragazzi inglesi avevano a disposizione , di conseguenza non possiamo pretendere di giudicare questo album con la stessa misura con la quale giudicheremmo il lavoro di un gruppo piu' ricco e famoso dello stesso anno, Beatles per es. (il primo che mi viene in mente).

Se ci si addentra nei solchi meno appariscenti - archi, arrangiamenti, sonorita' a volte eccessivamente ridondanti e a volte leziose - e si approfondisce l'ascolto verso alcuni elementi compositivi, come i 'giri' di chitarra , di pianoforte, le melodie vocali, l'attinenza musicale dei giovani compositori, la linea voce-basso l'ispirazione - blues, folk, rock - delle tracce, ci si accorge che questi brani contengono invece il germe di uno stile che , pur provenendo da una band sconosciuta, non assomiglia a nessun altro e che, di li a poco, trovera' il proprio fiorire nei futuri album, evolvendosi.

La voce di Peter e' il perno entro il quale tutto gira: una voce profonda, calda, dotata di un sottile e delicato elemento 'dark' , con forti dosi di magnetismo che si avvertono anche se nonvolenti, e che contiene i germogli di una personalita' determinata, istrionica , difficile da definire. La stupefacente modulazione con la quale il giovane Peter riesce a far affiorare la sua voce, ora delicata, ora graffiante, ora timida, ora decisa, a seconda di cosa deve cantare e di come deve dare intensita' al pezzo, da invece , sempre a mio avviso, la visione di una certa maturita' nel canto, segno di un talento e determinazione non comuni.

I testi: non li trovo per nulla scontati , banali o immaturi, tutt'altro, basti pensare a "One day"
"One day i'll find myself
and wrap it in my love for you"

. . .. per far un esempio veloce, ma quanta profondita' e ricercatezza c'e' in un testo cosi? ce ne fossero oggi. .

p.s. e' un album che mi piace, se non si e' capito [smile]

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Humdrum » 12/01/2014, 21:15

Non andrei giù così dura ,cara Dusk, nella recensione di FGTR. [gg]
In fondo tieni conto che parliamo di ragazzini di 18 anni,anzi, visto che parliamo dell'estate del 1968, Rutherford e Phillips erano addirittura minorenni!
L'incisione è pessima, siamo d'accordo,ma devi tenere conto che l'"affabile" Jonathan King per aggiungere le tracce dell'orchestra compresse tutti gli strumenti dei giovani Genesis su di un'unica pista!!!! [prrr]
Orchestra che a detta di tutti (concordo pienamente) appesantisce e danneggia le fresche e spontanee linee musicali dei Nostri.
Non capisco poi il termine "ignorante" per quanto riguarda la copertina....
Se doveva essere un disco sulla Genesi, cosa meglio poteva rappresentarla se non la classica immagine della "Holy Bible" cioè un libro rilegato in nero?
Anzi, la scritta dorata in caratteri gotici (sulla copertina originale) From Genesis to Revelation la impreziosisce e le dà una certa eleganza!
Intendi forse che non c'è il nome del gruppo e rimane anonima?
Forse non sai che all'epoca negli Stati Uniti esisteva già un gruppo chiamato Genesis e la Decca per evitare conflitti preferì tralasciare il nome della band.
"Mi piacevano molto i Genesis con Peter Gabriel.Quando Peter ha lasciato il gruppo, ho smesso di seguirli." RICK WRIGHT(Pink Floyd)

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Dusk » 12/01/2014, 22:21

Scusate ma non riesco proprio ad apprezzarlo, personalmente non mi dice nulla... la mia durezza è data anche dal fatto che le potenzialità del gruppo erano molto superiori e hanno creato successivamente dei grandi capolavori.
Se non avessi ascoltato album come Trespass,Nursery Cryme,Foxtrot e Selling England By The Pound, probabilmente avrei avuto un atteggiamento un po' più morbido sull'ascolto.
Pensate quanto sbalzo dopo solo un anno, quando hanno fatto Trespass avevano solo un anno di più, e sinceramente non trovo paragone!
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 12/01/2014, 22:55

Il mio giudizio su quest'album si avvicina di più a quello di Lamia e Humdrum, anche se ad onor del vero la stroncatura di Dusk va per la maggiore tra i fans dei Genesis. E' vero che si tratta di un disco immaturo, ingenuo sia nelle partiture che negli arrangiamenti, e non poteva essere che così per un manipolo di diciottenni. Io comunque qualcosa di buono riesco a sentirlo, se il punto di partenza (praticamente imposto dal loro mentore Jonathan King) è il genere Bee Gees, loro comunque provano ad andare oltre, ci sento qualcosa dei primissimi Pink Floyd e del beat psichedelico dell'epoca.
Tra i brani che preferisco c'è senz'altro In the beginning, che avrebbe potuto essere un ottimo singolo con quel riff nel ritornello assai efficace, e The serpent, il brano che più fa intravedere i successivi sviluppi prog. Da notare l'interludio che precede il brano, di fatto il riff che sarà ripreso e sviluppato in Twilight alehouse. Un gradino sotto, metterei la canzone d'apertura Where the sour turns to sweet e In the wilderness.
Sarebbe interessante sentire l'album ripulito dalle pesanti orchestrazioni aggiunte da King alle spalle della band (certo quei ragazzini non avevano la minima voce in capitolo), insomma un'operazione sul tipo di Let it be Naked.
Nessuno può negare l'evidente differenza con quello che molti considerano il primo vero disco dei Genesis, Trespass, ma a FGTR darei un voto attorno al 6. Nella mia personale classifica genesisiana, si assesta senza problemi alla pari con Wind & Wuthering.
Dusk ha scritto:Qualche brano seppur con stenti si avvicina ad essere orecchiabile come That's Me.....
Per la precisione That's me non fa parte dell'album, era il lato B di un 45 giri (se non sbaglio del 1°, The silent sun).
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Watcher » 13/01/2014, 5:58

Hairless Heart ha scritto: Nella mia personale classifica genesisiana, si assesta senza problemi alla pari con Wind & Wuthering.
Esagerato ...! :lol:
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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