Genesis: Analisi degli album

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 26/11/2013, 22:28

A trick è l'album dei Genesis che più ho rivalutato nel tempo, tanto da issarlo diciamo alla pari di Trespass nella mia personalissima classifica, sotto tutti gli altri dell'era-Gabriel. Ha il pregio di riportare la band nel suo elemento naturale, dopo la (comunque strepitosa) deviazione del Lamb. Ha il difetto di ritornare al passato e di non portare novità nella musicalità del gruppo. Ma i quattro rimasti avevano troppa voglia di dimostrare che la band non era solo Peter Gabriel, come molti credevano specie nei concerti, a chiusura dei quali tutti si fiondavano sull'arcangelo, snobbando il resto della truppa. La mancanza di Gabriel si sente non tanto tecnicamente (un ancora incerto Collins lo sostituisce degnamente) ma in quanto a pathos: lì davvero non c'è partita.
Per la prima volta i credits chiariscono chi ha composto cosa, mentre prima tutto recava la firma Genesis.
Rispetto ai voti di Nemesis, alzerei quello di Entangled e abbasserei quello di Squonk (per me la track meno convincente, sempre ritenuta una "Cocaine" lenta....). Brano preferito assolutamente quel gioiello di Mad Man Moon, mentre purtroppo Ripples, a fronte di una strofa suggestiva e di una sezione centrale maestosa, presenta un ritornello che fa venire il diabete da quanto è mieloso, ed in questo quoto Watcher. Altro picco del disco, la sezione strumentale di Robbery, con uno dei migliori assoli di Banks in senso assoluto. Ed ho sempre amato l'atmosfera della title-track, che però perde nella fuga centrale.
2Old2Rock2Young2Die ha scritto:Nel disco si avvertono molto certe influenze Jazz-Rock/Fusion, probabilmente dovute a Collins
Collins, che era del mestiere per via dei Brand-X, ebbe a dire con soddisfazione a proposito di Los Endos "SOno riuscito a far suonare a Tony la fusion.....".
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 27/11/2013, 8:21

"A trick" è il disco che mi ha fatto definitivamente innamorare dei Genesis.
All'epoca conoscevo già "Selling", ma ero troppo imberbe per poter cogliere tutti gli aspetti di questo tipo di musica.
In una classifica dei lavori dei G lo metto leggerissimamente sotto la terna delle meraviglie : Nursery, Foxtrot e Selling.
Personalmennte (e qui qualcuno si stupirà) il brano che mi piace meno è Los Endos. Le altre canzoni, senza raggiungere i picchi di "Musica box" o "Dancing" sono bellissime. Tra queste ci metto anche la title track, a volte snobbata.
Condivido i vari pareri sulla parte cantata. Collins se la cava piuttosto bene e in certi brani forse la sua voce è più adatta di quella che sarebbe stata di Gabriel in questi casi : Ripple, Mad man moon e Entangled, per dire.
Certo che in Dance on a vulcano e Squonk sarebbe piaciuto poter ascoltare ancora la teatralità del cantato di Peter...

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 29/11/2013, 14:42

Collins se la cava piuttosto bene e in certi brani forse la sua voce è più adatta
Certo che si, ma è anche conseguenza del fatto che i brani sono nati con lui e lui se li è modellati su di sè.
Vale anche il contrario, naturalmente. Anche se..............(.....segue....)
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 04/12/2013, 12:58

E si prosegue...

WIND & WUTHERING

In generale
"L'album della quercia" prosegue la serie prog dei Genesis. Questo album, che alcuni definiscono crepuscolare, contiene alcune delle migliori composizioni dei 4. Ricordiamoci che siamo ormai nel 76 e il punk sta spazzando via il classic rock / prog rock / pop rock... nonostante questo, Wind ha un grande successo di vendite, maggiore anche di A trick. A parte Your Own Special Way e Afterglow (la prima uscita anche come singolo), il resto dei brani è complesso e di largo respiro, puro prog. Insomma, un altro bel capolavoro targato Genesis che dimostra, per la seconda volta in due anni, che nonostante l'addio di Gabriel, i 4 sono perfettamente in grado di scrivere e suonare brani deliziosi e di elevata caratura. Steve Hackett dichiara di essere molto orgoglioso del risultato complessivo dell'album dove firma con Collins Blood on the rooftops e altre tre canzoni con gli altri. Il chitarrista considera questo disco come il primo in cui si sia sentito compositivamente alla pari con Banks e Rutherford. Nonostante ciò, ormai la decisione di lasciare il gruppo sta maturando da tempo, cosa che avverrà succesivamente al tour mondiale di Seconds out.
La seconda metà del titolo arriva dal romanzo di Emily Brontë Wuthering Heights (Cime Tempestose), la cui frase conclusiva "...unquiet slumbers for the sleepers in that quiet earth" dà a sua volta il titolo a due brani strumentali.
Copertina molto bella, sognante e didascalica di Colin Elgie.
Nota di colore: resterà questa, per lungo tempo, l'ultima copertina in stile nostalgico e vagamente antico nella produzione del gruppo, almeno fino al 1991 (We Can't Dance).

Registrazione
Ottima sotto tutti i punti di vista. Alti aperti e brillanti, bassi ben delineati. Voce molto ben ripresa.

Brani
Eleventh Earl of Mar
La chitarra di Steve disegna note nel cielo con appena un sottofondo di tastiere e mellotron... Inizia poi il piano e poi arriva anche l'hammond a fare da base alla potente voce di Phil. Ritmo serrato, controcanti, basso che va come un treno... grande brano con una parte centrale quasi hard rock, che lascia spazio a una situazione sognante ed evocativa con 12 corde e voce in controcanto, delicatissima. Si riprende poi con forza il riff iniziale fino alla fine. Epico. Voto 8,5

One for the vine
Lunga storia di una vigna e del suo coltivatore e di come sfrutta le sue maestranze... poi uno riesce a scappare... insomma un testo abbastanza socialmente impegnato, come tradizione Genesis vuole. Il brano è piuttosto complesso, con belle armonie che fanno da base a melodie a tratti struggenti e frequenti cambi di ritmo e di atmosfera. Splendida prova canora di Phil (alla batteria ormai ci siamo abituati al suo groove fantasioso e brillante...). Complesso. Voto 8,5

Your own Special Way
Canzone d'amore francamente non eccezionale, molto pop, scritta da Rutherford non certamente alla sua migliore prova di autore. Interessanti gli incroci di 12 corde, ma il ritornello è troppo zuccheroso e poco incisivo, nonostante la bella prova vocale di Phil. Sdolcinato. Voto 6,5

Wot Gorilla?
Strumentale poco significativo e non certo al livello del resto deli brani. Inutile. Voto 6,5

All In a Mouse's Night
Divertente, con un ritmo brillante e coinvolgente, una vera chicca banksiana. Il testo è forse un po' elementare, ma la musica è coinvolgente con splendide aperture strumentali e contributo notevole di tutti e con un grandioso finale strumentale dove la chitarra di Steve svetta per limpidezza e liricità. Divertente. Voto 8

Blood on the Rooftops
Splendido brano scritto a 4 mani da Hackett e Collins, dove l'inizio acustico delicato lascia spazio a un riff centrale più robusto sostenuto da tutti gli altri strumenti. L'intervento alla chitarra acustica di Steve è una delle cose più belle scritte durante la sua permanenza nei Genesis. La voce di Collins anche qui è leggendaria. Struggente. Voto 9

Unquiet Slumbers for the Sleepers... in That Quiet Earth
Due dei più bei strumentali dei Genesis (li metto sempre assieme) formano in realtà un'unica mini-suite che inizia con un'atmosfera onirica, dove delicate trame sono disegnate dalle tastiere. Il proseguio si fa ritmato, con un tempo da walzer splendidamente reinterpretato da Collins e un finale possente e epico. Metamorfico. Voto 9

Afterglow
Brano più pop che prog, anche se di elevatissima classe e caratura, tutto basato sulle atmosfere create dalle tastiere e dalla voce evocativa di Phil. Un pezzo ampiamente presentato nei concerti della band a 4 e a 3 elementi. Rarefatto. Voto 7

A vous...
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 04/12/2013, 18:02

Già detto molte volte: un album magico!
"Blood On The Rooftops" mi ha fatto piangere molte volte da ragazzo e la considero tra i pezzi più cari della mia vita anche se non lo ascolto più da molto (forse per non riaprire ferite ancora non chiuse)
Il resto del disco è brillante e pieno di creatività, tra le mie preferite "One For The Vine" se ricordo bene. Darò volentieri una riascoltatina per poi commentare meglio.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 04/12/2013, 18:11

Per il cuore di Really (che sento molto vicino... [approve] )

Blood on the rooftops

Dark and grey, an English film, the Wednesday Play
We always watch the Queen on Christmas Day
Won't you stay?

Though your eyes see shipwrecked sailors you're still dry
The outlook's fine though Wales might have some rain
Saved again.

Let's skip the news boy (I'll go and make some tea)
Arabs and Jews boy (too much for me)
They get me confused boy (puts me off to sleep)
And the thing I hate--Oh Lord!
Is staying up late, to watch some debate, on some nation's fate.

Hypnotised by Batman, Tarzan, still surprised!
You've won the West in time to be our guest
Name your prize!

Drop of wine, a glass of beer dear what's the time?
The grime on the Tyne is mine all mine all mine
Five past nine.

Blood on the rooftops--Venice in the Spring
The Streets of San Francisco--a word from Peking
The trouble was started--by a young Errol Flynn
Better in my day--Oh Lord!
For when we got bored, we'd have a world war, happy but poor
So let's skip the news boy (I'll go and make some tea)
Blood on the rooftops (too much for me)
When old Mother Goose stops--and they're out for 23
Then the rain at Lords stopped play
Seems Helen of Troy has found a new face again.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 05/12/2013, 9:44

Eleventh Earl of Mar
Voto 8,5

One for the vine
Voto 7,5

Your own Special Way
Voto 5

Wot Gorilla?
Voto 6,5

All In a Mouse's Night
Voto 5.5

Blood on the Rooftops
Voto 8,5

Unquiet Slumbers for the Sleepers... in That Quiet Earth
Voto 8,5

Afterglow
Voto 5

VOTO DISCO: 7,5
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 05/12/2013, 14:43

Mi dispiace ma non condivido affatto l’entusiasmo di Nemesis e di reallytongues, verso un disco per alcuni il ritorno alle cose migliori dei Genesis. Qui la band sembra quasi fare la parodia di se stessa, del periodo migliore resta una certa vena romantica e malinconica, ma mancano tutti gli altri ingredienti che facevano immensi i Genesis: il pathos, quell’alternarsi di momenti duri e momenti acustici, la qualità in generale e soprattutto l’innovazione. Qui le pur buone idee annegano in un mare di tastiere che alla lunga danno quasi fastidio (e detto da un pseudo-tastierista….). Insomma: tra “Play me Old King Cole” a “Daddy, you promised, you promised” c’è, credo di poter dire oggettivamente, un abisso.
Ci sono, ne convengo, due ottimi brani: One for the vine (ma con un asterisco…) e soprattutto Blood on the rooftops, davvero l’unica veramente di rango. La prima è stata cesellata e rifinita nel tempo dal suo autore, Tony Banks, il quale per molto tempo l’ha definita il suo capolavoro, salvo poi sostituirla con That’s all (…………….). Nei dieci minuti di durata ci sono alcuni passaggi splendidi, penso a quello quasi sussurrato a 3’30” e al finale strumentale, ma il ritornello “Follow me….” è una cosa che grida vendetta….. Anni fa ho trovato in rete uno studio sul brano, che tentava di dimostrare come fosse uno dei capolavori assoluti solo per il fatto che contiene un numero spropositato di accordi (come se non ci fossero capolavori che invece ruotano su uno o due accordi).
Blood è il gioiello dell’album, opera di Hackett a cui, se non ricordo male, Collins aggiunse il ritornello mancante. Ed è peraltro il brano che più guarda al futuro con un arrangiamento fantastico e con l’impreziosimento di un’introduzione acustica alla Horizons. A mio parere, con Mad Man Moon, il brano migliore dei Genesis post-Arcangelo.
Il resto? Non mi sono mai strappato i capelli per le “gemelle” Eleventh e Mouse’s Night, entrambe con delle parti cantate molto poppeggianti, e con degli inserti strumentali che non lasciano segno alcuno.
Special way è il tentativo di Rutherford di rifare Ripples, prendendone la parte peggiore, cioè il miele del ritornello, ed estendendola a tutto il brano. Certo la vocina di Phil Collins non è che migliori le cose.
Wot Gorilla? l’ho in parte rivalutata, uno strumentale basato su un tema di One for the Vine. Anche qui pare che Collins tiri per la giacchetta Banks portandolo a fare cose per lui inusitate.
Il doppio strumentale di fine disco non è male, anche se comunque i bei tempi sono andati. Ma quel che è peggio è che fanno da apripista a quella cascata di mellassa che è Afterglow, davvero una cosa che faccio sempre più fatica ad ascoltare. Qui il voto ci scappa: 4.
Una nota anche sul suono generale. Non so se sia la mia versione, ma io ci sento molto pochi bassi.
Sono dischi come Wind & Wuthering, e come il coevo Going for the one degli Yes, che hanno decretato la morte definitiva del progressive.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 05/12/2013, 15:08

sono a casa dal lavoro (spero per poco) e stavo riascoltando l'album
Effettivamente ci trovo tutti quegli elementi semplificatori e pop che si ascolteranno nei futuri album,
soprattutto l'uso ingombrante delle tastiere e di elementi pop zuccherosi soprattutto nei ritornelli e nelle aperture più festose.
Questo però è assolutamente ben bilanciato da una grande perizia compositiva, di arraggiamento e da una tecnica strumentale eccellente; in più trovo che il disco sprigioni una energia, una passione contagiosa.
L'alternarsi di atmosfere malinconiche e di sprazzi di grande euforia ne fanno un disco divertente e intrigante. Ci sono poi passaggi piuttosto duri come per esempio "In That Quiet Heart" e in altri passaggi dove c'è spazio a cose più sperimentali e spettacolari insieme.
Si tratta di un disco di rottura con i vecchi Genesis, anche con "A Trick". Questo disco è Il primo tentativo di modernizzare e semplificare in maniera netta il prog, ma io ci sento, in questa semplificazione, un grande lavoro, uno studio assai complesso delle timbriche e un passo in avanti nella qualità strumentale esecutiva.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 05/12/2013, 18:23

Condivido alcuni passaggi di Hairless, sicuramente W&W non è PIU' un capolavoro prog se confrontato con i dischi 70-75, ma siamo usciti dal prog, abbiamo il punk che ci azzanna le chiappe, e qualcosa dovevano pur inventarsi.
E, secondo me, si sono inventati ancora una volta (per me la penultima) qualcosa di molto buono, pur con tutti i distinguo di Hairless che in parte condivido.
Poi entra in gioco anche il sentimento... quando io ascoltavo W&W (era appena uscito) avevo le mie storie e quindi lo aggancio sempre a quelle... so di non essere "super partes", ma anche la mia analisi, alla fine, è abbastanza equilibrata...
Hairless Heart ha scritto:Una nota anche sul suono generale. Non so se sia la mia versione, ma io ci sento molto pochi bassi.
Se hai il cd uscito anni dopo (credo la prima ristampa intorno alla fine degli 80) può essere che tu senta dei bassi meno presenti per colpa della rimasterizzazione poco accurata (molto meglio il cd uscito nel cofanetto anni dopo). Se invece hai l'LP originale (come me), allora i bassi poco presenti sono dovuti alla testina del giradischi.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 06/12/2013, 10:54

La mia posizione su questo disco è molto vicina a quella di Hairless.
Il fatto che abbia nell'avatar la copertina di questo disco, peraltro molto semplificata nella costruzione rispetto alle precedenti, è solo per la grande nostralgia di un epoca che appunto questo lavoro chiude definitivamente.
Personalmente è, per me, l'ultimo lavoro in studio dei Genesis.
Nonostante questo è un bel gradino sotto a "Trick".
Ha questa perla di "Blood on the rooftops" che è la cima indiscutibile di questo lavoro, ma il tutto è stato espresso compiutamente da Hairless. Rispetto alla sua analisi posso semmai essere più magnanimo con "Afterglow", adatta alle chiusure dei concerti con il suo ad libidum, mentre salto sempre Wot gorilla.
La minisuite mi piace solo nella seconda parte, quando si indurisce.
Senza entrare ulteriormente nel dettaglio dei brani se "Trick" è un lavoro da 9 questo non arriva all' 8.

Il problema vero è che ti lì a poco arriveranno "And there were three" e tutto il resto che non raggiungono neanche la sufficenza. [wall]

Poco mi importa se stava esplodendo il Punk. Dove stava scritto che non c'era più spazio per il prog?
I Marillon dimostrarono pochi anni dopo il contrario.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 06/12/2013, 11:23

Le tastiere saranno un filino eccessive, ma l'apertura del disco affidata a Banks è magnifica, memorabile.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 06/12/2013, 12:03

SH61 ha scritto: ... se stava esplodendo il Punk. Dove stava scritto che non c'era più spazio per il prog?
I Marillon dimostrarono pochi anni dopo il contrario.
Pur essendo un grande gruppo, i Marillion non li ho mai accostati ai Genesis, non tanto come tecnica, quanto come fantasia compositiva e di arrangiamenti. Secondo me non arrivano ai livelli nemmeno dei Genesis degli '80. So che ora qualcuno vorrà uccidermi... ma anche in pezzi pop, i Genesis dimostrano comunque una caratura compositiva assolutamente più elevata rispetto ai Marillion, che peraltro in alcune loro composizioni mi piacciono.
Poi è chiaro che il "poppume" genesisiano deglio '80 sia abbastanza orribile in generale, ma è sempre basato su altissime qualità compositive e di arrangiamento, sicuramente superiori a quelle dei Marillion.

Per il resto, su W&W, condivido alcune critiche (non è certo ai livelli di altri album...), ma secondo me contiene delle chicche notevoli che discostano i Genesis (ancora per poco purtroppo) dal panorama musicale standard dell'epoca.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 06/12/2013, 13:02

TheNemesis

Che potenzialmente i Genesis, negli anni 80, avrebbero potuto sovrastare nettamente i Marillion in qualità compositiva mi trova assolutamente d'accordo.
Che questo sia avvenuto invece no.
E questo è, per me, un'aggravante.
Quello che tu definisci "poppume", se fosse stato composto da un gruppo che non si fosse ammantato del nome di "Genesis" avrei anche potuto digerirlo. Ma, come per l'insegnamento della parabola dei talenti, i nostri eroi sono da condannare proprio per aver accettato la logica, che più volte ho ricordato e condannato, del massimo profitto con il minimo sforzo.

Su W&W sono sostanzialmente d'accordo con la tua ultima asserzione, come traspare dal mio commento sopra riportato.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 06/12/2013, 15:16

Quoto il tuo commento SH61, in effetti intendevo dire proprio questo... il talento era (è) superiore, ma l'uso che ne è stato fatto molto deludente...
OT: poppume = Pop Pattume [smile]
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 06/12/2013, 21:37

I Marillion negli anni '80 suonavano la musica che i genesis (da abacab in poi) non facevano più perchè con le conzoncine schiocchine alla Invisible touch incassavano molti più piccioli. Grazie ai Marillion la fiammella del prog ha continuato a brillare. [suddito]
I testi di Fish danno una pista a quelli di Banks-Collins-Rutherford e possono paragonarsi solo a quelli di Gabriel per profondità e ricchezza.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 11/12/2013, 11:26

Che faccio? continuo... o i Genesis finiscono con W&W???
[chin] [happy]
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 11/12/2013, 19:26

I dischi ci sono quindi perché fermarsi? Ad alcuni piacciono pure [gg]
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 12/12/2013, 8:43

Io invece mi fermo qui.

Potrebbero scapparmi delle parole scurrili nel commentare gli altri lavori....
Lavori ? Mai come in questo caso l'arte si trasforma in semplece lavoro, peraltro molto ben retribuito.
Ma il denaro non è mai abbastanza ? Non credo che dopo W&W fossero poi così messi male da doversi prostituire.
Come hanno potuto passare dall'elaborare un'opera come (ad esempio) "Firth o fifth" al partorire canzoncine come "Follow you" ?

Mi viene da pensare che la (sicuramente) raggiunta tranquillità economica avrebbe potuto spingerli a pensare di poter scrivere brani unicamente per il piacere di fare qualcosa di unico, così come lo era stato fino a quel momento.

E' chiaro invece che mi sbagliavo.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 12/12/2013, 11:04

Per me invece i tre rimasti hanno provato a portare il loro bagaglio musicale negli anni 80 tentando una coraggiosa svolta pop rock che non è sicuramente riuscita al meglio. Questo non è da imputarsi alla voglia di successo, ma alla parziale mancanza di abilità e talento. C'è pure da dire che in genere dopo una prima fase ottima molti artisti hanno un calo creativo e i Genesis sono tra questi artisti.
Questo discorso però non toglie che l'impronta magica del gruppo spesso riaffiora anche negli album meno riusciti. La citata "Follow You/Me" è una canzoncina pop, non è possibile metterla a confronto con suite musicali o brani art-rock, va presa per quello che è e giudicata come canzone pop. Ecco, come canzone pop secondo me è geniale:
l'arrangiamento stralunato con quel suono di chitarra effettato dal sapore caraibico è unico, la melodia è semplice ma vincente e contagiosa, un vero evergreen, un brano che rimarrà per sempre.
Se i Genesis avessero avuto più creatività avrebbero fatto bene a proseguire con brani pop stravaganti come questo che io vedo come prosecutore di altri brani pop del loro passato come "I Know What I Like", piuttosto che inseguire come molti avrebbero voluto i fasti del passato per proprre un genere, il prog, bello che morto e sepolto. Se ci facciamo caso il prog anni 80 è stato riaggiornato solo da band nuove. Anche Fripp ha avuto l'intelligenza di rifondare la band con nuovi musicisti. I genesis oltre a perdere pezzi, sono rimasti gli stessi.
Altro fattore determinante sono le ambizioni musicali.
Phil Collins è da sempre stato un amante della musica soul e r&b, Banks del pop romantico, Rutherford del classic rock, queste passioni sono venute fuori nei loro lavori solistici o con altri gruppi, ed è normale che crescendo una persona cambi gusti e voglia suonare altro. Nei Genesis queste varie influenze spesso non si sono miscelate bene, alcuni brani sembrano staccati dal loro contesto. Sto già andando oltre (Duke)....
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