Genesis: Analisi degli album

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 14/11/2013, 15:54

Hairless, quello che scrivi è corretto, io ho sintetizzato altrimenti ci andava un thread solo per quello... [smile]
In ogni caso, è vero che Gabriel ha deciso lui di andarsene, ma l'ha fatto perché ormai i rapporti con gli altri erano definitivamente rotti. E i 4 hanno dato un sospiro di sollievo quando se n'è andato, perché lo sentivano troppo incombente e, appunto come scrivevo, non volevano diventare i Gabriel's Genesis (cosa che si stava ormai concretizzando soprattutto per causa delle esibizioni dal vivo).
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 15/11/2013, 10:12

Vado un po' controcorrente.

Lamb non è il disco che preferisco dei Genesis, anzi.... forse perchè si staccava troppo dal genere di musica al quale ero (e sono) particolarmente attaccato e che fortunatamente tornerà con "Trick".

Ciò nonostante ci sono brani eccezionali, quali The Lamia, The Cage (a me piace molto anche Anyway).
Non i fa impazzire invece la celebrata "Carpet crowlers".
Aggiungo che i vari strumentali di raccordo, utili per permettere a Gabriel di cambiare costume, appesantiscono molto il risultato finale.
Personalmente delle 4 facciate se ne potevano fare 3, ma il formato in LP rendeva la cosa assai difficile... [smile]

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 15/11/2013, 10:59

I miei brani preferiti:
In the cage, Hairless Heart (ma và?????) [smile] , Chamber of 32 doors, Lamia, Slippermen, oltre all'intro di Lamb. Anch'io metto almeno un gradino sotto Carpet crawlers, di fatto un raffinatissimo brano pop.
Plaudo invece al voto alto dato alla struggente In the rapids, brano spesso vituperato dai fans.
SH61 ha scritto:Aggiungo che i vari strumentali di raccordo, utili per permettere a Gabriel di cambiare costume
Siamo sicuri di questo, voglio dire ci sono fonti che lo confermano? Perchè a naso mi sembrano comunque confacenti al tessuto narrativo della storia, troverei strano che già in sede di registrazione si pensasse a quando Gabriel doveva cambiarsi di costume. [chin]
In ogni caso sono d'accordo che appesantiscono (e spesso viene utile la funzione skip).

Tra le curiosità c'è il fatto che Lilywhite Lilith, alcune parti di Slippermen ed Anyway sono dei "ripescaggi" di materiale vecchio: le prime due provengono da un abbozzo di pezzo eseguito solo dal vivo, The light (si può trovare in vari bootleg), Anyway addirittura risale ai Jackson Tapes di inizio carriera.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 15/11/2013, 11:48

Hairless Heart ha scritto:Siamo sicuri di questo, voglio dire ci sono fonti che lo confermano? Perchè a naso mi sembrano comunque confacenti al tessuto narrativo della storia, troverei strano che già in sede di registrazione si pensasse a quando Gabriel doveva cambiarsi di costume.
No, lo sempre sentito dire però.
E in effetti rivedendo dal vivo il concerto di "The Lamb" eseguito però dai "Musical Box" la cosa avrebbe logica, ma magari è solo conseguenza di scelte musicali.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 15/11/2013, 15:55

theNemesis ha scritto: Nota di colore: alcuni brani strumentali "ponte" sono stati usati da Gabriel in concerto per potersi cambiare d'abito...
Soltanto per amore di precisione, evidenzio che i brani "ponte" sono stati usati non composti... per cambiarsi d'abito.... ;)
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Watcher » 16/11/2013, 7:38

Hairless Heart ha scritto:
SH61 ha scritto:Aggiungo che i vari strumentali di raccordo, utili per permettere a Gabriel di cambiare costume
Siamo sicuri di questo, voglio dire ci sono fonti che lo confermano? Perchè a naso mi sembrano comunque confacenti al tessuto narrativo della storia, troverei strano che già in sede di registrazione si pensasse a quando Gabriel doveva cambiarsi di costume. [chin]
Penso che con utili SH61 intendesse che avevano sfruttato l'opportunità per Gabriel di cambiarsi di costume ...
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 16/11/2013, 12:15

In effetti la frase è un po' ambigua, forse ho inteso male (anche se poi Sh61 conferma....).
fine OT.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 18/11/2013, 8:18

SH61 ha scritto: ....appesantiscono molto il risultato finale.
Mi sono espresso male nella replica, ma direi che la cosa importante e quella che riporto sopra.
Personalmente "The waiting Room" e "Silent sorrow" le salto spesso.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 18/11/2013, 17:07

Ma sono l’unico a cui piace The Waiting Room? Tra l’altro uno dei momenti più spettacolari del concerto (ahimè dei Musical Box). Ci sono dei bootleg spettacolari di questo pezzo suonato in maniera diversa ogni volta dal gruppo. Sentite ad esempio questo live e poi ditemi:

Peccato che poi i Genesis non abbiano proseguito su questa direzione più sperimentale.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 18/11/2013, 18:42

Veramente io le ho dato un bel 7... [slurp]
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 18/11/2013, 19:34

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 19/11/2013, 10:40

2Old2Rock2Young2Die ha scritto:Ma sono l’unico a cui piace The Waiting Room? ...
Peccato che poi i Genesis non abbiano proseguito su questa direzione più sperimentale.
Ovviamente parlo per i miei gusti. E sono stato contento che la musica dei Genesis non abbia preso questa deriva (anche se poi hanno fatto di peggio).

In tutti i casi la resa "live" di un pezzo è diversa da quella dell'ascolto di un disco.
Anche io appartengo al gruppo che ha visto solo lo spettacolo dei "Musical box" e, nella loro esibizione mi sono piaciuti anche i vari strumentali di "Lamb". Quando ascolto il disco invece preferisco saltare.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 19/11/2013, 21:18

SH61 ha scritto:
2Old2Rock2Young2Die ha scritto:Ma sono l’unico a cui piace The Waiting Room? ...
Peccato che poi i Genesis non abbiano proseguito su questa direzione più sperimentale.
Ovviamente parlo per i miei gusti. E sono stato contento che la musica dei Genesis non abbia preso questa deriva (anche se poi hanno fatto di peggio).
Si parlava se non mi sbaglio che "The Lamb" è un disco a parte dei Genesis, dove la psichedelia si sostituisce al romanticismo poetico tipico del gruppo. Forse è per questo che questo disco ed episodi sperimentali come "Waiting Room" siano più apprezzati da chi ha gusti più rock (e qui entro in gamba tesa sottointendendo che i Genesis sono un gruppo pop e non rock)
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 20/11/2013, 11:09

reallytongues ha scritto:e qui entro in gamba tesa sottointendendo che i Genesis sono un gruppo pop e non rock..
Qui dovremmo forse chiarirci meglio su ciò che intendiamo per "Rock" e "Pop".
Posso anche essere d'accordo che i Genesis non siano Rock, almeno per quella che è l'immagine che questo termine richiama.
Ma se intendiamo Pop, nell'accezione moderna, quella che praticamente identifica musica di facile presa che accomuna Madonna, Lady Gaga, Michael Jackson, Rihanna e compagnia cantante (qui l'aggettivo è proprio adatto [smile] )allora non sono affatto d'accordo.
Ma Pop, all'inizio degli anni 70, aveva ben altra valenza. Era l'alternativa alla musica leggera e con questo termine venivano identificati gruppi come gli ELP o gli Yes. In questo caso allora i Genesis possono senz'altro essere considerati Pop.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 20/11/2013, 17:15

si infatti i Genesis proponevano quel tipo di musica che preferisce avere dei riferimenti con la musica classica, pure con il jazz contaminandola con la canzone leggera.
Certo è che pop lo erano molti gruppi di ottima qualità: Supertramp, 10cc, buona parte dei Pink Floyd anni 70, Alan Parson, Mike Oldfield...
Sul fatto che il termine pop si sia svalutato non sono d'accordo:
negli anni 80 c'era una scena che ha sfornato ottimi dischi: Prefab Sprout, Scritti Politti, Talk Talk, Police...
Tagliando corto il rock definisce un genere scarno, ritmico e aggressivo dove è la chitarra ha predominare: spesso è melodicamente povero e monotonico (Lou Reed diceva sempre che la sua canzone perfetta sarebbe stata su una nota sola...).
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 20/11/2013, 18:49

Sul fatto che il termine pop si sia svalutato non sono d'accordo
Ma su questo non si può non essere d'accordo con Sh61. Il pop adesso è Lady Gaga. Più svalutato di così!
Negli anni '70 quello che solo successivamente ha preso il nome di "rock progressivo", era allora definito pop (sinfonico o romantico o qualche altro aggettivo). Che poi anche adesso il pop (nell'accezione odierna) possa aver sfornato ottimi artisti e lavori, si può convenire.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 26/11/2013, 18:06

Ed ecco la mia ultima fatica...

A TRICK OF THE TAIL

In generale
Archiviata la pratica della separazione da Gabriel (alla fine con un sospiro di sollievo da parte di tutti, anche se per motivi diversi), i 4 superstiti si attivano per cercare il nuovo cantante e front man. Dopo svariati provini deludenti, Phil prova a cantare qualche brano gabrieliano e... ecco il nuovo cantante. Phil ha una voce potente e un bel modo di cantare, anche se manca di quel timbro così evocativo di Gabriel.
L'album ritorna alle origini, dopo la scorpacciata di psichedelia di The Lamb, e si presenta come l'ideale continuazione delle idee di Selling, con un apporto però troppo periferico di Steve (che inizia a rimuginare...).
Atmosfere sognanti o da incubo (Dance on a volcano), lunghi stralci strumentali, tastiere brillanti e chitarre a 12 corde. Insomma tutto ciò che serve per il ritorno al prog, anche quando il prog sta esaurendo la sua carica dirompente.
I testi dei brani riprendono lo stile narrativo/fiabesco del passato, ispirandosi talvolta ad autori letterari come Carlos Castaneda (Dance on a Volcano) o William T. Cox (Squonk).
Album che molti ritengo il capolavoro del gruppo perchè non ha "cedimenti". Non so, forse preferisco Selling, ma la lotta è dura...
Copertina molto bella, dove i brani sono identificati ciascuno da un personaggio disegnato. Inizio della collaborazione con Colin Elgie (Hipgnosis).

Registrazione
Ottima qualità, livello decisamente alto. Poca compressione e ottimo equilibrio generale, cura nel dettaglio. Una delle migliori incisioni dei Genesis '70

Brani
Dance on a volcano
Pezzo dal forte impatto emotivo. Sembra veramente di vedere strane figure danzare sui bordi di un vulcano in fiamme. L'arpeggio iniziale di chitarra elettrica ricama il ritornello del brano, lascia spazio quindi alla voce di Phil molto evocativa con sfondo di tastiere brucianti. Bellissimo episodio strumentale con assolo di tastiera e un Phil scatenato alla batteria. Chiusura quasi sognante. Voto 8

Entangled
Delicato acquerello tutto a 12 corde, con lunga coda strumentale dominata dalle tastiere (mellotron in primis). Forse un po' troppo lungo. Voto 7

Squonk
Pezzo quasi hard (Phil disse che si era ispirato al drumming di Bohnam), un po' atipico dei Genesis. L'impatto è notevole, il piede non può stare fermo, ma solo nei brevi intermezzi strumentali (hammond in primis) riemerge il sound classico dei Genesis, con un Banks in grande spolvero e uno Steve che supporta il sound efficacemente. Forse un brano profetico? Voto 7,5

Mad man moon
Il "pazzo uomo luna" rialza la media dell'album a vette piuttosto elevate. Pianoforte e tastiere iniziano preludendo il resto del gioco musicale. Un brano che richiama atmosfere a volte sognanti, a volte inquietanti. La parte strumentale centrale è quasi spagnoleggiante, con una prova maiuscola di Tony che regala un assolo pieno di fantasia ed emozioni e chiude in una vetta bachiana visionaria lasciando spazio a un "intermezzo" ritmato e tutto basato sempre sul piano che ricollega con la melodia iniziale. Hackett svolge una funzione incredibilmente bella negli arrangiamenti (sembra scritti in larga parte da lui insieme a Tony). Voto 9

Robbery assault and battery
Travolgente, ironica, divertente, tipicamente british. Ritmo coinvolgente, tastiere e chitarre che dialogano e creano quest'atmosfera da operetta.
Bella prova vocale di Phil e insieme di tutti veramente al meglio. Strumentale centrale di grande effetto con un solo poetico di Tony supportato da una ritmica eccezionale di Phil e Mike. Poi l'hammond disegna arpeggi che lasciano spazio ancora al sogno. Ponte centrale "The bastards got away", che ricollega alla melodia iniziale tramite un interludio strumentale con Steve che ricama note nell'aria. Grande brano. Voto 8,5

Ripples
Incantevole brano, delicato e sognante, con le 12 corde e il piano che creano un tappeto sontuoso per la bella voce di Phil. Sezione strumentale che pare quasi un brano di classica, dove l'elettrica di Steve dialoga con il delicato sinth di Tony. Capolavoro. Voto 9,5

A trick of the tail
Brano quasi pop, anche se di livello elevatissimo (primo singolo dei Genesis). Divertente e scanzonato, ben arrangiato, con una ritmica davvero notevole, e una coda strumentale breve ma davvero onirica. Voto 7

Los Endos
Il titolo è una storpiatura delle traduzione in spagnolo di The End, una sorta di omaggio allo stile di Carlos Santana. Brano strumentale che riprende modificati i temi di Dance on a volcano e Squonk, in qualche modo ampliandone la drammaticità. In coda, la voce di Phil canta un verso di Super's Ready: There's an angel standing in the sun / free to get back home. Voto 8
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 26/11/2013, 18:45

Sono d'accordo con le tue valutazioni sui brani. Per quanto mi riguarda questo e il successivo W&W sono i Genesis che amo di più. Un 9 però lo avrei dato pure a "Entangled": davvero emozionante.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 26/11/2013, 19:48

Dance on a volcano mi è sempre piaciuta parecchio. E' suonata in modo pazzesco sopratutto nella virtuosistica coda finale. Phil se la cava benino ma chissà come sarebbe stata cantata da Gabriel...
Nel disco si avvertono molto certe influenze Jazz-Rock/Fusion, probabilmente dovute a Collins, anche se certe avventurosità più sperimentali di "The Lamb" non ci sono più e manca anche l'apporto dei geniali testi di Gabriel. Detto questo, "A Trick of The Tail" è un disco molto eclettico e vario , e questo nella migliore tradizione dei Genesis classici che sapevano essere, allo stesso tempo, complessi ed accessibili, leggeri e mistici, umoristici e solenni, cinici e romantici.
Ogni brano in "A Trick of The Tail" ha una sua cifra che lo rende unico e riconoscibile come i personaggi sulla copertina di Colin Elgie: "Dance On A Volcano", mistica ed energetica; "Entangled", introspettiva e sognante; "Squonk" tenera e surreale; "Mad Man Moon" romantica e poetica; "Robbery Assault And Battery" cinica e beffarda; "Ripples" malinconica e nostalgica; "A Trick Of The Tail" divertente e bizzarra; "Los Endos" calda e brillante.
VOTO: 8,5
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Watcher » 26/11/2013, 20:27

2Old, complimenti per l'uso degli aggettivi.

Nemesis, concordo abbastanza con i tuoi giudizi a parte Entangled: personalmente l'avrei fatta durare il doppio per quanto è bella, e mezzo punto in meno a Ripples per il ritornello troppo collinsiano.
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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