Genesis: Analisi degli album

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theNemesis
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Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 26/09/2013, 16:17

Mi sono deciso, dopo aver letto un sacco di interessantissimi post, di iniziare un topic molto impegnativo.
In realtà, secondo la mia idea, dovrebbe diventare un po' la "summa" dei topic su questo magnifico e tormentato gruppo.
Vorrei iniziare ad analizzare album per album, lasciando spazio al cuore ed alle emozioni, ma senza pregiudizi.
Mi farebbe molto piacere che tutti contribuissero in modo da avere poi un'analisi critica oggettiva ma carica di emozioni.
In rigoroso ordine temporale partirei da From Genesis To Revelation, ma dato che conosco poco l'album perchè non mi piace, non oso analizzarlo e lascerei quindi "l'ingrato" compito a qualcuno più ferrato di me.
Per cui, parto da...

TRESPASS

In generale
Album influenzato da "In the court of Crimson King" soprattutto riguardo all'uso del mellotron, rappresenta il primo vero passo prog dei nostri eroi.
I brani, tutti interessanti, sono decisamente curati negli arrangiamenti, qualche volta anche un pò troppo sontuosi, e un pò mortificati da un drummer decisamente non all'altezza del resto.

Registrazione
Qualità medio-bassa, con un uso qualche volta troppo esasperato dei canali L/R stereo. Acuti opachi e bassi poco presenti. Batteria compressa.

Brani
Looking for Someone
Introduce il "marchio di fabbrica": voce deliziosamente stentorea con una base musicale minimale. Intro spesse volte utilizzata da Gabriel in futuro. Il brano è ben strutturato, con parti aeree e dolci e sezioni più dure in risposta. Bella la sezione strumentale che da spazio a tutti in modo equilibrato e gradevole e stacca dalle parti cantate con un finale in diminuendo bellissimo e delicato. Finale classico che riprende il refrain iniziale. Voto 8,5
White Mountain
Inizio seducente con immagini di montagne e boschi innevati e bella melodia di Gabriel. Accellerazione e pause. Begli arrangiamenti. Brano denso di emozioni contrastanti forse un filo immaturo in alcuni passaggi. Voto 7,5
Vision of Angels
Struttura classica: inizio al piano acustico (l'idea verrà ripresa e ampliata in Firth of Fifth), refrain incisivo e strumentale quasi ossessivo, senza evidenti assolo. E' come se fosse un assolo orchestrale (si lo so, sembra un ossimoro). Idea nel complesso interessante, ma sviluppata con una certa ingenuità. Voto 7
Stagnation
In assoluto il pezzo migliore di Trespass. Il madrigale iniziale dolcissimo si trasforma, prima con calma, poi con maggiore forza (assolo di hammond notevole su base acustica), in un brano più veloce. Lo stop improvviso, con la voce di Gabriel che scolpisce note nel cielo con una leggerissima base acustica, si trasforma lentamente nell'inno fnale che lascia poi nuovamente spazio al finale strumentale. Voto 9
Dusk
Brano acustico, immaturo e poco incisivo, anche se contiene interessanti melodie. Sembra un pezzo di FGTR senza violini. voto 6
The Knife
Impatto forte, hammond sparato con un bel riff iniziale, apre ad un ritmo intrigante e sfodera un paio di splendidi assoli di chitarra elettrica, per me fra i migliori in assoluto dei Genesis (Phillips mica era uno qualsiasi). Brano davvero emozionante che nelle versioni dal vivo prende nuova vita. voto 8,5

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reallytongues
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 26/09/2013, 18:29

debbo riascoltarlo è da molto che non lo ascolto, comunque rimane il mio preferito dell'epoca Gabriel insieme a "The Lamb..."
Anche per me la migliore è "Stagnation" dove Banks ricordo fare cose splendide, pure "Looking for Someone" è un grandissimo brano e "the Knife" la considero appena inferiore a queste due.
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SH61
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 27/09/2013, 9:37

reallytongues ha scritto:debbo riascoltarlo è da molto che non lo ascolto...
Vale anche per me.

Soprattutto perchè, pur non avendo niente da eccepire su nessun brano, l'ho sempre trovato un po' piatto, privo cioè di quei brani (tipo "Musical box" del successivo disco) che ti danno la sberla che ti lascia attonito e estasiato.
Per me è immaturo, ma lascia presagire grandi cose, sembra un magnifico fiore sul punto di sbocciare.

Nel novero dei dischi dei "veri" Genesis (fino a W & W, per me) è comunque in fondo alla mia lista. Escludo anche io "From Genesis to Revelation", non riesco ad ascoltarlo, non ha niente a che fare con i Genesis.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 27/09/2013, 15:50

Innanzitutto complimenti per la precione dell'analisi.
A grandi linee la penso come te su quasi tutto.
Faccio qualche osservazione volante data mancanza di tempo.
Come i primi dei Crimson Trespass è tutto giocato sulle dinamiche dei passaggi da quieti momenti pastorali (12 corde, flauto) o liturgici (organo, coro) e improvvise tirate bachiane dell'organo con chitarra elettrica a supporto. Tutto sommato il mellotron è ancora usato con moderazione (adoro in particolare l'intro/outro tremolante di "White Mountain") rispetto ai successivi.
Daccordo sull'ingenuità di fondo (dopotutto erano ancora dei ventenni sbarbatelli (almeno metaforicamente)) e alcuni momenti sono decisamente superflui e datanti: il fischiettio alla fine di "White Mountain" (7) o quel dialogo sovrainciso su "The Knife".
Quanto ai singoli brani "The Knife" (9,5) forse un tantinello meglio di "Stagnation" (9) e "Looking for Someone" (8), se non altro perchè fu il brano che li lanciò veramente. In effetti live rendeva di più, non tanto per la maggior "furbizia" di Hackett nell'effettare i suoi assoli quanto perchè un brano così aggressivo e frenetico invocava un batterista migliore di Mayew. Peggiore "Dusk" , comunque gradevole (5,5), retaggio dello stile di "From Genesis to Revelation", così come "Vision of Angels" (7,5) , decisamente migliore però se non altro per la bella introduzione acustica e per il modo in cui la melodia culmina nel coro finale.
Voto Complessivo: 8,5
Ultima modifica di 2Old2Rock2Young2Die il 27/09/2013, 15:57, modificato 1 volta in totale.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da rim67 » 27/09/2013, 15:55

theNemesis ha scritto: I brani, tutti interessanti, sono decisamente curati negli arrangiamenti, qualche volta anche un pò troppo sontuosi, e un pò mortificati da un drummer decisamente non all'altezza del resto.
Proprio un vero peccato, dal momento che per me è stato il primo album dei genesis lo amo profondamente e se ci fosse un drummer stile Foxtrot sarebbe eccezionale!
Una convinzione non è solo un'idea che la mente possiede, è un'idea che possiede la mente.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Progknight94 » 27/09/2013, 17:53

Mi fa specie tutto quest'astio per Dusk, forse uno dei brani più belli del gruppo secondo me... L'album è spontaneissimo e mi è sempre piaciuto per questo.. forse è quello che ora ascolto più spesso [approve]

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 07/10/2013, 23:40

Gli ottimi post mi incoraggiano a continuare... se qualcuno ha qualcosa in contrario parli ora o mai più [smile]
Sempre in rigoroso ordine cronologico, passiamo a...

NURSERY CRYME

In generale
Il primo vero album prog dei nostri eroi (Trespass conteneva i semi, ma era ancora molto caratterizzato da soul e folk). Finalmente Banks approccia il mellotron e tutto il disco è caratterizzato da questo strumento oltre che dal classico organo Hammond. Nursery segna anche l'avvento di due grandi strumentisti: Phil Collins alla batteria (e cori) e Steve Hackett alle chitarre. Phil è un grande drummer, fantasioso, ricco di tecnica, con un tocco speciale che sostiene i pezzi di tutto l'album (escludendo la voce solista di For Absent Friends). Steve porta innovazione elettrica, ricerca, uso particolare e personale dello strumento. Ant è un grande chitarrista acustico, Steve è più elettrico e ricercatore. Inoltre, introduce il "sistema" Genesis delle composizioni, ovvero media moltissimo tra Tony, Peter e Mike e, anche se non firma molto, mette il suo stile in tutti i brani. La formazione migliore in assoluto, la più equilibrata e la più... litigiosa... Nota di colore: questo album è stato il primo ad aprire le porte dell'Italia ai Genesis piazzandosi nella top ten italica per molte settimane.

Registrazione
Qualità medio-bassa. Finalmente la prospettiva stereofonica è rispettata senza esasperazioni. Bassi abbastanza presenti, acuti non particolarmente brillanti, batteria compressa con suoni troppo cupi rispetto a quello che vorrebbe Phil e che i pezzi meriterebbero.

Brani
Musical Box.
Suite di grandezza immensa, con tutti gli ingredienti dei Genesis mixati perfettamente in un equilibrio generale da manuale. Acustica, elettrica, lirica, arrabbiata, malinconica, esplosiva.... tutto questo è The Musical Box. Una storia drammatica resa in modo quasi giocoso, con l'adorabile Cinthya che stacca la testa con grazia al suo coetaneo... Da notare che uno dei compositori era ancora Ant... Voto 9,5
For Absent Friends
Delicato quadretto acustico, racconta di due vedove davanti ai cancelli del cimitero che ricordano i mariti scomparsi. La voce di Phil è adatta all'atmosfera triste e malinconica del brano, tutto acustico e giocato su un bell'incrocio di 12 corde arpeggiate. Voto 7
The Return of the Giant Hogweed
Altra suite corposa, con un'apertura strepitosa di chitarra elettrica e organo all'unisono che accolgono la base ritmica e successivamente la voce di un Gabriel in stato di grazia. Brano piuttosto "duro", con un intermezzo acustico notevolmente onirico dove l'arpeggio di piano forma la base su cui cresce la chitarra elettrica di Steve. Quindi c'è spazio anche per una classicheggiante sezione dove arpeggi bachiani lasciano poi tornare la durezza dell'intro. Voto 9
Seven Stones
E' il pezzo che meno mi convince, forse un po' troppo lezioso e classicheggiante, l'organo ancora molto in evidenza (forse un po' troppo). Si sente tantissimo l'influenza dei King Crimson più classici. Bella la melodia, complessa, e la voce di Gabriel eccezionale anche come estensione vocale (era molto giovane...). Uso dei cori un po' troppo massiccio. Voto 7,5
Harold the Barrel
Divertente, spumeggiante, con la musica palesemente in contrasto con la storia (uno sfratto piuttosto triste e concitato). E' lo stile più british dei Genesis, ripreso in futuro in altri brani tra cui A trick of the tail, con bei cori (We can help you... We can help you...) e voci che si incrociano, ottima base musicale e ritmo davvero efficace e divertente. Voto 8
Harlequin
Un piccolo gioiello acustico, con le 12 corde che ricamano una melodia e un'armonia splendide, delicate, inconfondibilmente Genesis. Belle le voci di Peter e di Phil che "giocano" a rincorrersi in un bellissimo effetto di controcanto modulato. Un piccolo capolavoro. Voto 8,5
The Fountain of Salmacis
Lungo brano che chiude il disco, con un bell'inizio di arpeggio all'Hammond debitamente flangerizzato e base Mellotron, che in crescendo porta alla sezione cantata con una bella base di batteria di sapore quasi epico. Evocativa la melodia cantata da Gabriel con la solita voce personalissima. Il riff centrale con i cori a sostegno, lasciano spazio anche a una bella chitarra elettrica di Steve. Bella esplosione di chitarra con un riff suggestivo e piuttosto duro che introduce la sezione strumentale con ottimo lavoro di Phil e Mike. Arriva poi l'assolo di Tony all'organo che si alterna e fa da base a quello di Steve. Ripresa del riff di organo e della melodia iniziale per lasciare quindi spazio al finale epico tra voce, strumenti, cori e un bel solo di Steve che chiude il brano. Voto 8,5

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 08/10/2013, 14:08

Scusate se arrivo tardi per Trespass. Un album che, ogni volta che lo ascolto, mi impone di chiedermi cos'abbia di inferiore a, per esempio, Nursery Cryme. E la risposta è: la mancanza di una bomba atomica come The Musical Box. Ma a parte questo Trespass resta un piccolo capolavoro acustico-pastorale, purtroppo l'ultimo (o quasi, poi vedremo perchè) regalo di Anthony Phillips con la band.
Rispetto ai voti di Nemesis, io darei senz'altro qualcosa in più a White Mountain, per la quale ho un debole (sia per le immagini di montagne e boschi innevati dell'intro che per l'accelerazione dei ritornelli ben sostenuta dal lavoro di Banks all'hammond) e a Dusk, specie per la sezione centrale dove ritroviamo le tipiche pennate phillipsiane interrotte da un accenno di arpeggio che è il progenitore di quelli che ritroveremo in Supper's Ready e in Cinema Show. The knife è praticamente la "Twist and Shout" dei Genesis, richiesta loro come bis nei concerti per molti anni a venire, cesellata a quattro mani da Banks e Gabriel che volevano ottenere qualcosa di simile a Rondò dei Nice. Un gradino sotto al resto, Visions of Angels, composta già ai tempi di From Genesis to Revelation.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 08/10/2013, 15:45

Hairless Heart ha scritto: E la risposta è: la mancanza di una bomba atomica come The Musical Box.
Hairless, non sei attento. Ti sarebe bastato leggere la mia risposta per ricordarti di questo particolare... [smile]
Io l'ho più umilmente definito "sberla", perchè spesso, dopo avere ascoltato un brano come "Musical box" rimango un po' spaesato da tanta bellezza. Una sindrome di Stendhall acustica. [suddito]

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 08/10/2013, 15:50

theNemesis ha scritto:Gli ottimi post mi incoraggiano a continuare... se qualcuno ha qualcosa in contrario parli ora o mai più [smile]
Certo che devi continuare.

Sono dischi che ho ascoltato innumerevoli volte, ma la tua approfondita analisi mi spinge a cercare di riascoltarli in una chiave più tecnica, meno istintiva di come ho sempre fatto, ma non certo meno interessante.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 08/10/2013, 22:08

Mah, io credo che comunque Trespass sia un album prog con tutte le stimmate giuste. Certo questo è più sinfonico (grazie anche all'esteso uso del Mellotron) e certo tecnicamente di un livello superiore (non solo per l'innesto di Collins e Hackett ma anche per i progressi degli altri, ad es. di Rutherford al basso). Sui singoli brani sono daccordo, anzi a THE MUSICAL BOX darei anche un 10 pieno, essendo per me il loro brano migliore. Due parole su SEVEN STONES: vero che è una ballad tutto sommato abbastanza semplice e non originalissima (io ci vedo anche un pò di PROCOL HARUM, sia per l'ambientazione marinara del testo che per il modo in cui Gabriel canta all'inizio), però ha una sua oscura grandezza che me lo fa preferire, per cui gli darei anche un 8/8,5.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Hairless Heart » 11/10/2013, 11:22

The Musical Box.
A mio parere il brano simbolo non solo dei Genesis ma del prog tutto. Capolavoro senza se e senza ma, mirabile unione dell'acustico e dell'elettrico, con una closing section che è emozione pura. C'è lo zampino di Ant? Certo che si, tutta la parte lirica è opera del duo Phillips-Rutherford (il demo aveva come titolo F Sharp) e una buona parte aveva già fatto capolino nei Jackson Tapes (di cui prima o poi dovremo deciderci a parlare). Oltre che di tutti i Genesis presenti e passati, in The Musical Box c'è pure il contributo di un Genesis "temporaneo", il chitarrista di passaggio Mick Barnard, sua è la maggior parte dell'assolo (solo rifinito poi dalla new entry Hackett).
Altro capolavoro del disco, un po' sottovalutato da Nemesis, è secondo me Fountain of Salmacis, cui non darei meno di 9,5, seguita a ruota da Giant Hogweed.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 11/10/2013, 16:23

"The fountain of salmacis" l'ho inserita nella top ten dei brani dei Genesis.
Concordo con un 9,5 quale voto.
Con "Musical Box" non riesco a non dargli il massimo dei voti. Sono le 2 perle di un disco che comunque annovera tutti brani di alto livello.
Non mi fa impazzire, tutto sommato, "Giant Hogweed" e concordo con 2old su "Seven Stones", non avevo mai fatto il parallelo con "Salty dog", ma in effetti c'è un qualcosa..... [chin]

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da reallytongues » 11/10/2013, 19:46

interessante il post di Hairless su Musical Box
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Harold Barrel » 19/10/2013, 21:56

Nursery Cryme.
Riascoltandolo mi continuo a stupire di come dei ragazzi poco più che ventenni abbiano potuto comporre brani del genere: perché di composizione si tratta. The Musical Box, come del resto l'intero album e l'intera produzione dell'era Gabriel, non manca di porre le sue basi su continue citazioni che provengono dalla letteratura e dalla musica classica.
Il brano è impostato in molti punti in una maniera che di lirico ha molto, compresa l'estensione tenorile richiesta. Qui sta purtroppo il limite di Peter Gabriel, che in assenza di una solida tecnica vocale spesso non seppe dare il meglio di sé nelle performance dal vivo. Chiusa questa parentesi, è molto gradevole la raffinatezza dei giochi linguistici e letterari: dalle Nursery Rymes, innocenti filastrocche per bambini, ad un Nursery CRYME, con una "baby-sitter" che invece di occuparsi del piccolo Henry gli taglia la testa giocando a Croquet.
Più ascolto il disco e più mi rendo conto di come sia orchestrale. Sarebbe da inscenare, con orchestra e tenore.
Dopo tanti anni continua ad essere un album decisamente stimolante.
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da theNemesis » 21/10/2013, 17:08

E riprendo l'analisi... (tra un po' ci vado io... e da uno bravo :mrgreen: )

Sempre in ordine cronologico, abbiamo...

FOXTROT

In generale
Album complesso, con grandi punte di lirismo e di musica spettacolare e qualche piccolo neo.
Supper's Ready da sola vale la spesa, ma anche altri brani, come vedremo, colpiscono per inventiva, testi onirici o impegnati, complessità degli intrecci melodici e ritmici.
Indubbiamente assistiamo ad un ulteriore passo avanti rispetto al precedente, soprattutto si è affinato l'affiatamento di Steve e Phil con il resto della band, anche se a livello compositivo i due rimangono ancora un po' in disparte, pur fornendo importantissimi contributi in tutti i brani. Soprattutto Phil, poi, si rivela il "mediatore" perfetto, smorza i litigi e funge da armonizzatore del gruppo. Da notare che alcuni brani nascono da composizioni precedenti mai usate e che qui sono abilmente miscelate con idee nuove.

Registrazione
Qualità appena media, in leggero miglioramento rispetto a Nursery. La batteria è un po' più aperta e presente, i bassi ci sono anche se ancora un po' smorzati e gli alti sono un attimo più brillanti. Invece è da manuale (finalmente) la resa della voce di Peter.

Brani
Watcher of the skies
Scritto da Tony e Mike a Napoli, sulla terrazza di un albergo, durante il tour italiano, è una delle cose più belle dei Genesis. Da brividi l'apertura di mellotron che crea un'atmosfera cupa e di attesa lasciando poi spazio, in modo sapientemente sfumato, all'ingresso della sessione ritmica (Mike + Phil) in una intro tra le più emozionanti del gruppo. Poi parte la voce di Peter e il brano diventa piuttosto duro, con l'hammond in evidenza e Steve che suona ottimi riff di rifinitura. Brano che mette in evidenza tastiere e batteria che si rincorrono spesso nei vari intermezzi strumentali fino alla chiusura che riprende l'intro con mellotron che fa da base a un mini assolo di Steve delicato e struggente al tempo stesso. Voto 9
Time Table
Bella intro di Tony al piano, che prelude a una canzone non particolamente complessa, ma molto gradevole, con spunti interessanti. Particolarmente bella la chiusura con il dialogo tra piano e chitarra acustica e la batteria a sottolineare appena. I Genesis più delicati e diretti... Voto 7,5
Get'em out by friday
Replica l'idea di "operetta" di Harold the barrel, trattando l'argomento piuttosto "scomodo" degli sgomberi forzati dalle case per lasciare spazio a nuove costruzioni e aggiungendo un tot di fantascienza dato che la gente sgomberata viene poi trasportata in un futuro piuttosto strano. Divertente, ben congeniata, con un bel riff iniziale che viene replicato all'interno, che lascia il posto a una sezione strumentale complessa e breve anch'essa riproposta all'interno. Parte poi Peter con una voce formidabile su una parte dura che improvvisamente di addolcisce lasciando spazio agli arpeggi di Mike e Steve. Il ciclo di ripete fino al finale che cambia completamente e diventa quasi una litania (in the interest of humanity...) con il flauto che sottolinea la drammaticità. Poi il tutto si chiude con il refrain iniziale seguito dalla chiusura vocale e con un bellissimo arpeggio di chitarra e il mellotron sotto a fare da supporto armonico. Voto 9
Can-Utility and The Coastliners
Alcuni la definiscono una Supper's Ready compattata perchè contiene tutto quello che ci si aspetterebbe da un brano dei Genesis prog. Io credo che sia una bella canzone prog, costruita bene, con situazioni melodiche altalenanti e qualche volta non all'altezza del meglio. Aperture si susseguono a momenti più intimisti, il ritmo è vario e la voce convince. Forse il finale sembra un po' troppo affrettato, come se mancasse spazio sul LP e si dovesse chiudere il brano un minuto abbondante prima. Voto 8
Horizons
Delicatissimo e inarrivabile pezzo acustico di Steve, con lontani richiami Bachiani, che fa da apertura alla successiva suite. Voto 9
Supper's Ready
Su questo brano tutti hanno scritto tutto. Io mi limito a pensarlo come al vertice della produzione Genesis e mi permetto anche di metterlo al vertice della produzione prog in generale.
Dentro a Supper's c'è tutto quello che erano prima (compreso From Genesis) e tutto quello che saranno dopo (fino a The Lamb). Lirica, sinfonica, pastorale, dura, aperta, brillante in tutte le sue forme, divertente. In una parola: immensa. Voto 10

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da STH » 22/10/2013, 20:47

Bella analisi di Foxtrot, davvero.

Non sono d'accordo su un solo punto, quello di "Can-Utility and The Coastliners".

Il brano secondo è strutturato proprio in salire: si inizia da un inizio abbastanza lento
"The scattered pages of a book by the sea....." per poi entrare nel vivo e finire con un finale al cardiopalma, che a mio parere è assolutamente uno tra i punti forti del brano. Per me forse anche superiore a Supper's Ready.

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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da Watcher » 23/10/2013, 8:28

Convengo con STH. Di Can Utility non cambierei una virgola.
Per il resto una buona recensione.
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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2Old2Rock2Young2Die
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 23/10/2013, 13:19

Il disco più rappresentativo e riuscito dei Genesis con la G maiuscola: imponente, romantico, surreale. Tutti classici: la siderale apertura di Watcher of the skies; la meravigliosa semplicità di Time Table; la teatrale e futuristica Get 'em out by Friday, intrisa di amara ironia; la perfetta mini suite Can utility and the Coastliners. Impallidiscono però di fronte alla geniale Supper’s Ready, viaggio paranormale dentro un Apocalisse in 9/8; uno dei brani rock più devastanti di sempre altro che death Metal... Voto: 10
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SH61
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Re: Genesis: Analisi degli album

Messaggio da SH61 » 24/10/2013, 8:34

Io non credo che si possa paragonare "Supper" ad altri brani. E' un opera a se stante, data la complessità e la composizione di vari brani più brevi, alcuni bellissimi altri meno.
In Italia, in quegli anni, ci si sarebbe potuto fare un disco intero (certi LP coetanei delle Orme, ad esempio, durano circa 30 minuti sommando le 2 facciate).
Nel suo complesso do 9 a Supper così come do 9 a Foxtrot, e le punte di diamante sono appunto "Can utility" e "Apocalipse in 9/8" (ovviamente per me).
Riguardo a "Can utility" non ho mai avuto la sensazione di un voluto taglio del brano per problemi di tempo, anzi, per quanto mi piaccia enormemente la parte finale sembra quasi (fortunatamente) non arrivi mai.

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