Ummagumma

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Lamia
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Ummagumma

Messaggio da Lamia » 30/07/2020, 10:39

“Ummagumma” e’ un disco importante nella storia della psichedelia, al di la dei gusti personali. Io l’ho ascoltato e , oltre i capolavori che conosciamo, lo capisco poco , forse per non aver vissuto il periodo, ma certo riconosco moltissimi spunti geniali , incredibili, trovo che niente sia messo “a caso”, e comprendo le ragioni del culto di questo disco da parte di molti appassionati e anche addetti ai lavori ( mi riferisco ai musicisti e artisti ).

Riguardo i “critici” , opinionisti e giornalisti e chi piu’ ne ha. . , a volte riescono anche a rivoltare , per ragioni a me inspiegabili ( forse una di queste, secondo il mio parere, e’ dettata dall’invidia scaturita da una frustrazione personale, dovuta, probabilmente, al senso di inadeguatezza verso chi sa scrivere musica veramente e chi, magari i critici stessi, strimpella uno strumento musicale e non riesce a scrivere nemmeno un ritornello per le giostre), il senso profondo di un percorso musicale e artistico di una band o artista, e quindi ci ritroviamo a leggere revisionismi storici , chiamiamoli cosi, bizzarri e surreali, irrispettosi e , spesso, arroganti. :P

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Lorenzo Mentasti
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Re: David Gilmour: Yes I have ghosts

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 31/07/2020, 8:59

Diciamo che io apprezzo molto di quel disco praticamente solo la versione live di "Astronomy domine".
Il disco in studio l'ho sempre trovato un guazzabuglio di abbozzi sonori che non vanno da nessuna parte.
Va detto che all'epoca, qualsiasi cosa venisse pubblicata e rompesse col formato canzone, veniva salutata dalla critica come un capolavoro. Il tempo poi è stato galantuomo e, al netto dei nostri gusti, ci ha detto cosa funzionasse effettivamente e cosa no. ;-)
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Re: David Gilmour: Yes I have ghosts

Messaggio da aorlansky60 » 31/07/2020, 9:20

Quoto [quasi] 100% l'ultimo intervento di Lorenzo a proposito di "Ummagumma";

in particolare "Va detto che all'epoca, qualsiasi cosa venisse pubblicata e rompesse col formato canzone, veniva salutata dalla critica come un capolavoro. " concetto che io stesso penso ed ho scritto molte volte a proposito; se poi proviene da un nome già affermato come "Pink Floyd", allora deve essere "per forza" un capolavoro(sic)... :roll:

Trovo il disco "live" superbo, non solo per quanto riguarda "Astronomy domine" ma anche e sopratutto per quanto riguarda "A saucerful of Secret" che distrugge ed annulla la versione in studio, divenendo di fatto LA VERSIONE DEFINITIVA del brano (in questo se la gioca con la versione di "At Pompei" che trovo altrettanto superba) e "Carefull with that axe, Eugene" (altrettanto splendida) e "Set the control for the Heart of the Sun"; nel mio immaginario, questi sono i veri "Pink Floyd", quelli dove l'incontro tra rock e psichedelia trova la sua sintesi migliore e definitiva. Di loro -non lo nascondo- mi piace parecchio anche THE DARK SIDE OF THE MOON, a cui riconosco senza remore lo status riconosciuto di essere "una delle opere più rappresentative della storia del rock", però devo dire che i Pink Floyd "pre 73" -quelli immortalati dai fotogrammi di "At Pompei", gli stessi racchiusi nei solchi nel disco live di "Ummagumma" rappresentano uno dei pilastri immortali del rock di tutti i tempi.

Invece, è proprio il disco studio di "Ummagumma" che per me è da bocciare.
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Re: David Gilmour: Yes I have ghosts

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 31/07/2020, 14:51

Non so quanto all'epoca fossero affermati i Pink Floyd, mi sembra che abbiano iniziato a vendere con "Meddle" e si siano imposti anche come numeri di vendite definitivamente con "Dark side of the moon".
Per il resto, d'accordissimo.
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Re: David Gilmour: Yes I have ghosts

Messaggio da Humdrum » 03/08/2020, 16:37

Nella primavera del 1971 acquistai Ummagumma e mi piacque fin da subito.
Tutti concordiamo sulla bellezza della parte live: quattro pezzi che dal vivo brillano di luce propria.
Non tutti, invece, siamo d'accordo sulla qualita' dei brani in studio.
L'idea primordiale fu di Richard Wright, che nel novembre del 1968, non avendo la band brani nuovi, propose che ognuno dei componenti portasse dei brani di propria composizione. Ognuno avrebbe avuto 1/4 del disco.
Il progetto fu ritardato a causa della composizione della colonna sonora del film "More", le registrazioni avvennero tra aprile e giugno del 1969.
Ma analizziamo il disco, brano per brano.
Il primo brano che ascoltiamo e' proprio dell'autore del progetto, Richard Wright , Sysyphus, la cui durata e' di 13:29 minuti.
E' diviso in 4 parti e si sbizzarrisce tra sonorita' di musica classica e jazz d'avanguardia, si ispira al mito di Sisifo, eroe della mitologia greca, e la musica narra il mito. L'ascolto e' impegnativo, ma tutto sommato gradevole, non ci vedo assolutamente un "guazzabuglio di abbozzi sonori che non vanno da nessuna parte", senza offesa.
Il secondo autore e' Roger Waters, che ci propone due brani:
Grantchester Meadows la cui durata e' di 7:28 minuti. Che dire di questo brano? E' un gioiellino musicale dai richiami bucolici. Il finale e' da manuale della stereofonia, ed e' cadenzato dal ronzio di una mosca all'interno di una stanza. Contemporaneamente si sentono i rumori di una porta che si apre e i passi di una persona che scende le scale di corsa, arrotola un giornale e scocca un colpo secco all'insetto.
Il secondo brano ha il titolo piu' lungo della storia del rock:
Several Species Of Small Furry Animals Gathered Together In A Cave And Grooving WIth A Pict la cui durata e' di 4:59 minuti, per me di pura follia sonora!
Roger , armato solo della propria voce, percussioni ed effetti su nastro al contrario, crea un vero saggio d'avanguardia musicale. L'ispirazione e' chiaramente tratta da "The return of the son of Monster magnet" dall'album "Freak Out" di Frank Zappa, o da alcuni brani di John Cage.
Ascoltandolo ancora oggi, provo eccitazione nell'ascolto in cuffia: si ha l'impressione di avere intorno una selva di gnomi, uccelli, insetti e demoni vari, risate folli e rantoli di ogni tipo, regolati da un ripetitivo gioco vocale che ritorna all'infinito, fino alla coda del brano, spezzata da una sorta di sermone finale con accento scozzese da parte del Pict (i Pitti erano un popolo ribelle vissuto in Scozia in epoca preceltica).
Giriamo il disco: tocca ora a David Gilmour, con The Narrow Way la cui durata e' di 12:30 minuti, diviso in 3 parti. Essendo la prima volta che David si trovava da solo in studio, ebbe delle difficolta' nella composizione, soprattutto sul testo, tanto da chiedere al collega Waters, al telefono, di aiutarlo a scrivere il testo. La risposta fu: "No, fallo per conto tuo" [smile] . Anche qui, che dire? La bellezza del brano e' incontrovertibile, tanto che la parte terza fu spesso suonata dal vivo.
Quarta e ultima parte: tocca a Nick MasonThe Grand Vizier's Garden Party, la cui durata e' di 8:48 minuti.
Il meno dotato artisticamente dei Pink Floyd qui se la cava degnamente, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione: batteria, percussioni, xilofono e marimba, il tutto impreziosito dal flauto della moglie, Lindy Rutter.

Concludendo, trovo che Ummagumma sia una chiave di volta per l'attivita' futura dei Nostri. Hanno imparato a lavorare da soli, da qui il germe che portera' ai capolavori futuri, fino a The Dark Side of the Moon. Pertanto, credo che questo doppio album sia fondamentale nella loro discografia.
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Re: David Gilmour: Yes I have ghosts

Messaggio da Hairless Heart » 03/08/2020, 19:00

Potrei quotare quasi per intero il post di Humdrum.
Certo, non è un disco che ascolterei tutti i giorni, alcune parti sono piuttosto pesanti. Ma trovo che ci sia del buono, qua e là anche del molto buono: mi riferisco soprattutto a Grantchester Meadows e alla terza parte di The Narrow Way, per me assolutamente un gioiellino. Tanto per essere chiari, per quanto mi riguarda The Narrow Way batte Comfortably Numb 10 a 0, palla al centro. (ma da queste parti conoscono in molti la mia opinione su CN). Ed è vero, qui è Gilmour quello che ci fa la figura migliore; non sarà così su Atom Heart Mother, dove la sua Fat Old Sun trovo sia la più debole del lotto. La stessa prima parte di Narrow Way è propedeutica ad Atom, più precisamente alla Colazione di Alan.
Sul disco dal vivo non mi esprimo, credo di averlo ascoltato una sola volta, ma per me le versioni originali erano già dei capolavori.
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Re: David Gilmour: Yes I have ghosts

Messaggio da Hairless Heart » 03/08/2020, 19:03

Lorenzo Mentasti ha scritto:
29/07/2020, 16:31
Vabbè, se è per quello ci sono anche quei critici che hanno convinto orde di ascoltatori che gli unici Pink Floyd autentici sono quelli di Syd Barrett
Magari no, ma direi che non è vero neppure il contrario, come da opinione diffusa.


Lorenzo Mentasti ha scritto:
29/07/2020, 16:31
dopo i primi due album, li considero praticamente solo da "Meddle" a "The wall" inclusi, con l'esclusione di "Obscured by clouds"
:shock: :shock: :shock: E Atom Heart Mother dove lo mettiamo??????
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Re: David Gilmour: Yes I have ghosts

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 03/08/2020, 19:48

Dico la verità, a parte l'omonima suite AHM non mi ha mai convinto....
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Re: David Gilmour: Yes I have ghosts

Messaggio da aorlansky60 » 04/08/2020, 11:33

...per come si è sviluppato ultimamente il thread,
credo si possa aprire un topic dedicato a "Ummagumma" (se non c'è già) [smile]

a proposito: bella la recensione di Humdrum (che magari non condivido appieno, ma che comunque contiene note personali importanti, a supporto della sua predilizione all'opera, che non contesto) [happy]
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Messaggio da Lorenzo Mentasti » 06/08/2020, 12:16

Concordo. Fate vobis?
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Re: Ummagumma

Messaggio da Lamia » 09/08/2020, 8:28

Penso che le critiche a questo disco da parte degli stessi Floyd , avvenute molti anni dopo , un po’ rispecchino lo status borghese di chi è salito su una macchina da soldi inarrestabile ( un esempio : quando manco’ Wright , i Pink Floyd salirono ancora in vetta alle classifiche di tutto il mondo con The Dark Side ).
Perché, invece , non riconoscere in questo disco la libertà espressiva pura , quella che tutti gli artisti bramano , lontana dalle catene dei contratti , del numero di copie da vendere , degli obblighi contrattuali , delle aspettative , dei guadagni e via dicendo ?

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Re: Ummagumma

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 09/08/2020, 11:27

Forse ho espresso male quello che volevo dire:
nel disco in studio, vedo alcuni germogli di quelli che saranno i Pink Floyd che verranno (ad esempio, in "Grantchester meadows"), mentre esperimenti come "Several species etc. etc." non li vedo né particolarmente innovativi (l'idea è ispirata da Zappa e i nastri all'incontrario li aveva già 'inventati' qualcun'altro che qui conosciamo molto bene) ma un tentativo molto personalizzato (E QUESTA E' L'UNICA NOTA DI MERITO CHE MI SENTO DI RICONOSCERGLI) di rispondere al nascente Prog. Ma, per quanto mi riguarda, tolto appunto l'esordio con Syd Barrett e "A saucerful of secrets", gli album che tracciarono la via europea alla psichedelia, la loro vera e autentica dimensione i Pink Floyd la troveranno da "Meddle" in poi (tralasciando, ça va sans dire, gli ultimi due album). Qui e su AHM lì sento ancora un po' poco spontanei, tranne forse qualche brano qua e là ("Grantchester meadows", "If"). E attenzione: non ho detto che la loro dimensione nasce con DSOTM proprio per non confondere quella considero la loro evoluzione con la consacrazione a livello di copie vendute.
Ultima modifica di Lorenzo Mentasti il 09/08/2020, 11:38, modificato 1 volta in totale.
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Re: Ummagumma

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 09/08/2020, 11:29

Lamia ha scritto:
09/08/2020, 8:28
Penso che le critiche a questo disco da parte degli stessi Floyd , avvenute molti anni dopo , un po’ rispecchino lo status borghese di chi è salito su una macchina da soldi inarrestabile ( un esempio : quando manco’ Wright , i Pink Floyd salirono ancora in vetta alle classifiche di tutto il mondo con The Dark Side ).
Perché, invece , non riconoscere in questo disco la libertà espressiva pura , quella che tutti gli artisti bramano , lontana dalle catene dei contratti , del numero di copie da vendere , degli obblighi contrattuali , delle aspettative , dei guadagni e via dicendo ?
Bé, personalmente credo che, come noi abbiamo il diritto di rivalutare questi dischi perché, chi più chi meno, li abbiamo comprati, loro che li hanno partoriti hanno tutto il diritto di criticarli. Poi il discorso dell'imborghesimento post-successo vendite lo si può applicare a chiunque, non solo a loro. Anche perché non mi sembra che dopo l'arrivo del successo planetario abbiano partorito solo schifezze (almeno fino a "The wall" incluso). Sarò di parte (lo sono :D ) ma la vedo così.
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Re: Ummagumma

Messaggio da Lamia » 09/08/2020, 17:22

Sarà’ .. .eppure io questo snobismo non lo comprendo [spock] ( mi riferisco ai compositori, non a noi, che siamo appassionati di musica)

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Re: Ummagumma

Messaggio da Hairless Heart » 09/08/2020, 18:10

Posto che la critica ad Ummagumma veniva da Gilmour, che era l'ultimo arrivato e dunque probabilmente ancora non con un forte potere decisionale (ma è una mia supposizione, che un esperto floydiano potrebbe smentire), questo "snobismo" non è certo solo prerogativa di Dave e dei PF. In questo campo i Genesis non sono secondi a nessuno, si pensi all'ostracismo di Gabriel verso il periodo con la band, o a Collins, o a Banks e il suo "That's All è il mio capolavoro". Lo stesso Lennon ha rinnegato svariati suoi brani, anche se non dischi interi.
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Re: Ummagumma

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 09/08/2020, 18:26

Esatto, questo intendevo dire prima.
Poi più che snobismo, lo chiamerei perfezionismo estremo, malattia infantile di molti geniacci del Rock (Zappa, Hendrix, Lennon etc.).
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Re: Ummagumma

Messaggio da Lamia » 09/08/2020, 19:01

Va be se allarghiamo il discorso allora è chiaro che ci sono infiniti esempi ! Gabriel però ha avuto parole non tenere , diciamo , solo per FGTR, il suo atteggiamento “snob” è più riferito al gruppo , mentre io mi riferisco alla critica fatta alla musica e, precisamente, a questo album . Spesso i compositori non sono contenti , questo è vero !


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Re: Ummagumma

Messaggio da Harlequin » 09/08/2020, 19:09

Lorenzo Mentasti ha scritto:
09/08/2020, 11:27
Forse ho espresso male quello che volevo dire:
nel disco in studio, vedo alcuni germogli di quelli che saranno i Pink Floyd che verranno (ad esempio, in "Grantchester meadows"), mentre esperimenti come "Several species etc. etc." non li vedo né particolarmente innovativi (l'idea è ispirata da Zappa e i nastri all'incontrario li aveva già 'inventati' qualcun'altro che qui conosciamo molto bene) ma un tentativo molto personalizzato (E QUESTA E' L'UNICA NOTA DI MERITO CHE MI SENTO DI RICONOSCERGLI) di rispondere al nascente Prog. Ma, per quanto mi riguarda, tolto appunto l'esordio con Syd Barrett e "A saucerful of secrets", gli album che tracciarono la via europea alla psichedelia, la loro vera e autentica dimensione i Pink Floyd la troveranno da "Meddle" in poi (tralasciando, ça va sans dire, gli ultimi due album). Qui e su AHM lì sento ancora un po' poco spontanei, tranne forse qualche brano qua e là ("Grantchester meadows", "If"). E attenzione: non ho detto che la loro dimensione nasce con DSOTM proprio per non confondere quella considero la loro evoluzione con la consacrazione a livello di copie vendute.
Premesso che a me piacciono anche i dischi da Meddle in poi, penso esattamente il contrario. Meddle è chiaramente il disco dove il gruppo si arrende e cede docilmente ai compromessi musicali. La musica rimane suggestiva, ma manca il rischio, la forza di avventurarsi in mondi sconosciuti e di aprire nuove porte sonore, come Ummagumma aveva lasciato appunto sperare. Promesse secondo me non mantenute. E' chiaro che per Gilmour i Floyd comincino da Meddle, semplicemente perché lui non aveva nessuna velleità sperimentale (come si sente chiaramente nella II facciata di Ummagumma, il suo è il brano più "normale", nonostante echi e riverberi). E' un musicista più semplicemente Rock e si esprime in un lessico Rock. Non a caso aveva dichiarato di sentirsi a disagio nei primi lavori del gruppo. Gli altri son partiti con fortissime ambizioni che col tempo si sono ridimensionate.
E' curioso poi che tu dica che in "Grantchester Meadows", innocua ballata folk simile a quelle di More, colga germogli innovativi e l'altro brano sarebbe un po' una scopiazzatura. Credo invece che cose simili si fossero sentite solo nell'ambito della musica contemporanea (non credo che Waters abbia pensato a Zappa) e nel Rock fossero veramente all'avanguardia. E Mi auguro poi che quando parli dei nastri al contrario non ti riferisca ai Beatles ma appunto agli esperimenti dei laboratori di Colonia o di Parigi dove musicisti come Schaffeur o Stockhausen aprivano vermante nuove prospettive sonore.

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Re: Ummagumma

Messaggio da aorlansky60 » 10/08/2020, 8:33

Lamia ha scritto:
09/08/2020, 8:28
Penso che le critiche a questo disco da parte degli stessi Floyd , avvenute molti anni dopo , un po’ rispecchino lo status borghese di chi è salito su una macchina da soldi inarrestabile ( un esempio : quando manco’ Wright , i Pink Floyd salirono ancora in vetta alle classifiche di tutto il mondo con The Dark Side ).
:shock:

ehhh?... scusa ma: che significa ciò che hai scritto? Deve trattarsi di un refuso, forse intendevi un altro album, non "The Dark Side...etc etc" che vede ancora -per fortuna nostra- Richard Wright saldamente nell'organico della band...
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Re: Ummagumma

Messaggio da aorlansky60 » 10/08/2020, 8:39

"E Mi auguro poi che quando parli dei nastri al contrario non ti riferisca ai Beatles ma appunto agli esperimenti dei laboratori di Colonia o di Parigi dove musicisti come Schaffeur o Stockhausen aprivano veramente nuove prospettive sonore."

...forse Lorenzo intendeva dire "il primo esempio pratico a trovare applicazione su un opera pubblicata ed indirizzata a pubblico pop" (ad opera dei Beatles o per meglio dire del team tecnico della EMI, dato che anche George Martin ne rivendicò la "trovata") riferito ai nastri al contrario e tape loops in genere...

"Meddle è chiaramente il disco dove il gruppo si arrende e cede docilmente ai compromessi musicali. "

opinione, quest'ultima, più che condivisibile; indubbiamente c'è una differenza abissale tra una composizione quale "Sysyphus"(part I, II, III etc) da "Ummagumma" e... "San Tropez"(da Meddle) :roll: quest'ultima leziosissima canzoncina per giovani educande, così tanto rassicurante nella sua progressione di accordi e nella sua melodia, da lasciare basiti e di stucco (per sk...fio) chi li conosceva da opere precedenti... tra questi ovviamente mi ci metto dentro, mai potuto sopportare quella nennia di canzone... :evil:
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