Fare prog senza saperlo.

Sezione dedicata a tutti i gruppi Progressive Rock.

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Watcher
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Fare prog senza saperlo.

Messaggio da Watcher » 09/06/2015, 8:55

Quando ragionavo sui brani da inserire nella mia top5 progressive, mi era venuta la tentazione di includere un pezzo degli Stud, che non è mai stata una band prog, ma per paura di toppare cambiai idea.
Le caratteristiche secondo me ci sono tutte: mini suite; uso di strumenti inusuali nel rock classico (qui violino, vibrafono); cambi di tempo. Non il progressive ortodosso, ma lo stile Canterbury lo sento proprio tutto, con un pizzico di Colosseum q.b.
Gli irlandesi Stud iniziarono come trio (1971): Jim Cregan (voce, chitarra) dagli ex Blossom Toes; Richard McCracken (basso); John Wilson (batteria), questi due ultimi provenienti dai Taste di Rory Gallagher. Si unì poi John Weider (violino) dai Family.
La band ebbe vita breve: scelte di mercato sbagliate, comprese le etichette discografiche, ottenendo comunque un discreto successo in Germania soprattutto, e rilasciando un paio di buoni dischi.
Cosa ne pensate?

Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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Mick Channon
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da Mick Channon » 09/06/2015, 9:37

Per quello che ne capisco io di Prog(poco) questo brano ci rientra in pieno.Comunque bellissimo,non si smette mai di conoscere ed imparare,quanta bella musica c'e` in giro da riscoprire
Tutti sognano di tornare bambini,anche i peggiori fra noi.Forse i peggiori lo sognano più di tutti.

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reallytongues
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da reallytongues » 09/06/2015, 9:39

questi gruppi sono tutti figli di John Mayall della svolta epocale di "Bare Wires" (album sottovalutatissimo, ma secondo me uno dei più importanti degli anni 60 inglesi)
siamo alla destrutturazione del blues che grazie al jazz e alla psichedelia crea nuova musica, più matura e densa di sfumature, anche avanguardistiche
tutto questo lo ha pensato il grande John anche grazie agli esempi dei più grandi americani del giro jazz rock e blues soul (Kooper e Bloomfield)
questa musica è la quintessenza della musica progressive per come un tempo la si intendeva e ricordiamci che spesso oggi si confonde il progressive con il rock sinfonico o romantico

comunque bravissimi
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Lamia
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da Lamia » 09/06/2015, 15:06

Per me si avvicinano piu' al jazz-rock e poco al progressive. Molto ritmo e improvvisazione, cambi di tempo e vocalizzi, non mi catturano molto. Nel Canterbury, cosi come nel prog, invece, pervade piu' poetica e linearita' , cioe' spesso c'e' una melodia che domina , mentre in questo pezzo , appunto come nel jazz, non si ha un certo 'ordine' , per come penso io. Ad ogni modo eccellenti musicisti, questo rimane indiscutibile, ma in quegli anni o eri bravo o eri. . bravo, gli improvvisati dell'ultimo secondo e i mediocri se ne stavano nelle cantine, oggi invece vanno ai talent e vendon pure dischi. . [smile]
Ultima modifica di Lamia il 09/06/2015, 15:10, modificato 1 volta in totale.


roberto63
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da roberto63 » 09/06/2015, 19:43

Non è progressive ortodosso. La componente classica è del tutto assente. Non è neppure jazz-rock. Nessun gruppo o solista rientrante nel genere - neppure quelli inglesi come If, Harold McNair, Henry Lowther ecc... e posso dirlo con una certa cognizione essendo fervido praticante in materia - ha mai aperto con un tema esplicitamente folk che rimanda al retroterra anglo-celtico.
Semmai Colosseum e Family possono costituire influenze di un certo peso.
Sono d'accordo con chi ci vede echi di John Mayall, periodo post Eric Clapton e Peter Green, ormai autonomo dal blues di Chicago, e, aggiungo, di Alexis Korner, quello di Bootleg Him.
Buon gruppo, complessivamente.
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Scardy in Exile
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da Scardy in Exile » 10/06/2015, 0:39

Lo stacco centrale è affine al prog propriamente detto. Per il resto abbiamo una bellissima prima parte, che rimanda alle coeve sperimentazioni etno-folk-avant-jazz ( :mrgreen: ) della Third Ear Band (la band che precorse la world music), contrapposta ad una seconda all'insegna di un blues-rock trasandato. La pecca di questo brano è solo la produzione scadente; le potenzialità ci sono tutte.

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EruditeEyes
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da EruditeEyes » 10/06/2015, 14:10

La Third Ear Band...il gruppo che simise a fare quel tipo di musica perché gli avevano rubato gli strumenti elettrici... un esempio di ...prog casuale [smile]
Bellissimo Alchemy.

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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da Scardy in Exile » 10/06/2015, 20:02

Ma dai? Non lo sapevo :lol:

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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da EruditeEyes » 11/06/2015, 13:42

Secondo,mi sembra, Bertoncelli era andata così...

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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da reallytongues » 11/06/2015, 13:51

molti si diedero al prog perchè era il genere di successo, nel caso della Third Ear Band era invece una questione prettamente tecnica :lol:


secondo me anche alcuni gruppi Kraut Rock e Zappa fecero prog senza aver l'intenzione di rientrare in quel genere
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roberto63
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da roberto63 » 11/06/2015, 14:01

Qualcuno mette Zappa nel jazz progressive ispirato a Don Ellis. Tesi interessante sostenuta dal musicista Carlo Pasceri, autore di e-book musicali e titolare di un eccellente blog.
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da Lamia » 15/06/2015, 16:49

Dobbiamo pero' considerare che il termine "progressive" non esisteva ; fu coniato molti anni dopo dagli addetti ai lavori e giornalisti che vollero dare una precisa 'collocazione' di questa musica. I gruppi e gli artisti non si proponevano come "prog-band", ma semplicemente seguivano un corso che denotava una particolare attenzione alla formazione classica ispirandosi alla musica classica. Dunque oggi possiamo pensare che un artista, tipo Zappa visto che e' stato citato, inserisse anche il prog, ma e' chiaro che uno come lui non pensava a quello, semplicemente componeva, come del resto tutti i grandi del prog, componevano cercando di esser se stessi. Ho letto spesso nelle interviste di quei tempi, che uno dei denominatori comuni era: mai copiare nessuno, cercare il proprio stile per lasciare il proprio di segno, e ci son riusciti alla grande direi. . 8-)

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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da reallytongues » 16/06/2015, 14:06

Pure i Colosseum quando fecero "Valentyne Suite" erano davvero un gruppo progressive, visto l'incredibile gamma sonora e l'aspetto sia jazz che classico, ma credo che la loro idea era quella di fare musica libera e fuori dalle regole rock e pop.
Ecco io il progressive lo adoro quando sento questa creativià che rompe qualsiasi costrizione, forse è il genere che commistiona più stili in assoluto, ma quando iniza a ripetere le stesse "condizioni" lo trovo meno fedele all'idea originaria di progressive.
Effettivamente è per questo che Fripp, sperimentatore spietato soprattutto con se stesso, ha cambiato tantissimi collaboratori ed ha composto album via via sempre più diversi, il prog lui lo aveva nelle vene.
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da Lamia » 16/06/2015, 15:42

Really, se parli a Fripp di progressive si incavola [smile] . Ho letto questa sua frase su Rock Classic in un'intervista di qualche mese fa che diceva cosi: "Se sali sul palco e suoni musica, ok. Ma se suoni progressive , sei finito". Pure nelle interviste del tempo, lui detestava le etichette, diceva che si considerava uno sperimentatore, un ricercatore, un musicista insomma, e basta. Ha cambiato molti collaboratori anche per il caratterino non proprio accomodante. Non e' un artista facile, ma certo senza il suo fiuto non avremmo avuto la musica che abbiamo.

Sul prog concordo con te, infatti penso la ripetitivita' sia stata anche una delle 'cause' della sua scomparsa, cioe' come un serpente che si mangia la coda, il prog ad un certo punto aveva esaurito tutte le sue risorse, e verso la fine degli anni 70 oramai iniziava a perder colpi, diventando un po' una caricatura di se stesso. (Peter lo aveva capito gia' dal 74, per questo la svolta con The Lamb ). [happy]


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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da roberto63 » 17/06/2015, 17:29

Attenzione su Zappa. Perché nel jazz è esistita una corrente denominata progressive jazz che è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale ed è legata ad una stagione determinata nella quale si formarono grandi complessi orchestrali (big band) con direttori, compositori e arrangiatori prevalentemente bianchi che suonavano una musica contaminata da stilemi classici europei e americani con molte dissonanze evidentissime nell'uso dei fiati specie gli ottoni e notevole complessità ritmico-armonica.
Qualcuno nel genere vi include anche Dave Brubeck, seppure la sua produzione fu frequentemente per piccolo complesso.
Posto il contributo di Pasceri dal suo blog:

http://www.carlopasceri.it/blog/stan-ke ... zz-perduto

Secondo lui, Zappa ha attinto a piene mani da questi tre grandi musicisti jazz.
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da reallytongues » 17/06/2015, 19:53

interessante Rob, non sapevo di questa corrente!
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da Scardy in Exile » 18/06/2015, 14:59

Un plauso a Roberto per avermi fatto scoprire questa corrente jazz di cui ignoravo completamente l'esistenza. Ieri ho ascoltato alcuni pezzi di quei 3 artisti e l'impressione è stata positiva. Kenton mi sembra quello più vicino alla classica del 900, con quelle dinamiche così stravaganti (espressioniste, mi verrebbe da dire), mentre Russell era forse quello che più puntava sull'ampliamento degli orizzonti armonici e strutturali rimanendo in un ambito più o meno jazz ed Ellis quello più dedito ad esotismi, orientalismi e tribalismi assortiti. Approfondirò la questione. :)


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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da roberto63 » 18/06/2015, 17:56

@scardy

Grazie! :D

Ho del materiale sia di Kenton che di Ellis. Peraltro Ellis è stato un maestro dell'uso dei tempi dispari oltre che dei quarti di tono.

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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da Scardy in Exile » 19/06/2015, 20:32

Pezzo stupendo...


elio77
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Re: Fare prog senza saperlo.

Messaggio da elio77 » 21/06/2015, 9:37

L influenza delle sonorità jungle di Ellington è palese,il risultato però per le mie orecchie è un po ostico,dovrò farne ulteriori ascolti

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