Lo strumento che più individua il progressive

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Hairless Heart
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da Hairless Heart » 14/10/2013, 17:55

Pur concordando con te nel preferire Collins (Apocalypse e Cinema Show bastano e avanzano), non sminuirei oltremodo Bill Brufolo, per vari motivi:
-Era l'idolo dello stesso Collins;
-Quando si è trattato di cercare un sostituto dietro al drum-kit, chi hanno chiamato? Poi l'esperienza non è stata così soddisfacente, per svariati motivi;
-Oltre che con Yes (e più di recente con AWBH) e Genesis, ha militato anche nei Crimson. E non si entra lì se non si è tra i grandissimissimi.
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theNemesis
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da theNemesis » 14/10/2013, 18:11

Hairless Heart ha scritto:-Oltre che con Yes (e più di recente con AWBH) e Genesis, ha militato anche nei Crimson. E non si entra lì se non si è tra i grandissimissimi.
Se non errro anche nei Crimson il ruolo della batteria è un po' meno importante che nei Genesis... ovvio che i grandissimi KC non prendessero in casa un Nick Mason qualsiasi :mrgreen: , ma anche al loro musica era meno basata sulla batteria...
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 14/10/2013, 18:28

Basta ascoltare brani anche molto belli (Turn of the century, Sweet dreams, Starship Trooper solo per citarni alcuni) dove spesso la complessità del costrutto è "mortificata" dalla basicità della batteria.
Se inverti l'ordine dei fattori hai proprio il motivo per cui Bruford lasciò gli Yes: la complessità del corstrutto mortificava l'estro della batteria. E se si sentiva limitato negli Yes figuriamoci a fare il secondo batterista nei Genesis, che poi - diciamolo - nemmeno apprezzava tantissimo.
Brufford ha un approccio decisamente free (jazz) che si apprezza meglio nei King Crimson, nei primi da solista e negli Earthworks, dove veramente aveva carta bianca.
Per esempio, theNemesis ascoltati la sua performance in "Starless" da Red e poi mi dici se non è un esempio di inventiva e fantasia.



p.s.
non per fare il precisino ma in "Turn of the century" c'era Alan White alla batteria-
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da theNemesis » 14/10/2013, 19:31

2Old2Rock2Young2Die ha scritto:
Brufford ha un approccio decisamente free (jazz) che si apprezza meglio nei King Crimson, nei primi da solista e negli Earthworks, dove veramente aveva carta bianca.
......
p.s.
non per fare il precisino ma in "Turn of the century" c'era Alan White alla batteria-
Infatti, Bruford era molto più jazzy, e aveva una fantasia di tipo improvvisativo che poco si adattava a un gruppo come i Genesis dove si scrivevano anche le parti di triangolo... [smile] ma dove occorreva "fantasia" di scrittura.

Turn of the century vede (sigh...) Alan White alla batteria, ma era solo per fare un esempio di complessità strutturale della musica degli Yes.
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Il mago di Floz
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da Il mago di Floz » 18/12/2014, 14:09

Rivango questa interessante discussione sullo strumento simbolo del progresso. Personalmente, riflettendoci ora, mi accorgo che tale ruolo, pur nello strapotere delle tastiere e nel fiorire di strumentazione inusuale per il rock - il flauto dei Jethro Tull e il violino degli High tide per citare due degli esempi più famosi -, forse appartiene ad uno strumento vecchio come la musica moderna, che c'è sempre stato ma mai come ora ha chiarito il suo ruolo fondamentale. Potrebbe benissimo essere la batteria, per la quale vale lo stesso discorso; ma mi riferisco al basso.
Fateci caso: c'è chi rinuncia alla chitarra, chi alle tastiere, a volte alla batteria; ma praticamente nessuno - dalle bande di ottoni ai quartetti d'archi - rinuncia al basso. Non il power trio, non la formazione a là ELP, a maggior ragione non i gruppi più numerosi. Mettendo subito in chiaro che non so suonare e dal punto di vista tecnico e di teoria musicale ho un'infarinatura di massima e nulla più, trovo sia in questo periodo che il basso sia diventato uno strumento nuovo, armonico oltreché ritmico (sì, sto pensando al grandissimo Chris Squire). Beninteso, grandi bassi se ne sono sentiti prima, se ne sentiranno anche dopo; ma a me colpisce la differenza tra l'uso del basso nel progressive e quello, per esempio, nel grunge (genere che, per inciso, conosco minimamente): da qualche parte ho letto - credo sia abbastanza vero - che il basso faceva quello che faceva la chitarra.
Certo non è sempre vero: due delle maggiori formazioni dell'epoca d'oro del progressive non avevano un bassista fisso. Nei Genesis, spesso e volentieri il buon Rutherford imbracciava la dodici corde; ma raramente non compensava col basso a pedale (e, in fin dei conti, è proprio il basso a pedali uno dei marchi di fabbrica dei Genesis). Nei Van Der Graaf generator il ruolo del basso se lo smazzava Hugh Banton. Segno tuttavia un basso, in qualche modo, deve pur esserci (anche in una musica tanto cupa e tenebrosa quanto la loro).

Quanto alla "diatriba" tra Collins e Bruford, in una band vorrei il primo. Bruford lo trovo un batterista eccellente, soprattutto con gli Yes (dove però forse trovo più adatta l'irruenza di Alan White - penso per esempio a The gates of delirum, che per me è il loro massimo capolavoro). Forse anche più di alla strepitosa Close to the edge, dove di fatto assistiamo a cinque linee solistiche; ecco, forse la differenza è tutta qui: Phil Collins è il batterista dei Genesis, Bill Bruford è un grande batterista.
Ultima modifica di Il mago di Floz il 18/12/2014, 15:26, modificato 2 volte in totale.
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da reallytongues » 18/12/2014, 15:14

interessate la tua disamina
effettivamente il ruolo del basso mai come con il progressive è cambiato eseguendo, come dici tu, vere e proprie linee solistiche e melodiche
certo è che nel frattempo anche nella fusion il basso ha preso un ruolo maggiore che in passato
comunque si tratta di due generi, prog e jazzrock, abbastanza simili per impostazione tecnica e per complessità armonica
certo è che molti bassisti di fusion, funk rock e prog hanno influenzato molta della musica anni 80 e 90
Squire degli Yes e John Wetton in ambito più rock e Bootsy Collins dei Funkadelic (prog funk) secondo me sono i tre maggiori bassisti, quelli che più hanno influenzato il rock più obliquo degli 80-90 senza tirar fuori Pastorius che è assodato come un genio assoluto.
Uno tra i più dimenticati ma più grandi è Colin Hodgkinson dei Backdoor (ed ex Alexis Korner), il primo album dei Backdoor di metà settanta basso-sax e batteria è un'autentica bomba per un bassista (come me).
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da Lamia » 18/12/2014, 15:45

Le tastiere in primis , specialmente il mellotron , pure per me. Poi certo il flauto e le chitarre a seguire .

Aggiungo anche la voce: i cantanti prog dovevano avere delle qualita' superiori ad un normale cantante a mio avviso, perche' la difficolta' delle suite in cui c'e' un continuo salire e scendere di scale, ritmi, movimenti, pathos , accelerazioni , rallentamenti etc. . (penso per es, per non citare i soliti nomi, ai Gentle Giant, chi sarebbe oggi in grado di cantare i loro pezzi?) , quindi non solo voce ma anche personalita', tanto che il segno lasciato da questi fantastici cantanti rimarra' indelebile per sempre. [suddito]

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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da aorlansky60 » 01/02/2019, 14:49

Risposta facile, logica e perfino scontata :

LE TASTIERE, in una qualsiasi delle loro molteplici varianti (ma soprattutto Hammond e Mellotron seguiti dal MOOG prima ancora di citare il Grand Piano).

Il Rock'n'roll è nato negli anni 50 come espressione di strumentazione base drums - bass - guitar in cui quest'ultima era ed è la prima donna assoluta; in quel tipo di ROCK la "electric guitar" è la regina incontrastata ed indiscussa.

CREAM e JIMI HENDRIX EXPERIENCE prima di ogni altro storicamente standardizzarono lo stato dell'Arte di tale concetto, grazie a primi attori assoluti quali HENDRIX e CLAPTON (ovviamente gli altri non erano da meno se penso a BRUCE e BAKER, e anche Redding e Mitchell non scherzavano affatto);

poi arrivano bands che non si accontentano e sfoggiano ben DUE LEAD GUITARS al loro interno (ALLMAN BROS BAND e WISHBONE ASH e per chi conosce queste due bands, sa bene quale tipo di Rock facessero - NON CERTO PROG, seppure gli ALLMAN BROS disponessero anche di un tastierista).

I primi che hanno sentito il bisogno di distogliersi da questa matrice, cercando un evoluzione differente ed ulteriore sono storicamente, dal 1967

MOODY BLUES (con Mike Pinder che per primo in assoluto inizia ad utilizzare assiduamente il MELLOTRON, uno strumento destinato ad avere un ruolo ed un peso determinanti in successive prog band dal 1969 in avanti),

NICE (una formazione in cui il primo attore non ha nemmeno bisogno di essere ricordato, almeno qui, basta solo dire che era un tastierista davvero niente male... non offenderti KEITH se riesci a sentirmi...)

PROCOL HARUM (che avevano non uno ma DUE TASTIERISTI, grand piano ed organo, una band chiaramente "Keyboards oriented" per volere dei suoi principali protagonisti; il talentuoso ROBIN TROWER, primo chitarrista della band, ad un certo punto della storia capirà che non avrà mai lo spazio che voleva e deciderà di abbandonare il gruppo).


Dalla scia scavata da questi tre, nel 1969 quando parte in modo imperiosa l'ondata PROG dall'Inghilterra (anche come risposta all'allora di moda "west coast sound" di stampo Californiano e al Rock di stile "Yankee" in genere) per opera di KING CRIMSON in primis, e a seguire YES, ELP, GENESIS, GENTLE GIANT, VDGG, è facile rendersi conto dell'importanza e del ruolo che giocano LE TASTIERE in ognuna di queste formazioni.

Non riesco ad immaginare nulla di meglio dell'ARP PRO SOLOIST messo nelle mani di uno che sapeva davvero cosa farne (ANTHONY BANKS ndr) per riuscire ad esprimere il PROG al suo meglio.

Oppure del Sintetizzatore MOOG nelle mani uniche e sapienti di KEITH EMERSON. O in quelle di Rick WAKEMAN (nel suo "The six wifes of Henry VIII" suona ogni tipo di tastiera, in maniera eccellente, conferendo a chi ascolta un idea di PROG pienamente riuscita; sentire per questo, naturalmente, i dischi degli YES di cui ha fatto parte).

I Jethro Tull sono la band che forse più e meglio di ogni altra riesce a spiegare l'importanza delle TASTIERE nella metamorfosi che hanno incontrato : è una band che esordisce nel 1968 con un album (THIS WAS) palesemente RockBlues in cui il ruolo della chitarra è centrale e predominante (al momento il flauto di Jan Anderson pur suonato divinamente non riesce certo ad oscurare il ruolo di Mick Abrahams in quell'album); nel frattempo le "due prime donne" litigano (a causa dell'indirizzo musicale da dare alla band) ed il chitarrista decide di abbandonare per seguire altre vie; rimane JAN ANDERSON che con gli altri riesce a creare un titolo superbo (STAND UP) che ancora trasuda di rock blues con accenni folk blues. Dal successivo BENEFIT accade qualcosa di molto importante per gli sviluppi futuri della band : ANDERSON decide di estendere la band ad un TASTIERISTA FISSO (John EVAN) e ascoltando attentamente quest'album è facile rendersi conto della differenza di sound rispetto al prececente; di fatto, gli albums successivi AQUALUNG e THICK AS A BRICK (che sfido chiunque a definire NON PROG, anche Cesare RIZZI che ha una nota contesa su questo dilemma riguardante i JETHRO TULLS) sono figli di BENEFIT.

Per cui, personalmente non ho alcun dubbio : Le TASTIERE sono lo strumento che -assai più della chitarra- riesce a simboleggiare al meglio il PROGRESSIVE Rock.
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da aorlansky60 » 01/02/2019, 15:04

Hairless Heart ha scritto:
14/10/2013, 17:55
non sminuirei oltremodo Bill Brufolo, per vari motivi:

-Oltre che con Yes (e più di recente con AWBH) e Genesis, ha militato anche nei Crimson. E non si entra lì se non si è tra i grandissimissimi.
In realtà BILL BRUFORD è uno dei battesisti più ecclettici mai apparsi sulla scena, oltre che dotato di tecnica altissima.

Il suo tocco si riconosce immediatamente (molto spesso ascolto uno dei miei dischi prog preferito, FISH OUT WATER di Chris SQUIRE, che per l'occasione non ha potuto fare a meno di chiamare il collega BILL; ebbene ci sono dei punti in cui quest'ultimo entra con una tale PRECISIONE e un fraseggio così tipico che non puoi fare a meno di dirti : Oh YES! THIS IS BRUFORD!).

Ma oltre ad essere preciso era ed è MOLTO VARIEGATO con una decisa propensione ad esplorare fino all'improvvisazione (il che spiega del perchè col tempo la sua carriera è migrata alla FUSION); questo è il motivo principale per cui decise di lasciare gli YES (nei quali ANDERSON e SQUIRE gli chiedevano una performance come un metronomo, senza mai uscire dagli schemi, specie dal vivo; incontrerà gli stessi problemi nei GENESIS, quando T.BANKS non vedeva di buon occhio questa sua propensione e gli chiedeva di eseguire con la massima precisione le partiture base) per approdare a KING CRIMSON, nei quali Bob FRIPP gli lasciò piena operatività ed immaginazione.
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da aorlansky60 » 01/02/2019, 15:17

theNemesis ha scritto:
24/09/2013, 23:56

Solo una considerazione sugli Yes: ottimi, grandi brani, ma hanno sempre avuto batteristi mediocri (anche Alan White lo è). Forse perché i loro brani davano più importanza ad altri strumenti... Bruford non vale neanche la metà di Phil...
affermazione "pesante" eh... ovviamente non concordo [smile] non solo su Bill Bruford ma anche su Alan White.
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da Hairless Heart » 01/02/2019, 17:19

aorlansky60 ha scritto:
01/02/2019, 14:49
AQUALUNG e THICK AS A BRICK (che sfido chiunque a definire NON PROG)
Raccolgo la sfida [smile] : per me Aqualung non è prog (e, particolare forse non secondario, neppure per Ian Anderson lo è).
Ho più volte fatto il paragone tra Aqualung (canzone) e Stairway to heaven, con l'alternarsi tra sezioni acustiche e sezioni rock (tanto da lanciare una "sfida" apposita); e nessuno si sogna di definire i Led Zeppelin come "prog". Certo, per Aqualung (album) si può parlare di venature classiche (l'intro di Locomotive Breath), venature di vario tipo financo venature prog, ma ritengo non sia sufficiente a definire l'album come prog -tout court-: siamo sempre in ambito folk-rock. E tra l'altro è eccessivo perfino definirlo concept-album, Anderson stesso ha sempre parlato di canzoni che trattano più o meno lo stesso tema, più che di concept unitario.
Diverso, naturalmente, è il discorso Thick as a brick: le caratteristiche del progressive ci sono in abbondanza (lunga suite in due parti, predominanza delle tastiere, temi ricorrenti e quant'altro); ma anche qui Anderson ha parlato più volte di "parodia" del prog, in risposta anche sarcastica alle definizioni riservate dalla critica al disco precedente: spesso, presentando l'esibizione nei concerti di un estratto dell'album, ne parla appunto con molta ironia.
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da theNemesis » 02/02/2019, 19:23

aorlansky60 ha scritto:
01/02/2019, 15:17
theNemesis ha scritto:
24/09/2013, 23:56

Solo una considerazione sugli Yes: ottimi, grandi brani, ma hanno sempre avuto batteristi mediocri (anche Alan White lo è). Forse perché i loro brani davano più importanza ad altri strumenti... Bruford non vale neanche la metà di Phil...
affermazione "pesante" eh... ovviamente non concordo [smile] non solo su Bill Bruford ma anche su Alan White.
Bruford: ottima tecnica e grande capacità di improvvisazione = non fa per il prog in generale e soprattutto per gruppi come Genesis e Yes dove tutto è scritto.
White: ho un live degli Yes (DVD) e devo essere sincero: non è proprio un gran batterista, nè come tecnica nè come fantasia e musicalità.
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da aorlansky60 » 04/02/2019, 8:03

@ theNemesis
"Bruford: ottima tecnica e grande capacità di improvvisazione = non fa per il prog in generale e soprattutto per gruppi come Genesis e Yes dove tutto è scritto."

così va meglio [per me] come affermazione; le mie perplessità vertevano sulla precedente
"Yes: ottimi, grandi brani, ma hanno sempre avuto batteristi mediocri"

la quale è assai più discutibile; Bill BRUFORD può piacere o meno come drummer e su questo non ho nulla da obiettare, ma le sue capacità tecniche sono fuori discussione e tali da non poter essere etichettato come "batterista mediocre".

Personalmente non concordo nemmeno sul fatto che BRUFORD non fosse adatto per il prog, ma rimane un mio punto di vista. In realtà uno come lui che ha saputo destreggiarsi alla grande anche nella fusion (*) (dagli anni 80 la sua carriera ha virato in quella direzione) ha dimostrato di essere uno in grado di riuscire a fare, e BENE, praticamente tutto, dal JAZZ al pop 4/4ti passando per altri generi, prog compreso. [happy]

(*) posseggo, tra gli altri, i due album fatti insieme a TONY LEVIN (quando formarono la band "Bruford Levin Upper Extremities" negli anni 90, una band jazz-fusion oriented) eh beh, ascoltandoli si può dire tutto, meno che Bruford sia "un batterista mediocre"; posseggo altri titoli fusion degli anni 80 - che quasi nessuno conoscerà, scommetto - del chitarrista giapponese KAZUMI WATANABE "The Spice of Life" e "The Spice of Life Too" nei quali Bruford eccelle. Sentire anche gli album fatti con gli UK a fine anni 70. Naturalmente conosco bene da un sacco di tempo due titoli PROG a me molto cari, " The Six Wives of Henry VIII" e "Phish out of water" (rispettivamente di Rick Wakeman e Chris SQUIRE) e anche lì Bruford fornisce ottima prova di se, per quanto mi riguarda.
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da aorlansky60 » 04/02/2019, 9:11

@ Hairless

OK,

sfida da Te condotta piuttosto bene [smile] per i concetti che esprimi; direi che posso essere d'accordo su AQUALUNG "non prog" e darti ragione(con riserva), ma THICK AS A BRICK con quel trionfo di tastiere (dosate BENE e A PROFUSIONE) e per le armonie con le quali si sviluppano i temi delle due suites, non possa non essere etichettato PROG anche con buona pace di Jan ANDERSON. [smile] Direi che possiamo finire con un "pari"... :)
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da Hairless Heart » 04/02/2019, 17:38

Certo, anche per me TAAB è prog. ;)
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da theNemesis » 04/02/2019, 17:58

aorlansky60 ha scritto:
04/02/2019, 8:03
@ theNemesis
"Bruford: ottima tecnica e grande capacità di improvvisazione = non fa per il prog in generale e soprattutto per gruppi come Genesis e Yes dove tutto è scritto."

così va meglio [per me] come affermazione; le mie perplessità vertevano sulla precedente
"Yes: ottimi, grandi brani, ma hanno sempre avuto batteristi mediocri"

la quale è assai più discutibile; Bill BRUFORD può piacere o meno come drummer e su questo non ho nulla da obiettare, ma le sue capacità tecniche sono fuori discussione e tali da non poter essere etichettato come "batterista mediocre".

Personalmente non concordo nemmeno sul fatto che BRUFORD non fosse adatto per il prog, ma rimane un mio punto di vista. In realtà uno come lui che ha saputo destreggiarsi alla grande anche nella fusion (*) (dagli anni 80 la sua carriera ha virato in quella direzione) ha dimostrato di essere uno in grado di riuscire a fare, e BENE, praticamente tutto, dal JAZZ al pop 4/4ti passando per altri generi, prog compreso. [happy]

(*) posseggo, tra gli altri, i due album fatti insieme a TONY LEVIN (quando formarono la band "Bruford Levin Upper Extremities" negli anni 90, una band jazz-fusion oriented) eh beh, ascoltandoli si può dire tutto, meno che Bruford sia "un batterista mediocre"; posseggo altri titoli fusion degli anni 80 - che quasi nessuno conoscerà, scommetto - del chitarrista giapponese KAZUMI WATANABE "The Spice of Life" e "The Spice of Life Too" nei quali Bruford eccelle. Sentire anche gli album fatti con gli UK a fine anni 70. Naturalmente conosco bene da un sacco di tempo due titoli PROG a me molto cari, " The Six Wives of Henry VIII" e "Phish out of water" (rispettivamente di Rick Wakeman e Chris SQUIRE) e anche lì Bruford fornisce ottima prova di se, per quanto mi riguarda.
Sono d'accordo sulle capacità tecniche di Bruford, anche se tu mi citi suoi interventi importanti soprattutto in gruppi jazz/fusion e in contesti prog come quelli di Wakeman e Squire direi piuttosto lontani dal concetto di musica scritta. Ovunque possa esprimere la propria fantasia in modo improvvisato, Bruford eccelle. In situazioni dove, invece, deve seguire una partitura, cade. Dal mio punto di vista questo indica una predisposizione al suonare "a orecchio" e molto meno "a spartito". Non lo rende sicuramente un cattivo batterista, ma, per mio conto (ed è un discorso che farei per qualsiasi strumentista) non può essere considerato alla stessa stregua di coloro che uniscono capacità di lettura a fantasia, musicalità e genialità, come (ad esempio) Phil Collins, Stewart Copeland etc... (Collins poi ha militato per parecchio nei Brand X dove sfogava la sua capacità improvvisativa fuori dagli schemi dei Genesis).
Per parlare di chitarre, è la stessa differenza che vedo tra Al Di Meola e Steve Hackett. Il primo è un "mostro" dell'improvvisazione, bravissimo e con una tecnica spaziale, il secondo è meno bravo tecnicamente ed è molto più legato allo spartito, ma quando suona ci mette dentro una tale sensibilità, musicalità e genialità che me lo fa preferire mille volte.

Riguardo poi la mia affermazione sul fatto che gli Yes abbiano sempre avuto batteristi mediocri, se escludiamo Bruford (sul quale però ho espresso spero chiaramente le mie perplessità), l'altro batterista è stato solo Alan White, tutt'ora in formazione. Bruford ha militato negli Yes dal 1968 alla fine del 1972, poi è subentrato stabilmente White che segue molto bene le partiture, ma non ci mette nulla di suo, non ha una grande fantasia e musicalità. Per questo lo ritengo decisamente inferiore a tanti altri batteristi prog.
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da aorlansky60 » 05/02/2019, 8:48

@ TheNemesis
"Sono d'accordo sulle capacità tecniche di Bruford, anche se tu mi citi suoi interventi importanti soprattutto in gruppi jazz/fusion e in contesti prog come quelli di Wakeman e Squire direi piuttosto lontani dal concetto di musica scritta"

Beh [smile] pensavo fosse assolutamente superfluo citare i titoli degli YES quando Bruford ne faceva parte, quei titoli parlano da soli sulle [indiscutibili] capacità tecniche di BRUFORD ( e non solo, insieme a SQUIRE costituiva una macchina ritmica assolutamente straordinaria); peraltro non riesco a seguirti nemmeno sul concetto di "musica scritta" a cui non apparterrebbero i due titoli solisti di Wakeman e Squire (?); quelle non furono sessions tipicamente improvvisate come accadde per molti titoli jazz contemporanei, ma brani composti e successivamente provati e riprovati prima della registrazione su master; quello che appare evidente è che non digerisci per nulla Bill Bruford come batterista, e ci può stare, però vedo che ti piace assai Phil Collins (come a me del resto, ti dirò che proprio questi due io considero come massimi esponenti per quanto riguarda il drumming in contesto Progressive), ricordo anche che avevi un impressione piuttosto tiepida di un certo John Bonham -da altro thread- non certo "l'ultimo arrivato" in campo rock (bisogna ammettere che "qualcosa" ha pur fatto, nella sua carriera con i Led Zeppelin...),

allora a questo punto sarei davvero curioso di vedere da te stilata la lista di drummers che ritieni migliori dal tuo punto di vista [smile] [happy]
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Re: Lo strumento che più individua il progressive

Messaggio da aorlansky60 » 05/02/2019, 9:38

@ TheNemesis

mi stà accadendo una cosa strana, in merito alla domanda che ti ho appena fatto,

mi è venuto in mente che probabilmente avete già fatto un sondaggio sui batteristi, per cui stò sondando la sezione Progressive, [smile] ma facendolo accade che incontro argomenti e bands a me molto care e non posso fare a meno di entrare e scrivervi qualcosa, [smile] visto che non lo avevo ancora fatto, e così nel frattempo la mia ricerca di quel thread sui drummer langue... :lol:
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