Led Zeppelin: LED ZEPPELIN II

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mimmo il meccanico
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Led Zeppelin: LED ZEPPELIN II

Messaggio da mimmo il meccanico » 28/03/2012, 15:48

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Pubblicato nell’ottobre 1969 il cosiddetto “Bombardiere Marrone” è il secondo monolite della saga zeppeliana. Con Led Zeppelin II quei quattro ragazzotti inglesi dimostrarono al mondo intero che stavano facendo sul serio, e la conferma arrivò quando l’album in questione scalzò Abbey Road dei Beatles dalla vetta delle classifiche. Il disco si ricollega al precedente per l’evidente matrice blues, ma i toni risultano essere ancora più heavy ed esasperati, tanto da poter dire che questo disco segna l’inizio ufficiale dell’hard rock. Certo il genere non fu inventato di sana pianta dai Led Zeppelin, già altri prima ne avevano gettato le basi, Yardbirds e Who con i primi esempi di distorsioni e feedback, poi Cream, Hendrix, Steppenwolf, Blue Cheer, Iron Butterfly rincararono la dose. Ma agli Zeppelin va il merito di aver sistemato le cose, di aver cucito insieme tutti quei pezzi sparsi qua e la, di aver scritto un codice decifrabile, e quindi creato un canone di riferimento per tutti i gruppi hard che verranno dopo. Sia Black Sabbath che Deep Purple ammetteranno infatti di essere stati molto influenzati dai primi due album dei Led Zeppelin. Insomma con questo disco l’hard blues sessantiano oltrepassa il confine verso l’hard rock dei settanta.
L’album fu registrato nelle pause fra un concerto e l’altro, spettacoli dal vivo eccezionali che contribuirono non poco a creare un vero e proprio culto per la band con schiere di nuovi adepti che si aggiungevano di città in città.
L’apertura è affidata a quello che diventerà uno dei megaclassici del rock tutto: “Whole Lotta Love”, un vero e proprio archetipo del genere hard, a partire da uno dei riff più epidermici di sempre. Il brano si rifà a “You Need Love” di Willie Dixon, e il cantato di Plant prende molto dalla versione degli Small Faces “You Need Loving”, si tratta insomma di uno dei tanti casi di plagio che hanno visto per protagonisti i Led Zeppelin – nello stesso album altri due esempi celebri sono “Bring It On Home” basata sull’omonimo brano di Sonny Boy Williamson e “The Lemon Song” che si rifà a Killing Floor di Howlin’ Wolf. Ma bisogna ammettere che le versioni zeppeliane erano quasi sempre molto diverse dagli originali e spesso una se non due spanne sopra. Whole Lotta Love ne è un classico esempio, sebbene il testo sia in larga parte un “furto”, il riff è 100% made in Page, così come l’intermezzo ossessivo psichedelico carico di tensione che poi esplode in uno degli assoli più liberatori che abbia mai sentito. C’è poco da fare, plagi o non plagi, quei quattro ragazzi sapevano far musica, erano maestri nel creare momenti di vuoto nei quali potevi sentire la tensione salire a livelli palpabili, per poi sfociare i deflagrazioni scioccanti.
Altro grande riff quello di “Heartbreaker”, anche questo pezzo è un vero e proprio manifesto del genere hard che raggiunge l’apice nel celebre assolo di chitarra senza accompagnamento; per quasi un minuto c’è solo la Les Paul di Jimmy Page, col suo fraseggio istintivo, apparentemente confuso, ma graffiante e carico di feeling blues.
Riff, riff e ancora riff, allora è sicuramente da gustarsi anche quello del divertente rock’n’roll “Living Loving Maid”.
Ma Led Zeppelin 2 è anche l’album di “Moby Dick”, il leggendario assolo di batteria di Bonzo Bonham, un numero che dal vivo spesso e volentieri arrivava a venti minuti di durata. Qui nella sua versione standard, già comunque più che sufficiente per apprezzare lo stile di quello che per me è stato il più grande batterista rock. Anche in questo caso sospetto plagio per il riff d’apertura: “Watch Your Step” di Bobby Parker.
La celebre rivista Rolling Stone liquidò all’epoca il disco come “una monotona e pesante canzone lunga due facciate di lp”. In realtà fin dagli inizi quelli di Rolling Stone ebbero un atteggiamento dichiaratamente ostile nei confronti dei led zeppelin, la verità è che ne avevano paura, in quegli anni molti avevano paura del dirigibile, una band giovane che non poggiava il suo successo sulla programmazione radiofonica dei singoli, che rilasciava pochissime interviste, ma che nonostante ciò guadagnava consensi di giorno in giorno. Anni dopo quelli di rolling stone tornarono sui loro passi e si videro costretti ad ammettere i loro errori. Il disco infatti è si pieno di riff e detonazioni, ma ci sono anche passaggi melodici di rara bellezza e composizioni raffinate di qualità indubbia. Tra questi vi è la stupenda ballata folk oriented “Thank You”, uno dei loro capolavori a mio avviso, con un magistrale John Paul Jones all’organo, un brano non di certo alla portata di altri gruppi hard che dimostra come i Led Zeppelin non fossero solo riff, assoli, plagi e urla, ma che sapevano anche scrivere grandi canzoni.
Altro esempio di classe cristallina è l’elettro-acustica “Ramble On” caratterizzata dalla contrapposizione fra strofa leggera e melodica seguita da un tema più deciso e graffiante; ottimo il giro di basso. Sulla stessa falsariga anche “What is and What Shoul Never Be”, eclettica ed elegante, con Robert Plant in grande spolvero, a suo agio sia su toni più pacati che su quelli più rabbiosi.
In definitiva uno dei grandi classici del Rock, indubbiamente una Pietra Miliare.

Thank You
http://www.youtube.com/watch?v=tfUSZVIWhxA

Ramble On
http://www.youtube.com/watch?v=DW5ZLyY9w0Y

Heartbreaker
http://www.youtube.com/watch?v=BwZ4Px57cWA

Album intero
http://www.youtube.com/watch?v=kCwCp5DRr8Y
Ultima modifica di mimmo il meccanico il 28/03/2012, 19:39, modificato 1 volta in totale.
ok e adesso?

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reallytongues
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Re: Led Zeppelin: LED ZEPPELIN II

Messaggio da reallytongues » 28/03/2012, 18:47

Per me è il disco più commerciale della band, ma con ciò non voglio dire che non sia un capolavoro.
La qualità dei dischi degli Zep va in scala decrescente dal primo fino all'ultimo, ma il 2 ha una produzione del suono così eccelsa e brani killer da avvicinarsi in bellezza al monolitico esordio.
In qualche modo è forse l'ultimo disco rock'n'roll della band che con il successivo inizierà a prendersi troppo sul serio.
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Re: Led Zeppelin: LED ZEPPELIN II

Messaggio da Watcher » 28/03/2012, 21:07

Personalmente ritengo Led Zeppelin I superiore al successivo, o almeno mi piace di più. Led Zeppelin II è più accattivante, senz'altro più commerciale come dice Reallytongues. D'altronde per avere il successo meritato non potevano continuare con dischi dall'impronta blues, un po' come i Jethro Tull.
Se in Led Zeppelin II ci fosse stata Babe I'm Gonna Leave You forse cambierei opinione. [smile]
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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Harold Barrel
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Re: Led Zeppelin: LED ZEPPELIN II

Messaggio da Harold Barrel » 30/03/2012, 19:01

Uno dei dischi più belli di sempre, secondo me, e faccio i miei complimenti a mimmo per la recensione [bye]
Watcher ha scritto:Personalmente ritengo Led Zeppelin I superiore al successivo
Non sono d'accordo. A mio parere Led Zeppelin I è un po' acerbo, forse troppo legato, come sound, agli anni '60.
reallytongues ha scritto:Per me è il disco più commerciale della band, ma con ciò non voglio dire che non sia un capolavoro.
Non so se sia il disco che ha venduto di più (è questo ciò che intendi con "commerciale"), dato che specialmente negli ultimi anni i Led divennero abbastanza commerciali - nel vero senso del termine.

Ritengo comunque Heartbreaker e Living-Loving una delle migliori accoppiate di tutto il Rock.
« La vita è la palingenetica obliterazione dell’io trascendentale che s’infutura nell’archetipo prototipo dell’autocoscienza cosmica. »

Ettore Petrolini

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Progknight94
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Re: Led Zeppelin: LED ZEPPELIN II

Messaggio da Progknight94 » 01/04/2012, 9:57

[nc]

Splendido, per me I II e IV in parte bellissimi [approve]

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