Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

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aorlansky60
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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da aorlansky60 » 08/03/2019, 8:23

Molto bella ed interessante la raccolta delle molte testimonianze di persone comuni, che quel 30 GEN 1969 ad ora di pranzo si ritrovavano dalle parti del west-end presso Saville Row-(per i più svariati motivi, il più comico dei quali quel ragazzo che aveva marinato la scuola quel giorno [smile] e nel notiziario Tv della sera aveva il terrore di essere stato inquadrato dalle telecamere :lol: della BBC accorse anch'esse a Savile Row per la straordinarietà dell'evento)- di certo tutta questa gente CHE C'ERA non ha più dimenticato "quel" giorno e quell'ora, specie quelli che riuscirono ad arrivare ai tetti dei palazzi dove si trovavano, potendo quasi "toccare" con mano i BEATLES mentre si stavano esibendo...

l'intuizione di George Harrison di chiamare un ospite esterno ed invitarlo alle sessions si rivelò vincente, servì a rendere l'atmosfera assai migliore rispetto a quella insopportabile degli inizi a Twickenham, tra i quattro protagonisti; non solo, Billy Preston era tecnicamente assai bravo alle tastiere e di questo si potevano giovare gli stessi Beatles. Il suo piano elettrico in "Get Back" rimane uno dei suoni caratteristici del brano...

@ twoofus : "la Epiphone Casino" con la quale si associerà molto spesso la figura di Lennon è documentata "anche" nella copertina di un Lp a me molto caro ("PAWN HEARTS" - VDGG) nella quale Lennon è raffigurato -insieme ad altri personaggi della storia- mentre imbraccia una chitarra, mi sembra proprio quella del "rooftop concert"...
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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da Hairless Heart » 09/03/2019, 0:42

:o :o :o :shock: :shock: :shock:
E pensare che sta pure al centro della copertina, ma non lo avevo assolutamente mai notato!
:o :o :o :shock: :shock: :shock:

Immagine

Il particolare (la qualità è quello che è...)

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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da aorlansky60 » 11/03/2019, 9:07

ieri pomeriggio -ore 14:00, domenica 10 MARZO 2019- è andata in onda su canale Rai Storia, puntata dedicata interamente ai BEATLES e al "loro" decennio, alla loro importanza nell'aver influito in qualche modo a cambiare non solo la storia della musica, ma anche quella delle arti, della cultura, della moda, dei rapporti sociali; presenti il solito Paolo Mieli, i soliti 3 giovani e il solito professore; per quanto ho avuto modo di sentire, non erano sprovveduti in materia, hanno detto tutte le cose giuste, a parte pochi dettagli (per es. hanno datato l'inizio della "Beatlemania" dal marzo 63 in conseguenza del num 1 di "Please please me" nelle charts UK, mentre secondo me il fenomeno parte in conseguenza di "SHE LOVES YOU" pubblicato nell'Agosto di quell'anno peraltro solo in ambito ristretto UK, il fenomeno vero e proprio su scala mondiale parte indiscutibilmente dal Febbraio 64 e dalla loro esibizione Tv all "Ed Sullivan Show"...); oltre agli interventi dei presenti sono passati in rassegna 4 filmati (piuttosto lunghi) dedicati alla band, dagli inizi, prima che diventassero famosi, fino alla fine, nel cui contesto è stata messa sotto i riflettori "la famosa giornata del 30 GEN 69" quella del "concerto sul tetto"... alla fine della puntata, come in ogni occasione Mieli chiede all'esperto di turno presente in trasmissione di consigliare uno o più testi in materia, mi sarebbe piaciuto che fosse stato menzionato quello in oggetto qui...

@ Hairless

l'immagine con cui è stato "catturato" Lennon nella copertina dell'Lp citato è, nel mio immaginario, la versione "definitiva" di Lennon : occhiali "a lenti da gufo", capelli lunghi, visibilmente dimagrito (rispetto al suo precedente periodo "Elvis fat"), con pantaloni e giacca jeans, e quella Epiphone Casino colore legno chiaro imbracciata... si potrebbe aprire un argomento di discussione a sviscerare in quali altre copertine di albums rock appaiono i BEATLES raffigurati in qualche modo, me ne viene in mente un altra, quella di "LIZARD" - KING CRIMSON (angolo in alto a destra, quadretto a loro dedicato che li vede presenti tutti... anche la "musa" orientale di Lennon)...
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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da twoofus » 11/03/2019, 10:36

Il Lizard c'è Happy Family, omaggio ai Beatles appena sciolti.
Questo è il testo:
Happy family, one hand clap, four went by and none come back.
Brother Judas, ash and sack, swallowed aphrodisiac
Rufus, Silas, Jonah too sang, "We'll blow our own canoes, "
Poked a finger in the zoo, punctured all the ballyhoo
Whipped the world and beat the clock, wound up with their share of stock.
Silver Rolls from golden rock, shaken by a knock, knock, knock.
Happy family, wave that grin, what goes round must surely spin;
Cheesecake, mousetrap, Grip-Pipe-Thynne cried out, "We're not Rin Tin Tin."
Uncle Rufus grew his nose, threw away his circus clothes
Cousin Silas grew a beard, drew another flask of weird
Nasty Jonah grew a wife, Judas drew his pruning knife.
Happy family one hand clap, four went on but none came back
Happy family, pale applause, each to his revolving doors.
Silas searching, Rufus neat, Jonah caustic, Jude so sweet.
Let their sergeant mirror spin if we lose the barbers win;
Happy family one hand clap, four went on but none came back.

TRADUZIONE:
Famiglia felice

Famiglia felice, un applauso mancato, sono partiti in quattro ma non è tornato nessuno
Fratello Judas, tra cenere e sacco, ingoiava afrodisiaci,
mentre Rufus, Silas e Jonah cantavano “Da oggi andremo per la nostra strada"
infilarono un dito nello zoo e sgonfiaroni tutti i boati.
Avevano aggredito il mondo col loro beat, agitarono tutti con le loro azioni
Rolls Royce argentate dal rock dorato, tutte sballottate dalle continue richieste
Famiglia felice, sorrisi agitati al vento, tutto ciò che gira ha un senso;
Cheesecake e trappole, Grip-Pipe-Thynne (riferimenti al Goon Show, programma radio molto amato dai Beatles)
Gridarono: “Noi non siamo come Rin Tin Tin” (come i cani ammaestrati)
A Zio Rufus crebbe il naso e gettò i suoi abiti da circo
Il cugino Silas si crebbe la barba e un altro grande mistero (riferimento alla leggenda Paul is dead)
Il cattivo Jonah si fece una moglie mentre Judas affilava il coltello
Famiglia felice, un applauso mancato, partirono in quattro ma non tornò nessuno,
Famiglia felice, applausi sbiaditi ognuno nella sua nelle porta girevole,
Silas continua la sua in perenne ricerca, Rufus è sempre pulito, Jonah sempre caustico, Jude è così dolce.
Lasciate che lo specchio del loro Sergente giri, se lo perdiamo vinceranno i barbieri;
Famiglia felice, un applauso mancato, partirono in quattro ma non tornò nessuno.
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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da aorlansky60 » 15/03/2019, 9:42

Terminata la lettura del libro.

Lavoro davvero notevole (l'impressione era comunque tale già dai primi capitoli) per il tema che si è proposto l'autore (l'analisi minuziosa di quanto avvenne tra i Beatles nel mese di GEN 1969) un precedente che credo non trovi riscontro in altre pubblicazioni apparse precedentemente e proprio per questo dovrebbe essere letto ed acquistato da chiunque nutra l'interesse (appena maggiore oltre il solo ascolto della loro musica) per una band che ha fatto la Storia, non solo della musica (l'autore cita infatti giustamente che il 30 DIC 1969 un pool di persone autorevoli -giornalisti sociologi storici- riunite per l'occasione elevarono J.LENNON quale una delle figure più importanti ed influenti del decennio che stava per finire, al pari di J.F.Kennedy e di M.L.King - conoscevo il dettaglio da altre pubblicazioni già apparse in tema).

Altro particolare di rilievo -di cui forse ho già riferito in precedenza- : oltre all'importanza per l'analisi minuziosa dei fatti citati dall'autore, per come avvennero giorno per giorno in quel mese, si rivela preziosissima la raccolta di molte dichiarazioni riportate sul libro, da parte di molti soggetti, la maggiorparte dei quali vicini alla band in quel periodo finale.

La lettura del libro si è rivelata -almeno per il sottoscritto- anche propedeutica [smile] (credo che la cosa sarà ritenuta tale per tutti i fans di vecchia data come me) : mi ha in qualche modo "riconciliato" verso l'album finale che è seguito da quelle sessions (come lo conosciamo nella versione curata da Phil Spector nel ruolo di produttore); se si considera il clima in cui fu generato, la qualità finale che si sente dalle canzoni che lo formano ha quasi del miracoloso, se poi si considera che, praticamente, quelle sessions hanno concepito in gestazione anche il 75% di quanto apparirà nel loro vero testamento finale, il magnifico "Abbey Road", la cosa sorprende oltremodo e fornisce comunque l'idea che, nonostante tutti i problemi che i quattro stavano incontrando (Yoko Ono e la gestione economica della Apple prima di tutto), la band era comunque ancora una formidabile macchina da musica, in fatto di ispirazione e di creatività.

Sotto quest'ultimo aspetto, significativa la dichiarazione rilasciata da Paul McCartney (nel mezzo di una lunga dichiarazione, fedelmente trascritta nel libro in oggetto in uno dei capitoli finali, di quel giornalista particolarmente amico dei quattro e per questo uno dei pochi ammessi all'interno del loro "entourage") : "non riuscivo più a creare insieme a John come un tempo, nel farlo avevo quasi il timore che mi sarei anche dovuto rivolgere a lei..." - nel tempo la figura negativa di Yoko Ono è stata smussata e diminuita nel suo potenziale, per come fu letta durante lo svolgimento dei fatti, ma è indiscutibile che se la giapponese fu un bene per JOHN, si rivelò in un qualche modo un male per la band. Anche se comunque la sua figura non si rivelò il motivo principale della rottura, quando insieme a questa si aggiungono i problemi citati prima (in particolare il pessimo andamento economico della loro etichetta privata APPLE) è chiaro che nessuno riuscirebbe a sopportare una tale pressione. Se a questo si aggiunge il nuovo profilo assunto da George Harrison, che nell'ultimo periodo non era più così remissivo nell'accettare l'autorità dei due leaders dichiarati, ma che grazie alla sua nuova ispirazione stava sfornando molto materiale all'altezza di quello degli altri due (che loro non gli volevano riconoscere da pubblicare a nome "Beatles"), il quadro negativo che portò alla dissoluzione si può dire completo.

Il problema di questo deriva dal fatto che i quattro Beatles non erano semplicemente "colleghi" di lavoro, erano da molto tempo soprattutto AMICI. Quando ad una formula ultra collaudata -come lo fu la loro escalation al mondo che li vide condividere un sentimento di profonda complicità- iniziarono ad essere immessi uno dopo l'altro particolari negativi che sommati si tramutarono in un unico insormontabile PROBLEMA da cui iniziarono a derivare frustrazioni, incomprensioni, risentimenti personali, alla fine ci si ritrova con l'inevitabile risoluzione; anche loro quattro erano uomini "di carne ed ossa", seppure straordinari sotto il profilo del talento artistico, ma non fredde macchine insensibili...

Ultima annotazione, credevo che questa fosse la prima pubblicazione con la quale facevo conoscenza di Vincenzo Oliva, una nota finale nel libro in oggetto mi ha corretto, elencando l'autore come parte importante -traduttore di tutti i testi- di un altro volume che posseggo da molto tempo, "Le canzoni di John Lennon", complimenti ancora Vincenzo;

rimane un unico mio rammarico personale: considerata l'autorevolezza dell'opera, mi sarebbe fortemente piaciuto che un libro simile come "LET IT BE, Il concerto sul tetto e le sessioni della discordia" fosse stato maggiormente curato sotto il profilo puramente editoriale, lo avrei trovato magnifico se fatto in grande formato (nel classico 24x30) corredato di molte immagini storiche di quell'anno 1969, anche se questo avrebbe inevitabilmente fatto lievitare il costo finale.

Per 17,00€ come si trova in vendita, questo libro è praticamente regalato. Compratelo. Detto ovviamente a tutti quelli che hanno interesse nella storia dei Beatles ed in particolare di quel loro ulimo anno che li vide uniti come rock band.
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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da twoofus » 15/03/2019, 10:39

aorlansky60 ha scritto:
15/03/2019, 9:42
Terminata la lettura del libro.
.....

Grazie delle splendide parole e del tuo giudizio, aorlansky: sarebbe da mettere come recensione su Amazon!
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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 18/07/2020, 11:21

A proposito:

https://www.repubblica.it/spettacoli/mu ... 259284921/

Doveva uscire il 4 settembre 2020 un director's cut ad opera di PETER JACKSON, di "Let it be", che mostrerebbe filmati inediti della band intenta a provare ai Twickenham Studios nel gennaio 1969.
Poi la pandemia ha fatto rinviare il progetto che dovrebbe veder la luce, pare, nell'estate 2021.
Speriamo bene, quel che è certo è che, se da una parte Jackson è stato accusato da alcuni fan di revisionismo (in merito a cosa non si sa), Sir Paul e Sir Richard sono entusiasti.
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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da twoofus » 21/07/2020, 14:02

I fans non gradirebbero una versione edulcorata e "comesenullafosse" di una pagina zeppa di liti. Paul e Ringo ne hanno sempre detto peste e corna, e ora invece... Sarebbe meglio mettere materiale audio video inedito e basta, come bonus al film originale.
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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da Hairless Heart » 18/09/2020, 19:11



https://www.theguardian.com/music/2020/ ... n-20-years

I Beatles annunciano Get Back, primo libro ufficiale in 20 anni.
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Re: Let it be - Il concerto sul tetto e... (Vincenzo Oliva)

Messaggio da twoofus » 19/09/2020, 9:35

E, come vuole la tradizione in stile Let it be, già oggetto dei primi rinvii. Esattamente come nel 1970. Il destino.
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