La Top 5 classica del mago di Floz

In questa sezione ciascuno di voi può proporre una classifica di 10 brani che a vostro parere hanno contraddistinto la carriera di tutti artisti Rock.

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La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Il mago di Floz » 05/02/2016, 11:49

Apro dunque la mia Top 5 classica.

Premetto che non sono un esperto: sto imparando a scoprire un po’ per volta questo mondo meraviglioso che è la musica classica; ascoltare magari anche solo una manciata di brani per autore, o pure uno solo per farsi un’idea e poi approfondire è un’esperienza che lascia una profonda soddisfazione.

Così è stato anche per la musica di Michail Ivanovič Glinka.

Originario della regione di Smolensk – città nota anche per le allora recenti vicende dell’invasione napoleonica del 1812 –, Glinka si costruì una solida formazione musicale di stampo europeo anche grazie alle numerose esperienze estere che visse negli anni trenta. Egli è considerato l’antesignano del romanticismo nella musica colta russa, la quale comincia ad assumere quelle tinte patriottiche che caratterizzeranno la scuola russa, analogamente a quanto avverrà anche altrove nella prima metà dell’ottocento (dalla scuola boema di Smetana a quella scandinava dei vari Grieg e Sibelius – sul tema rimando a questa bella pagina).
Le basi gettate da Glinka saranno poi edificate da quello che è passato alla storia della musica come il Gruppo dei cinque (che comprendeva, tra gli altri, anche i ben noti Musorgksij e Rimskij-Korsakov, nonché Borodin del quale consiglio il bel poema sinfonico Nelle steppe dell’Asia centrale).

Di Glinka, che morì nel 1957 a soli cinquantadue anni, rimane un vasto repertorio fondamentalmente per pianoforte – fu allievo di John Field, considerato l’inventore del notturno – e di notevole importanza proprio per il suo impatto sulla musica russa, sia di carattere storico (il suo capolavoro è considerata essere l’opera Una vita per lo zar), sia nei toni più fiabeschi. Come nel caso di questo bellissimo Vals’ fantazija in si minore (noto anche col nome francese Valse fantasia), composto nel 1839 per pianoforte e in seguito orchestrato in due diverse occasioni – nel 1845, versione eseguita tra gli altri anche da Berlioz e poi andata perduta, e nel 1856, anno nel quale assunse il titolo definitivo.

Composta come valzer-scherzo per pianoforte nell’anno in cui si separò dalla moglie per una giovane del quale si era innamorato e in seguito orchestrato, questo “valzer malinconico” destò un certo scalpore. Nel 1856 Glinka dedicò questo valzer fantasia all’amico Bulgakov, scrivendogli che “Questa musica ti ricorderà i giorni dell’amore e della giovinezza”. [Dalle note al video]

La versione proposta, che apprezzo molto per la resa sonora, risale al 1968 ed è interpretata dall’orchestra sinfonica dell’Unione sovietica diretta da Evgenij Svetlanov.



Quinto rango
Vals’ fantazija
Michail Ivanovič Glinka (1839, orchestrato 1856)

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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Scardy in Exile » 05/02/2016, 20:14

Per fortuna che non ti ritieni un esperto! La tua presentazione di Glinka, compositore che conoscevo solo vagamente di nome, è notevole. Complimenti e grazie anche per il link a sibemolle! ;)

Vals’ fantazija
Bel brano super-romantico, voto 3,5

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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Il mago di Floz » 05/02/2016, 21:02

Grazie; beh, nulla che chiunque non possa scrivere con qualche veloce ricerca per integrare le nozioni che ha. ;-)
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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Lamia » 06/02/2016, 14:35

Pur'io conosco pochissimo questo Compositore. Si avverte molto l'influenza europea che la musica esercito' sulla Russia , a partire dal 700, con l'Opera italiana, continuata poi con la francese e la musica tedesca nel secolo successivo e il grande romanticismo musicale europeo. Questo valzer e', come dire, "di maniera" ecco, almeno per me, non brilla molto per originalita', cioe', trovo che rifletta troppo la tradizione europea, a scapito invece della genialita' di quella russa, il risultato non mi avvolge.

Per me , voto: 2

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theNemesis
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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da theNemesis » 08/02/2016, 13:00

E' un brano indubbiamente elegante, ma non mi ha colpito molto.
Forse perchè non conosco il compositore.
In ogni caso, l'ascolto è piacevole.
Glinka: voto 2,5
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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Il mago di Floz » 09/02/2016, 10:32

Si fa presto a dire che un brano del repertorio classico è inflazionato.

Se l’essere usato a sproposito nello spot di un detergente non toglie una virgola alla bellezza della danza delle spade di Chačaturjan, e comunque non più di quanto succeda per brani risparmiati magari nella forma ma snaturati ad essere altro e, in questa veste, ascoltati migliaia di volte senza particolare cognizione di causa – mi viene in mente il preludio del Te deum di Charpentier.

Nell’impressionante novero di brani classici saccheggiati, riadattati, trasposti o semplicemente decontestualizzati, tuttavia, il ruolo del protagonista spetta senza dubbio al Canone e giga in re minore di Johann Pachelbel.
Il compositore bavarese (nacque e morì a Norimberga) fu decisamente prolifico – scrisse toccate e fughe, corali e ciaccone, ma è del tutto veritiero sostenere che – come fosse un Toto Cutugno del Seicento – la fama di Pachelbel – che pure fu legatissimo alla famiglia Bach e fu d’ispirazione finanche per il più promettente dei suoi giovani virgulti – è legata ad un unico brano.

Ma è una fama planetaria.

Ad aver fatto la storia del Canone e giga in re maggiore per tre violini e basso continuo è forse la parte in fondo meno nobile del titolo: quel basso continuo, otto accordi ripetuti ventotto volte, divenne qualcosa meno che leggendario e fu ripreso, riprodotto e trasfigurato un’infinità di volte, fino ai giorni nostri, come simpaticamente evidenziato da questo relativamente celebre brano degli Axis of awesome o, per chi mastica un po’ d’inglese (è comunque sottotitolato), da questo pezzo comico.
Tolto questo, tuttavia, cosa rimane?

Beh, rimangono tre violini che tessono le stesse, stupende variazioni, partendo sfalsati tra loro. Inchiodato ad un basso così ostinato, il ritmo del canone non varia mai – non può variare. Ma le variazioni si fanno via via più complesse, intrecciandosi e abbracciandosi, fino a culminare nella sublime melodia della decima ripetizione di quegli otto accordi di clavicembalo e violoncello. Talmente sublime nella sua perfezione stilistica da essere ovunque: dalle suonerie dei telefoni alle pubblicità (ma, se posso permettermi, quanto sono belli questi spot, uno russo e l’altro thailandese?).

Raggiunto il suo apice, il canone – la cui prima stesura risale attorno al 1680, per poi essere successivamente ridefinito fin nella sua elegante veste orchestrale – sfuma via, soave e senza mai perdere un briciolo della sua intensità emotiva, fino al liberatorio finale.

Si fa presto a dire che un brano del repertorio classico è inflazionato.
Quello che spesso bisognerebbe chiedersi è perché lo sia.



Quarto rango
Canone e giga in re maggiore per tre violini e basso continuo
Johann Pachelbel (1680 circa)

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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Hairless Heart » 09/02/2016, 11:47

Concordo, non ha alcuna importanza se un brano del repertorio classico è inflazionato, a patto che non sia stravolto.
Dovessi fare una mia top5, conterrebbe 5 brani inflazionati.
Ciò detto, questo canone mi piace ma non è tra le cose che preferisco.
Pachelbel - Canone e giga in re maggiore - Voto 3.

Glinka - Waltz Fantasia - Alcuni crescendo sono degni di nota, per il resto mi associo ai giudizi degli altri. Voto 2,5.
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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Scardy in Exile » 09/02/2016, 12:33

Canone e giga in re maggiore per tre violini e basso continuo
Johann Pachelbel (1680 circa)


Pezzo bellissimo, barocchissimo, famosissimo (anche se non conoscevo l'autore). Rende tutta l'idea della "complessa semplicità" della musica classica dell'epoca, dove i compositori facevano sembrare tutto facile, componendo partiture dall'armonia impeccabile, secondo regole matematiche, senza però perdere leggerezza ed impatto. (vedi anche la Sarabanda di Haendel: brano maestoso eppure semplice, in fondo)

Ancora una succosa presentazione da parte del Mago (dopo mi guardo gli spot russi e thai :lol: )

...a proposito, sei sicuro che:
il ritmo del canone non varia mai
[chin]

Sono talmente tante le variazioni, ma mano che il brano procede, che sembra quasi che accelleri! :)

Voto 4,5

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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Il mago di Floz » 09/02/2016, 12:39

Non credo, se ho ben capito che s'intende per ritmo - di teoria musicale ho solo qualche lettura personale, ma niente di più.
Peraltro è un'affermazione che si legge anche su wikipedia - ecco, dubito l'abbia scritto Muti in persona; ma tenderei a crederlo, anche dopo attento ascolto.
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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Lamia » 09/02/2016, 15:09

Il "Canone" di Pachelbel e' meraviglioso! [hearts] Ottima scelta! . . verissimo Scardy, concordo [approve]


Voto: 4,5


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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da elio77 » 10/02/2016, 8:54

glinca come dice lamia è poco russo anche per i miei gusti ma questo non toglie sia un bel brano,forse un po' scontato in alcuni passaggi ma non posso dire non mi piaccia,voto 2,5. Il canone è decisamente molto noto ma è decisamente molto bello,voto 4,ogni volta che lo ascolto mi da sempre emozioni

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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da theNemesis » 10/02/2016, 9:32

Brano molto barocco, troppo per i miei gusti....
Pachelbel: voto 2,5
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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 10/02/2016, 14:16

Vals’ fantazija
Michail Ivanovič Glinka (1839, orchestrato 1856)

Non mi ha colpito particolarmente, ma l'arrangiamento orchestrale è curato e brillante. VOTO 3


Canone e giga in re maggiore per tre violini e basso continuo
Johann Pachelbel (1680 circa)

Brano stracelebre che però merita tutta la sua fama. Anche questo brano come quello di Mahler mi ricorda un film che amo molto. L'enigma di Kaspar Hauser di Herzog: la scena iniziale con questa musica è mozzafiato.
VOTO 4
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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Scardy in Exile » 10/02/2016, 20:28

2Old2Rock2Young2Die ha scritto:L'enigma di Kaspar Hauser di Herzog
Off Topic
gran bel film...oltretutto Herzog si avvaleva spesso delle musiche di una band in particolare, i tedeschi Popol Vuh, indefinibili, per qualcuno precorritori di certe atmosfere new age...una band che senz'altro aveva molti debiti con certa musica classica e sacra, tanto per ricollegarci al genere praticato per questa serie di Top 5

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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 10/02/2016, 21:11

Scardy in Exile ha scritto:
2Old2Rock2Young2Die ha scritto:L'enigma di Kaspar Hauser di Herzog
Off Topic
gran bel film...oltretutto Herzog si avvaleva spesso delle musiche di una band in particolare, i tedeschi Popol Vuh, indefinibili, per qualcuno precorritori di certe atmosfere new age...una band che senz'altro aveva molti debiti con certa musica classica e sacra, tanto per ricollegarci al genere praticato per questa serie di Top 5
Off Topic
Mitici i Popol Vuh, grandi viaggi con loro [happy]
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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Il mago di Floz » 12/02/2016, 16:08

Potrei dire di voler omaggiare la grande tradizione operistica italiana; e sì, sarebbe sacrosanto: nella nostra storia ci sono pagine immortali.

Ma la verità è che in casa mia, fin da quando ero bambino, è sempre girato un cd con il meglio di Gioachino Rossini. Si tratta per lo più di una serie delle sue celebri ouverture e sinfonie, cosa che mi ha fatto crescere con l’errata convinzione che il Guglielmo Tell e la Semiramide fossero tutte lì, in quelle roboanti melodie.

Una più di tutte, però, ha sempre avuto un ruolo da protagonista nelle mie preferenze classiche – sorta di compendio sommo dell’arte sinfonico-strumentale del compositore pesarese (uno che a vent’anni era già autore di diverse opere rappresentate nei teatri e che per diverso tempo fu estremamente prolifico, seppure con riscontri non sempre positivi: emblematico il caso del Barbiere di Siviglia che, nel 1816, cominciò a essere apprezzato qualche giorno dopo la traumatica prima)

Nell’ouverture de La gazza ladra – celeberrima, inflazionata, quella che volete – tutto è al suo posto: dalle percussioni ai crescendo che hanno reso famoso l’autore. La melodia è indimenticabile, gli incastri strumentali oliatissimi, il finale straripante.

L’opera da cui è tratta, composta nel 1817, debuttò nel maggio dello stesso anno alla Scala di Milano e girò l’Europa negli anni seguenti, fino a giungere, più di quaranta anni dopo, alla Royal Opera House di Londra. Il libretto è invero nel solco della tradizione operistica, della serie – come diceva quello – “lui ama lei, ma il baritono non vuole” (è la storia – leggo da wikipedia – dell’amore di due giovani contestato dal podestà che sfocia in un malinteso legato a un furto che rischia di finire male ma finisce bene). Diversa sorte ha, come detto, l’ouverture, tutt’oggi spesso rappresentata (era per esempio nel programma del concerto del Capodanno 2015 della Fenice di Venezia).

Rossini, dal canto suo, visse come un treno in corsa per diversi anni; ma, nel 1829 (a trentasette anni), lasciò l’attività operistica ed entrò in una triste, apatica e poco produttiva crisi personale che sfociò in una vera e propria depressione. Morirà nel 1868, al termine del più sofferto e inesorabile dei suoi decrescendo.
Di Gioachino Rossini rimangono le sue opere, in vero sempre meno rappresentate, a vantaggio di una manciata di straordinarie introduzioni.

La decisione della versione da postare è stata relativamente difficile: avendo ascoltato per anni quell’incisione, ho maturato una mia ben chiara idea su quale velocità di esecuzione e timbrica strumentale debbano avere i vari passaggi. Alla fine ho scelto questa della Mannheimer Philharmoniker diretta da Boian Videnoff, giovanissimo (classe 1987) e coinvolgente direttore bulgaro, che peraltro evidenzia il ruolo dei timpani e delle percussioni - cosa che a me piace sempre.



Terzo rango
La gazza ladra - ouverture
Gioachino Rossini (1817)

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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Lamia » 12/02/2016, 16:59

.. e poi ci si chiede perche' una Musica diventa famosissima! Ah, che meraviglia, era tanto che non la riascoltavo, concordo, tutto e' cosi armonicamente legato, nulla e' fuori posto, soddisfa tutti i sensi! [hearts] . . e poi ha, come dire, il timbro rossiniano nel midollo, riconoscibile e fantasioso!

Voto: 5

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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da Scardy in Exile » 12/02/2016, 17:22

La gazza ladra - ouverture Gioachino Rossini (1817)

A certa bellezza ed energia si può solo dare il massimo dei voti.

Voto 5 (e lode)

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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da theNemesis » 12/02/2016, 18:42

Immensa.
La gazza ladra: voto 5
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Re: La Top 5 classica del mago di Floz

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 13/02/2016, 13:33

Geniale, folle, sfavillante Rossini! VOTO 5
Bella presentazione! Anche a casa mia un disco che ricordo dall'infanzia è "la Boutique Fantastica", musiche di Rossini orchestrate per balletto da Respighi, anche quello una specie di best of.

p.s. altra scelta Kubrickiana
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