Dalla band alla carriera solista

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Lamia
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Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Lamia » 15/07/2020, 11:13

aorlansky60 ha scritto:
14/02/2019, 10:35

Come solisti, nessuno di loro due (John & Paul) ha mai eguagliato il livello espresso quando furono insieme, questo mi pare evidente.

Secondo me questo concetto puo’ essere tranquillamente applicato a tutte le band. I lavori solisti possono essere apprezzabili e geniali, ma difficilmente supereranno il livello di creatività’ della band dalla quale l’artista proviene. [chin]

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Lorenzo Mentasti
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Re: John Lennon

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 15/07/2020, 12:33

Bé, Peter Gabriel ci è riuscito, mi pare. Anche Paul Simon e Lou Reed, secondo me. Il punto è che i Beatles erano, per certi versi, un collettivo di idee musicali (almeno tre su quattro). Per cui, per rendere le canzoni quei capolavori che sono, serviva l'anarchia creativa di John, il rigore musicale di Paul, gli improvvisi colpi di genio di George e la duttilità di Ringo (senza scordare l'apporto dietro le quinte di Sir George Martin).
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Re: John Lennon

Messaggio da twoofus » 16/07/2020, 8:29

Carriere solistiche di tutto rispetto, ci mancherebbe, ma io a Gabriel preferisco sempre i Genesis (da Trespass a Selling England, non i successivi ovviamente), a Paul Simon preferisco Simon & Garfunkel. Solo Lou Reed mi piace quanto i Velvet, ma va detto che lui era l'80% dei Velvet.
Preferisco Neil Young a CSN&Y, ma il discorso è diverso. Forse Sting ha avvicinato i fasti dei Police e Knopfler dei Dire Straits.
Gli Stones, i Pink Floyd etc non sono eguagliabili, I Jethro Tull erano Ian Anderson con musicisti grandiosi.
I Beatles restano irraggiungibili, anche se Lennon ha sfornato dei singoli che sarebbero stati perfetti anche per i Beatles, e uno (Imagine) che oggi è celebre forse anche di più...
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Re: John Lennon

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 16/07/2020, 14:05

Attenzione però a non confondere la minore popolarità di Paul Simon solista rispetto ai lavori con Garfunkel perché ha messo in cantiere progetti allora sbalorditivi in campo pop ("Graceland" in cui donò fama imperitura a sconosciuti -da noi- musicisti africani, sfidando l'embargo USA contro il Sudafrica, "The rhythm of the Saints" dove tale ribalta la concesse a dei musicisti brasiliani), fornendo quasi sempre testi dall'alto tasso poetico.
Lou Reed non lo definirei l'80% dei Velvet Underground, o meglio lo fu nel 3º e 4º album ma nei primi due, al netto della maggiore quantità di brani composti, condivide la genialità del sound proposto al 50% con John Cale.
Knopfler dopo i Dire Straits ha proseguito una carriera facendo musica onesta, senza ammiccamenti, che piace innanzitutto a lui (vedi disco con Chet Atkins o i Notting Hillbillies) ma non credo gli sarebbe stato possibile senza esser stato prima il chitarrista/frontman/deus-ex-machina dei Dire Straits.
Sting IMHO da solista è stato un po' troppo dispersivo e freddo nel tentativo di essere originale a tutti i costi e ha perso la genialità con cui riusciva a creare incroci musicali interessanti in brani allo stesso tempo immediati con i Police.
I Pink Floyd, con il distacco tra Waters e gli altri tre, ci hanno perso tutti. Waters, non più frenato da nessuno, si è disperso in progetti ambiziosi ma irrisolti, gli altri tre si sono adeguati al pop Rock come i Genesis post-Gabriel.
Infine, le carriere dei Rolling Stones extra-band le giudicherei men che significanti, soprattutto quella di Mick Jagger. Un plauso a parte, per il coraggio, merita il batterista Charlie Watts che da anni gira i club con una big band che esegue solo standard jazz.
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Re: John Lennon

Messaggio da Lamia » 16/07/2020, 14:16

Conosco gente che in effetti non interessa Gabriel solista, mentre adora i Genesis degli anni 70, e li si fermano. Concordo sui Pink Floyd, Gilmour piacevole (quei due album che ho, e certo non ai livelli dei Floyd), mentre ho ascoltato qualcosa di Waters solista ed ecco che ad un certo punto come d’ incanto. . . [sleep]

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Messaggio da twoofus » 16/07/2020, 15:19

Lorenzo Mentasti ha scritto:
16/07/2020, 14:05
Attenzione però a non confondere la minore popolarità di Paul Simon solista rispetto ai lavori con Garfunkel...
Ho i dischi di Simon solista e mi piacciono pure. Ma mi piacciono di più quelli in coppia con il socio, anche per via della voce sublime di Garf.
Lorenzo Mentasti ha scritto:
16/07/2020, 14:05
Lou Reed non lo definirei l'80% dei Velvet Underground, o meglio lo fu nel 3º e 4º album ma nei primi due, al netto della maggiore quantità di brani composti...
Appunto. Io quello intendevo.
Lorenzo Mentasti ha scritto:
16/07/2020, 14:05
Knopfler dopo i Dire Straits ha proseguito una carriera facendo musica onesta, senza ammiccamenti, che piace innanzitutto a lui (vedi disco con Chet Atkins o i Notting Hillbillies) ma non credo gli sarebbe stato possibile senza esser stato prima il chitarrista/frontman/deus-ex-machina dei Dire Straits.
Sting IMHO da solista è stato un po' troppo dispersivo e freddo nel tentativo di essere originale a tutti i costi e ha perso la genialità con cui riusciva a creare incroci musicali interessanti in brani allo stesso tempo immediati con i Police.
I Pink Floyd, con il distacco tra Waters e gli altri tre, ci hanno perso tutti. Waters, non più frenato da nessuno, si è disperso in progetti ambiziosi ma irrisolti, gli altri tre si sono adeguati al pop Rock come i Genesis post-Gabriel. Infine, le carriere dei Rolling Stones extra-band le giudicherei men che significanti, soprattutto quella di Mick Jagger.
D'accordo. Neanche Richards da solo mi piace molto, e in più con quella voce sarebbe stata impensabile una carriera solista.

Sono d'accordo anche sui Beatles, ovvio. Però ricordo che Imagine Lennon l'ha scritta da solo, e probabilmenmte l'avrebbe scritta anche senza fondare i Beatles. E oggi Imagine, piaccia o no, è la canzone più famosa della terra. Insidiata forse solo da Yesterday... quindi?
Quindi forse "Lennon&McCartney" sarebbero esistiti anche come "Lennon" e "McCartney". Forse.
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da theNemesis » 16/07/2020, 18:33

Non credo che sarebbe potuto succedere un "Lennon" ed un "McCartney".
Entrambi devono tutto alla loro esperienza Beatles, che li ha "formati" come artisti anche grazie al continuo confronto tra di loro, persone con specificità umane ed artistiche molto diverse.
Senza quella band seminale, secondo me non sarebbe successo nulla.
Anche Imagine è una diretta discendente dell'era Beatles, non ci vedo nulla di particolarmente originale rispetto alle composizioni beatlesiane.

Diverso il caso di Gabriel che, concordo con Lorenzo, è uno dei pochi ad aver avuto una carriera solista di elevata caratura artistica.
Il Gabriel solista c'entra davvero poco con i Genesis 70-74. Forse qualcosa si intuiva in The Lamb, ma per il resto le composizioni sono piuttosto lontane dal prog genesisiano classico.

Invece vorrei sapere il vostro parere su Phil Collins.
Musicista eclettico (prog, fusion, motown...), cantante di elevato spessore, compositore medio... Cosa ne pensate alla luce del suo successo planetario?
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Lamia » 17/07/2020, 8:18

Collins cantante “di elevato spessore “ trovo sia un po’ esagerato , per quanto mi riguarda . Bravo si , intonato , ma non trovo “spessore “ nella sua voce , non ad un livello elevato , cito Sinatra , per far un confronto considerevole ( e impari ).

Collins ha , per me, saputo creare un sound facile , immediato e orecchiabile che ha conquistato soprattutto il gusto americano ( che, come sapete meglio di me , non è raffinato e poco si presta ad ascolti impegnativi , diciamo ). La sua sovraesposizione, con i Genesis “rimodellati” in chiave commerciale , gli album solisti e le collaborazioni infinite , lo hanno portato a piazzare molte hit in tutte le classifiche del mondo , portandolo ad essere una rockstar tra le più ricche . Anche questo è un talento .

Riflettevo un giorno , perché a volte mi ascolto i suoi album ( a me piacciono, non lo nascondo ) , e ho notato che , da solista , non ha fatto molti album , mi pare 8, Peter Gabriel 7 ... [chin]

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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 17/07/2020, 8:30

Collins è sicuramente tra i migliori batteristi del Rock e ha una voce molto particolare, quasi soul. Detto ciò, come compositore è sempre rimasto confinato nel campo del Pop, creando brani a volte irresistibili e a volte no. Nulla di male se la sua carriera fosse cominciata nel 1981, avendo però alle spalle già 10 anni come batterista e 5 come cantante dei Genesis e avendo trascinato una delle band migliori del panorama Prog nel Pop tout-court, ecco che questo per me diventa un difetto, nonostante alcune canzoni le ascolti volentieri.
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Lamia » 17/07/2020, 10:48

Penso che Phil non sia propriamente un batterista “rock” , nel senso piu’ letterale del termine, perche’ non e’ un “picchiatore” della musica. E’ dotato, invece, di una finezza ed eleganza che gli ha permesso di spaziare in piu’ generi musicali, forse anche per questa dote le molte collaborazioni , fin anche con Brian Eno, lontanissimo dal suo stile musicale. [happy]
La voce, invece, non mi pare “quasi soul”, anzi, e’ fortemente pop. Gabriel vira verso il soul, perche’ ha il graffio nelle corde, cosa che a Phil manca, per quel poco che so di tecnica vocale.

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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 17/07/2020, 12:20

Però, secondo me, se si riduce l'essere un batterista Rock al ruolo di pestone, rimarrebbero a fregiarsi di tale appellativo solo Watts, Bonham, Peart, Paice e Taylor. Mentre direi che il panorama è più vasto. Forse Collins è un batterista Prog Rock ma sempre di Rock si tratta ;-)
Che non sia soul la sua voce può essere vero in larga parte ma quando ci si è messo ha saputo conferirvi dei connotati in quella direzione, specie nelle cover di classici della Motown tipo "You can't hurry love" delle Supremes o "Heat wave" di Martha & The Vandellas.
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da aorlansky60 » 17/07/2020, 15:47

twoofus ha scritto:
16/07/2020, 8:29

Preferisco Neil Young a CSN&Y, ma il discorso è diverso.
Forse perchè quello che citi non è mai stato un gruppo vero e proprio (per ciò che è da intendere per "rock-band" ovvero una forte collaborazione interna tra i membri, per lo sviluppo di idee da realizzare successivamente in sala di registrazione)...

Nel primo periodo aureo di quel sodalizio (quello che partorì l'album "DEJA-VU") D.Crosby ha fatto notare più volte -interviste rilasciate nel tempo- che il canadese era solito portare le sue canzoni "già pronte da registrare" in studio, senza chiedere l'aiuto degli altri 3... Di fatto il gruppo vero e proprio [anche per affinità caratteriali] era "Crosby Stills & Nash" mentre il canadese era un corpo estraneo (è storicamente noto il suo rapporto di "amore/odio" con Steven Stills, fin dai tempi dei BUFFALO SPRINGFIELD), fortemente voluto al tempo dal num.1 dell'Atlantic Records Amet Ertegun per rafforzare il potenziale commerciale del gruppo (anche se, secondo me, vista e considerata la bellezza di "CS&N I" il trio non ne aveva alcun bisogno, quel loro disco d'esordio fu un successo clamoroso negli USA, giustamente premiato dal pubblico perchè conteneva una raccolta di brani superlativi)...

Di fatto Young è sempre stato un artista solista, ha sempre preferito creare da solo anzichè in gruppo (o al limite appoggiandosi ad una band di supporto, in questo i CRAZY HORSE si sono rivelati molto preziosi per lui).
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da aorlansky60 » 17/07/2020, 15:59

@ Twoofus

"Quindi forse "Lennon & McCartney" sarebbero esistiti anche come "Lennon" e "McCartney". Forse. "

Hai fatto bene ad aggiungere quel "forse"... [smile]

Meno male che il destino li fece incontrare, in un pomeriggio estivo del Luglio '57 dalle parti di Woolton (sobborgo di Liverpool)...

Sarò esagerato nel dirlo (ma ricordo che molti la pensano come me per ciò che stò per dire, lessi lo stesso concetto già negli anni 70 espresso da diversi giornalisti musicali)
ma se non fosse accaduto quell'incontro [e il mondo non avesse conosciuto quella creatura chiamata "BEATLES"] chissà, il mondo sarebbe stato un pochino diverso da come lo conosciamo, da 60 anni fa ad oggi...
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da aorlansky60 » 17/07/2020, 16:14

@ TheNemesis

Invece vorrei sapere il vostro parere su Phil Collins.
Musicista eclettico (prog, fusion, motown...), cantante di elevato spessore, compositore medio... Cosa ne pensate alla luce del suo successo planetario?


Phil Collins è un artista nato. Di più: un vero e proprio "show-man".
Nel senso che era destinato a raccogliere il successo che gli è stato tributato.

Penso sia uno degli esempi più eclettici -hai centrato il dettaglio giusto nel definirlo tale- mai apparsi sulle scene musicali. Ha saputo infatti destreggiarsi -al meglio- in vari generi musicali, dal Prog alla Fusion, dal Rock fino al Pop.

Per la sua indiscussa bravura come drummer, si è costruito una solida reputazione nell'ambiente fino dagli anni 70, e proprio per questo è stato chiamato da una serie impressionante -per numero- di artisti tra i più eterogenei per stile, come session-man per i loro albums negli anni 70-80-90. In questo contesto, credo sia secondo solo dietro l'inarrivabile Nicky Hopkins (altro session-man che ha collezionato record di gettoni di presenza, grazie alla sua universalmente riconosciuta bravura tecnica). Nel tempo, Phil ha anche consolidato doti come produttore. Su tutto questo mi sembra ci sia poco da discutere.

Se mai si può discutere sulle sue qualità compositive; guardando la sua produzione solista non è che mi abbia entusiasmato, ma non così la pensa il grosso pubblico a livello mondiale (il suo album d'esordio "FACE VALUE" pubblicato nei primi mesi dell' 81 fu un successo mondiale, e deve avere in qualche modo influenzato il futuro della rock band cui faceva ancora parte, impossibile infatti che Banks&Rutherford non avessero colto "il punto" che quell'album ha rappresentato, anche e sopratutto in termini "Genesis"...)
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Hairless Heart » 17/07/2020, 16:37

theNemesis ha scritto:
16/07/2020, 18:33
Non credo che sarebbe potuto succedere un "Lennon" ed un "McCartney".

Diverso il caso di Gabriel....
Non vedo per quale motivo debba essere diverso. E' vero che Gabriel da solista ha avuto una maggiore propensione all'innovazione (ma attenzione alla versatilità di McCartney, che ha pochi eguali nel rock), ma vale anche per lui lo stesso discorso: non è assolutamente scontato che lui avrebbe continuato nella professione di artista qualora il progetto Genesis fosse naufragato dopo l'uscita di Phillips (e ci è andato MOLTO vicino); ed è ancora meno scontato che avrebbe mai iniziato se non ci fossero mai state la Charterhouse, i Garden Wall e gli Anon.
Secondo me può essere diverso per Collins. Non fosse andato come doveva il provino della piscina, ne avrebbe fatti degli altri e prima o poi, considerate le sue doti...... O magari avrebbe provato la via del teatro o del cinema, da artista poliedrico come l'avete giustamente definito.
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 17/07/2020, 18:55

@aorlansky60

"anche se, secondo me, vista e considerata la bellezza di "CS&N I" il trio non ne aveva alcun bisogno, quel loro disco d'esordio fu un successo clamoroso negli USA, giustamente premiato dal pubblico perchè conteneva una raccolta di brani superlativi"

Verissimo, tanto che alla fine i brani di Neil Young facenti parte del progetto CSN&Y, pur oggettivamente belli ("Helpless" è un acquarello delizioso, "Ohio" un Rock di protesta grintoso), non rappresentano le vette artistiche del quartetto, raggiunte IMHO con le suite "Judy blue eyes" e "Carry on" di Stills oppure "Déjà vu" di Crosby. Neil Young ha dato il massimo da solista (è vero che i Crazy Horse erano una band ma avviarono una carriera discografica parallela solo dopo essere stati svezzati da Young), anche nei Buffalo Springfield, secondo me, non era la parte migliore e il tentativo di riconciliazione con Stills nell'album "Long may you run" non è riuscito del tutto.
Poi bisogna aggiungere, come hai giustamente ricordato, che CSN&Y non nascono come band dal nulla ma come supergruppo di musicisti già noti a livello mondiale (Crosby dai Byrds, Stills e Young dai Buffalo Springfield e Nash dagli Hollies).

"se non fosse accaduto quell'incontro [e il mondo non avesse conosciuto quella creatura chiamata "BEATLES"] chissà, il mondo sarebbe stato un pochino diverso da come lo conosciamo, da 60 anni fa ad oggi..."

Ecco come sarebbe andata: ;-)

"In questo contesto, credo sia secondo solo dietro l'inarrivabile Nicky Hopkins (altro session-man che ha collezionato record di gettoni di presenza, grazie alla sua universalmente riconosciuta bravura tecnica)."

Mi hai anticipato un'ideuzza per un nuovo topic. ;-)
Ultima modifica di Lorenzo Mentasti il 17/07/2020, 19:01, modificato 2 volte in totale.
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 17/07/2020, 19:00

Hairless Heart ha scritto:
17/07/2020, 16:37
O magari avrebbe provato la via del teatro o del cinema, da artista poliedrico come l'avete giustamente definito.
Bé, il cinema può darsi, considerato che aveva già "recitato" in "A hard day's night" all'età di 13 anni [smile]
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Humdrum » 17/07/2020, 20:47

Lorenzo Mentasti ha scritto:
17/07/2020, 18:55


Verissimo, tanto che alla fine i brani di Neil Young facenti parte del progetto CSN&Y, pur oggettivamente belli ("Helpless" è un acquarello delizioso, "Ohio" un Rock di protesta grintoso), non rappresentano le vette artistiche del quartetto, raggiunte IMHO con le suite "Judy blue eyes" e "Carry on" di Stills oppure "Déjà vu" di Crosby. Neil Young ha dato il massimo da solista (è vero che i Crazy Horse erano una band ma avviarono una carriera discografica parallela solo dopo essere stati svezzati da Young), anche nei Buffalo Springfield, secondo me, non era la parte migliore e il tentativo di riconciliazione con Stills nell'album "Long may you run" non è riuscito del tutto.
Permettimi di dissentire Lorenzo: per me il pezzo migliore in Deja Vu dei CSN&Y è proprio di Young ! Country Girl è un capolavoro assoluto (sempre per me ,ovviamente).
"Mi piacevano molto i Genesis con Peter Gabriel.Quando Peter ha lasciato il gruppo, ho smesso di seguirli." RICK WRIGHT(Pink Floyd)

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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da Lorenzo Mentasti » 18/07/2020, 11:03

@ Humdrum

Credo che in questo forum chiunque possa dissentire da chiunque, senza venire subissato di insulti o sentirsi dire che di musica non capisce niente, come purtroppo succede nella maggior parte dei forum (non solo musicali), altrimenti me ne sarei già andato ;-)
Boh? Per me Neil Young stesso nella sua carriera ha fatto molto di meglio, in particolare nel suo periodo d'oro tra il 1970 e il 1979.
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Re: Dalla band alla carriera solista

Messaggio da theNemesis » 20/07/2020, 8:49

aorlansky60 ha scritto:
17/07/2020, 16:14

Phil Collins è un artista nato. Di più: un vero e proprio "show-man".
Nel senso che era destinato a raccogliere il successo che gli è stato tributato.

Penso sia uno degli esempi più eclettici -hai centrato il dettaglio giusto nel definirlo tale- mai apparsi sulle scene musicali. Ha saputo infatti destreggiarsi -al meglio- in vari generi musicali, dal Prog alla Fusion, dal Rock fino al Pop.
.....
Molto d'accordo. Ed aggiungo che la voce di Collins è particolarmente duttile, ben si adatta ai vari generi che Phil ha affrontato nella sua lunga e prolifica carriera. In questo senso lo ritengo un grande cantante. Non vedrei l'immenso Sinatra cantare Squonq, ma probabilmente Phil canterebbe benissimo (col suo stile, ovviamente) The Lady is a Tramp...

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