Gli album del 2012

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Carlo Maria
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Gli album del 2012

Messaggio da Carlo Maria » 10/08/2015, 17:38

Nel 2012, complici i primi esami universitari, ascoltai davvero pochi dischi contemporanei, per la mia media.
Ecco i miei giudizi sugli album usciti nel 2012:

Alabama Shakes - "Boys and Girls": è un debutto che ho apprezzato fino in fondo e me lo sto gustando da un paio di settimane, anche se già tenevo tenevo su di loro gli occhi puntati da quando l'anno scorso ho ascoltato l'ep.
Il loro è un soutern rock dalle palesissime radici blues e soul, basato sulle doti canore della cantante -straordinarie a mio avviso- e riporta alla mente (spero non sembri un'eresia, ovvia che il giudizio è sulle potenzialità) Janis Joplin.

Shearwater - Animal Joy: Jonathan Meiburg è un autore brillante, ex socio di Will Sheff e co-fondatore degli Okkervil River che tanto apprezzo, ha preso da qualche anno il volo e si è dato alla carriera solista. Il risultato, sono album sobri, a metà tra l'indie rock ed il folk rock. Non si è distanziato quindi di molto dal genere che faceva prima, ma evidentemente pativa troppo l'ombra del brillante compositore e autore di testi.
Il nuovo album è godibile, suona bene, con alcuni picchi e pochi cali. I brani mostrano un certo amalgama, sono omogenei. Il rischio, in produzioni di questo tipo, è che alla lunga, dopo qualche ascolto, ti sembrino tutti uguali. Nel complesso, tuttavia, il mio voto è un 6,5.


Cloud Nothings - Attack on Memory
Un disco sicuramente piacevole e a tratti pure molto. Genere post-hardcore, presenta un cantato ispido e urticante, aspro. Il ritmo è variabile: da nenia lenta (incipit del primo brano) a rapide sfuriate e cavalcate chitarristiche qua e là. Uno dei brani è però di gran lunga sopra la media: i quasi nove minuti di Wasted days, seconda traccia, danno da soli almeno mezzo voto in più all'intero album ed il pezzo lo riporto qui in calce.



A tratti, il gruppo infatti abbandona le proprie influenze hardcore anni novanta e fa un salto indietro di un decennio tra post-punk e underground: rumorismo, ritmi sincopati, linee di basso che si ripetono ossessive, mentre chitarra e batteria spaziano.
Il risultato complessivo è convincente e mi ha preso pure parecchio.
Una perplessità su cui spesso mi soffermo è: ma chi compone la scaletta di un disco? Secondo me spesso non sono gli artisti perché trovo assurdo iniziare con un pezzo respingente come "No Future No Past", che in realtà è interessante e in forte crescendo, ma comincia comunque con oltre due minuti di sonorità monocordi. La già citata Wasted Days, invece, disposta già come secondo brano stupisce: decisamente l'avrei vista a fine album. Boh!


Bruce Springsteen - Wrecking Ball: L'album di Bruce è piacevole e scorre bene. Non è al livello di quello precedente, The Promise, che ho molto apprezzato, ma a mio avviso testimonia uno stato di forma del Boss ancora decisamente buona e conferma la sua innata sensibilità.


First Aid Kit - The Lion's Roar: E' un album folk dallo sguardo dichiaratamente retro. Sembra di tornare agli anni sessanta e le due sorelle svedesi giovanissime hanno voci ammiccanti e nostalgiche. Tutto, però, sa di già sentito e non ha fatto breccia in me.


Killing Joke - MMXII:Il loro genere, così urlato, ossessivo e distorto è lontano dalle mie corte e comincio l'ascolto prevenuto. Mi devo poi però parzialmente ricredere: il disco gira bene e solo verso metà cala sotto la sufficienza con brani meno convincenti, per poi rialzarsi nella seconda parte. Chiude tuttavia con uno dei brani meno validi, quindi evidenzio una certa altalenanza. Nel complesso, un gruppo che live dev'essere potente, ma comunque non per me.


Leonard Cohen - Old Ideas: Ho saputo che non è piaciuto a tutti. A me sì: lo trovo un disco ispirato e convincente, ma io adoro proprio quella voce così calda e bassa, che distinguerei tra mille.
Il titolo dice tutto: l'innovazione non risiede certo da queste parti, ma si tratta comunque di un bel lavoro.


Nada Surf - The Stars are Indifferent to Astronomy: Un disco che era stato presentato come appassionante e che invece a me ha dato solo noia. Salvo diversi brani, intendiamoci, però non c'è niente di memorabile e neanche di imperdibile, tra queste 10 tracce...


Litfiba - Grande Nazione: ci ho messo mesi a valutarlo. Subito, ascoltandolo sul pc, non mi è piaciuto per niente e l'ho accantonato. Ripreso nelle ultime due settimane su lettore mp3 e ascoltato con più attenzione, devo ammettere che invece lo rivaluto. Sembra un disco di metà anni novanta, pregresso agli ultimi 2 terribili dischi che l'accoppiata Ghigo/Piero sfornò (Mondi Sommersi e Infinito). Suona piuttosto rock. Non è nulla di nuovo e non pretendevo tanto, però potrebbero sembrare dei brani B-side di 15 anni fa. Ciò fa intuire che non ci siano grandi capolavori, tuttavia quasi tutti i brani si lasciano ascoltare bene e hanno anche buoni assoli di chitarra vecchio stile, riconoscibili. La straordinaria band new wave è morta da più di 20 anni, i lampi rock migliori sono esauriti da 17-18, però c'è decisamente di peggio!


The Maccabees - Given to the Wild: un album piacevole, con qualche picco, ma una qualità altalenante. Il gruppo lo stanno pompando niente male, in Inghilterra: cercano di farlo assurgere a fama mondiale, ma non ha le qualità per soppiantare (parlo da un punto di vista commerciale) i Coldplay. Restano comunque artisti interessanti e qua e là anche coinvolgenti.

The Mars Volta - Noctourniquet: un disco che a mio avviso parte alla grande, con 3 pezzi decisamente convincenti e una grande varietà di sonorità ben legate tra loro. Poi si perde qualcosa, o meglio si uniforma. L'album non scade, resta ad un livello di validità media apprezzabile, ma le potenzialità che mi era sembrato potesse possedere non le ho viste realizzarsi. Io li trovo un gran gruppo, stratecnico, ma anche emozionale e live mi divertirono parecchio.


The Cranberries - Roses: il ritorno dei Cranberries non è un disco fenomenale, ma (fatta eccezione per la sua parte finale, decisamente tirata via) conserva dignità. Probabilmente, contribuisce ad un giudizio clemente l'affetto che nutro per questo gruppo, di fatto il primo che ho visto live (fecero da spalla ai Rolling Stones, artisti che ero andato a vedere). Mi sembra un disco migliore rispetto ai tanti di gruppi riformatisi di recente. Chiaramente, però, ha un livello di orecchiabilità e commercialità superiore alla media che io ritengo tollerabile.


Mumford & Sons - Babel: A me è piaciuto parecchio. Lo puntualizzo subito perché in rete ho letto stroncature pesanti, sonori 4 dati per esempio da Ondarock (e non solo), ma non li condivido.
L'aspetto testuale, non parlando bene l'inglese ed essendomi premurato solo di leggerne qualcuno per farmi un'idea, lo lascio in secondo piano: è vero che vi ho trovato ingenuità e banalità, tuttavia non riesco a non far prevalere, nell'ascolto, l'aspetto musicale. E su questo piano, l'indie folk della band ha un piglio che mi travolge e convince, ha il rischio forse di risultare a tratti monocorde, non dando una netta differenziazione dei singoli brani, ma il sound della band possiede anche una certa personalità, una riconoscobilità che è comunque un marchio di fabbrica fatto di linee vocali intimiste e accelerazioni di banjo scatenate.
Dodici canzoni, un livello qualitativo che a mio avviso è più elevato nei primi brani, ma che si mantiene costantemente sufficiente e anche più per tutta la durata del disco. Io lo ascolto con piacere.


The Offspring - Days Go By
L'ultimo disco degli Offspring suona più o meno come tutti gli altri, o almeno come tutti quelli composti negli ultimi 15 anni. Non si muovono granché, in effetti: trovata la loro formula, si sono cristallizzati, a differenza di altre band. Il loro suono risulta sempre molto gradevole ed orecchiabile, ci sono diversi pezzi che spingono (il migliore è probabilmente il primissimo del disco), mentre in altri brani rallentano su ritmi più ska. L'ascolto è piacevole, mi ha accompagnato in questi giorni durante il footing (sono diventato ciccione, sto cercando di rimediare) e sono certo che live renderebbe bene perché la band è cazzona e divertente, ma dagli Offspring non pretendo di più.


Quell'anno sono usciti anche una raccolta dei Rolling con gli ultimi due inediti sfornati dalla band (i primi dopo diversi anni) e l'ultimo album dei mitici e simpatici ZZ TOP.

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