Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Spazio di riflessione dedicato a discussioni meta-musicali o che toccano diversi generi musicali contemporaneamente.

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Hairless Heart
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Hairless Heart » 08/08/2015, 0:38

Il libro bianco dei Beatles è di Franco Zanetti, amico del nostro TwoOfUs.

....Prima di internet, mi sono affidato per anni ad un tomo piuttosto pesante: The Great Rock Discography, di un certo M.C. Strong, reca in copertina un disegno con Hendrix. Schede su tutti o quasi i grandi del rock al di qua o al di là dell'Atlantico, con qualche capatina in Australia, e la discografia completa, 45 giri compresi, di ogni artista. Un lavoro monumentale, è in inglese ma vale il prezzo d'acquisto. passi per alcuni voti ai dischi non proprio da condividere.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Watcher » 08/08/2015, 6:05

Immagino che Rim non veda l'ora di leggersi un libro sui Beatles. [smile]
Per il progressive potrei consigliargli "PROG una suite lunga mezzo secolo" di Donato Zoppo.
Comunque ottimo il libro bianco dei Beatles.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da twoofus » 09/08/2015, 12:28

Premetto che quoto integralmente quanto scritto da Hairless. Per quanto mi riguarda, iniziai a consultare scaruffi quando cercavo sul web delle notizie su quali album prendere di alcune band indie per lo più da me sconosciute: ero in un periodo di "ricerca"... :)
Devo dire che alcuni dei suoi consigli che seguii mi trovarono d'accordo nei gusti, altri decisamente no. Come del resto accade quando si tratta di gusti personali. Secondo me il problema con Scaruffi è che non bisogna prenderlo troppo sul serio: decisamente è uno che ama fare sensazione e scatenare polemiche, della serie "l'importante è che se ne parli". E possiamo dire che lo scopo lo raggiunge. Quel che pensa lui dei Beatles o degli Stones o di Dylan o dei Jethro Tull onestamente non mi interessa: ho passato troppi anni a comprare dischi e a sentire musica per preoccuparmi di quel che pensa lui dei miei artisti preferiti, e il fatto che abbia un blog mi interessa ancor meno. Poi, entrando nel merito, che a lui non piaccia un album di Dylan che invece a me piace ci può stare. Però se critica l'operato di tutti quelli che oggettivamente hanno fatto la storia condendo le esternazioni con imprecisioni e strafalcioni, mentre puntualmente pone l'accento sulla presunta influenza epocale di un qualsiasi signor nessuno, lo fa solo per far scalpore e perde credibilità. E decisamente l'ha persa. Preferisco sfogliare l'enciclopedia del rock.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da twoofus » 09/08/2015, 12:35

2Old2Rock2Young2Die ha scritto:Volendo potrei continuare con Bowie:

Bowie's sound was largely Visconti's (or Eno's). Without that sound, Bowie remains a second-rate vocalist singing second-rate pop for a second-rate audience.

[chin] [chin] [chin] [chin]

Un cantante d'avanguardia come Thomas nel pop fusion? ma che c'entra? [chin] [chin] [chin]
Wow, questa me l'ero persa! Cretino o provocatore? Probabilmente tutte e due le cose. E anche un talentuoso comico dall'avvenire assicurato.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da rim67 » 10/08/2015, 0:53

Grazie a tutti per i consigli.
Una convinzione non è solo un'idea che la mente possiede, è un'idea che possiede la mente.

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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da rim67 » 10/08/2015, 0:54

Watcher ha scritto:Immagino che Rim non veda l'ora di leggersi un libro sui Beatles. [smile]
.
[smile] [smile]
Una convinzione non è solo un'idea che la mente possiede, è un'idea che possiede la mente.

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Scardy in Exile
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Scardy in Exile » 14/08/2015, 20:19

Devo una certa parte della mia formazione musicale al suo sito, specialmente per quanto riguarda certe band dell'underground americano.

Ciò non mi ha impedito ovviamente di ascoltare ed amare anche dischi che non hanno affatto goduto dei suoi favori.

Diciamo che mi ha aperto di parecchio le vedute in materia musicale. E questo mi fa dimenticare il modo brutale con cui ha distrutto i miei adoratissimi Queen! :cry:

Oggi faccio fatica a reggere le sue schede, ma in generale non sopporto più nessun critico.

In ogni caso, va detto che molti suoi detrattori sono semplicemente dei fan di questo o quel gruppo (da lui stroncati), con la folle pretesa di voler vedere appioppato un bel 9 anche ad una raccolta di b-sides dei propri beniamini! :lol: 8-)

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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Carlo Maria » 14/08/2015, 23:57

Effettivamente concordo appieno, Scardy! :)
Come già detto, io stesso amo mille gruppi che lui mi critica pesantemente... ma chi se ne frega delle sue critiche, alla fine: i miei dischi amati li ascolto comunque.
Il suo sito è proprio un patrimonio per le possibili connessioni che offre e per l'immenso patrimonio di nomi che mi presenta, la cui reperibilità è estremamente facile: il sito ha infatti una funzione di ricerca diretta + possibilità di ricerca per decade, per ordine alfabetico, per genere, per anno, per nazione... un lavoro enorme di catalogazione!


roberto63
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da roberto63 » 17/08/2015, 9:56

Scardy in Exile ha scritto: In ogni caso, va detto che molti suoi detrattori sono semplicemente dei fan di questo o quel gruppo (da lui stroncati), con la folle pretesa di voler vedere appioppato un bel 9 anche ad una raccolta di b-sides dei propri beniamini! :lol: 8-)
Da scolpire nel marmo. Molte critiche sono superficiali, spesso frutto di incompetenza, maggiore di quella a volte esibita dallo stesso Scaruffi.
Teorema di Stockmayer:
Se sembra facile, è dura.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Watcher » 17/08/2015, 10:44

Non ho capito il post. Di chi sarebbero le critiche superficiali?
Quando mi contraddico ho ragione due volte.


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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da roberto63 » 17/08/2015, 10:57

Watcher ha scritto:Non ho capito il post. Di chi sarebbero le critiche superficiali?
In rete ci sono moltissimi esempi di sedicenti appassionati che hanno un rapporto con la musica essenzialmente monotematico per non dire monomaniaco.
Ascoltano solo alcuni musicisti che appartengono solo a certi generi. Non contemplano altro verbo al di fuori di quello.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 17/08/2015, 11:35

Io invece diffido sempre un pò dei tuttologi, anzi preferisco chi ha una conoscenza approfondita di un genere (magari frutto di anni di ascolti devoti) rispetto a chi millanta di conoscere tutto lo scibile, anzi l'audibile, umano. L'importante per me è che il critico/storico/blogger (o quel che vi pare):
1. non si avventuri in considerazioni/giudizi senza avere le classiche "pezze di appoggio" (e mi pare che qualche scivolone con i Beatles il buon Scaruffi l'abbia preso, come hanno ben evidenziato Hairless e Watcher).
2. Ma sopratutto non svilisca/dileggi chi ascolta un'artista/genere che a lui non piace. E allora quello che ha scritto a chiusura della sua scheda su Bowie ("Without that sound, Bowie remains a second-rate vocalist singing second-rate pop for a second-rate audience") non è grave è gravissimo. Ma come si permette?!
Il guaio poi è che questo fastidioso atteggiamento di sufficienza è proprio quello che trasmette ai suoi epigoni...

Ah ma lui è tuttologo, lui conosce il classico gruppo sconosciuto dell'Alabama che ha rivoluzionato il rock'n'roll (ma nessuno se ne accorto...)! Ecchissene, rispondo io. A parte che ci sono tanti repertori gratuiti in rete, anche più completi del suo (Allmusic o, per il jazz, l'inarrivabile AllAboutJazz.com). Certo sono frutto di lavoro di equipe, mentre invece le schede di Scaruffi sono tutte di sua mano (certo, certo, e la marmotta confeziona la cioccolata...).
Scusate lo sfogo polemico, ma tanto per farlo santo tocca aspettare la sua dipartita (fra 100 anni) e quindi c'è sempre tempo.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Carlo Maria » 17/08/2015, 12:24

2Old2Rock2Young2Die ha scritto: Il guaio poi è che questo fastidioso atteggiamento di sufficienza è proprio quello che trasmette ai suoi epigoni...
Ehi! Spero tu non intenda me che l'ho citato più volte! [happy] :o

Aldilà di tutto, come avevo evidenziato fin dall'inizio, manco io che tutto sommato apprezzo parecchio il suo ottimo sito concordo con 100% dei suoi gusti, anzi: attacca, come avevo già detto, e critica moltissimi dei gruppi che adoro.
Però resta un sito davvero utile, interessante, stracolmo di riferimenti.
Condivido però l'osservazione sul suo modo di porsi, che necessariamente risulta conflittuale non tanto per i giudizi negativi che dà, quanto per le motivazioni, spesso oltranziste. È tranciante, ma soprattutto è spesso sprezzante e questo non gli va perdonato. Resta però quanto diceva prima, ossia un prezioso supporto (non l'unico, ma comunque uno tra i più completi e variegati) per il novizio ma anche per chi voglia approfondire generi che altrimenti non conosca.
Faccio degli esempi: proviamo ad andare oltre al giudizio feroce che ha sui Beatles (e sui Beach Boys: e qui mi dispiace ben di più).
Grazie a lui ho conosciuto artisti come i miei amati Phish, la Dave Matthews Band (tanto che andrò a rivederla a Milano in autunno, per caso viene qualcuno? [happy] ), i Blues Traveler. Poi ho conosciuto i Flaming Lips che per assurdo non conoscevo, i !!! (chk chk chk), Joanna Newsom. Ho spaziato su generi di cui avevo basi davvero scarne come la new wave, ricavandomi la discografia completa dei Pere Ubu, per poi tentare la musica più estrema e all'avanguardia: dai Residents anni Sessanta (visti live a Milano... concerto bizzarro come loro) alla Cosmic music. Mica tutto mi è piaciuto e ha ragione 2Old a dire che esalta gruppi misconosciuti... la differenza nel nostro giudizio la fa il fatto che nonostante poi non mi piaccia tutto, a me questo andare in esplorazione di nuove sonorità piace parecchio. Ho trovato quasi inascoltabili gli Shit And Shine, così come Slint e i Royal Trux, mentre mi ha fatto conoscere anni Ottanta alternativi e meritevoli di essere rivalutati.
Anche il giudizio di un detrattore non può essere assoluto e tranciante come alcuni pareri letti qui. Ci si scalda gli animi di fronte ad un giudizio estremo, ma ci si sofferma sul dettaglio e non sul panorama completo. [nw]

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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da reallytongues » 17/08/2015, 12:28

Carlo bisogna aprire un topic sui flaming lips!!!
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 17/08/2015, 12:44

Carlo Maria, è vero io sono un detrattore di Scaruffi, ma mi devi dare atto che, negli altri post, gli ho riconosciuto di saper scrivere ed una certa competenza riguardo ad alcuni generi (anche l'Ambient p.e.). Però, ripeto, per me rovina tutto con un atteggiamento (sopratutto riguardo a chi la musica l'ascolta e, qualche volta, la COMPRA) per me intollerabile.
Riguardo la sua opera di divulgazione è senza dubbio meritoria (ma come quella di chiunque, anche Vincenzo Mollica con la sua rubrica al TG1 allora) e ti dirò che io l'ho conosciuto anche prima di INTERNET. Visto che se ne parlava molto sulle fanzine, riviste (tipo il Mucchio Selvaggio) che leggevo all'epoca (primi '90) mi decisi a comprare i primi tre volumi della sua Storia della Musica Rock (Arcana) e mi resi finalmente conto del perchè se ne parlava tanto. Ripeto a me non piace tanto lo stile (un pò alla Lester Bangs, con tutte le dovute proporzioni) di questo tipo di critica ed il fatto che Scaruffi conosca ed abbia recensito più dischi di chiunque altro sul globo terracqueo a me non cambia di una virgola il giudizio.

reallytongues ha scritto:Carlo bisogna aprire un topic sui flaming lips!!!
Grande gruppo! [suddito]
Ultima modifica di 2Old2Rock2Young2Die il 17/08/2015, 13:05, modificato 1 volta in totale.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 17/08/2015, 12:53

Ehi! Spero tu non intenda me che l'ho citato più volte! [happy] :o
Quando hai parlato di prog e di "ambiente un po' chiuso" nel topic sui Genesis mi hai dato questa impressione. Se mi sono sbagliato mi scuso [nw]
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da Carlo Maria » 17/08/2015, 13:37

2Old2Rock2Young2Die ha scritto:
Ehi! Spero tu non intenda me che l'ho citato più volte! [happy] :o
Quando hai parlato di prog e di "ambiente un po' chiuso" nel topic sui Genesis mi hai dato questa impressione. Se mi sono sbagliato mi scuso [nw]

Il prog in media non mi piace, c'è poco da fare: lo trovo noioso, addirittura soporifero. Potrà urtarti come parere perché tu invece lo ami e lo consideri un'offesa, ma tale non è e una volta abbassati i toni su alcune affermazioni che avevo fatto e che forse potevano effettivamente risultare troppo pungenti al limite del provocatorio (mi pare mentre parlavo degli ELP), resta il fatto che si tratta dei miei gusti e non vedo come la cosa possa sortirti impressione di saccenza. ;) Ho specificato infatti che non faccio di tutta l'erba un fascio e che alcuni dischi prog li apprezzo proprio, per non dire che li amo tout court (il primo dei KC su tutti).
Sul gruppo chiuso, invece, sei il secondo dopo Lamia a citarmela come affermazione e quindi la specifico, visto che le attribuite un senso diverso da quanto avevo riposto io in quei termini ed evidentemente quindi non risulto essermi spiegato bene: questo È un gruppo un po' chiuso. Per sua definizione. Così come ogni altro forum. "Un po' " è riferito al fattore di rinnovamento insito in un forum, ossia il fatto che nonostante tutto, sia in rete ed accessibile a tutti com'è ovvio che sia e quindi ci sia possibilità di afflusso. Dato il mio orientamento scolastico, l'affermazione però intendeva altro e non era affatto una critica a voi, tipo: "siete chiusi, ecco sono arrivato io ad aprirvi la mente" :lol: , ma era un'affermazione legata a una mia constatazione interazionale. Un forum è una comunità. Di norma le comunità virtuali tendono a divenire col tempo omogenee, nel senso che si creano attriti coi membri che la pensano in modo diverso e si presentano alcune scissioni. Chi rimane, per quanto ho visto nella mia più che quindicinale frequentazione di forum ha di solito un patrimonio di gusti-valori-opinioni che è per lo più simile. In questo senso si tratta a parer mio di gruppo chiuso, per il fatto che nei suoi confini risulta coerente, omogeneo, ma al di fuori possono presentarsi altri gruppi chiusi in cui la scala di giudizio è diversa per non dire opposta. E a quel punto e in quel contesto (che per mia colpa evidentemente non ho palesato e dunque ho dato per scontato risultando fraintendibile) avevo parlato anche del "mio forum da cui provengo", che voleva essere non una giustificazione per il mio giudizio, non un autorevole parere di supporto al mio tipo "tutti fuori da qui la pensano come me", ma un semplice attestato che altrove la pensino diversamente e non vi siano giudizi univoci o dettami incrollabili. Mi sono dilungato, ma stavolta dovrei esser stato definitivamente chiaro. ;)


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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da roberto63 » 17/08/2015, 13:49

Ho messo in rilievo le molteplici pecche di Scaruffi. Ho scritto più volte che molti critici di rock hanno un'ignoranza sesquipedale visto che ascoltano solo il rock e spesso sono privi di qualunque conoscenza della teoria musicale.
Però, se analizzando il suo enciclopedico database trovo alcune schede accurate e liste redatte con criterio ( ovvio non solo da lui, non sono così ingenuo) non vedo perché debba nasconderlo a prescindere di ciò che scrive più o meno male su gruppi o su artisti che hanno fatto la storia della musica rock.

Se Scaruffi indica The Black Saint And The Sinner Lady di Charles Mingus quale miglior album di jazz, posso non convenire ed è così intanto perché mi pare quantomeno presuntuoso avventurarsi in simili giudizi, ma debbo anche considerare che ha scelto comunque un'opera di riconosciuto valore nella storia della musica jazz.
Certo è che se si rimane concentrati soltanto sul rock, non si acquisiscono gli elementi necessari per operare valutazioni ponderate e approfondite su di lui.

Di seguito alcuni link:

http://www.scaruffi.com/jazz/best100.html

http://www.scaruffi.com/jazz/40.html

http://www.scaruffi.com/jazz/50.html

http://www.scaruffi.com/jazz/60.html

http://www.scaruffi.com/jazz/70.html

Poi che non siamo in presenza di Massimo Mila, Marcello Piras, Joachim Ernst Berendt e nemmeno Arrigo Polillo non ci piove eh... ;)
Ultima modifica di roberto63 il 17/08/2015, 15:43, modificato 1 volta in totale.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da 2Old2Rock2Young2Die » 17/08/2015, 14:29

Ammetto di non conoscere le sue pagine sul jazz (Forse perchè ha cominciato ad occuparsene negli ultimi anni?)
Sulle sue classifica The Best 100 Jazz Albums, dopo una scorsa veloce delle prime posizioni, ci vedo una certa preferenza verso l'ala radicale (del free, della AACM) rispetto a quella riformista (davis, la c.d. scuola blue note ecc.). Scelta legittima ma forse un pò squilibrata secondo me. E poi andrebbero messi più dischi del periodo d'oro pre anni 50 (dove sono Armstrong, Ellington, Goodman, Lester Young, Charlie Parker? non nei primi 50!). A meno che non ha preso in considerazione solo i 33 giri, ma avrebbe potuto "recuperare" lo stesso qualche musicista che ha registrato buoni dischi anche in tarda età come Ellington o Gillespie). Comunque "The Black Saint!" di Mingus è un capolavoro, nessun dubbio.
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Re: Piero Scaruffi, santo o ciarlatano?

Messaggio da roberto63 » 17/08/2015, 14:47

Sono d'accordo. Perché escludere il jazz tradizionale di Armstrong, Beiderbecke, Hines o classico di Lester Young, Coleman Hawkins, Goodman, così come tantissimo bebop (Parker, Gillespie, Powell, Navarro, Monk) ecc...? È certamente una sua grave pecca questa ossessione per la modernità, soprattutto l'atonalismo, ad ogni costo.
Senza contare che nessun musicista improvvisatore radicale si è mai sognato di relegare in un angolo il jazz delle origini da cui ha comunque tratto ispirazione.
Insomma, se Mahler non esiste senza Bach, anche Anthony Braxton non esiste senza Coleman Hawkins.
Però, come avrai notato, si individua il tentativo di sposare una visione più organica del jazz e della sua importanza nell'ambito della musica del Novecento.
In buona sostanza, mi pare che maneggi meglio il jazz del rock al netto dei consueti sfondoni. :)
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