Santana - Abraxas

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roberto63
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Santana - Abraxas

Messaggio da roberto63 » 12/05/2014, 19:04

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La copertina è un dipinto dell'artista tedesco Abdul Mati Klarwein (1932 - 2002), intitolato Annunciation, che visse per qualche tempo negli Stati Uniti.

Lunedì 26 ottobre 1970 uscì negli Stati Uniti Abraxas, secondo album di una band che il festival di Woodstock aveva proiettato ad altissimi livelli di popolarità.
Se il nome della band era quanto di più banale ci potesse essere, anche se non era infrequente l'usanza di intitolare le band al fondatore o ad uno di essi (Butterfield Blues Band, Steve Miller Band ecc...) non così era la musica suonata: una sapiente miscela di salsa, blues, rock and roll, psichedelia westcostiana e jazz.

Nella discografia del chitarrista chicano ci sono altri lavori di fattura pregevole, alcuni probabilmente migliori, ma se opero una scelta, questo è l'album che meglio sintetizza la notevole forza espressiva, la compattezza frutto di un progetto condiviso tra le varie anime e lascia presagire alcuni percorsi stilistici che Santana e i suoi fidati collaboratori intrapresero o piuttosto accantonarono negli anni a venire.

Intanto, focalizzo il momento: è la primavera del 1970; la band, la stessa esibitasi a Woodstock, contava di ben sei elementi: Carlos Santana alla chitarra; Gregg Rolie, cofondatore della band dal 1966 alle tastiere (organo hammond in primis oltre a pianoforte e piano elettrico; José "Chepito" Areas, percussioni (timbales e congas in prevalenza; Michael Carabello, percussioni (congas soprattutto); David Brown, basso; Michael Shrieve, batteria.
I brani registrati, un totale di nove tracce, vanno dal 2 maggio (Incident at Neshabur) al 24 luglio (Hope You're Feeling Better).

In mezzo ci sono esibizioni piuttosto famose con al centro il primo tour europeo: la partecipazione al Montreux Jazz Festival del 20 giugno; il breve special televisivo del Beat Club a Brema il 22 giugno 1970; il raduno di Kralingen del 26 giugno parzialmente immortalato nel film Stamping Ground.


Scaletta:

1. Singing Winds, Crying Beasts

Pezzo strumentale dalle forti tinte evocative di matrice psichedelica: dopo una breve introduzione caratterizzata dai piatti della batteria, dalle percussioni afrolatine, dagli accordi spettrali del pianoforte di Rolie e il fraseggio lirico di Carlos, emerge un morbido tappeto percussivo sul quale s'innesta un lungo solo al fender rhodes di Rolie punteggiato qui e là dagli stacchi chitarristici molto riverberati di Carlos. Un evidente riferimento al sound di Frisco di stampo quicksilveriano.

2. Black Magic Woman/GypsyQueen

Medley divenuto leggendario, frutto di due sedute diverse che coniuga due miti musicali di Carlos: Peter Green e Gabor Szabo; incuriosisce la struttura del pezzo, la cui introduzione imperniata sull'organo di Rolie deriva da Gypsy Queen di Szabo con utilizzo di scale modali, seguita da un breve solo introduttivo di Carlos e poi da un solo di otto battute al piano elettrico di Rolie; da qui in avanti il pezzo ricalca abbastanza fedelmente la versione originale con Rolie stesso al canto per quanto l'effetto "voodoo" e l'interplay fra chitarra e organo supportati dalla possente sezione percussioni conferiscano brillantezza all'insieme fino alla breve "coda" strumentale di Gypsy Queen.

3. Oye Como Va

Entra prepontemente la salsa già evocata in Evil Ways del primo album con questa cover di un classico del salsero portoricano Tito Puente. La forte caratterizzazione latina impressa al sound del gruppo va certamente attribuita a José Areas, autentico maestro delle percussioni e probabilmente il direttore musicale della band in questa fase. Areas, originario del Nicaragua, entrò nella band grazie alla mediazione di Michael Carabello, l'altro percussionista.
Rolie e Santana prendono le parti dei fiati dell'orchestra di Tito Puente. C'è sintonia fra i musicisti contagiati dal ritmo irresistibile, con l'assolo finale di chitarra che si stacca dalla partitura dei fiati con degli abbellimenti personali. Aiuta ai cori Rico Reyes, collaboratore in quel periodo anche dei Quicksilver Messenger Service.

4. Incident at Neshabur

Ci sono varie componenti che s'incastrano in questo pezzo strumentale composto a quattro mani dal chitarrista chicano e dal pianista Alberto Gianquinto: una sezione iniziale di riff alla Horace Silver colorita da percussioni diaboliche a cui segue una parte in 6/8 sopra cui Rolie regala un superbo assolo di hammond; Santana lo segue con una breve parte concitata, infarcita di accordi jazz cui segue una fase centrale evocativa, dopodiché è Alberto Gianquinto al pianoforte, ospite e sorta di membro aggiunto al gruppo per qualche mese a punteggiare con il suo fraseggio jazz il brano fino all'etereo finale chitarristico di Carlos e le percussioni vagamente orientaleggianti.

5. Se a Cabo

Brano di Areas. È una rivisitazione del merengue in chiave rock: atmosfere ruggenti e break percussivi molto incisivi.

6. Mother's Daughter

Pezzo composto da Rolie che rivela il lato votato all'hard rock, una strada che i Santana per merito di Gregg in qualche modo sfiorarono, ma che fu accantonata, essendo soverchiata dalla prevalente vena latina e dai risvolti jazz.

7. Samba Pa' Ti

Una melodia romantica che fonde radici latine, messicane derivate dalla musica mariachi appresa dal padre (Carlos nasce violinista) ed impianto blues che dimostra l'evidente influenza di B.B. King.
Brano di enorme popolarità, tanto da assumere una connotazione parzialmente negativa, in quanto ritenuto espressione dell'individualità soverchiante di Carlos sui compagni.
Curioso come il brano non fosse pienamente accettato dagli altri membri con l'eccezione dell'amico e cofondatore Gregg Rolie che sostenne entusiasticamente il fraseggio chitarristico con un possente accompagnamento d'organo.

8. Hope You're Feeling Better

Ancora di Rolie, s'iscrive nel genere di Mother's Daughter, ma è più dilatata con un ottimo intervento vocale del tastierista ed un ammaliante riff nello stile dello Spencer Davis Group. Solo ispirato di Carlos.

9. El Nicoya

È uno dei soprannomi di "Chepito" Areas. Breve omaggio folk alla tradizione centroamericana così vividamente rappresentata da Areas nel suono del gruppo.



Nella versione rimasterizzata, rilasciata il 31 marzo 1998, vennero aggiunti tre brani tratti dal primo concerto europeo della band nella prestigiosa cornice della Royal Albert Hall di Londra il 18 aprile 1970.

La scaletta pervenutaci incompleta prevedeva:
Se A Cabo; Toussaint L'Overture; Black Magic Woman/Gypsy Queen; Gumbo; Soul Sacrifice ; il concerto vide aggiungersi Alberto Gianquinto quale occasionale settimo componente.

I primi tre sono stati inseriti nella versione espansa; il quarto ed il quinto brano figurano in una raccolta comprendente un dvd ed un cd intitolata Legends of Rock. Live in Concert at Royal Albert Hall edita il 23 aprile 2001.

Un documento di indubbio interesse sebbene la qualità delle incisioni dal vivo in alcuni frangenti lasci un po' a desiderare, ma va tenuto conto degli standard non ottimali per i live dell'epoca.


Fonti utilizzate:

http://santanamigos.pagesperso-orange.fr/menu.htm

Santana - La vera storia di una leggenda del rock - Simon Leng - Editori Riuniti, ed. italiana, 2001.
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reallytongues
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Re: Santana - Abraxas

Messaggio da reallytongues » 12/05/2014, 19:43

mi riprometto di ascoltarlo tutto e magari comprarlo
riguardo a Black Magic Woman
molto bella la tua analisi
è molto interessante lo sviluppo del brano che migliora non poco l'origianle di Peter Green
l'organo di Rolie è un aspetto essenziale per il sound esoterico del gruppo
la coda finale del pezzo è assoluta magia

forse ci si è dimenticati col tempo della portata immensa del sound di Santana
cosa che è pure successa a me
anche Caravanserai ricordo che fu un album molto apprezzato dai critici
forse l'apice di Santana prim del declino
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Re: Santana - Abraxas

Messaggio da roberto63 » 13/05/2014, 14:36

@really
Anch'io penso che Black Magic Woman suonata dai Santana abbia acquistato un valore aggiunto. In qualche modo la fusione con Gypsy Queen che era una composizione jazz del chitarrista Gabor Szabo l'ha resa più complessa dal punto di vista armonico.
Che cosa pensi di Incident at Neshabur? Anche qui viene da rammaricarsi un po' del fatto che la collaborazione con Alberto Gianquinto sia stata pressoché isolata. E poi l'asse Rolie-Santana funziona a meraviglia lungo tutto l'album.
Ultima modifica di roberto63 il 09/09/2015, 8:50, modificato 1 volta in totale.
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reallytongues
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Re: Santana - Abraxas

Messaggio da reallytongues » 14/05/2014, 11:17

ho ascoltato "Incident.."
all'inizio l'ascolto non mi ha impressionato molto
la prima parte più forte, quasi un hard latino, e la seconda lieve e molto west coastiana però danno al brano un qualcosa di misteriosamente narrativo e quel finalino così dolce me lo hanno fatto piacere assai
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mimmo il meccanico
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Re: Santana - Abraxas

Messaggio da mimmo il meccanico » 23/08/2014, 12:22

Bellissimo album, il mio preferito insieme al primo. Questo stile "latin" mischiato con un po' di blues, jam rock, psichedelia e qualche schitarrata hard era una miscela veramente unica e all'epoca solo nei suoi dischi potevi trovarla. Dopo più in là ha iniziato a entrare un po' in territori fusion, mantenendosi sempre interessante, ma perdendo a mio avviso quella peculiarità stilistica dei primissimi tempi.
ok e adesso?

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rim67
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Re: Santana - Abraxas

Messaggio da rim67 » 24/08/2014, 21:23

Mimmo: Sottoscrivo appieno il tuo intervento,
non avrei trovato modo migliore per sintetizzare questo stupendo album :)
Roberto: Ottima recensione!
Una convinzione non è solo un'idea che la mente possiede, è un'idea che possiede la mente.


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roberto63
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Re: Santana - Abraxas

Messaggio da roberto63 » 26/08/2014, 17:44

mimmo il meccanico ha scritto:Bellissimo album, il mio preferito insieme al primo. Questo stile "latin" mischiato con un po' di blues, jam rock, psichedelia e qualche schitarrata hard era una miscela veramente unica e all'epoca solo nei suoi dischi potevi trovarla. Dopo più in là ha iniziato a entrare un po' in territori fusion, mantenendosi sempre interessante, ma perdendo a mio avviso quella peculiarità stilistica dei primissimi tempi.

A differenza di te, sono un po' combattuto fra il periodo latino e quello fusion jazz rock.
Però, sono certo di una cosa, che l'allontanamento di Gregg Rolie fondamentale nel sound del gruppo dagli esordi sino al '72, ma in Caravanserai sta un po' defilato, mentre prima ne era una colonna portante ... sia stata una grave perdita colmata solo in parte dai suoi sostituti e dire che per un certo periodo nei Santana ci sono stati insieme due assi delle tastiere come Tom Coster e Richard Kermode... :)
Ultima modifica di roberto63 il 09/09/2015, 8:50, modificato 1 volta in totale.
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