Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

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roberto63
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Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da roberto63 » 31/12/2014, 10:24

Ho pensato di aprire un topic sulla musica classica americana, principalmente statunitense.
Se è vero che la musica classica ha la sua culla nella vecchia Europa dov'è nata e si è sviluppata a partire dal Medioevo per arrivare al XXI secolo passando per mostri sacri quali Bach, Haydn, Haendel, Mozart, Beethoven, Rossini, Chopin, Brahms, Liszt, Wagner, Verdi, Debussy, Puccini, Mahler, Tchaikovsky, Ravel, Prokofiev ecc...., esiste una scena americana nella quale il melting pot ha prodotto una miscellanea di stili e di correnti che, seppure influenzata da quanto si evolveva in Europa, ha trovato un suo percorso, spesso affascinante, non privo di riflessi anche verso la musica rock, basti pensare a Frank Zappa & Mothers Of Invention, Captain Beefheart & Magic Band, United States Of America, Terry Riley e così via.

Comincio senza alcun ordine preferenziale, da Samuel Barber, compositore, utilizzato spesso quale commento nelle colonne sonore a volte insieme a temi prettamente pop rock.

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Il mago di Floz
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Re: Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da Il mago di Floz » 31/12/2014, 19:28

Di Barber ho ascoltato e apprezzato molto l'adagio per archi, anche nell'arrangiamento per coro dell'Agnus dei, ma non conosco altro: ne approfitto per ascoltare la sinfonia che hai proposto.

Io alla classica mi ci sono avvicinato, ma non ne sono un esperto - e comunque ho solo sfiorato il repertorio statunitense; da fan di Emerson, Lake & Palmer mi sono però subito buttato sulla Fanfare for the common man di Aaaron Copland, davvero suggestiva: se nell'arrangiamento del trio progressive ne guadagna in dinamicità e tiro, sicuramente il brano classico è caratterizzato da maggior epicità e maestosità.
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Re: Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da roberto63 » 01/01/2015, 10:40

Anch'io sto pian piano approfondendo questi compositori. Per Barber sono partito dal famoso Adagio per archi op. 11, quello che si sente in Platoon di Stone :) .
Francamente - vado a memoria - non ricordo di suoi arrangiamenti reinterpretati in chiave rock. Forse, il carattere elegiaco che fuoriesce spesso dalle sue composizioni mal si concilia con il vigore espressivo del rock.
Hai fatto bene a citare gli Emerson Lake & Palmer che si sono accostati alla musica classica americana del XX Secolo con risultati convincenti in particolare con il repertorio di Aaron Copland.
Peraltro oltre a queste reinterpretazioni, è interessante cercare anche collegamenti indiretti tra composizioni originali contemporanee - penso a Zappa - e appunto composizioni colte dal mondo musicale statunitense del primo Novecento americano.
Comunque siamo partiti con Barber. vediamo dove ci porterà il viaggio... ;)
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Re: Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da roberto63 » 01/01/2015, 10:54

Dall'Adagio per archi op. 11 al Quartetto d'Archi n. 1 che ne costituisce l'arrangiamento del secondo movimento, il passo è breve.

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Re: Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da roberto63 » 18/01/2015, 10:20

Continuiamo il viaggio con Aaron Copland a cui gli Emerson Lake Palmer tributarono più di un omaggio.

Questa è Hoedown, tratta dal balletto Rodeo , una delle composizioni più note di Copland.

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Re: Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da Scardy in Exile » 26/03/2015, 7:45

Non conoscevo questo Copland, ieri ho ascoltato Rodeo e mi è piaciuta. Si sente che è musica americana, evocativa di frontiere e praterie. Ha un senso di movimento e spazialità alieno a tanta musica europea del 900, molto più fosca ed opprimente.

Roberto, conosci Charles Ives ed Edgard Varese, considerati da molti due compositori fondamentali per la musica americana del 900?


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Re: Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da roberto63 » 26/03/2015, 18:14

@scardy

Complimenti per l'avatar! :)

Condivido quello che dici su Copland. Peraltro egli ha avuto fasi diverse nel quale ha pure abbracciato la dodecafonia senza rinunciare all'uso di temi popolari e folclorici autoctoni che costituiscono la cifra consolidata delle sue composizioni più acclamate.
Varese lo conosco troppo poco per esporre un'opinione. So che è stato una fonte di ispirazione per Zappa. Ho cercato di trovare collegamenti con Ives, ma non mi pare che i due si siano non dico frequentati, anche solo semplicemente ascoltati. Mentre so che Ives era apprezzato da Mahler e da Schoenberg.
Vengo ad Ives per il quale ho una stima sconfinata e di cui possiedo alcuni dischi. Un gigante della musica classica statunitense, molto moderno, anticipatore e precursore di innovazioni nel linguaggio colto, la cui carriera ha attraversato circa trent'anni dagli anni '90 dell'Ottocento agli anni '20 del Novecento.
Per la musica europea a chi ti riferisci? Alla seconda scuola di Vienna? Tema di notevole interesse per quanto mi riguarda, per quanto non conosca a fondo nessuno dei suoi grandi e celebrati esponenti.
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Re: Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da roberto63 » 26/03/2015, 18:33

Visto che si è nominato Ives.

Propongo questa piccola chicca del grande compositore americano:

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Re: Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da Scardy in Exile » 26/03/2015, 18:53

Esattamente, Roberto. Mi riferivo alla dodecafonia, a Schoenberg, Webern, Berg, compositori di cui ho ascoltato poche cose, ma sufficienti per farmi una idea delle caratteristiche e soprattutto del "mood" di quella musica, che non esiterei a definire "espressionista", proprio in virtù della cupezza e della inquietudine che trasmette (per il fatto di non avere punti di riferimento "tonali", detta in maniera rozza da uno poco ferrato in materia, come me). Tra l'altro, se non sbaglio, era una corrente contemporanea all'espressionismo pittorico, al Die Brucke di Dresda. Si avverte l'atmosfera angosciata e opprimente di un continente che si avviava ad una guerra sanguinosa, che avrebbe messo a soqquadro tutte le certezze acquisite nei decenni precedenti. Tutto un altro feeling, invece, è quello che si avverte ascoltando Copland, senz'altro meno rivoluzionario musicalmente, ma capace di trasmettere lo spirito positivo e arrembante di una nazione che si avviava ad una prosperità diffusa, contrapposta alla decadenza dell'Europa, "decadenza" (intesa come smarrimento) espressa proprio da Scuole come quella viennese. Adesso corro ad ascoltarmi Ives... :)


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Re: Musica dal Nuovo Mondo - Stati Uniti e dintorni

Messaggio da roberto63 » 09/09/2015, 10:15

Charles Ives compose questo pezzo celebrativo del più famoso parco newyorchese pensandolo prima dell'avvento dei motori a combustione restituito ad un'immagine di bucolica purezza. Ecologista ante litteram:




Un altro brano che mi ha fatto innamorare di questo grande compositore americano è The Unanswered Question:




Qui alcune recensioni:

http://deladelmur.blogspot.it/2009/08/charles-ives.html

https://www.debaser.it/recensionidb/ID_ ... estion.htm

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