John Coltrane – A Love Supreme (1964)

Una sezione dedicata a tutti gli appassionati del Jazz, nato nei primissimi anni del '900 negli Stati Uniti ma che influenza tutt'ora i più grandi musicisti.

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John Coltrane – A Love Supreme (1964)

Messaggio da Watcher » 01/08/2011, 16:17

Immagine


Se per gli appassionati della musica classica non può mancare nella propria collezione di dischi la Sinfonia n. 5 di Beethoven, e per gli amanti del rock un Led Zeppelin II, per gli appassionati del jazz è imprescindibile A Love Supreme di John Coltrane.

A metà degli anni '60, Coltrane lottò contro i demoni della droga e trovò la redenzione in un’entità chiamata Dio.
L’album fu concepito da Coltrane come un suo dono al Signore, un’umile offerta che esprime una profonda gratitudine, impegno e amore a Dio, non necessariamente al proprio, ma a quello “vero”, cristiano, islamico o altro.

Per gli standard jazz, A Love Supreme è un album breve. Ma la sua intensità e la passione è tale che l'ascolto oltre la lunghezza contenuta qui sarebbe faticoso.

Non è l'album più sperimentale di Coltrane, e nemmeno il suo più accessibile. Si tratta di un jazz modale che offre una vasta gamma di libertà melodica. Odore di free jazz qua e là ma con un “tema” in primo luogo raffinato fino all’estremo.

A Love Supreme è una suite con quattro parti distinte. Si tratta di Acknowledgement, Resolution, Pursuance e Psalm.
Diamo uno sguardo a ciascuna parte.

Acknowledgement (Avviso)
Inizia con una linea di basso che verrà ripresa vocalmente, alla fine della prima parte, come una sorta di mantra con queste parole: “A Love Supreme … A Love Supreme …”.
Questa parte di basso continua per tutto il brano per darle una sorta di atmosfera di movimento in avanti, quasi come scalare una montagna.
http://www.youtube.com/watch?v=558bTG0D-xg

Resolution (Risoluzione)
Una traccia molto più “focosa” della precedente. Qui la melodia di Coltrane sale e scende in modo estremo.
Il pianoforte di McCoy Tyner, la batteria di Elvin Jones e il basso di Jimmy Garrison seguono l'esempio, creando un atmosfera drammatica che sembra sempre sull'orlo del caos, anche se mai effettivamente lo è.
Una tensione attentamente costruita che si rompe di tanto in tanto durante l’assolo di Coltrane.
http://www.youtube.com/watch?v=7Xx-rawGfn8

Pursuance (Proseguimento)
Forse la sezione più disgiunta e non strutturata dell’album. Inizia in modo abbastanza semplice (si fa per dire): lungo intro di batteria, breve tema, improvvisazione di Tyner, crescendo di Trane fino all’esplosione sonora, il solo di Garrison, che unisce questo brano con il seguente, a rappresentare la pace.
Questo il simbolo del suo faticoso percorso di ricerca interiore.
http://www.youtube.com/watch?v=sHkMFLhcKJg

Psalm (Salmo)
La parte finale è una meditazione silenziosa. Rappresenta l’illuminazione di chi si trova in pace con Dio.
Insostituibile qui McCoy Tyner
Anche se in tono più tranquillo, Psalm è altrettanto bella e passionale come il resto dell’album.
http://www.youtube.com/watch?v=NMpCWxDB ... re=related

A Love Supreme, oggi, è considerato uno dei migliori album jazz mai fatto. Ha aperto la strada per una più profonda espressione nel jazz e si pone come uno degli album jazz più venduto di tutti i tempi.
Purtroppo Coltrane muore solo due anni e mezzo dopo che A Love Supreme fosse rilasciato, ma la sua eredità sopravvive.

Non c’è mai fine. Ci sono sempre dei suoni nuovi da immaginare, nuovi sentimenti da sperimentare. E c’è la necessità di purificare sempre più questi sentimenti, questi suoni, per arrivare ad immaginare allo stato puro ciò che abbiamo scoperto. In modo da riuscire a vedere con maggior chiarezza ciò che siamo. Solo così riusciamo a dare a chi ci ascolta l’essenza, il meglio di ciò che siamo.

- John William Coltrane -
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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Progressive-Sax
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Re: John Coltrane – A Love Supreme (1964)

Messaggio da Progressive-Sax » 01/08/2011, 18:02

Eccezionale la recensione quanto l'album! Bravissimo! :D

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The Lamb
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Re: John Coltrane – A Love Supreme (1964)

Messaggio da The Lamb » 02/08/2011, 20:06

A Love Supreme è magistrale, vecchio mio. Dalle prime note di Aknowledgement, mi abbandono, mi assento dal mondo terreno per inoltrarmi in pochi attimi in quello pacifico della musica. Profondamente jazz, un jazz che traspira d'aria spirituale, in armonia con se stessa, con l'ascoltatore, con l'universo, con Dio. Non è altro che l'esatto specchio di un musicista impegnato e devoto, capace di trasportare il pubblico fuori dalla realtà, nonostante si tratti di un genere non troppo orecchiabile (l'entrata del sax in Resolution, che io amo moltissimo per la sua imprevedibilità, è quasi "ostica") e neppure così tecnicamente impegnativo (ci sono lavori Jazz alla lunga più complicati, contestualizzando comunque l'album nel lontano '64). A tratti proprio la semplicità è quella che conta, l'unica in grado di trasportare nello spazio siderale la nostra immaginazione.
Album per Dio. Album di un dio. Album divino.
Perché devi avere per forza torto, solo se alcuni milioni di persone la pensano così? (Frank Zappa)

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tommy63
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Re: John Coltrane – A Love Supreme (1964)

Messaggio da tommy63 » 02/08/2011, 21:10

Bravo Watcher, non è facile recensire un capolavoro simile. I miei complimenti, e un consiglio a tutti: ascoltatelo, vi aprirà nuovi orizzonti musicali.

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Machine
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Re: John Coltrane – A Love Supreme (1964)

Messaggio da Machine » 03/08/2011, 10:05

Questo album fu dedicato da John Coltrane a Dio. Ma io vi dico che fu al contempo Dio a dedicarlo a tutti gli uomini.
L'aura mistica che pervade e impregna le sonorità e ogni nota di questo disco è inconfondibile e da brivido. Il sassofono di Coltrane è un'estensione della sua anima, rivela le sue emozioni e le trasmette a noi tramite la sua musica.
I quattri brani del disco sono quattro tappe di un percorso che ciascuno di noi compie.
John Coltrane fu una persona modesta e in pace con il mondo. Una di quelle persone che, nella loro umiltà, rendono il mondo diverso. La storia di John e di questo album hanno, a mio parere, molto da insegnarci.

"His Way Is in Love, Through Which We All Are. It Is Truly - A Love Supreme"

"Il suo modo di esistere constà dell'amore, attraverso il quale noi tutti esistiamo. E' veramente un Amore Supremo"


Avrei alcune curiosità da condividere con tutti voi e con gli amanti di questo album. Nel 2004 è uscita un remaster rivoluzionario di questo disco, grazie alla scoperta della cassetta contenente la registrazione originale del 1964 di tutte le tracce. Infatti era successo che nel 1971 questa cassetta era stata duplicata e l'originale andò perso. Solamente che qualcosa andò storto durante il trasferimento su nuovo supporto e ne uscì un obbrobbrio, con compressioni ed equalizzazioni indesiderate in tutte le canzoni e dei disturbi nel canale sinistro durante i primi tre minuti di "Pursuance". Disgrazia volle che tutti i master successivi al '71 si basarono proprio su questa cassetta difettosa. Finchè nel 2003 Rudy Van Gelder, colui che provvedette nel lontano '64 alla registrazione dell'album, riuscì a rintracciare la registrazione originale. Risultato: oltre alla qualità superiore e alla mancanza dei difetti sopracitati, si sentono i cembali del batterista Elvin Jones, ha un maggiore risalto la parte cantata, il sound del gruppo si staglia prepotente e "aperto".

Un'ultima piccola chicca: come sappiamo, l'album fu registrato il 9 dicembre del 1964 allo studio di registrazione Van Gelder nel New Jersey. Lo stesso Van Gelder ci racconta nel libretto incluso al nuovo master alcune cose molto interessanti su John: prediligeva, ad esempio, sessioni di registrazione notturne (la sentite, l'atmosfera notturna del disco? Provate ad ascoltarlo con le luci spente, prima di dormire...); registrava al massimo due brani per sessione; e, altra stranezza per un Jazzista del '64, organizzava con molta puntigliosità le parti che ciascuno avrebbe suonato.

Insomma, ribadisco che questo album è una pietra miliare non solo del Jazz, ma della musica in generale, e, anche se non prediligete particolarmente il Jazz, ascoltatelo! L'amore che questo artista ha impresso in ogni nota di questo disco è immenso!

Ringrazio Watcher per averlo recensito. Ottimo lavoro.

"Whith love to all, I thank you,
John Coltrane
"
Welcome, my son...
Welcome, to the machine...

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aorlansky60
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Re: John Coltrane – A Love Supreme (1964)

Messaggio da aorlansky60 » 24/10/2019, 11:54

Dopo le prime iniziazioni tipicamente FUSION (Weather Report, Mahavishnu Orchestra) questo è stato il primo album dichiaratamente JAZZ che mi sono portato a casa già negli anni 70, complice una molto positiva recensione letta su un mensile che al tempo compravo assiduamente (la rubrica musicale della rivista Hi-Fi SUONO); credo che dopo così tanto tempo, non serva nessun altro commento per definire quest'opera, se non "UNA DI QUELLE CHE SI DEVONO POSSEDERE E CONOSCERE".
Ama tutti, credi a pochi, non far male a nessuno.

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Re: John Coltrane – A Love Supreme (1964)

Messaggio da Watcher » 27/10/2019, 9:51

Mi era sfuggito questo tuo post, Aor. Stessa identica cosa per me riguardo al fatto che Love Supreme sia stato il mio primo album jazz. (L'ho già scritto da un'altra parte). A differenza che ero stato indirizzato da un amico su quale scegliere.
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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