Nucleare: non s'ha da fare?

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Nucleare: non s'ha da fare?

Messaggio da Harold Barrel » 20/03/2011, 0:07

Quella del nucleare è sicuramente una faccenda molto complessa, che tira in ballo molti altri argomenti. Io sono favorevole in linea teorica, ma in linea pratica sono contrario. Nel senso che se tutto fosse fatto come dovrebbe essere (come ad esempio le più moderne centrali in Finlandia) allora non succederebbe nulla, ma purtroppo c'è sempre qualcosa che va storto. Possiamo anche ricollegarci a ciò che è successo a Fukushima, o al disastro di Chernobyl. A voi ;)
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Re: Nucleare: non s'ha da fare?

Messaggio da Watcher » 21/03/2011, 11:00

Harold Barrel ha scritto: Nel senso che se tutto fosse fatto come dovrebbe essere (come ad esempio le più moderne centrali in Finlandia) allora non succederebbe nulla, ma purtroppo c'è sempre qualcosa che va storto.
La centrale di Fukushima è stata costruita circa vent'anni fa ed era una centrale all'avanguardia.
Il tempo di costruire una nuova centrale qui in Italia prevede tempi molto lunghi, anni. Quando la centrale è pronta per essere messa in funzione è già una centrale tecnologicamente vecchia. E quindi?

L'Italia, lo sappiamo tutti, è un paese a rischio altamente sismico, nessun territorio escluso, per non parlare del problema alluvioni.
I favorevoli al nucleare, quando manifesti i tuoi dubbi, ti rispondono che la Francia ha le sue centrali sui nostri confini, quindi siamo comunque a rischio. E allora tanto vale farle anche noi. :?

Se potessi decidere io abbandonerei questo progetto e darei inizio a programmi alternativi che abbiano come obbiettivo il benessere e la salute dei cittadini e non gli interessi economici delle multinazionali quali ENI ed ENEL.

Riporto quanto ho letto in questi giorni.

I RISCHI IN ITALIA SONO ALTRETTANTO GRAVI CHE IN GIAPPONE

1. Rischio Tsunami in Italia
2. Precedenti:
9 gennaio 1693 terremoto di Val di Noto, tsunami su coste orientali Sicilia
1783 - Calabria (1500 morti)
28 Dicembre 1908- Messina – terremoto e tsunami-(onde fino a13 metri di altezza
3. Rischi attuali: Secondo uno studio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia1, le coste italiane sono esposte a rischio di tsunami con onde fino a15 metri di altezza, causate da eventi sismici in Grecia o Nord Africa Come se questo non bastasse, c’è il rischio rappresentato dal Marsili, il gigantesco vulcano sommerso a 150 km ovest della Campania, (alto 3000 m, la cui cima è a soli 450 m dal livello del mare) che ha recentissimamente dato segni di attività. In un articolo del Corriere della Sera viene citato Enzo Boschi presidente dell' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ha detto: «Potrebbe succedere anche domani. Le ultime indagini compiute dicono che l' edificio del vulcano non è robusto e le sue pareti sono fragili. Inoltre abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni ed è di grandi dimensioni. Tutto ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all' improvviso».
DA NOTARE: QUASI TUTTI I SITI PROPOSTI PER LE CENTRALI ITALIANE SONO IN RIVA AL MARE. UNA ERUZIONE DEL MARSILI PRODUREBBE SICURAMENTE UNO TSUNAMI DI ENORME GRANDE ENTITA’; DEVASTANDO LE COSTE DALLA TOSCANA ALLA CALABRIA; SICILIA; SARDEGNA.
I SITI CONSIDERATI “IDONEI” DAL GOVERNO SONO QUASI TUTTI IN RIVA AL MARE
4. Rischio sismico: E’ superfluo ricordare la frequenza dei terremoti in Italia, che tutti conosciamo. Come pure, che non solo la frequenza, ma anche l’intensità degli eventi sismici restano NON PREVEDIBILI. Nessun tecnico può affermare che in Italia siano esclusi terremoti dello stesso livello che ha colpito il Giappone, o addirittura superiore. Quello che si può aggiungere, è che la comunità scientifica è oramai concorde nell’affermare che le catastrofi naturali diventano sempre più frequenti e la loro forza è sempre maggiore. Questo vale sicuramente per le alluvioni, le siccità e gli incendi; inoltre c’è una scuola di pensiero secondo la quale anche i terremoti stanno evolvendo in questo senso. (Bill McGuire, della Royal Society, Direttore del Benfield Hazard Research Centre at University College London- articolo sul Guardian, 19 Aprile 2010) In ogni caso, la questione è “Quali tempi di ritorno adottare, e quale Terremoto di progetto”? Poiché il fenomeno dell’intensificarsi delle catastrofi naturali è relativamente giovane, e non disponiamo di dati certi la capacità di previsione del mondo scientifico ne risulta indebolita.
Quando mi contraddico ho ragione due volte.

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Burning Rope
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Re: Nucleare: non s'ha da fare?

Messaggio da Burning Rope » 21/03/2011, 21:01

Io sono assolutamente contrario al nucleare. Per tutti i motivi elencati da Watcher e tanti altri.

Uno dei pochi motivi per andar fieri di questo nostro derelitto paese era per l'appunto ad essere l'unico, insieme all'Austria, denuclearizzato in Europa.

In Germania, dove vivono praticamente senza sole, il 30% del fabbisogno nazionale viene prodotto con pannelli fotovoltaici. Mi chiedo perchè in Italia che è il paese del sole non si possa investire in energie ecologiche e rinnovabili anzichè in una tecnologia vecchia, superata e pericolosa come quella nucleare.

Tra l'altro le centrali nucleari sono costosissime e richiedono tempi lunghissimi di costruzione. Per ammortizzare il costo della costruzione bisogna farla funzionare per almeno 40 anni. E' un assurdo. Vuol dire che l'Italia nel 2050 avrà appena finito di ripagarsi le centrali gentile cadeau di Berlusconi & co. Ma ci fosse Bersani sarebbe la stessa cosa. Non è questione di destra o sinistra.

Purtroppo un paese governato da persone vecchie non può avere futuro. Uomini di 70/80/90 anni come ci sono in Italia per forza di cose non possono avere la visione del futuro. Guardano l'interesse a breve dei loro amici imprenditori, petrolieri ed altri inquinatori vari.

Mentre noi ci godremo centrali e relative scorie e le lasceremo in eredità ai nostri figli e nipoti.

W l'Italia

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Arya
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Re: Nucleare: non s'ha da fare?

Messaggio da Arya » 03/04/2011, 14:32

Harold Barrel ha scritto: Nel senso che se tutto fosse fatto come dovrebbe essere (come ad esempio le più moderne centrali in Finlandia) allora non succederebbe nulla, ma purtroppo c'è sempre qualcosa che va storto. Possiamo anche ricollegarci a ciò che è successo a Fukushima, o al disastro di Chernobyl. A voi ;)
Non sono d'accordo. Anche la centrale più moderna è pericolosa e non indistruttibile. Inannzi a tutto c'è sempre da tenere presente che l'errore umano è possibile, e poi bisogna ricordarsi che la natura è imprvedibile e che quindi nessun sito è perfetto. L'idea di fondo è che Non esiste una centrale sicura al 100% e mai esisterà. La centrale di Fukushima era vecchiotta, ma il fatto che abbia resistito ad un terremoto del 9º grado (e teniamo presente che è l'ultimo grado, quindi il massimo), oltre quello per cui era stata progettata, significa che era abbastanza sicura; solo che, come è anche comprensibile, a quell'onda tremenda, altissima, non ha resistito.
Un terremoto come quello dell'11/3 è un evento raro e terribile, che è difficile che capiti, ma non impossibile.

Ora io mi chiedo: anche se queste cose capitassero una volta su un milione, dobbiamo per forza correre un rischio così grande e imprevedibile? Una qualsiasi altra centrale creerebbe un danno temporaneo e localizzato. Le radiazioni durano nel tempo e si propagano sotto forma di nubi che toccano, anche se indebolite, tutta la terra. Davvero, ne vale la pena?



Sull'Italia il discorso si fa ancora più categorico: qua le case le costruiscono con la sabbia, che i lego ai terremoti reggono meglio, e vogliamo costruire le centrali. Senza contare le scorie, dove vorrebbero metterle?
Secondo di New York: lasso di tempo che intercorre tra quando scatta il verde e il tassista dietro di voi comincia a suonarvi il clacson

La vita è uno stato mentale


QueenOfTheAftermath
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Re: Nucleare: non s'ha da fare?

Messaggio da QueenOfTheAftermath » 04/04/2011, 14:09

Sono assolutamente contraria al nucleare. A parte tutte le considerazioni già fatte (Italia paese sismico, non può esserci una centrale veramente sicura...), c'è anche il fatto che le scorie in teoria verrebbero messe in contenitori di cemento e
- o lasciate all'aria aperta
- o messe in ipotetiche grotte, preferibilmente ex-miniere di sale, come si è fatto in altri Paesi, per prevenire l'umidità.

In entrambi i casi, mentre i contenitori si disferebbero in "poco" tempo, le scorie avrebbero un tempo di decadimento molto più lungo, e quindi bisognerebbe tenere costantemente sotto controllo i contenitori... In Italia? Hahaha.

Poi, se lasciamo le scorie all'esterno i bidoni si decomporranno più in fretta. Se invece le mettiamo nelle grotte... Beh, è sottoterra. Riprendiamo il discorso dei terremoti: se uno di questi spacca una grotta piena di belle schifezze radioattive? Che succede?

Vabbè, non ho detto niente di significativo. Ma comunque, questo è il mo parere.
«Si può essere tutto ciò che si vuole, basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere.» -Freddie Mercury

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